31 Maggio 2019 - Loreto - Saranno circa trecento i pellegrini africani di lingua francese che domani e domenica si ritroveranno a Loreto per il pellegrinaggio annuale. In questo pellegrinaggio “vogliamo affidare a Maria – dice don Mathieu Malick Faye, coordinatore nazionale Migrantes delle comunità cattoliche africane francofone in Italia - la situazione di mancanza di pace che c’è in Africa e nei altri paesi del mondo. Che gli uomini ritornano ad essere operatori di pace per assomigliare a Dio e quindi – aggiunge il sacerdote - essere figli di Dio. La pace è la virtù cara a Cristo che egli ha offerto per primo ai suoi discepoli la sera della risurrezione. La pace permette a l’uomo di essere se stesso e di poter vivere con gli altri e relazionarsi con loro e con Dio. Avendo pace l’uomo ha la possibilità e il tempo e lo spazio per vivere le altre virtù”. La pace promuove le altre virtù come “l’amore, la giustizia, il rispetto, la considerazione, la fraternità, lo sviluppo. L’uomo in pace accoglie l’ altro”, conclude don Mathieu. A Loreto arriveranno cattolici africani francofoni da diverse città italiane: da Roma a Bologna, da Bergamo a Lecco, da Forli a Faenza, a Foggia etc.
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149 migranti arrivano a Roma dalla Libia grazie a ACNUR e governo
31 Maggio 2019 - Roma - Nuova evacuazione umanitaria dalla Libia verso l’Italia. L’ACNUR ha trasferito a Roma 149 rifugiati e richiedenti asilo che saranno curati e accolti nei centri della rete degli enti locali Siproimi, ex Sprar, e da Ong. Molti i minori non accompagnati. Precarie le condizioni di salute per la denutrizione sofferta nei centri di detenzione libici. Il volo è arrivato ieri pomeriggio. I profughi provengono da Eritrea (126), Somalia (14), Sudan (7), Etiopia (2). Gli uomini sono 79 e 70 donne. Tra questi 65 i minori, di cui 47 non accompagnati (13 hanno meno di un anno, uno solo due mesi). I minori non accompagnati saranno alloggiati in strutture di prima accoglienza e nella rete Siproimi, l’ex rete Sprar gestita dagli enti locali. Gli altri presso le strutture Cas gestite dalle associazioni Papa Giovanni XXIII e Pace in Terra (28 persone) e nei Cas attivati dalle Prefetture di Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna, Reggio Emilia e Ferrara (74). L’Acnur spiega che il trasferimento è stato deciso anche “a causa dei violenti scontri e del deteriorarsi delle condizioni di sicurezza a Tripoli. Molti dei rifugiati e richiedenti asilo evacuati necessitano di cure mediche e soffrono di malnutrizione. Il gruppo è stato trasferito dal Centro di raccolta e partenza dell’ACNUR dopo mesi trascorsi in condizioni disperate all’interno dei centri di detenzione. L’evacuazione è stata portata a termine in collaborazione con le autorità italiane e libiche”. “Sono necessarie altre operazioni di evacuazione”, afferma Jean-Paul Cavalieri, capo missione ACNUR in Libia. “Sono un’àncora di salvezza per i rifugiati, per i quali l’unica possibilità di fuga consiste nell’affidare le loro vite a trafficanti senza scrupoli per attraversare il Mediterraneo”. Altri 62 rifugiati a inizio settimana, da Siria, Sudan e Somalia, sono stati evacuati da Tripoli al Centro ACNUR a Timisoara, in Romania, dove riceveranno cure mediche prima di proseguire il viaggio verso la Norvegia, in collaborazione con l’OIM. L’ACNUR ringrazia gli Stati che hanno offerto opportunità di evacuazione: “Ma il numero dei nuovi detenuti aumenta molto più rapidamente di coloro che vengono evacuati. Quasi 1.000 sono stati evacuati dalla Libia o reinsediati nel 2019, mentre nel solo mese di maggio più di 1.200 persone sono state riportate indietro dalla Guardia Costiera libica dopo essere state soccorse o intercettate mentre tentavano la fuga in mare”. Da inizio aprile scontri e bombardamenti hanno costretto 83.000 libici a fuggire dalle proprie case. L’ACNUR ha fornito aiuti di emergenza a più di 9.000 sfollati, anche attraverso il Ministero della Salute e la Mezzaluna Rossa Libica. (Luca Liverani – Avvenire)
Faim: il 28 giugno Convegno su “Europa: tutelare le nuove migrazioni, quali responsabilità”
30 Maggio 2019 - Roma – “Europa: tutelare le nuove migrazioni, quasi responsabilità”: questo il tema di un convegno promosso dal Faim – Forum Associazioni Italiane nel Mondo – che si svolgera a Roma, presso il Centro Congressi Frentani il prossimo 28 giugno.
