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Migrantes: a Frascati l’incontro degli operatori pastorali “Amici dei Rom”

11 Settembre 2020 - Roma - Sarà Villa Campitelli a Frascati (Roma) ad ospitare da oggi a domenica l’incontro riservato agli operatori  Migrantes per la pastorale con Rom e Sinti. “Si tratta – spiega la Fondazione Migrantes – di un momento pensato non soltanto per quanti sono già impegnati in questa pastorale specifica, ma anche per quanti vorrebbero iniziare ad impegnarsi in essa”. Tra i  partecipanti il vescovo ausiliare di Roma e incaricato della pastorale Migrantes della Conferenza Episcopale del Lazio, Mons. Gianpiero Palmieri, il catecheta Enzo Beemmì, la presidente delle teologhe italiane, Cristina Simonelli. Durante la tre giorni diverse le testimonianze di operatori pastorali impegnati sull’intero territorio nazionale. I lavori saranno aperti e conclusi dal Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis.

GMMR: il Piemonte e la Valle d’Aosta nel solco dei «santi sociali»

10 Settembre 2020 -

Torino - Non è casuale che la Fondazione Migrantes abbia scelto le diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta come sedi principali per la celebrazione italiana della 106ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, in programma il 27 settembre. Nella Cattedrale di Torino in diretta su Rai 1 alle 11 monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e amministratore apostolico di Susa, presiederà la celebrazione eucaristica della Giornata, che il Papa nel suo messaggio diffuso il 13 maggio ha intitolato “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire: accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni”. "La scelta delle diocesi subalpine da sempre terre d’immigrazione – ha sottolineato ieri Sergio Durando, direttore dell’Ufficio pastorale migranti di Torino e coordinatore Migrantes del Piemonte – ci sprona ad andare avanti nel solco dei santi sociali come don Bosco e Murialdo che accoglievano i contadini e i giovani dalle campagne, dell’emigrazione dal Sud Italia nel Dopoguerra ed ora delle nuove migrazioni dal Sud del mondo e dai Paesi in guerra". Oggi infatti Torino e le diocesi del Piemonte – aggiunge Durando – "con 429.375 stranieri (il 50% nel capoluogo, con età media 30-39 anni) sono la quinta regione d’Italia con provenienze da 172 paesi diversi e 12 comunità etniche molto numerose". "Presenze e bisogni – ha ribadito monsignor Nosiglia – che, grazie alle sollecitazioni di questa Giornata devono attraversare la coscienza e la vita delle nostre comunità per stimolare la ricerca di vie e impegni concreti di accoglienza e solidarietà verso tutti gli immigrati e gli sfollati presenti nel nostro territorio: una realtà importante che nel mondo coinvolge 50 milioni di persone, compresi i nostri connazionali sfollati ad esempio dai recenti terremoti". "Far leva sull’allarmismo e sull’invasione, come già è avvenuto in passato – ha aggiunto Nosiglia – non aiuta ad affrontare seriamente il problema ma suscita solo paura e timore che, collegato al coronavirus, suscita ancora di più rifiuti e scelte drastiche che nulla hanno a che vedere con l’accoglienza delle persone ma ne fanno dei capri espiatori di ben altre situazioni». Dal canto suo monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti, incaricato regionale Migrantes della Conferenza episcopale del Piemonte e della Valle d’Aosta con un passato da fidei donum in Kenya, ribadendo che occorre un cambiamento di mentalità nel considerare gli stranieri "non come capo espiratorio di tutti i nostri problemi ma come risorsa" (in Italia sono 52 mila gli imprenditori immigrati) ha presentato il documento che il coordinamento Migrantes di Piemonte e Valle d’Aosta "terra di santi sociali che hanno saputo rispondere alle sollecitazioni del loro tempo tra cui l’immigrazione" diffonderà in occasione della Giornata. È intitolato “Mi avete ospitato”. "Il motivo per cui la comunità cristiana in primis non può sottrarsi all’accoglienza – ha aggiunto Prastaro – sta nelle parole di Gesù: 'Ero forestiero e mi avete ospitato'". 

