9 Luglio 2021 - Roma - Si chiuderà oggi a Roma il Corso di Formazione promosso dalla Fondazione Migrantes per direttori Migrantes regionali e diocesani di recente nomina e loro collaboratori; cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane e missionari per gli italiani all’estero di nuova nomina; religiosi, religiose, laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni. L'ultima giornata sarà dedicata alla prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 26 settembre. Durante la giornata sarà distribuito ai partecipoanti il nuovo numero della rivista menseile "Migranti-Press" dedicato alla Giornata. Al corso hanno partecipato circa 50 persone da oltre 30 diocesi italiane e dalle comunità italiane all’estero coordinati del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis, e hanno visto come relatori giuristi, direttori regionali e diocesani Migrantes, sacerdoti italiani impegnati nell’accompagnamento pastorale con gli italiani all’estero e di persone impegnate nei
vari settori della mobilità umana: dai rom e sinti, allo spettacolo viaggiante, ai rifugiati, etc.
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Mons. Russo al corso Migrantes: rimanere con lo sguardo sulla vita delle persone
7 Luglio 2021 - Roma - "Bisogna imparare a vedere, ad andare a fondo alle cose, a non morire di superficialità e rimanere con lo sguardo sulla vita delle persone". Lo ha detto ieri sera il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Stefano Russo, celebrando la liturgia a conclusione della seconda giornata dei lavori del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria“ promosso dalla Fondazione Migrantes e al quale partecipano circa 50 persone tra nuovi direttori diocesani Migrantes, nuovi cappellani etnici e sacerdoti che si preparano a svolgere il proprio ministero di accompagnamento con gli italiani che vivono all’estero. Per mons, Russo fin quando tutti noi, nei nostri servizi ecclesiali, "sapremo guardare e vedere le folle, i loro bisogni, le loro stanchezze, il loro fiato grosso, allora l'azione ecclesiale avrà un senso, altrimenti tutto rischia di essere una specie di cerimonia fredda e lontana dalla vita di tutti". Il presule ha voluto anche sottolineare che l’Eucaristia celebrata dentro convegni o all’interno di corsi di formazione dice “lo stile dei nostri incontri. Ci muoviamo, organizziamo assemblee dei corsi di formazione dando lo specifico taglio di credenti in Gesù. Lasciamo - ha quindi aggiunto - le nostre case le nostre cose, anche le nostre piccole comodità, per dare spazio nella nostra vita all’azione di Gesù. Non sia questo corso di formazione solo una specie di aggiornamento sulle cose da fare ma diventi per voi, per tutti un luogo dove conoscere e servire Gesù in modo nuovo, più appassionato, alimentato anche dalle testimonianze e dalle tante cose che avete sentito fino a questo momento e che sentirete nei prossimi giorni. Tutti noi abbiamo imparato qualcosa non solo perché qualcuno ce le ha spiegate ma perché abbiamo visto e sperimentato che quelle stesse cose dette, ripetute, spiegate, potevano essere poi realmente fatte". Mons. Russo ha sottolineato anche l’importanza delle parole nuove, di parole “mai dett: riuscire a dare parole perché tutti possono capire. Portare l'annuncio del Vangelo con le parole del vostro gruppo etnico perché tutti possono accoglierlo". (Raffaele Iaria)
Madre Cabrini: domani gli eventi per ricordare i 75 anni dalla canonizzazione
6 Luglio 2021 - Roma - Ricorrono domani i 75 anni della canonizzazione di Madre Francesca Cabrini, la protettrice dei migranti. Era, infatti, il 7 luglio 1946 quando venne canonizzata a Roma da papa Pio XII che, quattro anni dopo la proclama “Patrona universale degli emigranti”. Nata a Sant'Angelo Lodigiano (LO) il 15 luglio 1850 da una modesta famiglia di agricoltori fu nazionalizzata negli Stati Uniti e divenne la prima santa di questo Paese. Appassionata fin da bambina per la vita missionaria fondò l'Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, a Codogno (LO) nel 1880. Per le circostanze storiche e per la volontà del Papa Leone XIII, il suo sogno missionario orientato alla Cina, venne spostato agli Stati Uniti e all'America del Sud, dove milioni di italiani emigravano in cerca di lavoro, di speranza e di migliori condizioni di vita. Madre Cabrini divenne così, la voce, la sostenitrice, la custode e la Madre di migliaia e migliaia di emigranti. Per loro aprì scuole, orfanotrofi, educandati, ospedali e centri