Primo Piano

Migrantes Padova: pellegrinaggio mariano domenica 14 maggio al santuario di Monteortone

27 Aprile 2023 - Padova - Sarà Maria ad accompagnare i passi delle undici comunità etniche cattoliche presenti in Diocesi di Padova, che cammineranno al fianco dei gruppi e realtà di animazione missionaria provenienti dalle varie parrocchie e vicariati. L'appuntamento - dal titolo, "In cammino con Maria" - sarà domenica 14 maggio alle 14.30 presso il santuario di Monteortone, da dove, dopo un momento di preghiera iniziale, prenderà avvio il pellegrinaggio che, dopo un percorso di circa tre chilometri, porterà alla Sma (Società missioni africane) di Feriole. A organizzare questo appuntamento sono l'ufficio diocesano di Pastorale dei migranti-Migrantes, realtà che si occupa di seguire nell'annuncio, nelle celebrazioni e nella vita comunitaria i fedeli che fanno parte delle comunità etniche cattoliche, e il Centro missionario diocesano. Per la prima volta le due realtà uniscono le loro forze per questa iniziativa, «una felice collaborazione, piuttosto significativa - sottolinea don Gianromano Gnesotto, direttore di Migrantes - in quanto ci dice di una Chiesa missionaria in uscita, attenta alle tante forme di evangelizzazione e allo stesso tempo, che accoglie persone provenienti da altri paesi. È la cosiddetta missione che viene a noi attraverso i migranti, portandoci l'entusiasmo e la ricchezza delle loro tradizioni: è una Chiesa che dona e riceve allo stesso tempo». Nel pomeriggio, scandito da una "marcia orante", sarà recitato il Rosario con i misteri gloriosi. All'inizio di ogni decina dell'Ave Maria - che sarà proclamata la prima metà nella lingua di ciascuna comunità, la seconda parte in italiano - ci saranno delle intenzioni particolari: si pregherà per la Chiesa di Padova nel suo cammino sinodale; per i Paesi di provenienza delle etnie presenti; infine un ringraziamento per ciò che di buono il Signore ci dona. Non è casuale il fatto che il primo mistero proclamato, dove si annuncia la resurrezione, sarà affidato alla comunità ucraina «che attende una luce di speranza, una rinascita» afferma don Gnesotto. In due delle cinque tappe dei misteri ci saranno delle meditazioni preparate dal Centro missionario. Il tutto si concluderà nella sede della Sma con la messa, animata dai vari gruppi presenti, e un momento conviviale. «Sarà un pomeriggio di preghiera, di spiritualità e fraternità - evidenzia don Raffaele Coccato, direttore del Centro missionario diocesano - dove vogliamo mostrare il desiderio di annunciare il Vangelo insieme, in maniera integrata e armonizzata. Sarà anche un'occasione, per le nostre due realtà, di conoscersi». (Paolo Gallerani)  

Migrantes Calabria: sabato a Cosenza incontro su immigrazione e diritto d’asilo

27 Aprile 2023 - Cosenza - La Migrantes della Calabria e il Coordinamento SAI – Provincia di Cosenza, anche alla luce dei recenti provvedimenti normativi sull'immigrazione, promuovono per sabato 29 aprile dalle ore 10.30 un'iniziativa di mobilitazione presso la Curia Arcivescovile di Cosenza. Si discuterà di "Emergenza migranti? Diritto d'Asilo, Protezione Speciale e Sistema di Accoglienza". Sono previsti gli interventi di Cristina Molfetta, curatrice del Rapporto Asilo della Fondazione Migrantes; Walter Greco, docente Unical; Giovanni Manoccio, Delegato SAI provincia Cosenza e mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano. Ci sarà spazio per voci dai territori e testimonianze di rifugiati e richiedenti. L'incontro sarà moderato da Pino Fabiano, Direttore Migrantes della Calabria.

