22 Ottobre 2019 - Gerusalemme - Tv2000 e InBlu Radio hanno inaugurato ieri a Gerusalemme l’ufficio di corrispondenza in collaborazione con il Christian Media Center della Custodia di Terra Santa. Le due emittenti della Conferenza Episcopale Italiana racconteranno in diretta gli eventi più significativi dal Medio Oriente con approfondimenti e interviste. Una finestra aperta che spazia dalla politica ai conflitti territoriali e internazionali, l’emergenza umanitaria, i grandi appuntamenti religiosi ma anche storie di vita e speranza quotidiana. All’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Card. Gualtiero Bassetti in pellegrinaggio con la CEI in Terra Santa; il vicario custodiale di Terra Santa, Dobromir Jasztal; il nunzio apostolico in Israele e Cipro e delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina, Mons. Leopoldo Girelli; il console generale d’Italia a Gerusalemme, Fabio Sokolowicz; l’amministratore delegato di Tv2000-inBlu Radio, Massimo Porfiri; il direttore di Tv2000-InBlu Radio, Vincenzo Morgante, e la corrispondente di Tv2000, Alessandra Buzzetti.
“Sono grato all’editore per averci permesso di aprire un ufficio di corrispondenza da Gerusalemme – ha detto il direttore di Tv2000-InBlu Radio, Vincenzo Morgante -. Proprio nel periodo in cui altre importanti emittenti televisive nazionali chiudono le loro sedi estere Tv2000 rafforza la propria offerta informativa con una presenza stabile in Terra Santa, area così significativa anche in termini geostrategici. L’accordo che abbiamo stipulato con la Custodia di Terra Santa è per noi di rilievo: offre significative e reciproche opportunità di scambio in termini editoriali. Grazie al card. Bassetti per aver voluto rendere solenne con la sua presenza l’inaugurazione ufficiale dell’ufficio di corrispondenza da Israele affidato ad una professionista del calibro di Alessandra Buzzetti”. “Sono venuto per la prima volta in Terra Santa – ha affermato il Presidente della CEI – nel 1969, esattamente 50 anni fa. Sono lieto di poter inaugurare oggi questo ufficio di corrispondenza della nostra Tv2000. Gerusalemme la sentiamo come la casa comune. È il luogo della crocifissione e resurrezione del Signore. Qui c’è l’unica tomba vuota che esiste sulla terra perché Gesù è risorto. Gerusalemme, per noi ma anche per i fratelli di religione ebraica e islamica, è sempre motivo di unità, comunione e grande gioia. Voglio ringraziare con tutto il cuore Tv2000 e InBlu Radio per tutto quello che stanno facendo per la nostra Chiesa”.
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Card. Bassetti: la Chiesa invoca la pace in Siria
21 Ottobre 2019 - Roma - “Per tutte le guerre si cerca sempre di trovare delle ragioni di Stato, e così anche per la Siria. Ciò non giustifica affatto l’inferno che si è scatenato, le famiglie con i bambini in fuga, la distruzione, si continua a distruggere delle civiltà millenarie. Avremo anche questa responsabilità dinanzi al futuro. Dalla Chiesa non può che elevarsi una invocazione di pace perché ogni guerra è un’inutile strage”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. in una video intervista rilasciata Daniele Rocchi per il Sir (https:/la-chiesa-invoca-la-pace-in-siria/) a margine della assemblea ecclesiale della Chiesa umbra a Foligno. Nella stessa intervista il cardinale ha parlato, tra le altre cose, dell’Incontro di riflessione e spiritualità promosso dalla CEI che a febbraio 2020 porterà a Bari oltre cento vescovi del Mediterraneo e affrontato la questione di un Sinodo per l’Italia.
Card. Bassetti: la Chiesa italiana, attraverso Caritas e Migrantes cerca di dar corpo al Vangelo della carità e della gioia.
