Roma – “Il mondo delle migrazioni e la mobilità non solo sono dei ‘segni dei tempi’, ma sono dei luoghi su cui ridisegnare la vita delle nostre comunità cristiane”. A dirlo, ieri pomeriggio, il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, aprendo i lavori del Corso di formazione su “Linee di pastorale migratoria” promosso dalla Fondazione Migrantes. Per mons. Perego entrare in questo mondo chiede un percorso di formazione, che aiuti a riconoscere i “segni” e al tempo stesso a costruire “percorsi”. E’ quello che intende fare il Corso di formazione della Migrantes, che ogni anno “aiuta – ha detto – i nuovi direttori e operatori pastorali, i cappellani delle comunità cattoliche di altra lingua sempre più numerosi tra noi (circa 2500). Un percorso che fa incrociare la conoscenza dei dati, le esperienze nelle comunità, con il lavoro pastorale degli uffici diocesani e regionali Migrantes, luoghi importanti per far crescere una ‘cultura dell’incontro’, che è una cultura del rispetto, dell’accoglienza, dell’inclusione e dell’integrazione”. Al corso,che si concluderà venerdì 24 giugno, sono iscritti 60 operatori provenienti da oltre 35 diocesi italiane.



