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CEI: la Presidenza stanzia 500mila euro per la popolazione del Tigray

1 Marzo 2021 - Roma - La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, a favore delle popolazioni del Tigray, in Etiopia. Dal novembre scorso, la zona del Tigray è al centro di uno scontro militare e politico che sta ulteriormente aggravando le già precarie condizioni dell’area, provata dalla malnutrizione e da importanti problemi sanitari. Sono milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria. Il conflitto infatti ha provocato 1,3 milioni di sfollati interni e circa 60.000 profughi fuggiti principalmente in Sudan, oltre che danni significativi alle infrastrutture. I saccheggi, sempre più frequenti, stanno mettendo a repentaglio l’erogazione dei servizi sociali essenziali. Un numero imprecisato di centri sanitari è stato vandalizzato e gli operatori non retribuiti hanno lasciato i loro posti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che solo il 22% delle strutture sanitarie sia funzionante. La Chiesa cattolica etiope, con la Caritas nazionale, ha subito attivato una rete di coordinamento per monitorare la crisi e garantire una risposta umanitaria adeguata, coinvolgendo gli Uffici diocesani, i membri internazionali della rete Caritas già presenti sul territorio e altre realtà tra cui Medici con l’Africa Cuamm. Lo stanziamento della Presidenza CEI è destinato a garantire cibo e acqua, beni di prima necessità, kit sanitari e scolastici e a supportare le strutture sanitarie della regione sia con interventi di ristrutturazione che di fornitura di farmaci, dispositivi medici e materiali.  

CEI: “la violenza non è la cura”

23 Febbraio 2021 - Roma - “Esprimiamo profondo cordoglio per la tragica morte di Luca Attanasio, Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo, del carabiniere Vittorio Iacovacci e del loro autista, uccisi in un attacco che ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della città di Goma”. Lo scrive la CEI in un post sui social dopo l’attentato di ieri. “Nel deprecare quanto avvenuto”, evidenzia la Conferenza Episcopale Italiana  che ricorda le parole di Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale della pace 2017: “La violenza non è la cura per il nostro mondo frantumato”. “Ci stringiamo alle famiglie delle vittime, cui assicuriamo il ricordo nella preghiera. A loro porgiamo sentite condoglianze e grande solidarietà”, conclude la nota dell’episcopato italiano. (R. Iaria)  

Cei: dal 14 febbraio ripristinato segno della pace con uno cenno degli occhi e un inchino

28 Gennaio 2021 -  Roma - Ripristinare, a partire da domenica 14 febbraio, “un gesto con il quale ci si scambia il dono della pace, invocato da Dio durante la celebrazione eucaristica”. È quanto hanno deciso i vescovi italiani, al termine del Consiglio episcopale permanente (Cep). “La pandemia – si legge nel comunicato finale -  ha imposto alcune limitazioni alla prassi celebrativa al fine di assumere le misure precauzionali previste per il contenimento del contagio del virus”. “Non potendo prevedere i tempi necessari per una ripresa completa di tutti i gesti rituali – si annuncia nella nota – i vescovi hanno deciso di ripristinare, a partire da domenica 14 febbraio, un gesto con il quale ci si scambia il dono della pace, invocato da Dio durante la celebrazione eucaristica”. “Non apparendo opportuno nel contesto liturgico sostituire la stretta di mano o l’abbraccio con il toccarsi con i gomiti, in questo tempo può essere sufficiente e più significativo guardarsi negli occhi e augurarsi il dono della pace, accompagnandolo con un semplice inchino del capo”, la proposta della Cei, a partire da domenica 14 febbraio. All’invito “Scambiatevi il dono della pace”, dunque, sarà possibile “volgere gli occhi per intercettare quelli del vicino e accennare un inchino”. Questo gesto, per i vescovi, “può esprimere in modo eloquente, sicuro e sensibile, la ricerca del volto dell’altro, per accogliere e scambiare il dono della pace, fondamento di ogni fraternità. Là dove necessario, si potrà ribadire che non è possibile darsi la mano e che il guardarsi e prendere ‘contatto visivo’ con il proprio vicino, augurando: ‘La pace sia con te’, può essere un modo sobrio ed efficace per recuperare un gesto rituale”.  