sociali, contribuendo ad integrare nelle nuove culture i nostri connazionali emigrati. Ma il suo ardore missionario non si limitò agli emigrati, viaggiò continuamente, attraversando l'Atlantico 24 volte, passando la Cordigliera delle Ande a cavallo, percorrendo in treno, in carrozza, a piedi, ogni terra, fondando scuole in Centro America, Brasile e Argentina, in molti stati dell'America del Nord, in Europa. Dappertutto volle far conoscere l'Amore di Gesù, farlo amare con le opere e le idee, con l'esempio delle sue missionarie, la preghiera, la solidarietà, e la cultura della vita e della speranza. Morì a Chicago il 22 dicembre 1917. E domani, 75mo anniversario della sua canonizzazione, partirà un calendario di eventi e celebrazioni nella diocesi di Lodi per ricordare la sua opera. Alle 10 Santa Messa concelebrata dai sacerdoti del vicariato e presieduta da don Mario Cipelli, seguita alle 11 dall'inaugurazione della mostra fotografica “7 Luglio 1946: Canonizzazione di Santa Francesca Cabrini”. Il giorno successivo – scrive il quotidiano della diocesi dii Lodi “Il Cittadino - alle 21, le celebrazioni in lingua in basilica, con la Messa in spagnolo, presieduta da don Angelo Dragoni, missionario in Messico dal 1967 al 1988, seguita dalla benedizione delle tradizionali violette, mentre venerdì sarà celebrata la messa in albanese presieduta da don Antonio Giovannini, con la partecipazione degli immigrati ucraini e romeni. Lunedì 12, sempre alle 21, la Santa Messa sarà celebrata in francese da don Gianfranco Pizzamiglio e martedì 13 in italiano, presieduta da don Angelo Manfredi, con un'intenzione speciale per gli emigrati italiani e in particolare per i santangiolini che sono all'estero per lavoro. Giornata clou delle celebrazioni il 15 luglio, anniversario della nascita di Madre Cabrini, che si aprirà con la Santa Messa delle 7.30 in basilica, presieduta dal parroco monsignor Ermanno Livraghi, con la partecipazione dei fedeli della parrocchia di Santa Cabrini di Codogno, che ricordano don Giorgio Croce. Alle 12, invece, occhi puntati al cielo in piazza XV Luglio, con l'Angelus e il tradizionale volo delle colombe, presieduto da Suor Maria Regina Canale, consigliera generale delle figlie del Sacro Cuore e la partecipazione di Suor Stella Maris Elena, assistente generale per l'America Latina e del personale laico della Curia Generalizia di Roma. Alle 21 sarà il vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti a celebrare la Santa Messa in piazza XV Luglio. Madre Cabrini è stata un esempio per “camminare insieme verso a un noi sempre più grande”, dice oggi il presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego ricordando la sua figura di religiosa che a cavallo dell’Ottocento e del Novecento, lasciò S. Angelo lodigiano per seguire gli emigranti italiani che emigravano negli Stati Uniti d’America – oltre 1 milione negli ultimi vent’anni dell’Ottocento- , e occuparsi in particolare delle donne e dei minori. “ Siamo vicini come Fondazione Migrantes alle Figlie del Sacro Cuore e alla Diocesi di Lodi in occasione delle celebrazioni di questo 75° anniversario della canonizzazione di Madre Cabrini, affidando all’intercessione della madre dei migranti, che ha attraversato l’oceano numerose volte – “fra un’onda e l’altra” – come Ella scrive (28 aprile 1890) - , animata da una straordinaria capacità di contrastare la secolarizzazione tra gli emigranti, da uno stile nuovo, popolare, di evangelizzazione in emigrazione, dalla valorizzazione della comunicazione a tutela dei diritti dei migranti e contro ogni discriminazione, per la libertà nell'amministrazione dei beni a favore dei poveri emigranti, per la fedeltà alla Chiesa. Madre Cabrini, che aveva ricevuto anche la cittadinanza statunitense nel 1909, sarà la prima Santa degli Stati Uniti d’America”, dice mons. Perego. (Raffaele Iaria)
Tavolo Asilo: “basta stragi”