29 Settembre 2019 - Città del Vaticano – “Questa piazza vivace e colorata ha raccolto gente di ogni dove, unita nello spirito di lode al Signore, padre di tutta l’umanità. La fede e la potenza del risorto ci fanno sentire fratelli e ci spingono ad amare a tutti, come Lui ci ha amati e ha dato se stesso per noi. La Chiesa che è in Italia si sente interpellata dal mondo delle migrazioni”. E’ quanto ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana salutando, questa mattina, Papa Francesco al termine della celebrazione eucaristica in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e ringraziandolo per “questa celebrazione che ha unito intorno all’altare uomini e donne di ogni luogo e di ogni razza. Milioni di donne, uomini giovani e anziani ogni anno lasciano la propria terra in cerca di una vita migliore, di un luogo di pace o di progresso dove poter trovare rifugio e dignità. Si tratta – ha detto il cardinale Bassetti - di un vasto movimento di popoli tormentati dalla violenza, dalla fame, dalla disperazione, che cerca aiuto presso i paesi più ricchi e capaci. Essi stendono la mano come il povero Lazzaro, chiedendo almeno le briciole del pane per sfamarsi. Ma il ricco epulone della parabola non vuole vedere né sentire, la sua ricchezza lo ha reso povero di sentimento e gli ha inaridito il cuore. Egli non vuol condividere con altri le sue ricchezze e la prosperità la considera cosa privata. Ma il Signore, con la sua Parola e il suo esempio di amore, ci invita ad essere solidali, a non assecondare le ingiustizie e l’empietà. I poveri che bussano alla nostra porta, i migranti che cercano una vita migliore sono il nostro prossimo nel bisogno”.
“La mensa condivisa è compassione, amore, gioia. In questa eucaristia abbiamo condiviso il sacramento che ci fa figli e ci rende fratelli. Grazie, Santo Padre – ha concluso il presidente della Cei - per il suo esempio e la forza della sua parola. La Chiesa italiana, attraverso Caritas e Migrantes cerca di dar corpo al Vangelo della carità e della gioia. Preghiamo ogni giorno per lei e la sosteniamo con il nostro affetto. Pregano per lei i poveri da noi accolti, la cui voce sale al Cielo con maggior vigore”. Al termine al Papa è stato consegnata una copia del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. (R.Iaria)
Card. Bassetti, “la politica deve risolvere i problemi che si presentano e non servirsene”
27 Settembre 2019 -
Roma - “Ditemi voi se non è strumentalizzazione della immigrazione chi è sfruttato e vive a un livello infraumano”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ai giornalisti a margine della presentazione del XXVIII Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes oggi a Roma. “La politica deve risolvere i problemi che si presentano e non servirsene – ha continuato –. Io non mi devo mai servire dell’altro per un progetto, devo sempre vedere una persona che accolgo e integro. I migranti cittadini italiani non possono soltanto servire per dare dei voti”. In vista della riunione dei vescovi del Mediterraneo, previsto a febbraio 2020, “il Papa ha chiesto soluzioni concrete. Non sarà un convegno – ha assicurato Bassetti –, di convegni se ne fanno tanti. Deve essere un momento di confronto in cui ciascuno porta le proprie prospettive e soluzioni”.
Card. Bassetti: educazione e spirito missionario
27 Settembre 2019 - Roma - Il tema scelto dal Santo Padre per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2019, “Non si tratta solo di migranti”, ci interroga profondamente sul senso del nostro impegno. Come ha più volte ricordato papa Francesco, è un messaggio che intende richiamare un duplice significato: che i migranti sono anzitutto persone umane, ma anche che, al tempo stesso, sono oggi divenute il simbolo di tutti gli scartati della società dell’indifferenza globalizzata. Da questo punto di vista, il perpetuarsi della distinzione fra “loro” e “noi”, fra i nostri problemi e i loro problemi, fra le nostre aspirazioni e le loro aspirazioni, non ha più senso. «In tutte queste dimensioni di sofferenza non c’è alcuna differenza: italiani o stranieri, tutti soffrono allo stesso modo»[1]. Anche per questa ragione, è sempre più urgente fare nostro l’«appello accorato affinché nelle nostre comunità non abbia alcun diritto la cultura dello scarto e del rifiuto, ma si affermi una cultura “nuova” fatta di incontro, di ricerca solidale del bene comune, di custodia dei beni della terra, di lotta condivisa alla