CEI: martedì la Sessione invernale del Consiglio Permanente

22 Gennaio 2021 - Roma -Martedì 26 gennaio alle ore 9.30 si svolgerà la sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente, in videoconferenza. Dopo l’Introduzione del Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI i lavori prevedono una riflessione e un confronto sulla situazione legata alla pandemia da COVID-19, specialmente in relazione alla religiosità e alla spiritualità, per capire come affrontare le sfide pastorali presenti e future. All’ordine del giorno del Consiglio anche un aggiornamento sul tema della prossima Assemblea Generale e alcune comunicazioni riguardanti la liturgia e la celebrazione diocesana della Giornata Mondiale della Gioventù.  

Caritas Italiana: è morto don Damoli

19 Gennaio 2021 - Roma - Si è spento sabato scorso, all'età di 88 anni,  don Elvio Damoli, già direttore di Caritas Italiana. Nato a Negrar, in provincia di Verona, don Damoli è stato dal 1996 al 2001 direttore dell’organismo pastorale della Cei. Ordinato sacerdote dell’Opera Don Calabria nel 1958, ha operato dal 1960 al 1972 a Milano come educatore e insegnante. Per 20 anni ha svolto la sua attività pastorale a Napoli, come cappellano a Poggioreale, responsabile della pastorale carceraria per la diocesi di Napoli e, infine, direttore dell’ente caritativo diocesano e delegato delle Caritas della Campania. Nel 1996 raccolse l’eredità di monsignor Giuseppe Pasini alla guida di Caritas italiana, il quale definì don Elvio «uomo dotato di grande spirito di povertà che crede fino in fondo a quella educazione alla carità cristiana che è il vero motore della Caritas». Il Presidente di Caritas Italia, mons. Redaelli, il direttore don Soddu e tutti gli operatori manifestano «vicinanza nella preghiera e partecipazione al dolore della famiglia e dell'Opera don Calabria per il ritorno alla casa del Padre di don Elvio Damoli. Con particolare gratitudine e riconoscenza ricordano - scrivono - il suo impegno nell’accompagnare e promuovere il cammino della Caritas con capacità di ascolto, di discernimento e di attenzione agli ultimi». Alla vicinanza nella preghiera si unisce la Fondazione Migrantes. (R.Iaria)

La Presidenza CEI stanzia 500mila euro per la popolazione

31 Dicembre 2020 -
Roma - La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, come prima forma di aiuto alle vittime del terremoto che sta colpendo la Croazia.
Dopo le scosse del 29 dicembre, la terra ha continuato a tremare nelle prime ore di ieri, provocando ulteriori danni alle infrastrutture e alle abitazioni rese già fragili dalla sequenza di terremoti degli ultimi mesi. Il bilancio finora è di almeno sette morti e decine di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. “C’è molta preoccupazione – sottolinea Caritas Italiana – per i danni che questo terremoto potrebbe avere sulla popolazione, dal momento che si tratta di una zona densamente popolata: la città di Zagabria e le sue aree periferiche contano 1 milione di abitanti. La Croazia si trovava già in una problematica situazione a causa della pandemia, che aveva costretto il Paese a un lockdown a partire da fine novembre, con oltre 4.000 nuovi contagi e 90 vittime al giorno su una popolazione di circa 4 milioni di abitanti”.
Le informazioni di queste ore sono ancora frammentarie e confuse, anche perché nell’area sono saltati i collegamenti telefonici ed elettrici. Al momento risultano devastate ampie zone di Petrinje e della vicina città di Sisak, molti danni sono segnalati a Zagabria nelle case e in strutture pubbliche: ospedali, asili, case di riposo, ministeri. Vari edifici religiosi risultano gravemente danneggiati, in particolare nell’arcidiocesi di Zagabria e nella diocesi di Sisak.
La Chiesa che è in Italia esprime cordoglio e vicinanza alla popolazione croata e assicura la propria preghiera per le vittime, i loro familiari e i feriti: il Signore possa lenire le sofferenze di questo momento.
Lo stanziamento della Presidenza CEI è destinato, attraverso Caritas Italiana, a far fronte ai beni di prima necessità: cibo, farmaci, assistenza medica, kit igienico-sanitari, alloggi temporanei. Intanto, Caritas Italiana continua a seguire con apprensione l’evolversi della situazione e ha intensificato i contatti con Caritas Croazia.

