Primo Piano

Eurostat: asilo e status di rifugiato nell’Ue

28 Aprile 2023 -
"Nel 2022, i Paesi dell’Ue hanno concesso lo status di protezione a 384.245 richiedenti asilo, in aumento del 40% rispetto al 2021 (275.040)”. Queste informazioni provengono dai dati sulle decisioni in materia di asilo pubblicati oggi da Eurostat. Tra i richiedenti asilo a cui è stato concesso lo status di protezione nel 2022 nell’Unione, il 44% ha ricevuto lo status di rifugiato, il 31% ha ricevuto protezione sussidiaria e il 25% ha ricevuto protezione umanitaria. Rispetto al 2021, il numero di status di rifugiato concesso è aumentato – come spiegano a Eurostat, del 22%, la protezione sussidiaria è aumentata del 48% e la protezione umanitaria ha registrato l’incremento maggiore con il 72%. “Il numero più alto di persone che hanno ricevuto lo status di protezione è stato segnalato dalla Germania (159.365, 41% del totale Ue), davanti a Francia (49.990, 13%), Italia (39.660, 10%) e Spagna (35.765, 9%). Insieme, questi quattro Paesi hanno concesso il 73% delle richieste di protezione a livello Ue”. Il gruppo più numeroso che ha ottenuto lo status di protezione nell’Ue nel 2022 è stato quello dei siriani (il 29% del numero totale di persone a cui è stato concesso lo status di protezione). Seguono afgani (23%) e venezuelani (6%). Alla maggior parte dei siriani (68%) e degli afgani (55%) è stato concesso lo status di protezione in Germania, mentre quasi tutti i venezuelani (92%) hanno ottenuto lo status di protezione in Spagna. (SIR)

Minori stranieri non accompagnati: il 3 Maggio il rapporto Anci-Cittalia sull’accoglienza nella rete SAI 

28 Aprile 2023 - Roma - Il rapporto "Il Sistema di accoglienza e integrazione e i minori stranieri non accompagnati”, realizzato da Anci-Cittalia, che sarà presentato nel corso della conferenza stampa in programma mercoledì 3 maggio alle ore 11:00 a Roma presso la sede di Anci nazionale, prende in esame il complesso fenomeno dell'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Fenomeno che ha richiesto negli anni una revisione della cornice legislativa di riferimento e una "ridefinizione" del Sistema di accoglienza che ha coinvolto direttamente i Comuni attraverso la rete del SAI (Sistema di accoglienza e integrazione). Il rapporto parte dall’analisi dei dati relativi all’arrivo e alla presenza dei minori stranieri non accompagnati in Italia per poi delineare l’evoluzione delle politiche di accoglienza nel tempo con un focus sul ruolo centrale del SAI. Ad introdurre i lavori sarà il segretario generale dell'Anci, Veronica Nicotra mentre Virginia Costa, responsabile del Servizio centrale del SAI, illustrerà i principali aspetti e dati del rapporto. Porteranno il loro contributo al dibattito anche Carla Garlatti, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e il prefetto Valerio Valenti, capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione. Le conclusioni saranno affidate al delegato dell'Anci all'immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni.  