In preparazione alla Giornata, la Fondazione Migrantes ha promosso nei giorni scorsi a Villa Lascaris di Pianezza (Torino) il Corso di Alta formazione sulle sfide dell’emigrazione. Ai lavori, presieduti dal direttore generale della Fondazione don Giovanni De Robertis, hanno partecipato 60 tra direttori della Pastorale migranti delle diocesi della Penisola e collaboratori laici. Tra i relatori, l’inviato di Avvenire, Nello Scavo. Fitto il calendario degli appuntamenti piemontesi di qui al 27 settembre: da spettacoli e presentazioni di libri e mostre, ai cineforum, al Meeting tra giovani italiani e immigrati sul messaggio del Papa, sabato 12 settembre dalle 14 alle 18, (in via Cottolengo 24/a). I giovani, su un testo raccolto da Marco Laruffa e musicato da fratel Ettore Moscatelli, hanno anche composto l’inno della Giornata che verrà inviata a papa Francesco. La stessa composizione, il calendario completo della Giornata e il messaggio del Coordinamento Migrantes Piemonte e Valle d’Aosta si trovano sul sito www.migrantitorino.it. (Marina Lomunno - Avvenire)

GMRR: oggi la presenzazione delle iniziative nella regione del Piemonte e Valle d’Aosta

9 Settembre 2020 -
Torino - Saranno presentate questa mattina a Torino le iniziative per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che vedrà, in Italia, al centro la regione ecclesiastica Piemonte e Valle d'Aosta, scelta dalla Commissione Episcopale per le Migrazioni e dalla Fondazione Migrantes.
Alla conferenza stampa parteciperanno l'arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, il vescovo di Asti e incaricato regionale Migrantes della Conferenza episcopale di Piemonte/Valle d'Aosta (CEP), mons. Marco Prastaro, e il direttore della Migrantes di Torino, Sergio Durando.
Il messaggio di Papa Francesco per la Giornata sul tema “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni”, sarà presentato da mons. Nosuglia mentre mons. Pastaro presenterà il messaggio del Coordinamento Migrantes di Piemonte e Valle d'Aosta, composto da 17 diocesi, dal titolo "'...mi avete ospitato'. La Migrantes regionale per un modello di società più giusto e inclusivo per tutti".
Oltre alla Santa Messa di domenica 27 settembre in diretta Rai dal Duomo di Torino, Sergio Durando illustrerà il ricco programma di eventi che si terranno nel mese di settembre in tutta la regione, e in particolare nel capoluogo. Inoltre sarà presentato l'Inno ufficiale della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2020, composto a Torino da un gruppo di giovani musicisti volontari della Migrantes e un documento del Coordinamento Migrantes regionale.
R.Iaria

GMMR: il Piemonte si prepara a celebrare la giornata a livello nazionale

8 Settembre 2020 -
Torino -  La regione ecclesiastica Piemonte e Valle d'Aosta è stata scelta dalla Commissione Episcopale per le Migrazioni e dalla Fondazione Migrantes per le iniziative centrali della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 27 settembre.
Domani mattina a Torino una conferenza stampa per presentare le iniziative. Parteciperanno l'arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, il vescovo di Asti e incaricato regionale Migrantes della Conferenza episcopale di Piemonte/Valle d'Aosta (CEP), mons. Marco Prastaro, e il direttore della Migrantes di Torino, Sergio Durando.
Il messaggio di Papa Francesco per la Giornata sul tema “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni”, sarà presentato da mons. Nosuglia mentre mons. Pastaro presenterà il messaggio del Coordinamento Migrantes di Piemonte e Valle d'Aosta, composto da 17 diocesi, dal titolo "'...mi avete ospitato'. La Migrantes regionale per un modello di società più giusto e inclusivo per tutti".
Oltre alla Santa Messa di domenica 27 settembre in diretta Rai dal Duomo di Torino, Sergio Durando illustrerà il ricco programma di eventi che si terranno nel mese di settembre in tutta la regione, e in particolare nel capoluogo. Inoltre sarà presentato l'Inno ufficiale della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2020, composto a Torino da un gruppo di giovani musicisti volontari della Migrantes.
Raffaele Iaria

Migrantes: a Frascati l’incontro degli operatori pastorali “Amici dei Rom”

8 Settembre 2020 - Roma - Sarà Villa Campitelli a Frascati (Roma) ad ospitare, questo fine settimana (11-13 settembre) l’incontro riservato agli operatori  Migrantes per la pastorale con Rom e Sinti. “Si tratta – spiega la Fondazione Migrantes - di un momento pensato non soltanto per quanti sono già impegnati in questa pastorale specifica, ma anche per quanti vorrebbero iniziare ad impegnarsi in essa”. Tra i i partecipanti il vescovo ausiliare di Roma e incaricato della pastorale Migranes della Conferenza Episcopale del Lazio, mons. Gianpiero Palmieri, il catecheta Enzo Beemmì, la presidente delle teologhe italiane, Cristina Simonelli. Durante la tre giorni diverse le testimonianze di operatori pastorali impegnati sull'intero territorio nazionale. I lavori saranno aperti e conclusi dal direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis.  

