Primo Piano

Emigrazione: festeggia 75 anni di sacerdozio mons. Bonicelli. Domenica messa con il card. Lojudice

18 Maggio 2023 - Siena - Festeggia 75 anni di sacerdozio mons. Gaetano Bonicelli, da sempre impegnato nella pastorale migratoria. Domenica 21 maggio 2023, A Siena, dogve è stato arcivescovo, nella Basilica di San Domenico una celebrazione liturgica presieduta dal cardinale Paolo Lojudice e da tanti sacerdoti della diocesi di Siena-Colle Val D'Elsa- Montalcino. Sin da giovane ha si è occupato di emigrazione  e proprio nel periodo della strage di Marcinelle è entrato nel Comitato cattolico per l’Emigrazione Italiana. Ha visitato tutte le Missioni Cattoliche Italiane in Europa ed ha guidato, come direttore, l'Ucei, l’Ufficio Centrale Emigrazione Italiana, dalla quale è nata poi la Fondazione Migrantes. "Da quando la questione dell’emigrazione è stata messa nelle mani e sotto la responsabilità dei Vescovi italiani, il primo responsabile dell'Ucei  sono stato io" ricorda: è "stata "una delle esperienze più belle della mia vita, davvero formidabile! Ho occupato questo incarico fin quando sono stato nominato segretario aggiunto della Conferenza Episcopale Italiana. Poi, per alcuni mesi, ho dovuto seguire ancora il problema dell’emigrazione, fin quando hanno nominato il mio successore, Monsignor Casadei, all’Ucei e alla Direzione Generale delle Opere di Emigrazione. Ho seguito così questo settore dal 1966 al 1973". (Raffaele Iaria)

Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro

18 Maggio 2023 - Roma - Martedì 23 maggio - su Radio Mater, alle 18.50 - la rubrica «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro» ospita don Giuseppe Laganà. È prete da pochi giorni per l’Ordinariato militare. Tratterà il tema della vocazione, che in queste settimane tocca molte diocesi. In più parti d’Italia si celebrano le ordinazioni sacerdotali e si festeggiano gli anniversari di Messa. Il taglio sarà quello tipico della trasmissione. Don Giuseppe, infatti, ha una storia di emigrazione. Andato in Germania da bambino, ha fatto poi ritorno in Patria. Prima di diventare prete, però, ha lavorato di nuovo in Germania, in aziende sia italiane sia tedesche, per alcuni anni. Ha praticato pure rugby professionistico. La Missione cattolica italiana che lo ha visto crescere, e dove ha ricevuto i sacramenti, è quella di Dortmund. Ideata e condotta da Massimo Pavanello, sacerdote della diocesi di Milano, la trasmissione - con la consulenza della Fondazione Migrantes - presenta la realtà delle Missioni cattoliche italiane e va in onda l’ultimo martedì di ogni mese.

Cei: “tutte le attività ecclesiali tornino a essere vissute nelle modalità consuete”

17 Maggio 2023 - “Accogliendo la comunicazione dell’Oms, segnaliamo che tutte le attività ecclesiali, liturgiche, pie devozioni, possono tornare a essere vissute nelle modalità consuete precedenti all’emergenza sanitaria. Resta salva la possibilità per i vescovi diocesani di disporre o suggerire alcune norme prudenziali come l’igienizzazione delle mani prima della distribuzione della Comunione o l’uso della mascherina per la visita ai malati fragili, anziani o immunodepressi”. Lo scrive la Presidenza della Cei in una lettera indirizzata ai vescovi italiani dopo l’annuncio dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla fine dell’emergenza sanitaria pubblica per il Covid-19. Richiamando il “tempo difficile in cui le nostre comunità cristiane sono state prossime con la preghiera e le opere di carità a chi ha sofferto la malattia e le conseguenze della difficile fase economica” ed esprimendo “sentimenti di gratitudine per il personale sanitario che con dedizione e mettendo a rischio la propria vita si è preso cura dei numerosi ricoverati a causa del Covid-19 e per tutti coloro che, in qualsiasi maniera, hanno dato il loro contributo per alleviare i disagi e affrontare la crisi”, la Presidenza della Cei ricorda anche “le tante persone che hanno perso la vita, tra cui centinaia di sacerdoti che hanno contratto l’infezione adoperandosi per il proprio ministero”. Infine, l’appello affinché “cessino, o quantomeno siano diminuite nel loro numero, le celebrazioni trasmesse in streaming”. Le attività presso strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali seguiranno invece le norme proprie dei luoghi in cui si svolgono.

