Roma – “Si capisce la paura, lo scoraggiamento, la rassegnazione. Ma non è un segno d’incoscienza dire: non possiamo fare il loro gioco e dare a queste persone il potere di annientare qualsiasi voglia di vivere, di andare avanti, di cambiare”. Così il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, commenta “a caldo” – in un’intervista al “Corriere della Sera” – l’attentato avvenuto ieri sera a Berlino, con un camion che ha travolto la folla al mercatino di Natale in pieno centro.
“Ogni violenza è ingiustificabile e inaccettabile, tanto più per motivi religiosi”, rimarca il presule, sottolineando che “lo scontro di civiltà è ciò che si propongono i violenti”, mentre “al fondo c’è soltanto egoismo e sopraffazione. Guadagna chi ha interessi di potere o denaro, chi commercia in armi”.
“Dire che non bisogna farsi vincere dalla violenza e dalla paura – prosegue Galantino – può essere una frase stupida e vuota, se non è seguita dall’ impegno di ciascuno a prendersi le proprie responsabilità. Ad essere tutti più uniti, più tolleranti. E guardarsi dalla violenza, anche nell’uso del linguaggio”.
Al riguardo, il segretario generale della Cei aggiunge che “la volgarità e l’aggressività del linguaggio alimentano un clima che incattivisce le persone e allontana gli sforzi di convivenza pacifica. Esiste anche un terrorismo del linguaggio, si uccide anche con la calunnia”.



