Lampedusa: oggi la conclusione della Summer school sulla mobilità umana

Lampedusa – “I fatti che hanno investito l’Europa in questi giorni dimostrano, una volta di più, come il destino del nostro continente sia indissolubilmente intrecciato al tema delle migrazioni”. Giunta alla sua settima edizione la Summer school “Mobilità umana e giustizia globale. Un mare di speranza. Migranti forzati alle porte dell’Europa”, in corso fino ad oggi a Lampedusa, l’avamposto d’Europa, in “un frangente particolarmente delicato nella pluridecennale vicenda della relazione tra l’Europa e l’immigrazione”. Commenta così i giorni della Summer school la direttrice Laura Zanfrini, che aggiunge: «La folta partecipazione, dall’Italia e dall’estero, testimonia di un diffuso bisogno di comprendere un fenomeno che ci si presenta oggi con dimensioni tanto copiose quanto imprevedibili nella loro evoluzione, ma anche di leggerlo sia nelle sue dimensioni economiche, politiche, sicuritarie, che egemonizzano un dibattito pubblico prigioniero di opposte strumentalizzazioni, sia soprattutto nelle sue implicazioni etiche. Quelle che ci rendono consapevoli di come scelte e non scelte in tema di governo della mobilità umana costituiscono la cartina di tornasole della nostra civiltà, dei valori che vogliamo lasciare in dote alle giovani generazioni, della concezione della giustizia”. Molte le testimonianze in questi giorni tra le quali i commenti a caldo degli studenti, alcuni del Boston College americano, e della loro tutor Eva Millona, gli interventi del vicesindaco di Lampedusa Damiano Massimiliano Sferlazzo, di mons. Franco Agnesi, delegato per la pastorale Migrantes della Conferenza episcopale lombarda.

Inoltre – continua Laura Zanfrini – «nelle parole di don Mimmo Zambito, parroco di Lampedusa, la frontiera che separa l’Europa dall’Africa si tramuta qui nella frontiera tra la morte e la vita, capace di suscitare una empatia che è il vero volto dell’umano. Ed è la frontiera tra l’Europa della paura e quella della speranza, di un continente percorso da insicurezze e preoccupazioni identitarie, e tuttavia in grado di cristallizzare l’anelito di libertà e di riscatto di milioni di donne e uomini delle periferie del mondo”.

Alla Summer School dell’Università Cattolica ricercatori e operatori hanno ripercorso le origini delle emergenze umanitarie e delle politiche intraprese a livello nazionale ed europeo approfondendo il ruolo fondamentale dei soggetti della società civile e delle risorse che rendono possibile ai migranti affrontare e vincere la disperazione.

Tra gli interventi anche quelli di Germano Garatto della Fondazione Migrantes, Giovanni Valtolina, della Fondazione Ismu di Milano. E ancora, padre Fabio Baggio, preside dello Scalabrini International Migration Institute, padre Gabriele Bentoglio, sottosegretario del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e di mons. Gian Carlo Perego, direttore generale di Migrantes.