8X1000: cos’è e come funziona

17 Maggio 2023 -

Milano - È il «per» a farci capire bene cosa vuol dire «otto per mille». Scegliere di firmare per indicare la destinazione dell’8xmille, infatti, è un singolo semplice gesto che si moltiplica per migliaia di volte e che supera pregiudizi, abbatte barriere, genera un bene difficilmente misurabile, sulla solidarietà costruisce un futuro diverso per tantissime persone. Ne ha la certezza chi decide di destinare questa parte dell’Irpef alla Chiesa cattolica, come testimoniano le tante storie di speranza che arrivano dal territorio, dove l’8xmille sostiene progetti che vanno dalle mense, ai centri di ascolto, dalle case di accoglienza, fino al sostegno ai disoccupati, alle vittime dell’usura, agli immigrati, agli emarginati, agli anziani abbandonati. Senza contare il bene compiuto ogni giorno dai circa 32mila preti, che vivono nelle e per le comunità. E poi tutto l’impegno per conservare, custodire e valorizzare il preziosissimo patrimonio storico, culturale e artistico legato alla vita della Chiesa.

Ma cos’è l’8xmille? Da dove viene? Come funziona la scelta? Davvero non costa nulla? Sono tutte domande legittime, spesso date per scontate, ma la cui comprensione è fondamentale per poterne cogliere tutta l’importanza.

Prima di tutto va chiarito che l’8xmille non è una “tassa” in più ma è una quota (esattamente otto millesimi) dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (a tutti noto con il nome di Irpef), che lo Stato distribuisce, in base alle scelte effettuate dai contribuenti. Chi firma, quindi, non paga nulla in più, anzi, di fatto beneficia “a costo zero” della ricaduta della propria stessa scelta. Ciò che l’8xmille alla Chiesa cattolica genera, infatti, va a vantaggio di tutti, perché, per dirla con parole semplici, rende migliore e più umana la società in cui viviamo. Per conoscere come  gettare uno sguardo ai progetti realizzati grazie a questi fondi, basta dare un occhio al sito dell’8xmille alla Chiesa cattolica (www.8xmille.it), che riporta tutto il rendiconto dell’utilizzo dei soldi e dà voce ai tanti protagonisti dei numerosi piccoli grandi “miracoli” realizzati quotidianamente.

Come scegliere quindi?

L’8xmille viene legato nell’immaginario alla dichiarazione dei redditi, in realtà anche chi non è obbligato alla presentazione della dichiarazione, pur percependo un reddito, può firmare. Ecco perché far conoscere il meccanismo e i frutti dell’8xmille è importante: se quelli che presentano la dichiarazione dei redditi, infatti, si trovano quasi automaticamente davanti lo spazio per la scelta della destinazione dell’8xmille (e per chi fa da sé la precompilata è lo stesso sistema a segnalare la richiesta di compilare anche la parte relativa all’8xmille), chi non presenta dichiarazione deve fare un piccolo gesto che nasce da un’attenzione volontaria aggiuntiva. Il meccanismo di distribuzione poi di fatto trasforma la firma in un referendum. Lo Stato, infatti, distribuisce tutto l’8xmille di tutte le imposte sul reddito delle persone fisiche raccolte in un anno e le quote vengono decise in base alle firme di chi ha espresso una scelta. Insomma è importante firmare, perché altrimenti si lascerà semplicemente che siano gli altri a scegliere per noi e per la nostra parte di 8xmille.

Infine, concretamente come fare?

