Mons. Perego: “giovani e migranti in fuga”

Milano – «L’Italia non solo è in crisi sul piano economico, ma la più grande crisi è quella di aver perso capacità di attrazione persino sugli immigrati, che stanno abbandonando l’Italia (con una crescita di soli 11 mila unità). Per non dire dell’incapacità ad attirare il mondo della ricerca, della scuola e dell’università». Don Giancarlo Perego è costretto a usare argomenti da economista per spiegare, lui che è direttore della fondazione Migrantes della CEI, il declino di un Paese da rianimare.

Qual è il dato che più dovrebbe preoccupare?

Le cifre erano note. Ma per vedere numeri di questo genere occorre tornare al Dopoguerra, quando l’Italia non vedeva capacità sufficiente per sfamare la sua gente. Sono infatti sempre di più gli italiani che emigrano. Le nostre missioni all’estero ci segnalano continuamente giovani e famiglie che bussano alla porta cercando un alloggio, un lavoro. Tanti partono all’avventura, senza neanche sapere dove andare, ma sapendo che in Paesi come la Germania, dove abbiamo 67 missioni, si può sperare di sfamare la famiglia o si possono mettere a frutto i propri studi. E poi bisogna riflettere sugli immigrati.

In quale modo?

Sono 107 mila i lavoratori connazionali che hanno lasciato l’Italia a fronte di 30mila lavoratori stranieri che sono arrivati. Da solo questo dato è in grado di sfatare tante leggende. Perciò non è più prorogabile una riflessione seria sulle politiche migratorie.

Da cosa suggerisce di cominciare?

Dall’ammettere che non si va da nessuna parte con scelte orientate alla chiusura, alla distinzione tra italiani stranieri. Occorre affrontare il tema della cittadinanza, valorizzando l’immigrazione con buone politiche familiari, a fronte di una drammatica denatalità. Questo è il tema vero per l’Italia del futuro». (Nello Scavo – Avvenire)