Corso Migrantes, mons. Nosiglia: la presenza di immigrati nel nostro Paese è una “risorsa positiva”

8 Settembre 2020 -

GMMR: “Migranti. Quando a partire eravamo noi” apre il calendario delle Giornata a Torino

4 Settembre 2020 - Torino - Gli eventi per la prossima Giornata  Mondiale del Migrante e del Rifugiato sono cominciati! Lunedì 31 agosto lo spettacolo-concerto “Migranti. Quando a partire eravamo noi” ha dato avvio al calendario di iniziative per celebrare la 106° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 27 settembre. Cinque artisti del Teatro Regio di Torino – Cristiana Cordero, Daniela Valdenassi, Giancarlo Fabbri, Davide Motta Fré e Giulio Laguzzi -, "ci hanno guidati in un viaggio nel tempo e nello spazio, nella storia della musica e del popolo italiano. Per la verità, un viaggio che è soprattutto nell’animo umano: attraverso gli occhi e le orecchie dei circa 30 milioni di italiani emigrati all’estero, infatti, rivivendone le speranze, le delusioni, le sofferenze, le angosce, le ingiustizie subite, le fatiche e il desiderio di una vita migliore, ci hanno fatto riscoprire i sentimenti di tutti i migranti, di ogni tempo, nazione e condizione sociale", spiega l'Ufficio Migrantes di Torino. Si è trattato di uno spettacolo intelligente – come lo ha definito uno spettatore – perché capace di fare vera cultura e di alta qualità, accessibile e fruibile a tutti con semplicità e leggerezza. Ha saputo infatti parlare del tema delle migrazioni in modo molto efficace e coinvolgente, con serietà e ironia, intercettando una cultura popolare diffusa, risvegliando ricordi diretti o di racconti ascoltati, perché l’emigrazione è storia di ogni famiglia. Gli italiani non hanno mai smesso di partire. Anche oggi, secondo i dati più recenti; tanto che il numero degli italiani all’estero e quello degli stranieri residenti in Italia si assestano entrambi intorno ai 5,3 milioni. Un’esperienza collettiva di tale portata, che ha segnato così profondamente l’identità del popolo italiano, non poteva che produrre una ricchissima eredità in ambito di espressioni artistiche, e specialmente musicali: i canti dell’emigrazione italiana, di origine popolare o scritte da autori più o meno famosi, sono in grado ancora oggi di riproporcene il vissuto, comunicando sentimenti, nostalgie e aspirazioni. Ogni brano musicale è stato introdotto da una breve presentazione che lo ha contestualizzato, a volte suscitando un po’ di sorpresa nel pubblico, invitato a ricomprenderlo sotto un’altra luce. "È stato uno spettacolo estremamente emozionante: portandoci indietro di 150 anni agli anni della cosiddetta Grande Emigrazione degli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia, transitando per gli spostamenti connessi alle guerre e le colonizzazioni, passando per la ripresa dell’emigrazione nel secondo dopoguerra e le migrazioni interne degli anni 50-70, fino ai giorni nostri, le voci degli artisti ci hanno condotto sulle banchine delle stazioni e dei porti, sui bastimenti transatlantici, nelle città della Svizzera, tra le vie di New York e Buenos Aires, nelle miniere di carbone di Marcinelle, tra gli alloggi torinesi che non si affittavano ai meridionali, tra le onde del mediterraneo e le sponde agognate dell’Europa".  La parabola percorsa nello spettacolo la si ritrova nell’evoluzione storica della stessa iniziativa della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che, istituita da Pio X nel 1914 come Giornata Nazionale dell’Emigrante, raggiunge quest’anno la sua 106ª edizione. A riflettere il mutare dei flussi migratori che lo spettacolo ha ripercorso è anche la stessa Fondazione Migrantes che ebbe come primo nucleo il Pontificio Collegio per l’Emigrazione Italiana, sorto proprio in concomitanza con la Giornata.  L’opportunità di ricordare “quando a partire eravamo noi” ci chiede di "prendere posizione rispetto al presente e propone cammini per orientare la propria comprensione e le proprie relazioni con coloro che partono oggi e da altri paesi giungono nelle nostre città".