Chi presenta dichiarazione dei redditi trova lo spazio per la firma nell’apposito modulo incluso nella dichiarazione stessa: un click per la precompilata sulla voce «Chiesa cattolica». Chi è esonerato dalla dichiarazione perché ha, ad esempio, solo redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, può utilizzare l’apposita scheda allegata al Modello Cu (Certificazione unica): la stessa scheda con la quale si può scegliere la destinazione del 5xmille e del 2xmille (che non sono alternativi tra loro e possono essere indicati assieme alla scelta per l’8xmille). Nel riquadro relativo alla scelta per l’8xmille basta apporre la firma nella casella «Chiesa cattolica », facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta. Infine è necessario firmare anche nello spazio «Firma» posto in basso nella scheda. La scheda va consegnata entro il 30 novembre in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura «Scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef» a qualsiasi ufficio postale (il servizio è gratuito), a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (Caf o commercialista). Gli intermediari devono rilasciare una ricevuta e possono chiedere un corrispettivo per il servizio. Inoltre, la scheda può essere presentata, sempre entro il 30 novembre, direttamente dal contribuente avvalendosi del servizio telematico dell’Agenzia delle entrate. (Matteo Liut)

Vangelo Migrante: Ascensione del Signore |Vangelo (Mt 28, 16-20)

17 Maggio 2023 -   Nella versione dell’evangelista Matteo non viene raccontata la ‘scena’ dell’Ascensione ma il suo senso. Si parla di un passaggio dalla terra al cielo che riguarda Gesù. Con l’Ascensione è stata aperta una via di collegamento; una via che non potrà più essere chiusa. Non vi è più una separazione insanabile tra il mondo dell’uomo e il mondo di Dio: Gesù stesso è la Via che rimette in collegamento i due mondi, la Porta attraverso la quale l’umanità può ritornare nel giardino di Dio. Una via è costruita per essere percorsa. Per questo Gesù lascia una mandato: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli”. Ciò che è stato dato di comprendere e di vivere ai discepoli, non può essere tenuto solo per loro: il comando di Gesù è chiaro ed esorta ad andare ovunque per dire a tutti la verità di questa via che ormai è ‘la Via’ che dalla terra conduce a Dio. Il giorno dell’Ascensione di Gesù è anche il giorno dell’invio dei discepoli a tutti i popoli. Per questo in diverse diocesi questa è la domenica in cui si celebra anche la Festa dei Popoli: il giorno nel quale il Signore ritorna al Padre è l’inizio di un mondo nuovo. La Chiesa contempla e cammina: contempla il suo Signore che ascende, cammina piena di gioia raccontando agli uomini la salvezza di Dio. Il tutto, non a caso, avviene in Galilea, un luogo meticcio, abitato da uomini e donne di diverse culture e provenienze, non proprio ortodosso, secondo i canoni religiosi dettati a Gerusalemme; e, forse, non proprio scontato nemmeno ai nostri giorni. L’appuntamento, lo ha dato Gesù la mattina della Resurrezione. La convocazione attorno a Gesù la fa Gesù. I discepoli rispondono a quello che chiede Lui e fanno quello che chiede Lui. Questo è il ‘milieu’ umano e spirituale in cui uno sparuto gruppo di discepoli inizia quella missione che dura ancora oggi; ed è là che torniamo tutti quando, stanchi e sfiduciati, possiamo riascoltare la Sua voce: “ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. (p. G. Saracino)

Papa Francesco: troppi morti nel Mediterraneo

17 Maggio 2023 - Città del Vaticano -  "I viaggi in nave a quel tempo erano durissimi e pericolosi. Molti morivano in viaggio per naufragi o malattie. Oggi purtroppo muoiono perché noi li lasciamo morire nel Mediterraneo!". A dirlo, questa mattina, è stato papa Francesco durante l'udienza generale che ha voluto dedicare  alla figura di San Francesco Saverio, considerato "il più grande missionario dei tempi moderni", patrono delle missioni cattoliche. (R.I.)