A Conegliano un convegno interculturale

28 Aprile 2023 - Conegliano - La Zoppas Arena si ritingerà a festa con i colori tipici delle stoffe senegalesi per ospitare il convegno interculturale senegalese  che ritornerà a Conegliano per la sesta volta, dopo 3 anni di sospensione a causa del Covid, il 29 e 30 aprile. L'evento organizzato dall'Associazione Sportiva e Culturale dei Senegalesi di Treviso e Venezia in particolare dalla confraternita islamica Tijanyya, ospiterà i maggiori rappresentanti senegalesi a partire da una delegazione del Governo e del Parlamento senegalese, all'Ambasciatore senegalese a Roma, al Console Generale di Milano, il Console Senegalese di Napoli nonché i responsabili religiosi della confraternita. Nell'ultima edizione del 2019 erano più di 3 mila i presenti provenienti non solo dall'Europa ma anche dall'America e dall'Africa (in particolare da Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti, Senegal, Svizzera, Svezia, Belgio, Inghilterra). I lavori saranno aperti sabato con una cerimonia ufficiale in presenza delle autorità locali politiche e religiose oltre che i rappresentanti politici senegalesi. Sarà un confronto su temi importanti, un dialogo tra religioni con lo scopo di realizzare fruttuose relazioni di pace, di dialogo e di concordia. Un richiamo generale al rispetto del Paese che li ospita, alle regole del territorio per una buona convivenza e integrazione, analizzando i principi di ordine e insegnamento che detta la religione per una serena condivisione. Proprio per questo sarà presente anche Don Bruno Baratto, delegato della Diocesi di Treviso per il dialogo tra cristiani e musulmani e direttore di Migrantes Treviso. Ammontano a circa 3.000 i cittadini senegalesi nella provincia di Treviso di cui circa 300 sono presenti nella città di Conegliano confermandosi la prima città della provincia di Treviso con questa etnia straniera (giunti in Città a partire dal 1990), a seguire Treviso con circa 185 presenze.  

Papa Francesco: da oggi la visita in Ungheria

28 Aprile 2023 - Budapest – E’ iniziato il viaggio apostolico di papa Francesco in Ungheria. Il Pontefice è atterrato, poco fa, all'aeroporto internazionale di Budapest. Alla discesa dall'aereo è stato accolto dal vice primo ministro Zsolt Semjen. Quindi si recherà al Palazzo presidenziale per la visita di cortesia alla presidente della Repubblica Katalin Novak e per l'incontro col primo ministro Viktor Orban. Nel solito messaggio al Presidente della Repubblica Italiana papa Francesco ha scritto: “nel momento in cui mi accingo a lasciare il suolo d'Italia per compiere un viaggio apostolico in Ungheria, mosso dal desiderio di incontrare i fratelli nella fede e testimoniare l'importanza di costruire ponti tra i popoli, rivolgo a Lei, signor Presidente, e a tutti gli italiani il mio cordiale saluto, che accompagno con fervide preghiere per il bene della nazione”. E prima di lasciare il Vaticano ha ricevuto il saluto di quindici persone senza fissa dimora che vivono nei pressi di San Pietro accompagnati dal Prefetto del Dicastero per la Carità, il card. Konrad Krajewski. (Raffaele Iaria)

