Roma – Giugno da record. Oltre 19mila arrivi in un mese (sono stati 13mila a maggio e 10mila circa ad aprile). Gli sbarchi nel sud Italia viaggiano a una media di circa 1.118 arrivi al giorno. I numeri sono riferiti alla settimana scorsa, dal 20 al 26 giugno. Ma l’ultimo week-end ha anche registrato il picco di salvataggi e soccorsi in mare: oltre 3mila in un giorno.
Secondo i dati forniti dal Viminale e aggiornati alle ore 8 di ieri mattina, sono complessivamente 67.780 i migranti sbarcati sulle coste italiane dal 1° gennaio 2016, mentre nel corrispondente periodo dell’anno 2015 erano 68.119. Non è ancora emergenza nei numeri (anche se l’accoglienza in alcuni comuni italiani è già al collasso) ma è sempre più crisi umanitaria.
Anche ieri infatti sono 1.288 i migranti salvati in mare nel tentativo di raggiungere le coste italiane. Si tratta di 1.237 persone tratte in salvo nel canale di Sicilia nel corso di 6 distinte operazioni coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia costiera. Soprattutto nordafricani che viaggiavano a bordo di gommoni e barconi. Particolarmente difficoltoso, per il mare molto mosso, il soccorso di un peschereccio alla deriva con a bordo 430 migranti. Altri 807 erano invece a bordo di 3 gommoni e 1 barcone.
Tutti sono stati tratti in salvo e visitati dai medici a bordo delle navi di soccorso. Altre 52 persone in difficoltà sono invece state intercettate nel canale di Otranto su una barca a vela diretta verso la Puglia. Si tratta di migranti somali, afgani e pachistani – tra cui cinque donne e otto minorenni – che avevano lanciato una richiesta telefonica di soccorso.
Tutti in buone condizioni di salute sono stati poi condotti a Otranto. Intanto il governo pensa a una legge per tutelare e sostenere l’accoglienza dei minori non accompagnati.
Lo ha annunciato ieri il ministro dell’Interno Angelino Alfano nel corso del question time alla Camera.
Un intervento sulla legge quadro del 2000 sui minori per rivedere il sistema di accoglienza di questa categoria di soggetti vulnerabili e per introdurre misure che sgravino i Comuni dagli oneri di accoglienza. (Daniela Fassini – Avvenire)