I profughi e l’umanità negata dalla politica e dall’economia

17 Maggio 2023 - Milano - Sono mani che proteggono quelle di Alessandra Morelli, per anni responsabile Unhcr nelle zone dove i mutamenti del clima hanno provocato guerre, alimentato il terrorismo e generato esodi biblici. Somalia, Niger, prima ancora i Balcani al tempo della guerra e poi l'Afghanistan. Oggi è in pensione e gira l'Italia per raccontare ai giovani la sua esperienza. «Non riusciamo più a vedere l'umanità nelle persone che sbarcano a Lampedusa, di capire da cosa fuggono per salvare se stessi e i propri figli». Il progetto cui si sta dedicando è l’educazione delle nuove generazioni alla pace riscoprendo l'umano in politica, in economia e in diplomazia per trasformare le lance in aratri. «Si è creata un’alterità del profugo attraverso un linguaggio che nega l'umanità di chi arriva a chiederci protezione», fa eco il teologo Luciano Manicardi. Per il monaco di Bose la lettura dei commenti di giubilo sui social dopo naufragi o tragedie del mare è la prova della rimozione dell’umano da parte di quella cultura che predica di alzare muri. «E che nega l'insegnamento evangelico e ha bisogno di nemici e di scarti». Perciò per Manicardi è venuto il tempo di tornare a parlare ai giovani della grammatica dell'umano. (P.Lamb.- Avvenire)  

Inculturazione liturgica: oggi convegno all’Urbaniana

17 Maggio 2023 - Roma - “Inculturazione liturgica: dai fondamenti alle esperienze in atto (1963-2023)”. Sarà questo il tema di una giornata di studio che si svolgerà oggi  alla Pontificia Università Urbaniana promossa dalle facoltà di teologia e di missiologia con la collaborazione del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Il 4 dicembre 1963 veniva promulgata la Costituzione liturgica Sacrosanctum concilium, primo frutto del Concilio Vaticano II. Tra le novità – spiegano i promotori - una "considerevole apertura alle culture dei popoli, prevedendo che nella liturgia “si lasci posto alle legittime diversità e ai legittimi adattamenti ai vari gruppi etnici, regioni, popoli, soprattutto nelle missioni”". Nel 1994 l’Istruzione Varietates legitimae, superando il concetto di “adattamento”, parlerà di “inculturazione liturgica” indicando "un duplice scambio: tra la Chiesa che annuncia il Vangelo e le comunità locali che lo accolgono; queste ultime, a loro volta, arricchiscono la Chiesa stessa con le proprie culture, tradizioni, segni, simboli, celebrando nel rito la propria fede". La Giornata di oggi intende approfondire il tema della inculturazione liturgica a 60 anni dalla promulgazione della Sacrosanctum concilium partendo da un approccio antropologico e teologico di base, che occuperà la prima parte della mattinata. Nella seconda parte ci si soffermerà sul vero senso e significato della inculturazione liturgica, proponendo anche alcune esperienze o tentativi in atto e ponendo in evidenza "l’imprescindibile rapporto tra liturgia e cultura". (Raffaele Iaria)

Inail: nel 2021 oltre 102 mila infortuni a stranieri (+3,1%)

