Primo Piano

Minori stranieri non accompagnati: Anci, “puntare su hub di primissima accoglienza e rete Sai diffusa sui territori”

4 Maggio 2023 - Roma - Nel 2021 gli enti locali titolari di un progetto Sai per minori stranieri non accompagnati sono stati 239 di cui 219 Comuni, 5 Unità territoriali sovracomunali (ex Province), 3 Unioni di Comuni e 12 altri Enti (Ambiti o Distretti territoriali e sociali, Consorzi intercomunali, Società della salute) per un totale di 6.683 posti, così distribuiti: 37,1% al Sud, 26,5% Isole, 26,8% Nord e 9,5% Centro. 80 sono i Comuni titolati che hanno meno di 5.000 abitanti, mentre 50 sono capoluoghi di Provincia. Con uno sguardo al 2022 si registra un incremento del +47% dei minori accolti nel Sai: quasi 12mila. Questo il quadro generale che emerge dal rapporto "Il Sistema di accoglienza e integrazione e i minori stranieri non accompagnati (2022)", realizzato da Anci-Cittalia, e presentato a Roma presso la sede dell'Associazione nazionale Comuni italiani a cui hanno preso parte il segretario generale dell'Anci, Veronica Nicotra, la responsabile del Servizio centrale del Sai, Virginia Costa, Carla Garlatti, Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, il prefetto Valerio Valenti, capo Dipartimento Libertà civili e immigrazione e il delegato dell'Anci all'immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni. "Sindaci e amministratori locali sono consapevoli che l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati rientra tra i loro compiti: siamo preoccupati dal numero crescente degli arrivi perché non vediamo ancora una organizzazione che ci convince, permettendoci di svolgere il nostro compito al meglio, nell'interesse dei ragazzi e delle comunità", ha osservato Biffoni, secondo cui "per riuscirci l'unica strada è quella di lavorare su un doppio canale: una serie di Hub di primissima accoglienza insieme alla rete delle strutture Sai diffuse sui territori". "I numeri che abbiamo illustrato confermano - ha proseguito il delegato Anci - che c'è una urgenza in particolare in alcune parti del Paese e che preme su alcuni Comuni. Riteniamo che per governare questo fenomeno, da considerare strutturale e non emergenziale, serve che il sistema sia ordinato e diventi ordinario. I sindaci lo ripetono da anni ai vari governi che questo modello è già previsto dalla normativa: speriamo che sia arrivato il momento per dare una svolta definitiva a questo modello di accoglienza dei minori". "Le parole del prefetto Valenti di stamattina - ha aggiunto Biffoni - sembrano andare nella giusta direzione. Il prefetto ci ha infatti annunciato il prossimo varo di una nuova ordinanza, nell'ambito dello stato di emergenza, che consente ai prefetti di attivare strutture di prima accoglienza, anche più di una per Regione, con non più di 50 posti. In questo modo sarà possibile calmierare l'accoglienza sul territorio e consentire ai sindaci di avere il tempo di occuparsi di ciò che gli compete: fare inclusione attraverso il Sai. Anche sul Sai il Prefetto ha detto parole incoraggianti che evidenziano come anche da parte del ministero dell'Interno un prossimo ampliamento significativo di posti sia considerato necessario e urgente. Restiamo, quindi, in attesa di azioni concrete e a stretto giro sul sistema di seconda accoglienza".  