Cei: gli auguri a Papa Francesco nel giorno del Suo compleanno

17 Dicembre 2020 - Roma - La Presidenza della CEI ha inviato un messaggio di auguri a Papa Francesco per il Suo compleanno. “Nella giornata in cui compie gli anni, la Chiesa che è in Italia nel porgerLe gli auguri eleva al Signore la lode e il ringraziamento. Nell’assicurarLe la preghiera di tutte le nostre Comunità, Le rinnoviamo l’impegno a vivere il Suo insegnamento e la Sua testimonianza di vita. Su un tracciato sicuro: l’amore!”, scrive la presidenza Cei. “Grazie Padre Santo, si legge ancora, per averci ricordato la fonte dell’amore. Nell’assicurarLe la preghiera di tutte le nostre Comunità, Le rinnoviamo l’impegno a vivere con gratitudine e speranza il Suo insegnamento e la Sua testimonianza di vita. Su un tracciato sicuro: l’amore! Qui i testo integrale.

CEI: oggi la presentazione di un volume sulla fase terminale della vita terrena

16 Dicembre 2020 - Roma -Sarà presentato oggi, mercoledì 16 dicembre, alle ore 10.30, – con una conferenza stampa online – il volume “Alla sera della vita. Riflessioni sulla fase terminale della vita terrena”. Il testo, elaborato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute, è frutto di una riflessione rigorosa e approfondita, condivisa nella Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute. Si tratta di uno strumento pastorale che indaga con responsabilità e rispetto quel delicato momento dell’esistenza definito “processo del morire”. Se infatti è sempre difficile parlare della morte con serietà e pacatezza, riconoscendo la nostra vulnerabilità e le nostre angosce, tanto più lo è in un tempo in cui l’esperienza della pandemia ha acuito queste paure in modo imprevedibile e dirompente. Con “Alla sera della vita”, l’Ufficio nazionale per la pastorale della salute intende dare il proprio contributo per recuperare la dimensione autenticamente umana del processo del morire, poiché ricercare e attuare ciò che è rispettoso della dignità di ogni persona è pienamente rispondente alla sua missione e all’espressione più autentica dell’agire del credente. Alla conferenza stampa, moderata da Vincenzo Corrado, Direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, interverranno don Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute, Mons. Carlo Redaelli, Arcivescovo di Gorizia e Presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute, Assuntina Morresi, docente di Chimica Fisica all’Università degli Studi di Perugia e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, e don Vito Piccinonna, presidente della Fondazione “Opera Santi Medici Cosma e Damiano - Bitonto - Onlus”.  

CEI: nasce un ambiente digitale a servizio delle diocesi

9 Dicembre 2020 - Roma - Nasce www.unitinellasperanza.it, ambiente digitale che raccoglie e rilancia le buone prassi proposte dalle diocesi italiane, offre contributi di riflessione e approfondimento, condivide notizie e materiale pastorale. L’iniziativa, promossa dalla Segreteria Generale della CEI, nel solco del progetto nato in primavera https://chiciseparera.chiesacattolica.it, intende dare testimonianza viva che quello attuale resta un tempo di speranza. Nel recente “Messaggio alle comunità cristiane in tempo di pandemia”, il Consiglio Episcopale Permanente ha ricordato che “non possiamo ritirarci e aspettare tempi migliori, ma continuiamo a testimoniare la risurrezione, camminando con la vita nuova che ci viene proprio dalla speranza cristiana. Un invito, questo, che rivolgiamo in modo particolare agli operatori della comunicazione: tutti insieme impegniamoci a dare ragione della speranza che è in noi (cfr. 1Pt 3,15-16)”. Per i cristiani soprattutto le grandi sfide si affrontano così: uniti a Gesù e tra di loro. In questo modo - spiega una nota - ogni dubbio può sfociare in una scoperta, ogni dolore può diventare un insegnamento, ogni paura può trasfigurarsi nella più solida speranza. È questo l’orizzonte cui tende il nuovo sito appena pubblicato: una piattaforma di condivisione nella speranza cristiana. Uniti nella speranza, dunque, per "disegnare percorsi che parlano di rinascita, di comunità che, seppure con fatica, continuano a progettare con creatività un’appartenenza autentica che il sito vuole valorizzare, nella fecondità della partecipazione. Un impegno, questo, che trova nel Vangelo la radice profonda: “Coraggio, non abbiate paura” (Mt 14,27). Sono le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli in un momento delicato, non adducendo buone motivazioni per essere coraggiosi, ma facendosi presente: la prossimità è più importante e incisiva delle parole stesse".

