Tag: Immigrati e rifugiati

Mazara del Vallo: Vescovo telefona a capomissione nave “Mare Ionio”

25 Gennaio 2022 - Mazara del Vallo - «Seppur lontano fisicamente sono con voi con l’affetto". Lo ha detto il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero a Sheila Melosu, 35 anni, palermitana e capomissione della nave “Mare Jonio” della flotta civile europea “Mediterranea Saving Humans”. «Parlare di accoglienza dovrebbe essere scontato – ha detto Mogavero – ma non sempre è così». Rivolgendosi alla Melosu il vescovo ha detto che «insieme dobbiamo scardinare logiche e ideali di chi non vuole sentirne di accoglienza dei nostri fratelli, di prendersi cura di chi ha bisogno, anche di salvezza». Qualche settimana fa, prima che la “Mare Jonio” mollasse gli ormeggi del porto di Trapani, l’equipaggio aveva incontrato a bordo i vescovi di Trapani e Palermo, mons. Pietro Maria Fragnelli e Corrado Lorefice.

Sbarco Lampedusa: i morti salgono a 7

25 Gennaio 2022 - Lampedusa - Salgono a sette le vittime dell'ultimo sbarco avvenuto nella notte a Lampedusa: tre cadaveri sono stati trovati sul barcone, dai militari della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto, al momento del soccorso. Altri quattro migranti, riferisce l'Ansa -  sono morti poco prima di arrivare sulla terraferma. Tutti sarebbero deceduti per ipotermia. Il barcone era stato avvistato a circa 24 miglia dalla costa di Lampedusa quando è scattato il soccorso.

Chiesa cilena: un progetto di accoglienza e integrazione dei migranti di ampio respiro

25 Gennaio 2022 - Roma - Prosegue l’impegno della Chiesa cilena nell’accoglienza e integrazione dei numerosi migranti che giungono nel Paese, cercando di dare vita a progetti dettati non solo dall’emergenza. Ultima in ordine di tempo è l’iniziativa della fondazione sociale Novo Millennio, appartenente all’arcidiocesi di Concepción, che – come segnala direttamente al Sir l’arcivescovo, mons. Fernando Chomali – ha lanciato sabato scorso il progetto “Accogliere, proteggere, integrare e promuovere”, con l’obiettivo di fornire spazi ai migranti e alle loro famiglie che sono arrivati nella regione.
La campagna, finanziata con i fondi del governo regionale, fornirà sostegno finanziario alle comunità e alle parrocchie dove sono state avviate le iniziative di orientamento, alloggio, aiuto alimentare e consulenza e che hanno richiesto l’uso risorse, a causa dei bisogni che si presentano. L’assistente sociale Valentina Vergara, che opera nell’ambito della Pastorale sociale, ha spiegato che è stata costituita una triade di professionisti, assistente sociale, psicologa e consulente legale, che fornirà consulenza, inizialmente, a cinque parrocchie che si sono fatte carico dell’accoglienza. “Siamo chiamati non solo a parlare, ma soprattutto ad agire – ha spiegato l’arcivescovo Chomali -. Attraverso questo progetto mettiamo in atto un intervento complessivo e spero che altre istituzioni di aggiungano”.

Lampedusa: 280 migranti sbarcati a Lampedusa, tre morti

25 Gennaio 2022 - Lampedusa - Tre migranti che erano su un'imbarcazione diretta a Lampedusa sono morti. Il barcone con 280 persone a bordo, la maggior parte provenienti dal Bangladesh e dell'Egitto, è approdato - riferisce l'Ansa - in nottata sull'isola dopo essere stato soccorso dalle motovedette. "Ancora una tragedia, ancora una volta piangiamo vittime innocenti - dice il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello - qui continuiamo a fare la nostra parte tra mille difficoltà".

Papa Francesco: dolore per morti in mare

24 Gennaio 2022 - Città del Vaticano -  "Quanto dolore sentiamo nel vedere i nostri fratelli e sorelle morire sul mare perché non li lasciano sbarcare! E questo, alcuni lo fanno in nome di Dio". Lo ha detto, con sofferenza e sconcerto papa Francesco ieri mattina nell'omelia della Messa celebrata nella Basilica di San Pietro in occasione della III Giornata della Parola di Dio rivolgensosi alla tragedia delle stragi di migranti. Una Parol, quella di Dio,  che "ci mette in crisi. Non ci lascia tranquilli, se a pagare il prezzo di questa tranquillità è un mondo lacerato dall'ingiustizia e dalla fame, e a farne le spese sono sempre i più deboli. Sempre pagano i più deboli". Ieri, durante la liturgia, il Pontefice ha celebrato, per la prima volta, il rito di conferimento del ministero di lettore (a sei laiche e laici da varie parti d'Italia e da Corea, Pakistan e Ghana) e di catechista (a otto laiche e laici dall'Amazzonia peruviana, dal Brasile, Italia, Ghana, Polonia e Spagna) ed ha chiesto di rimettere "la Parola di Dio al centro della pastorale e della vita della Chiesa. Ascoltiamola, preghiamola, mettiamola in pratica", avvertendo che essa "non ci astrae dalla vita, ma ci immette nella vita, nelle situazioni di tutti i giorni, nell'ascolto delle sofferenze dei fratelli, del grido dei poveri, delle violenze e delle ingiustizie che feriscono la società e il pianeta, per non essere cristiani indifferenti, ma operosi, creativi, profetici". (R.Iaria)