“Alla presa d’atto della significativa ripresa dell’emigrazione italiana che sta avvenendo a livello anche istituzionale non corrispondono iniziative volte a rendere meno gravosi i percorsi emigratori degli italiani che emigrano né a ridurre i motivi economici e sociali che sono alla base della nuova spinta emigratoria. Allo stesso tempo le mutazioni intervenute nel quadro economico e politico-sociale nei paesi di arrivo rendono in quei paesi più difficile la difesa dei diritti sociali e civili dei nuovi migranti. Si va affermando, nei diversi paesi, a partire dalla Brexit, ma non solo, un ambiente ostile volto a disincentivare l’immigrazione dei lavoratori comunitari”, si legge in una nota della Faim che presenta il Convegno. Per la Faim i nuovi processi emigratori intraeuropei determinano “una concentrazione di popolazione nei luoghi dove si concentra ricchezza, forte attività produttiva e potere politico e un progressivo decremento di popolazione, parallelo alla crescita di povertà, nelle aree periferiche europee. In Italia si accentua lo storico dualismo Nord-Sud Italia che indebolisce l'intero paese, nord compreso. Analoghi fenomeni caratterizzano altre aree del nostro continente. La principale contraddizione che attraversa l'Europa è – si legge in una nota - quella di un peggiorato rapporto fra centro e periferie. Accanto ai paesi mediterranei, i paesi dell'Est hanno perso e perdono quote ancora più consistenti di popolazione a vantaggio delle aree centrali. Contemporaneamente ha luogo il fenomeno delle migrazioni degli anziani verso altri paesi, attratti da incentivi fiscali e dal più basso costo della vita”. Rispetto a tali scenari “ci si è occupatati troppo di presunte invasioni di immigrati dall'estero, mentre non ci si è occupatati – in Italia come in Europa - di realizzare politiche di sviluppo e di riequilibrio tra aree periferiche e centrali”. E per quanto riguarda la composizione della nuova emigrazione si può confermare che si tratta di una emigrazione sempre “più spinta dalla necessità e sempre meno di una libera mobilità basata su libere scelte individuali, motivate da curiosità o ricerca di stili di vita alternativi. Secondo i dati disponibili i laureati costituiscono poco più di un quarto del totale degli emigranti; la principale componente “in fuga” continua a essere quella delle braccia; di ciò è necessario prendere atto. Ed è altrettanto necessario dotarsi a livello nazionale ed europeo di politiche che riguardino tutti gli emigrati, a prescindere dai loro diversi livelli di scolarizzazione e qualificazione ed ovunque essi si trovino”.
Perù: domenica preghiera per le persone colpite dal sisma
28 Maggio 2019 - Roma - Nelle cappellanie peruviane in Italia domenica prossima si pregherà il “Signore della vita e della storia” per le persone colpite dal terremoto di questi giorni in Perù ed in altri Paesi latino-americani. Lo comunica p. Emerson Campos Aguilar, Coordinatore Nazionale per la Comunità Peruviana in Italia chiedendo ai cappellani di mettere nel programma di domenica una preghiera “chiedendo ai Santi Latinoamericani che intercedano in questa ora per il Sud America e per il popolo che soffre, per le vittime e per tutti coloro che sono rimasti senza casa e senza il necessario.