Corso Migrantes: oggi le conclusioni

4 Settembre 2020 - Torino - Si è chiude oggi a Pianezza la prima edizione del Corso di Alta Formazione per i direttori Migrantes delle diocesi italiane e per i collaboratori, organizzato dalla Fondazione Migrantes in collaborazione con il con il SIMI, Scalabrini International Migration Institute. Aperto il 31 agosto, il corso “Fondazione Migrantes Oggi. Come, Dove, Perché?” si è svolto in Piemonte anche in vista della 106 GMM che si celebrerà il 27 settembre proprio nelle diocesi del Piemonte e Valle d'Aosta. Nei cinque giorni del corso, che hanno portato a Villa Lascaris di Pianezza più di 60 partecipanti per confrontarsi sui temi che coinvolgono l’emigrazione, molti i partecipanti giunti da tutto il territorio. Don Gianni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, ha dato il via al dibattito a cui si sono aggiunti esperti del settore. Non sono mancati i vescovi come mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente della Conferenza Episcopale Piemonte e Valle d’Aosta, mons. Derio Olivero di Pinerolo, mons. Marco Prastaro di Asti e incaricato Migrantes della Conferenza Episcopale del Piemonte e Valle d'Aosta e il Vicario generale per la diocesi di Milano, il vescovo mons. Franco Agnesi, Incaricato Migrantes della Conferenza Episcopale Lombarda. Tra gli altri interventi Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes di Torino, padre Skoda del SIMI, il giornalista Nello Scavo esperto del settore per Avvenire, Gioacchino Campese, missionario scalabriniano per diversi anni in prima fila con i migranti lungo la frontiera Messico Stati Uniti e autore di diversi libri che trattano della mobilità umana, Ferruccio Pastore, Direttore del Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’immigrazione. Molti gli argomenti trattati, soprattutto riguardo al linguaggio usato nei confronti degli stranieri. Per don Gianni De Robertis si usano termini che non riconoscono l’identità umana che siano lavoratori o persone che cercano di entrare nel nostro territorio e ringrazia Avvenire che attraverso l’impegno culturale “cerca di restituire il volto umano dei migranti”.

Questa mattina, dopo la meditazione biblica affidata a sr. Paola Barbierato, la presentazione del messaggio di papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si  celebrerà il prossimo 27 settembre e le conclusioni del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni de Robertis.

Corso Migrantes: oggi incontri con le realtà di accoglienza e messa con mons. Nosiglia

3 Settembre 2020 - Torino - In preparazione alla 106a Giornata nazionale del Migrante e del Rifugiato, che quest’anno si celebra nelle diocesi del Piemonte con capofila la Chiesa torinese, la Fondazione Migrantes ha promosso il Corso di Alta formazione sui temi delle sfide dell’emigra zione. I lavori, rivolti ai Direttori Migrantes delle diocesi della Penisola e ai collaboratori - 60 i partecipanti - sono iniziati a Villa Lascaris di Pianezza lunedì 31 agosto e si concludono domani, venerdì 4 settembre. Tra i relatori Nello Scavo, inviato di «Avvenire», esperto sui temi delle migrazioni, mons. Franco Agnesi, vicario generale della diocesi di Milano, Sergio Durando e Monica Savian, rispettivamente direttore Migrantes e vice direttore dell’Ufficio mi sionario della diocesi di Torino, i vescovi di Pinerolo mons. Derio Olivero e mons. Marco Prastaro, incaricato Migrantes della Conferenz episcopale piemontese, che hanno presieduto le Messe al termine delle sessioni del corso. Oggi i corsisti sono invitati a incontrare le realtà dell’accoglienza torinese: parrocchie, associazioni, famiglie e il Sermig: al termine la Messa presieduta da mons. Nosiglia presso la Chiesa del Santo Volto. L’Arcivescovo il 27 settembre prossimo presiederà l’appuntamento centrale della Giornata nazionale: la Messa alle 11 in diretta su Rai 1 animata dal coro multietnico della diocesi di Torino. Parteciperanno le comunità etniche e i rappresentanti Migrantes del Piemonte e della Valle d’Aosta. “In un momento dove nel nostro Paese torna alla ribalta l’emergenza migranti con le vicende di Lampedusa, la Giornata ci invita a riflettere su come il tema della mobilità umana sia centrale e non più prorogabile: riguarda tutti e in particolare tutte le comunità cristiane a partire dalle parrocchie”, sottolinea Sergio Durando. “Ed è molto significativo che in tempo di Covid siamo riusciti a raggiungere in tutta sicurezza la capienza massima dei partecipanti al corso a Villa Lascaris, il primo che si tiene in diocesi dopo il blocco per coronavirus: un segnale importante, che rimarca il desiderio di quanti di noi si occupano di accoglienza di chi fugge dalla morte, dalla fame e dalle persecuzioni, di incontrarsi e di confrontarci ‘in presenza’ per pensare ad intervenenti efficaci e per proporre alle nostre diocesi rotte da percorrere con entusiasmo per dare speranza a chi, come noi italiani, popolo ancora oggi di emigrati, siamo stati accolti in altri Paesi”. Molto signifcativo a questo riguardo, segnala Durando, è stato lo spettacolo, offerto ai corsisti e alla comunità parrocchiale di Pianezza nella serata di lunedì 31, “Migranti, quando a partire eravamo noi”, a cura degli artisti del Teatro Regio Itinerante, un racconto in musica di sogni e speranze dei nostri connazionali che nella loro valigia di cartone portavano il desiderio di un futuro migliore. “Proprio come chi oggi si imbarca in un gommone”, conclude Durando, “la Giornata ci invita ad alzare lo sguardo oltre i pregiudizi, oltre le difficoltà dell’accoglienza per promuovere una pastorale di Chiesa attenta alla mobilità perché nell’umanità migrante ci siamo tutti noi”. (Marina Lomunno)  