25° Anniversario del Pellegrinaggio annuale degli srilankesi a Padova

3 Maggio 2023 - Padova -  Gli srilankesi che lavorano in Italia hanno una lunga tradizione di pellegrinaggi annuali  nella Basilica di Sant'Antonio a Padova, per celebrare la “festa dei lavoratori”. La tradizione è iziata nel 1998 sotto la guida di mons. Neville Joe Perera. Oltre 5000 pellegrini di diverse fedi e lingue provenienti da tutte le parti d'Italia si fanno strada per manifestare la loro devozione a Sant'Antonio. Nella sua omelia mons. Neville ha evidenziato il triplice significato della celebrazione di quest'anno, affermando; “Oggi siamo qui riuniti per manifestare il nostro amore e la nostra devozione a Sant'Antonio, per chiedere la protezione di San Giuseppe, il patrono di tutti i lavoratori e per pregare per le vittime degli attentati della domenica di Pasqua 2019". La Santa Messa è stata concelebrata da altri 20 sacerdoti che rendono servizio come cappellani in diverse parti d'Italia. Sant'Antonio è uno dei santi più amati e venerati in Sri Lanka, attraverso la sua intercessione, persone di tutte le fedi hanno sperimentato le grazie di Dio. Mons. Neville ha apprezzato la speciale fraternità e la straordinaria ospitalità dei frati francescani presso la basilica, nei confronti degli srilankesi negli ultimi 25 anni. (don Malith Kaluarachchi)  

“Sinodalità” e “Ascolto”: a Canicattì un convegno con mons. Felicolo

3 Maggio 2023 - Roma - "Sinodalità: un popolo in ascolto. In ascolto dello straniero". Questo il tema della relazione affidata al direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo che si terrà mercoledì 10 Maggio a Canicattì presso il Centro Culturale San Domenico. Il convegno si inserisce tra gli appuntamenti promossi dall' Associazione "Insieme per gli altri " di Canicattì. la volta scorsa a relazionale era stato chiamato mons. Calogero Peri ,Vescovo di Caltagirone. (R.I.)

Mci Francia: da ieri visita di mons. Perego e mons. Felicolo

3 Maggio 2023 - Roma - Da ieri il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni  e della Fondazione Migrantes, l'arcivescovo mons. Gian Carlo Perego e il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo sono in Francia per una visita alle comunità italiane e alle Missioni cattoliche Italiani presenti nel Paese. Attualmente in Francia vivono 475mila persone con passaporto italiano, terzo paese in Europa per presenza di nostri connazionali dopo Germania e Svizzera. Nel Paese anche oltre 16mila studenti italiani soprattutto impegnati con i progetti Erasmus. (R.Iaria)

Germania: domani il Rapporto Italiani nel Mondo a Dortmund

3 Maggio 2023 - Roma - Sarà presentato domani, 4 maggio, su iniziativa del Comites di Dortmund, l'edizione 2022 del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. Alla presentazione, che si svolgerà presso i locali del Consolato d'Italia, interverranno Delfina Licata, curatrice del Rapporto, e Edith Pilcher , membro del Comitato scientifico moderati da Elisa Occhipinti. L'edizione 2022 del rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes è dedicata, in particolare, alla rappresentanza degli italiani all'estero.

Cinesi in Italia: a Prato il raduno delle comunità cattoliche

2 Maggio 2023 - Prato - Sarà Prato ad accogliere il raduno delle comunità cattoliche cinesi presenti in Italia il prossimo 20 e 21 maggio. L’occasione è la quattordicesima giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, che ogni anno si tiene in una diversa città italiana. Il programma dell’evento sarà presentato nel corso di una conferenza stampa convocata per giovedì 4 maggio alle ore 11 nella parrocchia dell’Ascensione al Pino, sede della comunità cattolica cinese di Prato. Saranno presenti il vicario generale della diocesi monsignor Daniele Scaccini e il cappellano della comunità cinese don Pietro Wang.  

Srilankesi in Italia: migliaia ieri a Padova per il 25mo raduno

2 Maggio 2023 - Padova - Sono state migliaia gli immigrati cattolici dello Sri Lanka che ieri si sono recati in pellegrinaggio alla tomba di sant'Antonio da Padova, molto amato e venerato in patria. La messa è stata celebrata da monsignor Neville Joe Perera, coordinatore nazionale Migrantes per la pastorale degli immigrati srilankesi in Italia, assieme ai vari cappellani che servono le oltre 25 comunità srilankesi sparse per tutta Italia.