Oltre un milione di profughi invisibili intrappolati nell’inferno del Sudan

28 Aprile 2023 -

Milano - Proseguono le evacuazioni degli stranieri dal Sudan e la fuga dei sudanesi verso Ciad ed Egitto. Secondo il governo del Cairo, 16mila persone di cui 14mila cittadini sudanesi sono entrati in Egitto finora e decine di migliaia sono in coda alla frontiera. L’Onu ha aiutato invece 20mila rifugiati a passare in Ciad. Si tratta dell’esodo più grande dopo quello da Kabul nell’agosto 2021. Ma nella guerra civile violentissima scoppiata 12 giorni fa, e di cui i media italiani si stanno già dimenticando, si consuma il dramma di altre decine di migliaia di invisibili privi di documenti, i rifugiati e i profughi spiaggiati nei rifugi sotto le bombe. Il Sudan accoglie più di un milione di rifugiati registrati dall’Alto commissariato Onu (Acnur-Unhcr) oltre a un numero elevato di profughi. La maggior parte provengono dall’Eritrea e dal Tigrai, la regione del nord etiope. Gli eritrei vantano una comunità di profughi e rifugiati che, in oltre 30 anni, ha raggiunto in Sudan un milione di unità circa che vivono in campi dell’Unhcr o sparpagliati per le città. Dalla Siria, invece, sono arrivate almeno 90mila persone secondo stime Onu del 2021. Proprio in questi giorni, sono stati uccisi durante i combattimenti quattro rifugiati siriani, tra cui un bambino e sarebbero stati uccisi due eritrei. L’evacuazione del personale diplomatico e dell’Onu è un pessimo segnale nonostante l’esercito abbia annunciato un prolungamento di 72 ore del cessate il fuoco. Inoltre la situazione umanitaria in quello che è il maggiore snodo dei flussi migratori dall’Africa verso la Libia è intanto in netto peggioramento secondo Ong e agenzie umanitarie internazionali. Cominciano a scarseggiare i rifornimenti di cibo, acqua, medicinali e carburante nella capitale Khartum. Secondo l’Oms, il 61 per cento delle strutture sanitarie è chiuso e solo il 16 per cento funziona normalmente. L’Ocha, agenzia che coordina gli aiuti umanitari per le Nazioni Unite, ha sospeso i programmi per i 50mila bimbi affetti da malnutrizione. Senza la fine dei combattimenti le 512 vittime ufficiali rischiano di moltiplicarsi. Secondo gli osservatori sarebbero già almeno il quadruplo. A mezzanotte è scaduta la fragile tregua di 72 ore che in diverse aree del Paese, come nel Darfur e nella stessa capitale, non è stata rispettata. Solo l’esercito guidato dal generale Abdel Fattah al-Burhan, uno dei due contendenti, ha accettato il piano dell’Igad, il gruppo degli Stati est africani, di negoziare una nuova tregua, ironia della sorte, a Giuba, la capitale del Sud Sudan staccatosi da soli 11 anni dal Sudan dopo una lunga guerra. Sono forti le pressioni per far accettare i negoziati anche al generale Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemetti, capo delle forze paramilitari di supporto rapido, che in serata ha accettato di trattare. Anche se starebbe aspettando il rientro attraverso l’Eritrea dei mercenari che ha inviato a combattere in Yemen a fianco degli Emirati Arabi, suoi alleati nella lotta per prendere Khartum. E altre milizie degli ex janjaweed che misero a ferro e fuoco il Darfur nel primo decennio del secolo, arriveranno a dargli manforte dalla Libia e dal Ciad. Nel caos che regna in queste ore nella grande città sui due Nilo contesa da due signori della guerra alimentati da grandi e medie potenze, i rifugiati vengono catturati, rapiti e addirittura rimpatriati, come è capitato a un migliaio di giovani eritrei fuggiti dal servizio militare a vita in vigore nello stato caserma africano. Notizia diramata da fonti dell’opposizione e confermata indirettamente da Tesfanews, agenzia che sostiene il regime eritreo, che ha definito «evacuazione» il rimpatrio forzato. Il gruppo di opposizione Eritrea democratica ha confermato che uscire dalla capitale in cerca di scampo è molto difficile per i prezzi degli autobus schizzati alle stelle. E chi è riuscito a fuggire verso Kassala, nel sudest, dove ci sono i campi profughi per eritrei vecchi anche di 30 anni, è stato arrestato ai posti di blocco, poi malmenato e rapito dalle forze paramilitari sudanesi. Le quali, addestrate con fondi Ue dagli italiani (come ha rivelato nell’agosto 2022 Africa Express) per fermare i flussi migratori, li hanno rapiti e sottoposti a violenze per estorcere alle famiglie fino a 5mila dollari per la liberazione. Ma, dopo averli liberati, li hanno caricati su una decina di grandi pullman e trasportati alla frontiera con l’Eritrea, dove li aspetta la galera o l’arruolamento. Attraverso le testimonianze di parenti di profughi in Sudan, sappiamo che i trafficanti di esseri umani sono già in azione nei quartieri abitati dagli eritrei nella capitale sudanese e nella città gemella di Omdurman e Barhi, da dove si organizzano i viaggi verso la Libia e che ricominceranno al più presto quando sarà possibile muoversi , magari in accordo con le milizie. Ieri l’Alto commissario Onu per i rifugiati ha lanciato un appello a tutti i Paesi confinanti con il Sudan «affinché mantengano aperti i propri confini aperti alle persone in cerca di sicurezza e protezione».