6 Luglio 2021 - Roma - Nel Mediterraneo si continua a morire. Le stragi di migranti che cercano di raggiungere le coste europee sono ormai quasi quotidiane, col rischio che si consumino nell’indifferenza generale. Il Tavolo Asilo e Immigrazione ha inviato una lettera aperta al presidente Draghi, perché fermi questa situazione e interrompa il finanziamento alla cosiddetta Guardia costiera libica. I motivi che hanno indotto il Tavolo Asilo e Immigrazione a prendere questa iniziativa verranno illustrati in una conferenza stampa che si terrà domani, mercoledì 7 luglio alle 15 presso la sala Caduti di Nassirya del Senato. Parteciperanno alcuni parlamentari che sostengono l’iniziativa. Le associazioni riunite nel Tavolo Asilo ricordano che "la politica dei respingimenti continua, nonostante lo stesso Alto Commissario delle Nazioni Unite Filippo Grandi sia intervenuto più volte per affermare che la Libia non può essere considerata Paese sicuro, visto che i diritti, compreso quello d’asilo, non vengono rispettati e chiedendo dunque di far cessare i respingimenti in quel Paese. Nonostante tutto questo, il Parlamento sta per votare la delibera sulle missioni militari all’estero, tra cui anche il rinnovo di quella in Libia". "Noi pensiamo - affermano - che sia necessario un radicale cambio di rotta, mettendo in campo provvedimenti finalizzati al salvataggio delle persone, evacuando le persone rinchiuse in tutti i centri di detenzione in Libia, per inviarle verso Paesi dove i diritti siano rispettati". Del Tavolo Asilo fanno parte : A Buon Diritto, Acli ActionAid, Amnesty international Italia, Arci, Casa dei diritti sociali, Centro Astalli, Cgil, Cies, Comunità Papa Giovanni XXIII, Cnca, Comunità di S. Egidio, Conngi, Emergency, Europasilo, Fcei, Fondazione Migrantes, Intersos, Legambiente, Medici del Mondo Italia, Medu, Movimento Italiani senza cittadinanza, Msf, Oxfam, Refugees Welcome Italia, Save the children, Senza Confine, Simm.
Mons. Perego: “il viaggio e il sogno sono due elementi che caratterizzano anche la vita dei migranti
6 Luglio 2021 - Roma - “Il viaggio e il sogno sono due elementi che caratterizzano anche la vita dei migranti. Un viaggio non facile e un sogno che è animato dalla speranza di un futuro migliore”. È quanto ha detto ieri sera l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, nell’omelia della celebrazione eucaristica a conclusione della prima giornata del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” promosso dalla Fondazione Migrantes. Citando la storia di Giacobbe che si rivolge al Signore per essere protetto nel viaggio mons. Perego sottolinea che questa è la preghiera che “abbiamo ritrovato anche tra i materiali dei migranti naufragati” come la preghiera, ad esempio, di un diacono eritreo, morto durante la traversata del Mediterraneo, ritrovata in un diario di viaggio che era “una sola unica preghiera. E’ la preghiera che oggi vogliamo rivolgere al Signore per tutte le nostre sorelle e fratelli migranti, in cammino verso una terra dove trovare casa, protezione, lavoro, giustizia, pace: in una parola, vita”. La storia della salvezza – ha quindi aggiunto il presule – “è anche storia di migrazione, di cammini, di ricerca”.
Sr. Dias: i movimenti migratori in sé “tendono verso il rinnovamento della società
6 Luglio 2021 - Roma - “Come i percorsi riportati dalla Bibbia, anche i movimenti migratori odierni nascono da un profondo desiderio di cambiare il mondo. I migranti bramano per un mondo più giusto e più umano, per il diritto di acquistare il suo pane quotidiano degnamente”. Lo ha detto ieri sera sr. Elizangela Chaves Dias, intervenendo al corso di formazione di pastorale migratoria promosso dalla Fondazione Migrantes e in corso a Roma fino a venerdì. I movimenti migratori in sé “tendono verso il rinnovamento della società, al superamento delle differenze etniche, alla conformazione di un nuovo cielo e una nuova terra, tramite la cultura dell’incontro, della pace e della libertà. I movimenti umani, volontari o forzati, promuovono – ha detto la religiosa - il concepimento di una società basata sulla fratellanza universale, aprendo strada ad una maggiore giustizia sociale e allo sviluppo in favore della persona”. Il fenomeno delle migrazioni – ha quindi aggiunto spiegando il tema del “forestiero nella Sacra Scrittura” – “non è una novità in sé, anzi è insito nella logica propria della vita”. Oltrepassando le frontiere i migranti arrivano, ormai, alle “nostre porte” e “fanno sentire la gravità della loro vulnerabilità, risvegliando con il loro ‘grido di dolore’ l’impegno etico-sociale e religioso-morale nei confronti della vita minacciata, stimolando i credenti a cercare fondamento o ispirazione per una risposta socio-pastorale, in favore dei migranti, nella Parola di Dio”. Per sr. Dias dal principio alla fine il lettore della Bibbia si confronta con l’universo dei migranti e delle migrazioni nelle sue più diverse espressioni e prospettive, attraverso le voci dei narratori, dei legislatori, dei saggi, degli oranti, dei profeti, dei re, degli evangelisti, degli apostoli e del proprio Dio, migrante con i migranti, pellegrino sulla terra”.