Mons. Olivero: il lavoro della Migrantes è “espressione di un movimento in uscita”

2 Settembre 2020 - Torino - La seconda giornata del Corso di alta formazione organizzato dalla Fondazione Migrantes  in collaborazione con il SIMI (Scalabrini International Migration Institute) in corso, fino a venerdì 4 settembre a Pianezza (To), si è conclusa ieri sera con una celebrazione eucaristica presieduta da mons. Derio Oliverio, vescovo di Pinerolo. Nella sua omelia il presule ha riflettuto sulla differenza che c’è di vivere in un modo “passivo i fatti che avvengono e che ci coinvolgono personalmente o indirettamente. Gli eventi hanno la capacità di parlare, interrogare e trasformare”. Nella preghiera il rischio è quello di un “atteggiamento miracolistico”. Occorre “guardare alla vita come un susseguirsi di fatti muti, conduce al fatalismo, alla passività remissiva, al cinismo. Nulla è capace di interrogarmi circa la mia identità, la mia responsabiltà”, ha sottolineato. Se le cose che capitano – ha detto - le vediamo come eventi li viviamo in modo diverso e ci poniamo delle domande. Così viene meno anche la paura di ciò che non sappiamo perché viviamo in modo più consapevole”. Il lavoro della Migrantes è “espressione di un movimento in uscita che deve essere riconosciuto come realtà essenziale della chiesa tutta”. Il vescovo di Pinerolo, che ha vissuto personalmente il dramma del contagio al covid19 ha poi fatto un riferimento al tema della mobilità ricordando Gesù che da Nazareth si “trasferisce” a Cafarnao, la grande città in cui si “incrociano nuove realtà e dove la propria sicurezza viene messa in discussione dalla presenza di persone provenienti da diversi paesi e che interrogano sull’ospitalità”. La “vera identità è un’identità ospitale”, ha detto il presule che nel volume, scritto con il giornalista Alberto Chiara (“Verrà la vita e avrà i suoi occhi”, edizioni San Paolo con prefazione del card. Matteo Zuppi) evidenzia che nell’antichità l’ospite era sacro di per sé, a pre­scindere dalla sua razza, dalla sua tribù, dal suo red­dito e ricorda l’incontro, “molto commovente”, dice, di Abramo con tre viandanti sconosciuti. Questa mattina i lavori del Corso sono ripresi con la meditazione biblica affidata a sr. Paola Barbierato seguita da una relazione del vicario generale della diocesi di Milano, il vescovo, mons. Franco Agnesi che si è soffermato sul ruolo della Migrantes e da una relazione sulla Pastorale Migranti nelle parrocchie con un focus sulla Chiesa di Torino affidata al direttore Migrantes della diocesi piemontese, Sergio Durando e a Morena Savian, vice direttore dell’Ufficio Missionario della stessa diocesi. Nel pomeriggio condivisione di prassi ed esperienze. I lavori si concluderanno con una celebrazione eucaristica presieduta da mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e Incaricato Migrantes della Conferenza Episcopale Piemonte e Valle d’Aosta.