Se la violenza non si ferma, il rischio di una grave crisi di rifugiati è molto alto. «Migliaia sono già in movimento in cerca di sicurezza», ha annunciato su Twitter Filippo Grandi. Proprio quello di cui l’Europa – Roma in testa –, ha paura. (Paolo Lambruschi - Avvenire)

Card. Zuppi: i cattolici “non possono non essere accoglienti”

27 Aprile 2023 - Roma – “È vero. Siamo di fronte a una situazione epocale. Il Mediterraneo è per sua natura un luogo di immigrazione. Ora è epocale anche perché l’Europa – e quindi l’Italia – si ritrova a essere vecchia, non siamo mai stati così anziani come adesso. Dopo una continua crescita, ora siamo in declino. C’è una pressione che mette alla prova l’accoglienza”. Lo dice il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana in una intervista realizzata da Chiara Genisio per il mensile Vita pastorale. Per il porporato i cattolici “non possono non essere accoglienti, avendo un riferimento importante nella nostra carta costituzionale, che sono le opere di misericordia, l’identificazione del Signore nei forestieri, nei viandanti, nell’uomo sofferente. L’accoglienza – spiega - non è materia facoltativa, richiede a tutti di impegnarsi e di fare qualche cosa. A cominciare dalla cultura. Per capire di chi stiamo parlando, perché la capacità di accoglienza è anche la conoscenza, su questo la Chiesa e i cristiani devono avere una profonda capacità di spiegare le storie, le caratteristiche, l’umanità dell’altro, perché non ci siano indifferenza, ignoranza o pregiudizio". (R.Iaria)

Berlino: il 3 maggio la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

27 Aprile 2023 - Roma - Sarà presentato il prossimo il 3 maggio all’Istituto di Cultura di Berlino l’edizione 2022 del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes che quest’anno è dedicato alla rappresentanza degli italiani residenti all'estero. Alla presentazione interverranno Delfina Licata, curatrice del Rapporto italiani nel mondo, Edith Pichler e Maria Carolina Foi moderati da Anna Bertoglio.

