Bologna – Nei giorni scorsi la Comunità cattolica africana «Saint Marc Evangéliste et Saint Charles Lwanga» di Bologna ha ricevuto la visita dell’arcivescovo mons. Matteo Zuppi per la Messa, durante la quale sono stati commemorati san Carlo Lwanga, co–patrono della comunità, e i dieci anni di presenza della comunità presso la parrocchia Sant’Antonio di Savena.
«Per me è una grande gioia incontrare nuovamente la Comunità francofona» ha affermato l’Arcivescovo all’inizio della celebrazione, nel corso della quale ha elogiato i valori delle diversità, esortando ad andare al di là dei pregiudizi e ad essere misericordiosi come il Signore, e ha sottolineato l’importanza di avere un luogo dove incontrarsi, una casa dove nessuno è straniero. Don Gabriel Louis Tsamba, cappellano della Comunità francofona, ha ricordato la storia della comunità, lodando l’operato dei suoi predecessori, don Come e don Christophe, e l’aiuto ricevuto dalla Comunità San Giovanni. Battezzata il 10 giugno 2015 con i nomi di due Santi, la comunità raggruppa cittadini provenienti da vari paesi africani, come Camerun, Gabon, Congo, Costa d’Avorio, Burkina–Faso, Mali, Congo Brazzaville, Togo, Benin. Don Gabriel ha ringraziato l’Arcivescovo, monsignor Andrea Caniato, incaricato diocesano per la pastorale degli immigrati (Migrantes), don Mario Zacchini, parroco di Sant’Antonio di Savena, e la sua comunità, le Suore missionarie del Lavoro che, assieme a don Robert Midura Nemeye, sono stati i «pionieri» nel gettare le basi della comunità francofona una ventina di anni or sono, e la delegazione della comunità anglofona «Santa Bakhita», guidata da monsignor Daniel Kamara. Dopo la Messa, c’è stata la condivisione della cena a base di piatti tipici africani, tra cui il mitico ndolè del Camerun. (Vincent Togo, Comunità africana francofona di Bologna)