Migrantes: oggi la seconda giornata del Corso di Formazione
6 Luglio 2021 - Roma - Riprenderanno questa mattina con le Lodi - presiedute da don Marco Yaroslav Semehen - i lavori del Corso di Formazione "Linee di pastorale migratoria" della Fondazione Migrantes rivolta ai nuovi direttiri diocesani, ai cappellani etnici e ai sacerdoti destinati alla Missiioni cattolice Italiane. Il programma della giornata prevede una relazione dello storico Michele Colucci sull'immigrazione e una relazione di Simone Varisco sulla storia della mobilità. Nel pomeriggio una relazione sullo statuto della Fondazione Migrantes affidata al presidente, l'arcivescovo mons. Gian Carlo Perego e una relazione "Pastorale e Migrazione sull'attualità liquida e frammentata: una sfida per un noi più grande" affidata a p. Aldo Skoda. La giornata si concluderà con una celebrazione eucaristica.
Mons. Perego: Madre Cabrini, un esempio per camminare insieme verso un ‘noi’ sempre più grande
5 Luglio 2021 - Roma - “Era appena terminata la guerra e iniziava anche nel nostro Paese una nuova ondata di emigrazione quando Papa Pio XII canonizzò, il 7 luglio 1946, la Madre Francesca Cabrini, la religiosa lodigiana, che a cavallo dell’Ottocento e del Novecento, lasciò S. Angelo lodigiano per seguire gli emigranti italiani che emigravano negli Stati Uniti d’America – oltre 1 milione negli ultimi vent’anni dell’Ottocento- , e occuparsi in particolare delle donne e dei minori”. Lo ha detto oggi pomeriggio l’arcivescovo, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes portando il suo saluto ai partecipanti al Corso di formazione sulla pastorale migratoria, iniziato oggi pomeriggio e che vede la partecipazione di circa 40 persone tra nuovi direttori e operatori diocesani Migrantes, nuovi cappellani per le comunità cattoliche di migranti in Italia e le missioni italiane all’estero. “Siamo vicini – ha aggiunto - come Fondazione Migrantes alle Figlie del Sacro Cuore e alla Diocesi di Lodi in occasione delle celebrazioni di questo 75° anniversario della canonizzazione di Madre Cabrini, affidando all’intercessione della madre dei migranti, che ha attraversato l’oceano numerose volte – “fra un’onda e l’altra” – come Ella scrive (28 aprile 1890) - , animata da una straordinaria capacità di contrastare la secolarizzazione tra gli emigranti, da uno stile nuovo, popolare, di evangelizzazione in emigrazione, dalla valorizzazione della comunicazione a tutela dei diritti dei migranti e contro ogni discriminazione, per la libertà nell'amministrazione dei beni a favore dei poveri emigranti, per la fedeltà alla Chiesa. Madre Cabrini, che aveva ricevuto anche la cittadinanza statunitense nel 1909, sarà la prima Santa degli Stati Uniti d’America”. Per usare le parole di Papa Francesco nel messaggio per la prossima Giornata mondiale dei migranti, Madre Cabrini è stata – ha concluso mons. Perego - un esempio per “camminare insieme verso a un noi sempre più grande”.