povertà. Invochiamo per tutti noi il dono incessante dello Spirito, che converta i nostri cuori per renderli solleciti nel testimoniare un’accoglienza profondamente evangelica e la gioia della fraternità, frutto concreto della Pentecoste»[2]. Grande importanza riveste l’impegno educativo. La famiglia e la scuola, in quanto luoghi privilegiati della formazione umana e culturale delle nuove generazioni, possono essere gli strumenti per insegnare a leggere secondo verità ed umanità quel “segno dei tempi” che è la mobilità umana. Ma non solo. A starci a cuore sono il futuro dei giovani, il lavoro, le famiglie messe alla prova dalle difficoltà quotidiane, la persona migrante e le molteplici cause che l’hanno spinta a lasciare la propria terra, la custodia del creato come “casa comune”, la testimonianza da offrire ai credenti di altre fedi attraverso la meditazione delle Scritture Sacre e il dialogo ecumenico e interreligioso, così come ai non credenti. La scuola, in particolare, non può essere ridotta ai soli parametri dell’efficientismo, ai programmi da rispettare, ai risultati raggiunti, alla burocrazia da ottemperare. È necessario che la società riconosca al più presto l’elevata dignità sociale dell’educatore. Dobbiamo tornare a ripensare la scuola come bene comune, nel suo significato e nelle sue finalità più profondi, anche come luogo per eccellenza – fra le molte, innegabili, criticità – dell’educazione alla convivenza civile e all’interculturalità. Crescono nuove generazioni, diverse dalle precedenti. Dobbiamo avere piena consapevolezza di abitare un mondo profondamente cambiato, un’Italia molto diversa rispetto al passato e una Chiesa sempre più globale. È inevitabile, perciò, che sorgano nuove domande alle quali fornire, con coraggio, risposte altrettanto nuove. Le facili scorciatoie promesse dalle ideologie oggi dominanti – il sovranismo, il globalismo e la tecnocrazia – offrono soluzioni parziali alle sfide del nostro tempo: il primato dello Stato sulla persona, così come quello del denaro o della tecnologia. Il Cristianesimo propone una via alternativa, che rimette al centro quello stesso pensiero che ha edificato l’Europa e l’Occidente: il personalismo cristiano. Come ho già avuto modo di scrivere, non mi nascondo quanto sia complesso il fenomeno migratorio: risposte prefabbricate e soluzioni semplicistiche hanno l’effetto di renderlo, inutilmente, ancora più incandescente. Crediamo nel diritto di ogni persona a non dover essere costretta ad abbandonare la propria terra e in tale prospettiva come Chiesa lavoriamo in spirito di giustizia, solidarietà e condivisione. Crediamo altresì che la società plurale verso la quale siamo incamminati ci impegni a far la nostra parte sul versante educativo e culturale, aiutando a superare paure, pregiudizi e diffidenze[3]. Una grande lezione, in tal senso, giunge dal mondo della ricerca, del quale il Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes costituisce un esempio di spicco. Uno strumento di lavoro, di informazione e di riflessione che giunge quest’anno alla sua 28a edizione, segnando un passo nuovo lungo il cammino inaugurato nel 1991 da don Luigi Di Liegro. In conclusione, mi preme invitare le nostre comunità ad un rinnovato spirito missionario. Senza di esso ogni riflessione, ogni elaborazione ed ogni progetto perdono di significato. Siamo chiamati, anzitutto, ad essere Chiesa al servizio di un’umanità ferita. Che significa, senza alcuna distinzione, essere Chiesa missionaria. Molto si fa nelle nostre Chiese, ma questo cammino va accelerato. Lo sguardo rivolto all’uomo passa inevitabilmente attraverso una cultura della carità che si fa sinonimo di una cultura della vita da difendere, sempre: che si tratti di salvare l’esistenza di un bambino nel grembo materno, di un malato grave o di uomo o di una donna venduti dai trafficanti di carne umana. Noi abbiamo il compito, non certo per motivi sociologici o morali, di andare verso i poveri per una missione dichiaratamente evangelica. Recuperando anche quel sentimento di unità che, su alcuni temi, è talvolta mancato anche all’interno della stessa comunità ecclesiale. Card. Gualtiero Bassetti - Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e Presidente Conferenza Episcopale Italiana) [1] Conferenza Episcopale Laziale, Lettera ai fedeli delle diocesi del Lazio, 9 giugno 2019, solennità di Pentecoste. [2] Ibidem. [3] “I migranti e tutti noi”, «Avvenire», 16 giugno 2018.