Corridoi Umanitari Cei-S. Egidio: oggi arrivati 67 rifugiati

26 Aprile 2023 - Roma - Sono arrivati a Roma Fiumincin, provenienti da Addis Abeba, 67 rifugiati, dei quali 20 minori, dal Corno d'Africa. E'' il primo viaggio reso possibile dalla firma del terzo Protocollo d'intesa tra Conferenza Episcopale Italiana, Comunità di Sant'Egidioe Governo italiano, per l'apertura dei Corridoi umanitari dall'Etiopia. La maggior parte dei rifugiati arrivati oggi, di nazionalità eritrea e sud sudanese, troverà ospitalità a casa dei loro parenti già integrati in Italia,  in diverse regioni italiane: Lazio, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto. Quindi, avviati ad un percorso di integrazione: per gli adulti con l'apprendimento della lingua italiana e, una volta ottenuto lo status di rifugiato, l'inserimento nel mondo del lavoro. Per i bambini: da domani tutti a scuola.  

Incontro tra i Vescovi e Prefetti del Veneto: il punto della situazione sull’accoglienza dei migranti

26 Aprile 2023 - Roma - Nei giorni scorsi si è tenuto, presso il Palazzo Patriarcale di Venezia, un incontro a cui hanno partecipato il Patriarca di Venezia e Presidente della Conferenza Episcopale Triveneto mons. Francesco Moraglia, il Prefetto di Venezia Michele di Bari e, collegati in videoconferenza, i Vescovi delle Diocesi (o loro delegati) e i Prefetti del Veneto, allo scopo di fare il punto della situazione sull'accoglienza dei migranti nella Regione Veneto nel solco delle proficue iniziative che, nel tempo, sia i Vescovi che i Prefetti hanno promosso nel territorio regionale. I Vescovi hanno ricordato l'impegno e lo sforzo che quotidianamente le Diocesi del Veneto mettono in campo per venire incontro alle esigenze dei migranti. In particolare il Patriarca Moraglia ha confermato la disponibilità alla collaborazione nelle attività di individuazione di nuove strutture per l'ospitalità temporanea dei migranti. I Prefetti, nel ringraziare i Vescovi delle rispettive Diocesi, hanno fatto presente che la collaborazione istituzionale, che è diventata negli anni sempre più stringente, ha consentito di perseguire significativi risultati anche sul piano dell'integrazione dei migranti, facendo presente che la nota sensibilità dei Presuli concorre a rafforzare il sistema di accoglienza. Il Prefetto di Venezia ha ringraziato il Patriarca e i Vescovi per la disponibilità e l'impegno profuso anche per assicurare un’accoglienza diffusa nel territorio nel rispetto della tutela della dignità delle persone e delle comunità locali.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 38.988 persone migranti sulle coste italiane

26 Aprile 2023 -
Roma - Sono 38.988 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall'inizio dell'anno. Di questi 5.810 sono di nazionalità ivoriana (15%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (4.454, 11%), Egitto (4.405, 11%), Pakistan (3.848, 10%), Tunisia (2.867, 7%), Bangladesh (2.666, 7%), Siria (2.182, 6%), Camerun (1.617, 4%), Mali (1.081, 3%), Burkina Faso (1.060, 3%) a cui si aggiungono 8.998 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato aggiornato questa mattina dal ministero degli Interni.

A Padova il 25° raduno nazionale degli immigrati srilankesi in Italia

26 Aprile 2023 - Padova - Si svolgerà il primo maggio prossimo il venticinquesimo raduno nazionale degli immigrati cattolici dello Sri Lanka in Italia presso la Basilica di Sant’Antonio da Padova. Ogni anno infatti decine di migliaia di immigrati dello Sri Lanka cattolici e non, fanno visita in pellegrinaggio presso la tomba del santo molto amato e venerato in patria. Sant’Antonio. La Santa Messa sarà celebrata da Mons. Neville Joe Perera, coordinatore nazionale Migrantes per la pastorale degli immigrati srilankesi in Italia assieme ai vari cappellani che servono le oltre 25 comunità srilankesi sparse per tutta Italia. Come ogni primo maggio, si festeggerà San Giuseppe lavoratore e allo stesso momento si renderà onore a Sant’Antonio ringraziandolo per tutte le grazie ricevute.  