Cei: parte la campagna 8×1000

27 Aprile 2023 - Roma - “Se fare un gesto d’amore ti fa sentire bene, immagina farne migliaia”. Questo il claim della nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, che mette in evidenza il significato profondo di un semplice gesto che permette ogni anno la realizzazione di migliaia di progetti in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. La campagna, on air dal 2 maggio, mette inoltre in luce la relazione forte e significativa tra la vita quotidiana dei cittadini e le opere della Chiesa, attraverso la metafora dei “gesti d’amore”: piccoli o grandi gesti di altruismo che capita di fare nella vita e che non fanno sentire bene solo chi li riceve, ma anche chi li compie. Ecco, quindi, che attraverso una semplice firma, quella per l’8xmille, è possibile moltiplicare la sensazione di benessere che si prova quando si fa un gesto d’amore. Come fa la Chiesa ogni giorno con i suoi interventi arrivando capillarmente sul territorio a sostenere e aiutare chi ne ha più bisogno: poveri, senzatetto, immigrati, ma anche italiani che attraversano momenti di difficoltà. “Grazie all’8xmille – spiega Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI - consentiamo a una fascia importante di operatori di aiutare chi è in difficoltà e di attivare nuovi servizi. È un bene anche per chi lo compie. E non dimentichiamo che il welfare in Italia è determinato anche da questa rete comunitaria e solidale. L’8xmille è stato il primo strumento di democrazia fiscale che consente al cittadino di decidere la destinazione di parte del proprio reddito destinata all’erario”. “L’obiettivo della campagna 2023 – afferma il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – è far comprendere il valore di un gesto molto semplice come una firma, abbinandolo a momenti della vita di tutti i giorni. Gli spot ruotano intorno al concetto del ‘sentirsi bene’ prendendosi cura del prossimo grazie ad un’opzione, nella propria dichiarazione dei redditi, che si traduce in migliaia di progetti. Chi firma è protagonista di un cambiamento ed è autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole, da rinnovare ogni anno. In ogni iniziativa le risorse economiche sono messe a frutto da sacerdoti, suore, operatori e dai tantissimi volontari che, con le nostre firme, sono il vero motore dei progetti realizzati”. Nella campagna 2023 la Chiesa si racconta attraverso otto storie di speranza e di coraggio. Gli spot mettono in luce il valore della gratuità e gli sforzi di una Chiesa in uscita, che si prende costantemente cura dei più deboli, donando opportunità e fiducia, intervenendo con discrezione e rispetto, operando con creatività e positività. Dalla Casa della Carità che a Seregno, offre ospitalità ai più fragili senza fissa dimora, alla mensa delle Parrocchie solidali di Brindisi, una mano tesa rivolta a quanti sono a rischio di esclusione sociale. Dalla Casa Santa Elisabetta, un condominio solidale nel cuore di Verona per donne sole con minori ad Opera Seme Farm, una filiera etica che, nel Salento, promuove i prodotti del territorio generando valore ed occupazione, passando per il Centro di ascolto diocesano di Albano, un luogo accogliente e familiare per chi ha bisogno di assistenza alimentare e non solo. Farsi prossimo con l’accoglienza ed il primo soccorso è la mission del progetto Un popolo per tutti che, a Roccella Jonica, rappresenta un approdo sicuro per i migranti in fuga e in cerca di un futuro migliore. Grazie alle firme, ogni anno, vengono restituiti a fedeli e visitatori molti tesori dimenticati. Come ad Ancona dove la chiesa di Santa Maria della Piazza, gioiello romanico, è sottoposta ad un intervento di restauro conservativo per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future. Dopo gli anni difficili della pandemia la campagna, quest’anno, vola all’estero per documentare come a Tosamaganga, in Tanzania, con il supporto delle firme la speranza sia giunta in aula e in corsia. Qui i medici del Cuamm, la prima organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane, sono presenti da oltre 50 anni e si prendono cura delle persone più vulnerabili, soprattutto delle mamme e dei bambini, fin dai primi attimi di vita. Su www.8xmille.it sono disponibili anche i filmati di approfondimento sulle singole opere mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille a livello nazionale e diocesano. Nell’area Mappa 8xmille sono geolocalizzati e documentati migliaia di interventi già realizzati, in Italia e nel mondo. Una geografia di opere in aggiornamento, nel segno della rendicontazione e della trasparenza verso chi ha generato con la firma opere di fraternità secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. La Chiesa cattolica ogni anno si affida alla libertà e alla corresponsabilità dei fedeli e contribuenti per rinnovare la firma che si concretizza in risorse per la realizzazione di opere dove tanti, ogni giorno, trovano porte aperte e speranza restituita. Per informazioni e aggiornamenti: https://www.8xmille.it/ https://www.facebook.com/8xmille.it https://twitter.com/8xmilleit https://www.youtube.com/8xmille https://www.instagram.com/8xmilleit/