Mons. Perego: le sfide dell’incontro e di un “noi” sempre più grande
5 Luglio 2021 - Roma - Oggi sono circa 272 milioni i migranti internazionali, la maggior parte (74%) in età economicamente attiva (tra 20 e 64 anni), 164 milioni sono lavoratori migranti, 26 milioni i rifugiati, 4,2 milioni i richiedenti asilo e 50,8 milioni gli sfollati interni sia a causa di conflitti e violenze (45,7 milioni) che di catastrofi naturali (5,1 milioni). Sono alcuni dati forniti questo pomeriggio da mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, in apertura del corso di formazione migratoria che si è aperto a Roma. In Italia i migranti internazionali sono 5.300.000, la maggior parte in età economicamente attiva; 2 milioni le famiglie; quasi tre milioni i lavoratori; 207.000 rifugiati: solo 1 su 10 di coloro che sono sbarcati in Italia si sono fermati nel nostro Paese. Solo 80.000 il saldo tra ingressi e uscite: “l’Italia non attrae più in questo momento, ma sta ritornando ad essere un grande Paese di emigrazione giovanile”: a 5.300.000 immigrati corrispondono altrettanti cittadini italiani all’estero. Di fronte a questi dati – ha spiegato mons. Perego – “sembra che l’unica modalità di governare le migrazioni sia quella di creare muri, barriere ai confini. La storia degli imperi, invece, ci insegna che i confini sono le strade per passare da un paese all’altro. Se le merci si controllano, le persone, anzitutto si accolgono e si accompagnano. Volerle fermare crea intolleranza da entrambe le parti, clandestinità, tratta, sfruttamento, che non creano sicurezza e tutela certamente”. Tra le sfide mons. Pergo ha citato quella degli studenti stranieri nel nostro Paese. La realtà scolastica multietnica e multiculturale che riguarda ormai il 10% di studenti in Italia e in alcuni contesti del Nord e del centro si arriva anche al 25% degli studenti pone la “sfida dell’accompagnamento. Solo il 48% degli studenti migranti ha un iter regolare, mentre il 39% perde mediamente un anno e il 12% anche due anni. Mentre le ripetenze degli studenti italiani sono al 14%, quelle degli studenti stranieri arrivano al 27%.” Per il presidente della Commissione Cei per le migrazioni e della Fondazione Migrantes “passare dalla periferia alla città è la sfida del cammino dei migranti. Nella città dove arrivano i migranti via via si spostano – lo vediamo anche nell’emigrazione italiana in alcune città come Londra, Bruxelles, New York - dalla periferia alla città. L’inclusione nelle aree urbane a maggiore vulnerabilità sociale vede già in campo una ventina di Comuni italiani, da Milano, a Palermo, che alcune politiche sostengono nell'affrontare con soluzioni molto varie la specificità delle sfide che affrontano quotidianamente”. Per quanto riguarda la pastorale mons. Perego parla di sfida dell’incontro e sfida del costruire un ‘noi’ sempre più grande.
Il progetto “Confini” tra le SDGs Good Practices dell’ONU
5 Luglio 2021 - Roma - "Confini", il progetto educativo sul tema dell’immigrazione di Sophia impresa Sociale rivolto alle scuole superiori e medie è stato inserito tra le SDGs Good Practices: è un modello per come si propone di promuovere un mondo più sostenibile, secondo l’Agenda 2030 delineata dall’Onu nel 2015. A Confini è stata riconosciuta la capacità di permettere agli studenti di “formare la propria percezione dell'immigrazione e di una società multiculturale e inclusiva basata su una corretta informazione sul fenomeno migratorio nella loro società e nel mondo”, contribuendo in particolare allo sviluppo dell'obiettivo 4: “Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti”. Anche grazie al sostegno della Fondazione Migrantes, il team di Sophia ha sviluppato negli anni una metodologia di insegnamento che si è dimostrata efficace per far maturare negli studenti una nuova percezione del migrante e del fenomeno migratorio, la “Information and Knowledge for Change” (IK4C). Secondo questa metodologia, il cambiamento avviene in primo luogo, grazie alla lettura in classe di storie di emigrazione e l’incontro con chi ha vissuto in prima persona le difficoltà nel lasciare il proprio paese e nell’integrarsi; in secondo luogo grazie alle informazioni fornite da un formatore di Sophia, sui dati economici, sui i numeri reali del fenomeno migratorio, le motivazioni di chi parte e le leggi sull’emigrazione, grazie all’ausilio di un Dossier e di dati puntuali. Al termine degli incontri - nell’era pre-covid - Sophia organizza un evento pubblico nel quale gli studenti sono chiamati a presentare un progetto ai loro colleghi, insegnanti e figure di spicco della politica e dell’ambito no-profit, sull’argomento che più li ha colpiti. La Fondazione Migrantes è stata di deciso supporto sia per la realizzazione del libro “Là non morirai di fame”, che racconta la storia di Dullal, dal Bangladesh, sia nella realizzazione del Dossier Migrazione, adattamento per studenti del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Il riconoscimento dato a Confini arriva un anno dopo il suo “debutto” all’estero: dopo sei edizioni “italiane” e numerosissimi studenti formati è nato il desiderio di formare sul tema dell’immigrazione anche i giovani dei paesi dove è forte la spinta ad emigrare. Confini è diventato dunque “Educare Senza Confini” e è da oggi attivo in tre paesi diversi: Italia, Senegal e Guinea. “Questo riconoscimento ci rende felici e ci sprona a fare ancora meglio per l’anno prossimo: abbiamo già previsto tantissime novità e non vediamo l’ora di incontrare nuovi studenti!” commenta Erik Conte, responsabile dei progetti educativi di Sophia in Italia e all’estero. (A.C.)