Consiglio d’Europa: respingimento migranti tra i temi in discussione

26 Aprile 2023 -
Strasburgo -  Il mancato rispetto degli obblighi internazionali sui diritti umani di richiedenti asilo, rifugiati e migranti in Europa sono tra le preoccupazioni del Consiglio d'Europa. È quanto emerge dalla relazione annuale della commissaria per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović che sulle politiche migratorie e di asilo evidenzia che “i respingimenti, il rifiuto di soccorrere imbarcazioni in difficoltà, le condizioni e i trattamenti disumani sono le caratteristiche comuni di un approccio alla migrazione sproporzionatamente incentrato sulla sicurezza, che mette in pericolo vite umane. Invece di continuare su questa strada, gli Stati membri dovrebbero concentrarsi sull’offrire rotte sicure e legali, sull’assistenza umanitaria lungo le rotte migratorie e sulla ricerca e il salvataggio in mare”, ha aggiunto.
(foto SIR/Marco Calvarese)
 

Una nuova carovana di profughi sfida il Messico e punta verso Nord

26 Aprile 2023 - Milano - Hanno aspettato per giorni a Tapachula, alla frontiera sud del Messico, un visto umanitario per attraversare il Paese, che non è mai arrivato. Poi, all’alba domenica, hanno impacchettato le poche cose, caricato bottiglie d’acqua e i bambini più piccoli sulle spalle, e si sono messi in marcia, verso la basilica di Nostra Signora di Guadalupe, a Città del Messico, sfidando il presidente Andrés Manuel López Obradór e la polizia nazionale a fermarli. La nuova carovana di oltre tremila migranti in marcia col suo carico di disperazione esige non solo libero transito per raggiungere la frontiera con gli Stati Uniti. Reclama giustizia per i 40 migranti morti un mese fa nel rogo del centro di detenzione di Ciudad Juarez, frontiera nord, sotto gli sguardi degli agenti, che non li hanno liberati perché potessero salvarsi. «Mancano all’appello 40 migranti morti, che non avevano fatto nulla», denuncia l’attivista Irineo Mujica, direttore dell’Ong Pueblos sin fronteras, alla testa della fiumana. «El Estado los mató», «lo Stato li ha uccisi», le scritte sui cartelli inalberati assieme ad alcune croci in quella che hanno ribattezzato la «Via Crucis migrante». «Dove sono, dove sono, i 40 dove sono?» gli slogan scanditi ai megafoni. Provengono in gran parte da Honduras, da Salvador, Cuba, Haiti, Nicaragua, da una quindicina di Paesi del centrosud America. Alcuni, dopo aver attraversato vari Stati, sono rimasti bloccati per mesi a Tapachula, in Chiapas, alla frontiera col Guatemala, dal 2019 epicentro della crisi umanitaria. Dall’avvio del programma governativo «Quédate en México», «Resta in Messico», che in teoria apre le porte alle richieste di status di rifugiati, nella pratica - denunciano le Ong di diritti umani – avalla la politica di ritenzione, mantenendo intrappolate in interminabili iter burocratici decine di migliaia di persone. «Tapachula è un carcere a cielo aperto», denuncia Pueblos sin Fronteras, che con migliaia di famiglie rivendica con la Via Crucis la chiusura dei centri di detenzione di massa di irregolari e l’eliminazione dell’Instituto Nacional de Migración (Inami). I “camminanti” reclamano di accelerare l’iter per i visti umanitari, per raggiungere liberamente la frontiera nord del Messico con gli Usa, l’obiettivo finale dal quale li separano oltre 1.100 chilometri. (Paola Del Vecchio)      

Adele si è presa cura di Alina: “Aprire casa, il primo passo”

26 Aprile 2023 -

Roma - «Come tante altre persone, sono stata costretta a lasciare l’Ucraina e la mia vita è stata improvvisamente stravolta: avevo difficoltà a concentrarmi su me stessa, sullo studio e sulla ricerca di un lavoro. Ma qui a Roma Adele mi ha accolta ed è stata da subito come una nonna per me. La cucina è il nostro spazio per incontrarci e stare insieme, guardiamo la tv, anche le telenovelas, chiacchieriamo o semplicemente restiamo vicine, in silenzio. Ora mi sento più stabile e avere qualcuno vicino fa bene sia a me che ad Adele, ma credo faccia bene a tutti». Alina, giovane studentessa ucraina, non nasconde la commozione mentre racconta così il suo incontro e ora la convivenza con Adele, una delle centinaia di persone che hanno risposto con entusiasmo all’Albo delle famiglie accoglienti di Roma Capitale, partito esattamente un anno fa, con Refugees Welcome Italia in qualità di ente attuatore, e che ora sta diventando un modello da seguire anche per tante altre città europee.