Migrantes Porto Santa Rufina: una preghiera in suffragio per le vittime in Sri Lanka
28 Maggio 2019 - Porto Santa Rufina – E’ passato poco più di un mese da Pasqua, il giorno in cui i cristiani celebrano la vittoria di Cristo sulla morte. La Pasqua di quest’anno ha messo davvero di fronte agli occhi dei cristiani e del mondo intero le conseguenze di una fede vera e scomoda. Sono ancora vive nella memoria le scene degli attentati in Sri Lanka: chiese distrutte e luoghi frequentati da viaggiatori sono stati rasi al suolo nel giorno più importante per i seguaci di Cristo. La diocesi di Porto–Santa Rufina ha sofferto con la Chiesa di Colombo per le morti di persone innocenti. Con molti srilankesi, sacerdoti e laici, ci sono stati tanti incontri e momenti di scambio culturale e religioso. Un dolore vissuto in prima persona dagli srilankesi presenti in diocesi. La numerosa comunità singalese si ritrova presso le Suore Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore in zona Cassia per la celebrazione domenicale e altre feste tradizionali, con l’assistenza di un sacerdote incaricato dal vescovo. Il cordoglio del vescovo, Mons. Gino Reali, pronunciato a Cesano nella domenica della Risurrezione, rivolto al cardinale Ranjith e alla sua Chiesa, ha detto con chiarezza una verità che noi cristiani occidentali spesso ignoriamo: “Dobbiamo essere sinceri con noi stessi. La fede in Cristo, morto e risorto, oggi ci viene mostrata da questi nostri fratelli, e da quelli che vivono nei cosiddetti paesi del Terzo mondo”. La diocesi di Porto Santa Rufina si è impegnata da subito offrendo un aiuto concreto alla Chiesa di Colombo, per esprimere con i fatti la fraternità ai fratelli srilankesi. Martedì prossimo il vescovo presiederà una Messa di suffragio per le vittime degli attentati. Assieme alla comunità srilankese tutti i fedeli sono invitati a partecipare alla celebrazione che si terrà nella Cattedrale dei Sacri cuori di Gesù e Maria alle 18.30 (Enzo Crialesi - Direttore Migrantes Porto Santa Rufina)
Censis: la mappa dell’imprenditoria immigrata in Italia
28 Maggio 2019 - Roma - L'Università Roma Tre e il Censis, con il supporto finanziario dell'Inail nell'ambito del Progetto Bric 2016 ID 46, hanno affrontato in un progetto ampio e articolato il tema della presenza e della crescita della imprenditoria immigrata in Italia e del rapporto che i titolari di impresa di origine straniera hanno con la salute e la sicurezza sul lavoro, rilevandone conoscenze, percezioni e bisogni. I risultati della ricerca saranno presentati il 3 giugno nell’Aula Volpi del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre.