Migrantes e Caritas Calabria: lunedì visita alla tendopoli di San Ferdinando con il vescovo Schillaci

21 Gennaio 2022 - San Ferdinando - Lunedì 24 gennaio alle ore 10 una delegazione della Caritas e della Migrantes Regionale visterà la tendopoli di San Ferdinando a Rosarno per esprimere solidarietà a chi vive in quell’area, specie dopo l'incendio dei giorni scorsi. Una visita - spiega una nota - che "non vuole essere mera apparenza, ma concreta vicinanza a chi è costretto a vivere lontano dalla propria terra". Situazione simile, come ha detto papa Francesco alla famiglia di Nazaret che “ha subito tale umiliazione e sperimentato in prima persona la precarietà, la paura, il dolore di dover lasciare la propria terra. Ancora oggi tanti nostri fratelli e tante nostre sorelle sono costretti a vivere la medesima ingiustizia e sofferenza. La causa è quasi sempre la prepotenza e la violenza dei potenti. Anche per Gesù è accaduto così”. A volere fortemente questa visita il vescovo della diocesi di Lamezia Terme, monsignor Giuseppe Schillaci, delegato Caritas e Migrantes della Conferenza Episcopale Calabra, che non manca di rimarcare che “l’umanità oggi cresce nella misura in cui sa guardare verso chi è più piccolo”. Insieme a monsignor Schillaci, sarà presente Oliviero Forti, referente nazionale dell'Ufficio Immigrazione di Caritas Italiana e i direttori diocesani Caritas e Migrantes della Calabria. (R.I.)

SIRIA: accolti dalla diocesi di Siena padre e figlio con tutta la famiglia

21 Gennaio 2022 - Siena - Munzir e Mustafa, padre e figlio siriani senza arti a causa della guerra e protagonisti dello scatto "Hardship of Life", che ha fatto il giro del mondo diventando immagine simbolo del dramma siriano, saranno accolti dalla diocesi di Siena-Colle di Val D'Elsa-Montalcino guidata dal card. Paolo Lojudice, membro della Commissione Episcopale per le Migrazioni della Cei.  Dell'intera famiglia  (composta da padre, madre e tre bambini) la diocesi ha messo a disposizione un appartamento e verranno forniti loro il vitto e i pocket money. E' già stato anche individuato un mediatore linguistico. All'arrivo l'intera famiglia dovrà seguire la quarantena prevista delle vigenti leggi italiane.

Romania: 73mila bambini vivono lontano dai genitori emigrati per lavoro

20 Gennaio 2022 -
Roma - Sono 73.387 i bambini che vivono in Romania lontano da uno o ambedue i genitori, immigrati all’estero per motivi di lavoro. I dati sono stati raccolti dall’Autorità nazionale romena per i bambini e pubblicati dall’agenzia stampa romena Agerpres. Alla fine de 2021, 12.339 bambini avevano entrambi i genitori all’estero per lavoro e il 92,8% di loro vive con parenti fino al quarto grado. Gli altri erano collocati presso assistenti maternali, centri di affidamento, famiglie o persone senza legami parentali. Più di 52mila bambini hanno un genitore emigrato all’estero e il 96,6% di essi vive con parenti fino al quarto grado. Per 8.528 bambini, il genitore partito per l’estero è l’unico sostenitore economico della famiglia. Le cifre sono in leggero calo rispetto all’anno precedente, però associazioni come Save the Children Romania avvertono che i dati raccolti dall’Autorità romena per i bambini non riflettono la realtà, perché raccolti attraverso gli ispettorati scolastici e dunque non includono i bambini che hanno abbandonato la scuola e quelli sotto l’età scolastica. Studi realizzati negli ultimi anni da Save the Children Romania e altre Ong rilevano che metà dei bambini con ambedue i genitori emigrati all’estero per lavoro hanno meno di dieci anni di età, e due terzi di loro sono di 2-6 anni. Le ong segnalano che la mancanza dei genitori spinge alcuni di questi bambini all’isolamento, all’abbandono scolastico, alla delinquenza, all’allontanamento affettivo dai genitori, persino alla depressione.