Card. Bassetti: “Il mio episcopato sotto la tutela di Maria”
24 Settembre 2019 - Roma - “Rivolgo la mia gratitudine a Maria perché sotto la sua tutela ho messo il mio episcopato con la consacrazione l’8 settembre, la nomina per Arezzo il 21 novembre (festa della presentazione al Tempio), la nomina per Perugia il 16 luglio (festa del Carmine) e oggi festa della Madonna della Mercede”. Così il presidente della Conferenza episcopale italiana, il card. Gualtiero Bassetti, in un’intervista del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, a margine del Consiglio permanente della Cei e di una messa celebrata per il 25° anniversario della sua ordinazione episcopale ha spiegato il significato della sua missione di vescovo.
“Maria mi ha insegnato – ha aggiunto il card. Bassetti a Tv2000 - quello che a Cana ha detto ai servi: ‘Fate tutto quello che lui vi dirà. Non lasciate cadere nel vuoto nemmeno una parola di Gesù’. Ho sentito la mia vita in questi 25 anni a servizio del Vangelo, dei poveri e soprattutto dei piccoli”.
Card. Bassetti: “rischiano di essere capro espiatorio di un malessere sociale che ha cause diverse”
31 Luglio 2019 - Roma - In vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 29 settembre il Presidente della CEI, il Card. Gualtiero Bassetti ha inviato una lettera a tutti i vescovi italiani. “Sappiamo bene – scrive - quanto questo tema oggi sia spesso affrontato in maniera divisiva, persino nelle nostre comunità. Il fenomeno migratorio rischia di essere il capro espiatorio di paure e insicurezze, di un malessere sociale che ha cause ben diverse”. La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato “riveste una valenza importante per tutti” scrive il porporato invitando i vescovi a partecipare alla messa che il papa Francesco celebrerà in piazza San Pietro. “Un’occasione per stringerci a lui ed esprimergli la nostra gratitudine per il suo coraggioso magistero. Concretamente, se ognuna delle nostre Chiese inviasse a Roma un gruppo, contribuiremmo a offrire un segno di comunione attorno al successore di Pietro”.
Card. Bassetti: il forestiero? Non sia capro espiatorio
6 Maggio 2019 - Roma - L’Europa è attraversata da «grandi sfide» attuali, fra cui quella migratoria, che stanno generando «una preoccupante cultura della paura». Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, chiede di «ripartire dall’uomo» per costruire «una nuova Europa». Lo ha fatto ad Assisi nell’incontro promosso dalla scuola di formazione socio-politica “Toniolo”. Parlando di Giorgio La Pira, il Cardinale mette in guardia dalla «paura dell’altro perché non lo si riconosce più come un nostro simile» e del «forestiero che non solo è costretto a vivere come un apolide in terra straniera, ma che sempre più spesso è diventato una sorta di capro espiatorio di tutti i mali della nostra società». Bassetti invoca un’«Europa dei popoli che possa contrastare i rigurgiti di xenofobia di cui si odono gli strali». E sprona i cattolici: «È il momento di proporre e di agire». Citando Papa Francesco, esorta a «investire nella vita, nella famiglia, nei giovani». Ed evocando il sindaco “santo” di Firenze ricorda che «non c’è Europa senza Mediterraneo e non c’è Mediterraneo senza Europa. E in futuro non ci potrà mai essere un’Europa stabilmente in pace, senza pace nel Mediterraneo». Da qui il richiamo all’Incontro di riflessione e spiritualità con tutti i vescovi cattolici dei Paesi rivieraschi che la CEI organizzerà a Bari nel febbraio 2020. «Un’occasione unica – afferma il Cardinale –. Mai prima d’ora era stato organizzato un simile evento» che «valorizzando la sinodalità si prefigge di compiere un piccolo passo verso la promozione di una cultura del dialogo». (Giacomo Gambassi)
Card. Bassetti (CEI): “le paure e i fantasmi fanno innalzare muri”