Mci Ungheria: attesa visita Papa Francesco

27 Aprile 2023 - Roma - “Krisztus a jővőnk!” Cristo é il nostro futuro. Questo é il motto della visita che sua Santitá papa Francesco si appresta a compiere alla nazione dell’Ungheria da domani, 28 al 30 aprile. Ovviamente questa visita tocca anche tutte le comunità internazionali presenti nel territorio, quindi anche la nostra comunità italiana. É difficile dare un numero preciso di quelli che sono gli italiani in terra magiara. Le fonti ufficiali parlano di circa seimila presenze, collocate soprattutto nei dintorni della capitale, Budapest. Molte sono le realtá familiari miste, vale dire formate da un coniuge ungherese ed uno italiano. Per questo possiamo dire di sentirci molto inseriti nella realtá sociale ungherese e quindi profondamente coinvolti anche nell’accoglienza del romano pontefice. Ad essere del tutto sinceri la visita del Papa ha sorpreso un po’ tutti gli addetti ai lavori. C’é stato pochissimo tempo a disposizione per organizzare questi giorni. Papa Francesco alla messa di conclusione del 52° Congresso Eucaristico Internazionale aveva promesso ai fedeli ungheresi che sarebbe tornato al piú presto a visitarli. Di sicuro da parte della popolazione ungherese c’é molta attesa e curiositá, anche a motivo del messaggio di pace di cui sempre si fa portatore Papa Francesco, e che ora é particolarmente attuale a causa della guerra nella vicina Ucraina. Questo é quindi lo spirito che guida questa visita apostolica. Le possibilitá di incontrare papa Francesco a dire il vero sono abbastanza limitate. Ovviamente anche la comunitá italiana ha la possibilitá di partecipare agli eventi maggiori. I nostri giovani, tramite gli istituti scolastici si sono iscritti per incontrare il Papa nella giornata di sabato in uno degli impianti sportivi della capitale. Domenica mattina invece cercheremo di partecipare in gruppo alla celebrazione dell’Eucaristia. Siamo tutti emozionati per l’arrivo di Sua Santitá a Budapest e ci uniamo alla preghiera di tutta la Chiesa, perché tutto possa svolgersi nella piú profonda serenitá e sincera letizia. (fra. Marco Faccioli - Delegato Mci Ungheria)

Vangelo Migrante: IV domenica di Pasqua | Vangelo (Gv 10,1-10)

27 Aprile 2023 - Ancora oggi, le grandi religioni monoteiste non osano raffigurare la divinità. I primi cristiani, nelle catacombe di Roma, rompono questo schema e cominciano a dipingere le pareti di quelle grotte. L’immagine più antica di Gesù che l’archeologia ha individuato è proprio quella di un soggetto giovane con una pecora attorno al collo: Gesù Pastore. Si trova nelle Catacombe della Basilica di san Clemente al Laterano. Dalla pagina di Vangelo proclamata, la IV domenica di Pasqua è detta proprio del Buon Pastore. In un crescendo, con il mistero fondamentale della Resurrezione di Gesù ha inizio la nostra fede e con la Misericordia essa si esprime; quindi, con la speranza ardente dei discepoli di Emmaus prende le vie del mondo e nel Buon Pastore diventa via, verità e vita. Gesù è tutto questo. Anzi, questo è il motivo della Sua venuta: “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Non è qui per quel minimo senza il quale la vita non è vita ma per una vita esuberante, magnifica, eccessiva, quella che rompe gli argini e infonde libertà e coraggio. Gesù non è venuto a portare una teoria o un sistema di pensiero ma La Vita in risposta all’anelito più grande, e problematico, che tutti ci portiamo dentro. Nell’immagine che Gesù offre di se stesso, ci colpiscono due caratteristiche: conosce le pecore una per una (mi disse una volta un pastore di Norcia che è possibile) e le porta fuori dal recinto, luogo che dà sicurezza ma che toglie anche la libertà. È una migrazione vera e propria che, a differenza di quello che si potrebbe pensare, non è verso schemi più convenienti o opportunismi ma verso spazi aperti. Gesù avvia per tutti e per ciascuno un processo di liberazione interminabile. Per due volte ripete: “io sono la porta”, il vero confine, la soglia sempre spalancata, che nessuno richiuderà più, quella più forte di tutte le prigioni: “entrerà e uscirà e troverà...”. Egli cammina davanti alle pecore. Non abbiamo un pastore di retroguardie, ma una guida che apre cammini e inventa strade. Non un pastore che grida o minaccia per farsi seguire, ma uno che precede e convince, con il suo andare sicuro, davanti a tutti, prendendo in faccia il sole e il vento, pastore di futuro che ci assicura: tu, con me appartieni ad un sistema aperto e creativo, non ad un vecchio recinto finito, bloccato, dove soltanto obbedire. Vivere è appartenere al futuro. Il buon Pastore lo tiene aperto! (p. Gaetano Saracino)