Papa in Ungheria: no a “porte chiuse verso chi è straniero, diverso, migrante, povero o non è in regola”

2 Maggio 2023 -

Budapest - “È triste e fa male vedere porte chiuse”. A denunciarlo è stato il Papa, nell’omelia della Messa presieduta nella piazza Kossut Lajos di Budapest, domenica scorsa, ultimo giornoi del suo viaggio nel Paese magiaro. L’elenco di Francesco è lungo e dettagliato: “le porte chiuse del nostro egoismo verso chi ci cammina accanto ogni giorno; le porte chiuse del nostro individualismo in una società che rischia di atrofizzarsi nella solitudine; le porte chiuse della nostra indifferenza nei confronti di chi è nella sofferenza e nella povertà; le porte chiuse verso chi è straniero, diverso, migrante, povero. E perfino le porte chiuse delle nostre comunità ecclesiali: chiuse tra di noi, chiuse verso il mondo, chiuse verso chi ‘non è in regola’, chiuse verso chi anela al perdono di Dio”. “Per favore: apriamo le porte!”, l’appello di Francesco: “Cerchiamo di essere anche noi – con le parole, i gesti, le attività quotidiane – come Gesù: una porta aperta, una porta che non viene mai sbattuta in faccia a nessuno, una porta che permette a tutti di entrare a sperimentare la bellezza dell’amore e del perdono del Signore”. Un appello, quello del Papa, rivolto in primo luogo ai sacerdoti: “Perché il pastore, dice Gesù, non è un brigante o un ladro; non approfitta, cioè, del suo ruolo, non opprime il gregge che gli è affidato, non ruba lo spazio ai fratelli laici, non esercita un’autorità rigida”. “Incoraggiamoci ad essere porte sempre più aperte”, l’esortazione di Francesco, rivolta anche “ai fratelli e alle sorelle laici, ai catechisti, agli operatori pastorali, a chi ha responsabilità politiche e sociali, a coloro che semplicemente portano avanti la loro vita quotidiana, talvolta con fatica: siate porte aperte. Lasciamo entrare nel cuore il Signore della vita, la sua Parola che consola e guarisce, per poi uscire fuori ed essere noi stessi porte aperte nella società. Essere aperti e inclusivi gli uni verso gli altri, per aiutare l’Ungheria a crescere nella fraternità, via della pace”.

(Foto (VaticanMedia-Sir)