Oltre alla toccante testimonianza di Alina, anche i numeri sono dalla parte di questa iniziativa: circa 1.000 cittadini romani hanno già dato la loro disponibilità ad accogliere alcune delle 170mila persone che sono scappate dall’Ucraina a causa della guerra, anche se ora si vuole estendere l’iniziativa anche a persone di altre nazionalità.

Fino al 31 dicembre scorso, il totale delle convivenze attivate grazie allo strumento dell’Albo delle famiglie accoglienti di Roma è stato di 91, per un totale di 163 persone ospitate, di cui 53 minori. Dopo aver dato la disponibilità ad accogliere, infatti, ci sono altri necessari passaggi da compiere, come spiega Fabiana Musicco, presidente di Refugees Welcome Italia: «Ogni famiglia è stata accuratamente profilata per valutarne l’idoneità all’accoglienza. Sono stati analizzati gli elementi di adeguatezza dell’abitazione all’accoglienza, ma anche la verifica della corrispondenza delle aspettative, e della comprensione di cosa significhi un’accoglienza interculturale. Con il tempo abbiamo sviluppato una metodologia di lavoro che si fonda sulla mobilitazione della società civile. Le persone rifugiate e migranti delle cosiddette comunità accolte e la comunità accogliente, rappresentata dalle volontarie e dai volontari, dalle attiviste e dagli attivisti, oltre che dallo staff, si incontrano e danno vita a un’unica comunità, basata sull’incontro delle differenze. Una metodologia che prevede un accompagnamento costante nel tempo da parte degli attivisti e del team di Refugees Welcome».

Per quanto riguarda ancora più da vicino l‘esperienza lungo l’asse Roma/Ucraina «ci siamo confrontati – aggiunge Musicco - con numeri inediti, ma soprattutto con nuove sfide dell'accoglienza in famiglia, come l’inserimento di donne con minori, l’assenza di una lingua comune di comunicazione tra ospiti e famiglie accoglienti, l’assenza di un progetto individuale finalizzato ad una permanenza a Roma di medio o lungo periodo e le vulnerabilità specifiche dovute a sindromi da stress post-traumatico e danni psico-fisici estremamente recenti. Una complessità tale che è stata possibile gestire grazie al sostegno di alcuni donatori come Unicef International e al progetto di accoglienza diffusa promosso dalla Protezione Civile. Ci auguriamo per il futuro di costruire partenariati sempre più forti che ci daranno la possibilità di attivare sempre più accoglienze». Proprio come quella di Adele che, mentre suona il pianoforte, sua grande passione, e Alina la guarda con dolcezza nel salotto di casa, racconta che «ci siamo prese subito e adesso siamo proprio come nonna e nipote, ci vogliamo molto bene. La presenza di Alina mi dà serenità e mi sta insegnando che abbiamo bisogno degli altri». (Igor Traboni - Avvenire)

La parrocchia italiana di Washington

24 Aprile 2023 - Milano - Martedì 25 aprile - su radio Mater, alle ore 18.50 - nella rubrica «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro» interverrà Maria Marigliano, membro dello staff della chiesa del S. Rosario, riferimento per la comunità degli italiani a Washington. L’edificio è stato consacrato il 29 aprile 1923. Tra qualche giorno si ricorderà quindi il centenario. Anche se la parrocchia italiana è stata eretta canonicamente già nel 1913. Al suo fianco è attivo un centro socio-culturale denominato «Casa Italiana di Washington». Un ritrovo prevalentemente per i connazionali. Ma aperto anche ad attività del territorio. Sono più di 20 milioni gli statunitensi che dichiarano di avere ascendenze italiane. Il 25 aprile si celebra, poi, l’anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo per opera dei partigiani. In questa operazione storica, tanta parte ebbero le Forze Alleate, tra cui spiccano gli Stati Uniti. In quella terra molti italiani trovarono rifugio durante il Secondo conflitto mondiale. Figli di italoamericani, inoltre, combatterono nell’esercito statunitense sul fronte italiano. Ideata e condotta da Massimo Pavanello, sacerdote della diocesi di Milano, la trasmissione - con la consulenza di Migrantes - presenta la realtà delle Missioni cattoliche italiane e va in onda l’ultimo martedì di ogni mese.