Mons. Russo: “La luce di Betlemme di fronte al timore del virus”

9 Dicembre 2020 - Roma - “Abbiamo pregato insieme il Rosario, ponendo le nostre preoccupazioni, le nostre sofferenze, le nostre attese, nelle mani della Vergine Immacolata. Abbiamo guardato in modo particolare alle donne e alle mamme, pilastri nelle famiglie e grembo di futuro”. Così ha detto il segretario generale della Cei, il vescovo Stefano Russo, al termine della preghiera che ha guidato ieri sera nella chiesa di Santa Maria Immacolata a Roma, in via Veneto – la prima chiesa della Capitale, tra l’altro, a essere stata dedicata “a Dio in onore dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria”. Una preghiera trasmessa da TV2000 e InBlu Radio e in streaming sui siti di Avvenire, Agenzia Sir e i canali social della Cei, era stata annunciata lo scorso 1° dicembre al termine della sessione straordinaria del Consiglio permanente della Cei. “La Madre del Signore ci spinge a guardare al domani con gli occhi di Dio, con uno sguardo di speranza” ha continuato Russo, “è Maria che ci insegna a leggere nei piccoli segni, anche in quelli meno visibili, la presenza incoraggiante del Padre; ci esorta a vivere con speranza, perché in ogni momento il Signore dona in abbondanza la sua misericordia”. E “Maria è donna dell’Avvento: vive l’attesa del tempo nuovo senza aspettare che le cose accadano, ma come risposta attiva alla chiamata del Signore. È pienamente presente al suo tempo attraversando la prova come espressione piena dell’amore misericordioso di Dio”. Il presule ha ricordato che “noi sappiamo che Dio è fedele al suo amore, sempre. In questo tempo di prova che l’umanità intera sta attraversando, guardando a Maria comprendiamo che questo è anche il tempo nel quale possiamo essere segno dell’amore gratuito di Dio. Come Maria vogliamo vivere con fede forte e speranza salda questo tempo delicato, rinsaldando le relazioni fra di noi e con i fratelli che il Signore ci pone davanti nel cammino della vita, facendoci testimoni dell’amore trinitario di Dio, apportatore di comunione”. Così, “mentre incombe il timore nei confronti di un virus che toglie il fiato, a noi credenti è dato di far risplendere la luce vera che squarcia il buio delle tenebre: è la stessa luce che risplende nella notte di Betlemme. Come in Maria, il Padre ci avvolge con la grazia del suo amore: questo è l’abbraccio che sappiamo di avere ricevuto in Cristo e che ora vogliamo ricambiare con i bisognosi, con i dimenticati, con i sofferenti, con quanti cercano una parola di speranza”. “Vergine Immacolata, ti affidiamo i desideri più profondi del nostro cuore”, è stata l’invocazione finale di Russo, “donaci la capacità di ascoltare anche in questo tempo la voce del Padre che ci accompagna con il suo amore e ci chiama ad una speranza che non delude. E con il tuo stesso stupore aiutaci a rispondere ogni giorno: “Eccoci, avvenga di noi secondo la tua parola”. Da notare una suggestiva coincidenza “giuseppina”. Era stato sempre Russo, lo scorso 19 marzo, a guidare la preghiera del Rosario, trasmessa in tv e in streaming, che la Cei aveva voluto come segno forte di fronte all’erompere della pandemia in Italia. Il tutto era avvenuto, appunto, nella festa di san Giuseppe. E ieri, con Russo che ha guidato nuovamente il Rosario trasmesso sui media Cei, in un altro momento critico per il Paese, il Papa ha pubblicato una Lettera apostolica e indetto un Anno speciale dedicato a san Giuseppe.(A.Ga. - Avvenire)