2 Maggio 2019 - Palermo - “Stiamo rischiando: rischiamo di diventare una società di acchiappa fantasmi”. Parlando agli oltre 800 rappresentati di tutte le diocesi d’Italia che in Sicilia stanno partecipando al 16° convegno nazionale di Pastorale giovanile dedicato alle “parole coraggiose del Sinodo dei giovani”, il Card. Gualtiero Bassetti si è detto preoccupato, “come pastore e come Presidente dei vescovi italiani”, per quanto avviene nella società. “Facciamo degli altri spesso soltanto degli stranieri – ha detto, presiedendo la veglia di preghiera al Duomo di Monreale -, li trattiamo come fantasmi che ci fanno paura. Questo è terribile! Abbiamo sempre bisogno di fantasmi per alimentare i fanatismi e rassicurare la nostra identità. Le paure e i fantasmi – ha aggiunto – fanno chiudere i porti, fanno innalzare muri e steccati”. Partendo dalla paura di Pietro quando voleva raggiungere Gesù che camminava sulle acque, ha detto dei rischi che corre che si lascia sopraffare dal timore. “La paura toglie fiato a possibili sogni di fraternità, avvelena i pozzi della fiducia nella propria vita e rende tutti più decisamente individualistici – ha detto – perché obbliga alla concentrazione sui propri esclusivi bisogni, acceca, non fa più vedere il mondo e non ti fa più vedere gli altri, figurarsi se ti fa poi vedere gli ultimi”. Pregando “come Gesù” con i giovani e con chi di loro si occupa per conto della Chiesa, il Card. Bassetti li ha invitati a non fermare “il grande lavoro della ricerca interiore e dell’intimità con Dio”. “Io prego con voi e per voi – ha detto -, prego per il vostro lavoro di educatori perché in Gesù possiate trovare la forza di sollevare prima voi stesi e poi i ragazzi e i giovani che vi sono affidati, perché li sappiate liberare dalle loro paure e dalle loro fragilità. E voi pregate tanto soprattutto per il Santo Padre che ha il compito di guidarci tutti, pregate per me e per i vescovi della Chiesa cattolica”. Per terminare, ha consegnato simbolicamente loro la parte finale dell’esortazione post sinodale di Papa Francesco ai giovani, “che – ha detto – mi colpisce e mi incoraggia”. Ha così letto la conclusione del documento nel quale il pontefice si dice felice nel vedere correre i giovani più velocemente di chi è lento e timoroso, “attratti da quel volto tanto amato che adoriamo nella Santissima Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente”. “Abbiamo bisogno di voi – ha detto il Cardinale –, ne abbiamo tuti bisogno! Andate, dunque, e non dimenticate l’invito del Papa: quanto arriverete dove noi non siamo ancora giunti abbiate la cura e la pazienza di aspettarci”.
Card. Bassetti: promuovere una cultura del dialogo e della pace
Roma - Un’assise “unica nel suo genere” tra i Vescovi cattolici dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum”. Così il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, parla dell’Incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo che si svolgerà a Bari nel febbraio prossimo su iniziativa della Chiesa italiana. Il porporato ha aperto, questo pomeriggio il Consiglio Episcopale Permanente della CEI che all’ordine del giorno una riflessione in vista dell’Assemblea Generale ordinaria (Roma, 20-23 maggio), che sarà dedicata a Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria e quindi un confronto sugli Orientamenti pastorali della Chiesa in Italia. Per il card. l’incontro di Bari sarà basato “sull’ascolto e sul discernimento comunitario, che, valorizzando la sinodalità, si prefigge di compiere un passo verso la promozione di una cultura del dialogo e della pace, per un futuro dell’Italia, dell’Europa, dell’intero bacino mediterraneo. Nella sua introduzione il Card. Bassetti si è soffermato sul tema della sinodalità che – ha detto, “non è un vestito esteriore”: “sorge dal basso”, “inizia dall’ascolto, dove ciascuno ha qualcosa da imparare dall’altro, nella volontà di mettersi in sintonia, di accogliersi reciprocamente. Traspare nel linguaggio e nel comportamento, nelle relazioni, nelle scelte, nel modo ordinario di vivere. È generativa la sinodalità. Avvicina – ha aggiunto - la realtà nella disponibilità ad apprendere e coinvolgersi”. La sinodalità – ha quindi detto - è “una proposta che sentiamo di poter e dover fare anche alla società, a una società slabbrata come la nostra. Non è certo sinodale la modalità con cui la comunicazione viene spesso usata per accendere gli animi, screditare e far prevalere le paure, arrivando a identificare nell’altro non un fratello, ma un nemico. Quanta distanza dal dialogo che abbiamo visto in atto in questi giorni con la visita del Santo Padre in Marocco…”. Purtroppo – è ancora il cardinale a parlare - “quando manca questo sguardo, riusciamo a dividerci su tutto, a contrapporre le piazze”. (R.Iaria)