16 Maggio 2023 -
Roma - In controtendenza rispetto al calo complessivo dell'1,4%, nel 2021 le denunce di infortunio dei lavoratori stranieri in Italia sono aumentate del 3,1% rispetto all'anno precedente, da 99.545 a 102.658. Oltre il 78% ha riguardato i lavoratori non comunitari (+8,4% rispetto al 2017) e la quota rimanente quelli dell'Unione europea (-13%). Sono alcuni dei dati contenuti nel nuovo numero del periodico 'Dati Inail', curato dalla Consulenza statistico attuariale Inail, e dedicato all'analisi dell'andamento infortunistico e tecnopatico dei lavoratori stranieri. Prendendo in considerazione il quinquennio 2017-2021, emerge che gli infortuni denunciati dei nati all’estero, sia per il genere maschile che femminile, stanno ritornando ai livelli ante pandemia. Gli uomini, che nel 2020 avevano avuto una flessione del numero di denunce dovuto anche alla chiusura di molte attività produttive, con gli oltre 73mila casi del 2021 hanno infatti quasi raggiunto il dato del triennio precedente (75mila). Le donne, impiegate prevalentemente in alcuni settori come la sanità, l’assistenza e la cura delle persone, nel 2020 hanno invece registrato un incremento del numero di denunce a causa dei contagi da Covid-19 di origine professionale, mentre l’anno successivo, con poco più di 29mila denunce, sono tornate in linea con il triennio 2017-2019. Oltre la metà delle denunce (53%) riguarda i lavoratori delle attività manifatturiere, della sanità, del trasporto e magazzinaggio e delle costruzioni, mentre le professioni più coinvolte sono quelle dei facchini, dei conduttori di mezzi pesanti, dei muratori in pietra e mattoni, del personale addetto all’imballaggio e al magazzino e dei manovali nell’edilizia civile, che complessivamente raggiungono un terzo del totale dei casi denunciati, percentuale nettamente più alta di quella che si riscontra per gli italiani occupati nelle stesse mansioni (12,6%). Tra le donne straniere, quasi la metà delle infortunate (47%) sono impiegate nell’ambito sanitario, nell’assistenza personale, nei servizi di pulizia ed esercizi commerciali e come collaboratrici domestiche. Le comunità più colpite sono quelle rumena, albanese e marocchina, con il 36% delle denunce del 2021. Per quanto riguarda le malattie professionali, sul totale di oltre 55mila denunciate nel 2021 quelle dei lavoratori stranieri sono 4.136 casi, pari al 7,5% del totale e in aumento del 31,6% rispetto alle 3.142 dell’anno precedente. Due terzi (2.712) sono state denunciate da lavoratori di genere maschile e il 69% (2.852 casi) da lavoratori extra Ue, in particolare albanesi (655), marocchini (382) e svizzeri (330). La percentuale di incremento delle patologie denunciate dagli stranieri nel biennio 2020-2021 risulta più elevata per i non comunitari (+35,3%, da 2.108 a 2.852), rispetto a quella dei comunitari, che registrano un +24,2% (da 1.034 a 1.284). Tra i settori di attività economica, al netto dei casi indeterminati, il 37,3% dei casi dei lavoratori stranieri si concentra nel settore manifatturiero, soprattutto alimentare e della fabbricazione dei prodotti in metallo, e il 23,6% nelle costruzioni. La maggior parte delle denunce (77,7%) ha riguardato le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, che insieme a quelle del sistema nervoso e dell’orecchio raggiungono complessivamente il 95,1% del totale, senza particolari differenze tra lavoratori comunitari ed extra Ue.

Usa-Messico: Clamor (rete ecclesiale continentale), “dopo fine del Titolo 42 si annunciano leggi ancora più restrittive sui migranti”

16 Maggio 2023 -
Roma - L’11 maggio scorso ha terminato la sua vigenza il Titolo 42, legge di salute pubblica promulgata dal Governo statunitense, utilizzata durante la pandemia per respingere tutti i migranti, compresi coloro che avevano diritto alla protezione internazionale. La rete ecclesiale continentale Clamor, l’organismo attraverso il quale la Chiesa latinoamericana si occupa di migranti, rifugiati e vittime di tratta, esprime, in una nota, il timore che dopo la fine di questa legge “lo Stato americano attuerà altre misure per frenare la pressione migratoria”, cosa che in realtà sta già accadendo. A questo proposito, Elvy Monzant, segretario esecutivo di Clamor, avverte che “tra le nuove misure si sta valutando il Titolo 8. Questa norma prevede l’arresto, il perseguimento e l’eventuale espulsione accelerata di chi tenta di entrare illegalmente, con un divieto di rientro negli Stati Uniti per cinque anni e un procedimento penale per i recidivi”. Oltre a questa possibilità, la SB 1718, approvata dallo Stato della Florida il 10 maggio 2023, vieta agli immigrati privi di documenti di lavorare, il che “innescherà reti di traffico e sfruttamento”. Monzant sottolinea che questa legge, già firmata dal governatore della Florida, Ron DeSantis, “è penalizzante rispetto alle quattro parole di Papa Francesco: l’accoglienza, la protezione, la promozione e l’integrazione dei migranti in situazioni legali incerte”. Intanto, denuncia il segretario esecutivo dal sito del Celam, “il volume di persone provenienti dall’America Latina, dai Caraibi e da altri continenti che cercano di entrare negli Stati Uniti in cerca di protezione e di opportunità per una vita dignitosa sta superando le capacità degli agenti indipendenti e dei programmi di aiuto umanitario dello Stato”. Da qui, l’invito ad analizzare “le cause di queste crisi ed emergenze, che sono molto complesse e richiedono un impegno politico per stabilire ampi dialoghi e azioni incisive per garantire alle persone condizioni di vita, protezione e libertà, affinché possano esercitare con dignità sia il loro diritto a non migrare sia il loro diritto a migrare”.