Bari – Si è svolta a Bari, nei giorni scorsi, la Festa dei popoli, giunta quest’anno all’undicesima edizione. L’iniziativa è stata presentata presso Palazzo di Città da Koblán Amissah Bonaventure e Taysir Hassan dell’Associazione culturale Abusuan di Bari, alla presenza dell’assessore al Welfare, Francesca Bottalico, e alle Politiche educative giovanili, Paola Romano, del Rettore dell’Università di Bari Aldo Moro, Antonio Uricchio, del missionario comboniano Padre Ottavio Raimondo e della dirigente della Scuola secondaria di primo grado “Tommaso Fiore” di Bari, professoressa Licia Positò. La Festa dei popoli intitolata Il mondo casa comune, da quest’anno ha avuto una connotazione metropolitana ed il progetto è stato classificato al VI posto, nella graduatoria nazionale. L’iniziativa globale intitolata MigrArti indetta dal Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo) è stata promossa a favore della valorizzazione delle culture e delle popolazioni immigrate in Italia, nell’ottica di contribuire allo sviluppo del confronto e del dialogo interculturale e all’inclusione sociale.
Gli appartenenti alle diverse comunità straniere presenti nel capoluogo pugliese, nei loro pittoreschi costumi tradizionali, dalla spiaggia di Pane e pomodoro, insieme alle scolaresche di Bari, hanno aperto la parata della Festa dei popoli, sfilando a suon di musica verso il Parco Perotti, trasformato per l’occasione in una grande casa comune. In questo posto, diventato luogo di scambio fra le culture, si è potuto effettuare il giro del mondo grazie all’arte, alla musica, alle percussioni africane e brasiliane, alle danze orientali, afgane, georgiane, nigeriane, eritree, mauriziane e sikh, agli spettacoli etnici e alle tavole rotonde. I vari video proiettati sul maxi schermo, gli spettacoli teatrali, le fotografie, i giochi, i laboratori per bambini e ragazzi, l’allestimento di stand dedicati all’artigianato, alla gastronomia internazionale e al trucco, hanno arricchito e diversificato la manifestazione. Particolarmente interessante è risultato il progetto basato sullo studio e sulla identificazione delle peculiarità che rendono unica e irripetibile l’immagine che corrisponde all’idea di bellezza nelle diverse popolazioni.
Pur prendendo parte ogni giorno al programma di attività, non è facile raccontare tutto, i minimi particolari riguardanti le varie performance di danze di diverse etnie, le esibizioni di artisti e gruppi musicali provenienti da varie parti del mondo, la presenza significativa delle scuole, di musicisti autoctoni come l’Orchestra dell’Università di Bari “Athenaeum”, Dario Skepisi, Michele Lobaccaro e tanti altri ancora. Entusiasta la partecipazione numerosa del pubblico, alla scoperta della storia e delle culture delle comunità straniere. La Festa dei popoli va oltre i confini metropolitani e condivide questa sua grande ricchezza fatta di idee, pensieri e culture, non solo con la cittadinanza barese ma anche con la città di Lecce. Quest’ultima, partner del progetto, organizzerà una residenza artistica in collaborazione con una compagnia di teatro tunisino e di Istanbul per produrre e portare a Bari lo spettacolo realizzato. Nell’ambito di questa Festa, diventata un vero e proprio Festival, è stato possibile visitare presso il Salone degli affreschi dell’Ateneo, due mostre fotografiche: La Rivoluzione dei Gelsomini curata da Diego De Razzo e Teheran oggi – Iran 2016 a cura di Marjan Asadi, giovane artista di origini iraniane, residente a Lecce e studentessa dell’Accademia di Belle Arti del capoluogo salentino. La Festa dei popoli è stata un’esperienza indimenticabile per tutti i partecipanti. È stata il risultato di un percorso creativo decentrato tra Bari e Lecce, all’insegna della conoscenza e del rispetto tra i popoli, del dialogo interreligioso e interculturale, contro il razzismo, i conflitti e i muri di indifferenza che non permettono la costruzione delle storie di inclusione. (Simona Paula Dobrescu – Mediatrice Interculturale)