Il Sudan assetato di Pace e di Giustizia

2 Maggio 2023 - Scrivo da El Obeid, Kordofan Sudan. L’Africa è al centro dell’attenzione internazionale a causa di conflitti e guerre generate dalla brama delle potenze esterne per sfruttarne le immense risorse minerarie, energetiche e forestali. Il Sudan, paese continente, mosaico di etnie e popoli, è nell’epicentro delle pagine giornalistiche, a causa del conflitto tra le forze armate sudanesi e le forze paramilitari guidate dal generale Mohamed Hamdan Dagalo. Il conflitto è iniziato sabato 15 aprile con un attacco alla base militare di El Obeid, che è continuato per qualche giorno e in alcuni punti strategici della capitale Khartoum. In questi giorni il conflitto, tra le forze armate sudanesi e quelle paramilitari, si è convogliato nella capitale Khartoum. La guerriglia urbana ha messo in fuga non solo la gente, ma anche il personale diplomatico, i religiosi/e sacerdoti che hanno visto le loro case minacciate dall’artiglieria delle due fazioni. A El Obeid, dove mi trovo dal 2021 con l’incarico di parroco, la situazione è ora monitorata dall’esercito sudanese. Abbiamo vissuto anche noi momenti difficili in modo particolare dal 15 al 17 aprile scorso. La nostra casa era nel bel mezzo del conflitto tra le due fazioni. Questo conflitto “mette in soffitta” il processo delle elezioni politiche iniziato nel 2019. Ma facciamo un passo indietro per chiarire ai nostri lettori perché si è arrivati a questa guerra. Il Sudan diventa indipendente il 01.01.1956. Dalla sua indipendenza ad oggi le autorità politiche non hanno ancora trovato il modo di governare il paese. Si succedono colpi di stato, dittature militari fino all’ultima, quella di al Bashir dal 1989 al 2019. Un paese che dal 1956 al 2005 è stato per 45 anni in guerra civile. Nel 2005 si raggiunge un compromesso di conclusione del conflitto con il Sud Sudan e nel 2011 il Sud Sudan diventa indipendente. Questa situazione di guerra civile ha creato sfollati interni, profughi e migranti. Il Sudan del nord, con capitale Khartoum, dopo l’indipendenza del Sud Sudan, era governato da una coalizione politica formata dalle diverse componenti etniche del paese. Il vecchio regime, formato prevalentemente da militari, stenta a consegnare le redini al governo di coalizione politica. In questi ultimi mesi ci sono stati tentativi di colpo di stato, e alcune milizie comandate da generali, con responsabilità di crimini di guerra, fanno difficoltà a cedere il potere alle forze politiche. Le forze armate tutt’oggi sono una componente rilevante nel paese. Sono loro che lo hanno gestito per più di 30 anni e sono indipendenti. Ad aprile di quest’anno si doveva assistere alla firma dell’accordo tra le forze armate e la componente del governo di transizione politica, per poi iniziare il processo delle elezioni politiche previste per il 2023. Questo accordo non è avvenuto, le due componenti dell’esercito: le forze armate Sudanesi guidate dal generale Burhan e quelle paramilitari del generale Dagalo sono entrate in conflitto. Alla luce di questi eventi, quali scenari si presentano davanti a noi? Innanzitutto c’è il darsi alla fuga, da parte della gente, per cercare tra parenti e amici all’interno del Sudan un luogo sicuro. I giornali parlano di circa 250.000 sfollati interni, provenienti in modo particolare da Khartoum, che si sono ammassati nelle frontiere dell’Egitto, Ciad ed Etiopia. A questo dobbiamo aggiungere che il Sud Sudan è al quarto posto nella lista di crisi degli sfollati più trascurati al mondo e rappresenta anche la più grande crisi di rifugiati in Africa. Tutto questo rende la situazione estremamente pericolosa non solo in Sudan ma anche nei paesi confinanti. La Libia è diventata un punto di raccolta di migranti e profughi provenienti da Mali, Niger, Ciad e Sudan. Il Sudan del nord è crocevia di passaggio di migranti, profughi provenienti dal Sud Sudan, Rep. Dem. Del Congo, Somalia ed Eritrea, in viaggio verso l’Egitto e dall’Egitto verso l’Europa. Migranti, sfollati interni, profughi, instabilità politica in Sudan, in Libia, in Ciad e in Mali fanno di questa zona dell’Africa un territorio in mano a trafficanti di armi, di agenzie per l’arruolamento di mercenari, a lobby che gestiscono le risorse strategiche in collaborazione con le autorità locali, e agenzie che organizzano viaggi migratori verso l’Europa passando per Libia ed Egitto. Il Sudan ha bisogno di pace. La comunità internazionale è chiamata ad assumersi le sue responsabilità per uscire da questa crisi. (p. Alessandro Bedin)

Migrantes Albenga-Imperia: oggi conferenza su san Charles de Foucauld

28 Aprile 2023 - Albenga - "Cristianesimo e Islam: una fraternità possibile?". Questo il tema della conferenza sulla figura di san Charles de Foucauld e il possibile dialogo fraterno con il mondo islamico in programma nel pomeriggio di oggi  ad Albenga. All'incontro, organizzato dall'Ufficio Pastorale diocesano Migrantes in collaborazione con la Comunità laici missionari cattolici (Clmc), interverrà padre Andrea Mandonico, missionario della Sma (Società missioni africane), in dialogo con Abu Bakr Moretta, presidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis). Alla conferenza, ospitata dalle 17 presso l'auditorium San Carlo, sarà presente mons. Guglielmo Borghetti, vescovo di Albenga-Imperia. Padre Mondonico è l'autore di "Mio Dio, come sei buono. La verità e il messaggio di Charles de Foucauld" nel quale vengono messi in risalto i punti salienti della spiritualità e della pastorale del santo.