P. Ripamonti: accogliere senza paura
27 Maggio 2019 - Roma - “Non si tratta solo di migranti” è il titolo di un testo che secondo p. Camillo Ripamonti, Presidente Centro Astalli, ”mette al centro migranti e rifugiati ma che parla anche a e di ciascuno di noi, del nostro essere, dei nostri limiti e delle grandi potenzialità che abbiamo nel riscoprirci fratelli nell’accoglienza e nella solidarietà con chi si mette in viaggio in cerca di pace e giustizia. Un testo in piena continuità con l’impegno di Francesco che vuole una chiesa sempre al fianco dei più vulnerabili“. Lo afferma in una nota il Centro Astalli commentando il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato diffuso oggi dal titolo “Non si tratta solo di migranti”. Il Pontefice ha scelto di richiamare – spiega il Centro Astalli - concetti e contenuti ripresi in molti dei suoi recenti discorsi come quello pronunciato di Al Azhar sulla fratellanza umana o quello di Sacrofano in cui invita la sua Chiesa a liberarsi da ogni paura. “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare, verbi cari al Santo Padre, citati ancora una volta in questo messaggio, sono i capisaldi su cui impostare l’agire di una chiesa che vuole presente nelle periferie esistenziali del mondo e ai crocevia della storia” grazie . Un invito – spiega p. Ripamonti - ad essere ogni giorno al fianco degli ultimi, degli emarginati, di quanti sono in cerca di solidarietà umana e dignità e sempre più spesso trovano ad accoglierli paura, discriminazione e cieca indifferenza” continua Ripamonti che conclude evidenziando la grande ricchezza umana che rappresentano migranti e rifugiati per le nostre comunità: “nel messaggio di Francesco troviamo ancora una volta incoraggiamento all’apertura verso l’umanità in cammino che per ogni cristiano non può essere che un dono”.
“Senor de los Milagros”: a Firenze l’incontro nazionale
27 Maggio 2019 - Firenze - Si è svolto, questo fine settimana a Firenze il VI Incontro nazionale della Confraternita del “Senor de los Milagros” per approfondire le sfide di oggi in un mondo che cambia. “Vogliamo essere Chiesa in cammino che segue il Signore con la gioia di una comunità viva e lieta”, dice Padre Emerson Campos, Coordinatore Nazionale citando Evangelii Gaudium in cui Papa Francesco scrive che «nella pietà popolare si può vedere come la fede ricevuta continua a trasmettersi”. La parabola del banchetto di nozze insegna che “non c’è posto, alla festa nuziale, per chi si ostina a curarsi solo di sé” è stato detto. All’incontro ha partecipato don Alberto Vitale, cappellano della comunità Latinoamericana a Milano e direttore della Migrantes diocesana, incoraggiando alla preghiera, alla trasmissione della fede: “la vostra presenza semina gioia e dà un senso di festa”. “Proseguiamo a camminare per portare speranza, fiducia, un riflesso dell’amore di Dio in questo mondo malato, forse, ma ricco di potenzialità”, ha concluso p. Emerson.
Migranti: un delegazione vaticana al campo di Lesbo
27 Maggio 2019 -
Città del Vaticano – A tre anni dalla visita di Papa Francesco a Lesbo la Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale e il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede sono tornati in quei luoghi per raccontare la situazione attuale e ribadire ai migranti che il Papa “è con loro”. Alla missione hanno preso parte anche il Card. Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa e Mons. Jean-Claude Hollerich, Presidente della Comece, che hanno lanciato il loro appello perché “l’Europa sia accogliente”.
Migrantes Porto Santa Rufina: un pomeriggio al Pontificio istituto slovacco con il vescovo Reali
27 Maggio 2019 - Roma - Giovedì scorso il vescovo di Santa Rufina, Mons. Gino Reali, assieme al diacono Enzo Crialesi, direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano, ha visitato il Pontificio istituto slovacco dei Santi Cirillo e Metodio. Il presule si è intrattenuto con i sacerdoti e le religiose che vivono in questo collegio sulla zona Cassia. La visita pastorale presso gli slovacchi fa parte dell’iter di incontri del vescovo diocesano con le comunità straniere presenti sul territorio della diocesi. Il pomeriggio di condivisione è cominciato con la Messa nella cappella dell’Istituto. Questa piccola chiesa è dedicata ai santi Cirillo e Metodio. Nel presbiterio è rappresentato Papa Formoso (vescovo di Porto-Santa Rufina nel IX secolo) che ordinò i primi sacerdoti e diaconi della missione cirillometodiana presso i popoli della Europa centrale. Dopo la celebrazione monsignor Reali si è intrattenuto con i membri della comunità, che hanno presentato le loro attività e i percorsi seguiti nell’istituto. (Pavol Zvara - rettore dell’istituto)

