Migrantes Lodi: un successo la festa dei popoli

Lodi – “Se ci conosciamo, non abbiamo paura l’uno dell’altro”. Questo il messaggio centrale della Festa dei Popoli svoltasi il 2 giugno scorso  a Casalpusterlengo con il titolo “Incontrarsi per conoscersi e vivere insieme”, che ha avuto in mattinata un momento pubblico in Piazza del Popolo ed è proseguita all’oratorio con il pranzo e la sfida sportiva tra continenti. Diverse le realtà di Casalpusterlengo che quest’anno hanno ospitato la Festa organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes: con la parrocchia e la comunità civile anche ProLoco, gruppo missionario, Acli, Caritas, Azione cattolica e Centro islamico.

Proprio dal Centro culturale islamico in mattinata è partito il corteo che poi ha raggiunto la piazza dove sono intervenuti il sindaco Gianfranco Concordati, il parroco don Pierluigi Leva, il rappresentante della comunità islamica e il direttore dell’Ufficio Migrantes don Antonello Martinenghi.

Nel giorno del 70esimo della Repubblica Italiana, non è mancato un riferimento alla Costituzione che riconosce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione. E si è osservato un minuto di silenzio in ricordo del giovanissimo casalino Aaron Bertoncini e dei bambini e dei ragazzi che hanno perso la vita nel Mare Mediterraneo. Dopo gli stand con musica e danze, la Festa è proseguita all’oratorio “Casa del Giovane” dove il pranzo è stato condiviso dai gruppi provenienti da Nigeria, Egitto, Senegal, Marocco, Togo, Camerun, ma anche Ecuador, Perù e Bolivia, con qualche rappresentante dell’Est Europa.

Presenti poi i giovani di Burkina Faso e Mali, tra i richiedenti asilo a Casalpusterlengo. Insieme al parroco e a don Martinenghi c’erano gli altri sacerdoti della parrocchia, don Giuseppe

Spizzi e don Emanuele Campagnoli, oltre a don Andrea Tenca direttore di Caritas lodigiana e a don Angelo Dragoni assistente dei cattolici latino americani.

“Grazie per averci ospitato qui, ci sentiamo accolti”, ha detto il rappresentante della comunità islamica. Tra le giovani mamme egiziane c’era anche la mediatrice culturale Khattab Azza. Nel pomeriggio, spazio alla partita di calcio: arbitro nigeriano, uno dei portieri con la maglia del Qatar Airlines ad avvertire: “Bella zio, vieni a fare la foto di rito”. Commenta don Martinenghi: “Per il primo anno abbiamo avuto la forte presenza islamica e un momento pubblico in piazza. Il prossimo anno la Festa sarà legata al centenario di Santa Francesca Cabrini”. (Il Cittadino)