Partorisce su barcone: salvi mamma e figlio

20 Gennaio 2022 - Madrid - È stato tratto in salvo insieme alla mamma dai soccorritori spagnoli un bimbo nato a bordo di un barcone di migranti avvistato, martedì, sulla rotta verso le isole Canarie. Sia la donna che il figlio — ha confermato all’agenzia Ansa una portavoce del servizio di salvataggio marittimo iberico — «stanno bene». Insieme a loro c’erano altre sessanta persone, tra cui una bambina di circa 8 anni. I migranti soccorsi sono stati fatti salire a bordo di un’imbarcazione per emergenze marittime, diretta verso l’isola spagnola di Fuerteventura. Intanto, alcuni soccorritori si sono già riattivati per assistere un altro barcone avvistato al largo dell’arcipelago spagnolo. Mentre, sempre martedì, le autorità spagnole hanno notificato il ritrovamento del cadavere di un migrante nelle acque della costa di Almería, nel sud-est del Paese iberico. La guardia civile e il servizio di soccorso marittimo — riferisce l’agenzia di stampa Efe — cercava - no una persona scomparsa da lunedì sera, dopo che era stata intercettata un’imbarcazione con una decina di persone a bordo, una delle quali si sarebbe gettata in acqua. Dopo ricerche notturne, in mattinata è stato ritrovato un corpo senza vita, che si sospetta sia del migrante scomparso. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno di Madrid, tra l’1 e il 16 gennaio sono sbarcate alle isole Canarie almeno 790 persone, poco meno della metà del totale di migranti arrivati in territorio nazionale quest’anno (1.604). Non di rado su questa rotta migratoria tra l’Africa e l’Europa avvengono tragedie con decine di morti e dispersi.

Chiesa Etiope: “Aprite corridoi umanitari nel Tigrai”

19 Gennaio 2022 -

 

Milano - Aprire corridoi umanitari per aiutare il popolo del Tigrai dove è in corso una catastrofe umanitaria e una guerra aerea di intensità mai vista nell’Africa subsahariana. La disperata richiesta di aiuto ancora una volta arriva dalla diocesi cattolica di Adigrat, che da dicembre ha dovuto sospendere le attività di risposta all’emergenza. È contenuta in una lettera datata 17 gennaio indirizzata a partner e donatori, firmata dalla commissione diocesana sociale e dello sviluppo. Una testimonianza chiave della comunità cattolica tigrina sulla situazione nello stato regionale dopo 442 giorni di guerra definita «genocida». Urla dal silenzio che avvolge il conflitto tra Addis Abeba, gli alleati Amhara e l’esercito eritreo contro le forze tigrine del Tplf.  Da giugno – si ricorda – proseguono gli attacchi «indiscriminati» dell’aviazione federale su villaggi e città tigrine con aerei, elicotteri e droni. La situazione è peggiorata dal blocco di servizi, dell’energia elettrica, dal blackout comunicativo e dal blocco dei trasporti. Dopo aver ricordato i massacri dei civili, la violenza di genere che ha distrutto famiglie e le vite di donne e ragazze, i milioni di sfollati e la devastazione dell’economia e delle istituzioni sociali, la lettera descrive gli effetti del blocco di fatto degli aiuti, ovvero carestia, malnutrizione, la morte per malattia di bambini, anziani e malati cronici. «Soprattutto la guerra ha privato la popolazione dei diritti umani fondamentali», aggiunge la diocesi chiedendo aiuto non solo materiale alla comunità cristiana, ma anche pressioni sull’Onu perché prevalga la linea del dialogo e sia consentito l’accesso agli aiuti attraverso corridoi umanitari per alleviare le sofferenze di milioni di etiopi in Tigrai e nelle altre aree del Paese. Un’altra voce della chiesa cattolica etiope, che desidera restare anonima per ragioni di sicurezza, conferma all’agenzia Fides che quanto si legge sulla guerra in Tigrai «è tragicamente tutto vero. Ci sono stragi di innocenti massacrati per la loro appartenenza etnica e moltitudini che stanno letteralmente morendo di fame: bisogna aprire immediatamente corridoi umanitari per soccorrere chi è allo stremo».

La fonte parla di terrore, «alimentato ulteriormente dalle incursioni mortali di droni da combattimento. Non si era mai vista una cosa del genere nell’Africa sub sahariana. Lo scenario sta diventando quello di una guerra tutti contro tutti. Solo papa Francesco è intervenuto più volte chiedendo di pregare per l’Etiopia. Ora qualcuno dica basta». (Paolo Lambruschi)