Tag: Mobilità umana e migrazioni

Missionarie Secolari Scalabriniane: eletta la responsabile generale

27 Agosto 2019 - Roma - Regina Widmann è la nuova responsabile generale delle Missionarie Secolari Scalabriniane, istituto secolare nato nel 1961 a Solothurn, in Svizzera. La nomina a termine dell’Assemblea generale che si è svolto la settimana scorsa. Come consigliere sono state elette Agnese Varsalona, Susy Mugnes, Monica Martinelli, Anna Fumagalli e, come amministratrice, Estela T. Camillo da Silva. “L’assemblea 2019 ha segnato un momento storico per il cammino dell’Istituto con il passaggio da Adelia Firetti, prima missionaria secolare scalabriniana, alla nuova responsabile generale, Regina Widmann”, si legge in una nota diffusa ieri. 26 agosto: “sapevamo di poter contare sulla preghiera della Famiglia Scalabriniana, di altre comunità, di tanti migranti e amici . In particolare, la diocesi di Basilea ci è stata vicina attraverso la presenza e gli apporti, all’inizio dell’Assemblea, del vicario generale Markus Thürig, e, alla conclusione, del vescovo Felix Gmür”.  A guidare l’incontro, le parole della seconda Lettera ai Corinti: “Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio e non viene da noi”. (Raffaele Iaria)  

“Ero forestiero e mi avete accolto”: oggi appuntamento finale di Girodicorte

27 Agosto 2019 - Lecce - “Ero forestiero e mi avete accolto”: si conclude, questa sera,  con una densa serata di riflessione sui diritti umani e sul senso di umanità  l'edizione 2019 di “Girodicorte”, la rassegna culturale, giunta alla terza edizione, che anima le corti di Taviano (Lecce) di voci, pensiero, musica, arte, ideata e curata dalle associazioni Vittorio Bachelet, La Piazza e TerreBruciate con il patrocinio della Provincia di Lecce. Tema del seminario “Il diritto al viaggio. Politiche e migrazioni”. Ad approfondire il tema tre studiosi di spessore che da anni, attraverso ottiche differenti, si occupano di tematiche connesse alle migrazioni: Attilio Pisanò, docente di Filosofia del diritto e Diritti umani dell'Università del Salento, Antonio Ciniero, docente di Sociologia della globalizzazione e dei processi migratori dell'Università del Salento, e don Luca De Santis, docente e assistente spirituale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Gaeta: domenica Messa di saluto ad emigranti ed immigrati al santuario della Civita

23 Agosto 2019 - Gaeta - In occasione della conclusione del periodo di vacanza, domenica 25 agosto al Santuario mariano della Civita (diocesi di Gaeta) si svolgerà all’aperto, alle 19, la messa di saluto agli emigranti che ritornano a casa, dopo il periodo trascorso in famiglia, officiata dal delegato arcivescovile per la vita consacrata, p. Antonio Rungi, vice superiore della comunità passionista del Santuario. Il motto di questo momento di preghiera, riferisce il Sir, scelto dai passionisti che curano dal 1985 il santuario e destinato soprattutto ai devoti che ritornano al lavoro e alla vita ordinaria è “Un mare ed una montagna di abbracci e baci per salutare gli emigranti e gli immigrati”. “Facendo nostro il messaggio per l’estate del 2019 dell’arcivescovo di Gaeta, mons Luigi Vari, noi religiosi del Santuario intendiamo manifestare, con una solenne celebrazione all’aperto, nell’ampio spazio antistante il celebre luogo mariano, tutta la nostra vicinanza spirituale – scrive Rungi – a quanti sono stati costretti a lasciare i paesi d’origine per trovare lavoro altrove e che spesso vivono in situazione di solitudine e lontananza dagli affetti più cari”. E prosegue: “Abbiamo scelto questo motto, forti dell’invito dell’Apostolo delle Genti che scrive nel suo epistolario ‘Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano’ (2Cor 13,12), per dire ai pellegrini venuti da lontano che il modo più bello di salutarsi tra cristiani, è quello profondamente legato alla fede, alla carità e alla speranza è proprio l’abbraccio e il bacio da santi e santificati, pregando insieme in questo tempio mariano”. Questo gesto, conclude, sarà l’occasione per “salutare tutti i turisti, gli emigrati e gli immigrati con un gesto di affetto e consolazione per chi parte e per chi resta”.

“Non sei straniero: ad ottobre l’avvio della settima edizione”

23 Agosto 2019 - Roma - Si è concluso all’Università Europea di Roma il sesto anno di attività del Laboratorio di comunicazione “Non sei un nemico!”, fondato e diretto dal giornalista Carlo Climati. “Non sei un nemico!” è il motto, l’idea di base del Laboratorio, che ha l’obiettivo di sensibilizzare i giovani ad una nuova forma di comunicazione, che non veda nell'altro un nemico. Gli studenti sono incoraggiati a vedere gli altri con uno sguardo nuovo e a creare linguaggi che possano rappresentare un ponte verso tutti, contribuendo ad un autentico spirito di accoglienza, solidarietà ed amicizia. “Papa Francesco ci invita a vivere la cultura dell’incontro”, ha detto Carlo Climati: “questo è un messaggio che tutti possiamo mettere in pratica, attraverso i piccoli gesti della vita quotidiana. Oggi, purtroppo, è facile cadere nella tentazione di una comunicazione superficiale, alimentata da pregiudizi e luoghi comuni. Abbiamo bisogno di percorsi comunicativi nuovi, che possano evidenziare la bellezza dell’amicizia nella diversità e del dialogo con tutti”. Anche quest’anno il Laboratorio ha esplorato le diverse forme di comunicazione del mondo di oggi: dal giornalismo ai social network, dalla musica alla radio, dalla televisione ai fumetti, dalle relazioni virtuali al dialogo nella vita quotidiana. Il Laboratorio “Non sei un nemico!”, che fa parte delle attività di responsabilità sociale dell’Università Europea di Roma, tornerà ad ottobre 2019, con la sua settima edizione.

Vescovi frontalieri di Bolivia, Perù e Cile chiedono protezione, rispetto dei diritti e accesso regolare ai migranti venezuelani

22 Agosto 2019 - Roma - Una comune preoccupazione per la dinamica migratoria del continente latinoamericano e in particolare per la situazione dei migranti venezuelani è stata espressa congiuntamente dai vescovi e dagli operatori pastorali delle diocesi frontaliere di Bolivia, Perù e Cile, nel corso del loro settimo incontro che quest’anno di è tenuto a Oruro (Bolivia). Nel documento finale, firmato dai rappresentanti delle diocesi di Oruro, La Paz, El Alto (Bolivia), Puno, Tacna, Juli (Perù), Arica, Iquique, Calama, Antofagasta e Copiapó (Cile), e ripreso dal Sir, si legge: “Ci preoccupa la complessa dinamica migratoria attuale, senza precedenti nella regione, e in particolare la crisi migratoria venezuelana, che trasformano i nostri Paesi in luoghi di partenza, transito e arrivo contemporaneamente”. I vescovi denunciano che in molte situazioni “le persone migranti sono private dei loro diritti e diventano vittime di tratta, traffico, sfruttamento lavorativo, sessuale, altri tipi di abuso, mettendo a rischio la vita, la dignità e l’integrità di coloro che sono più vulnerabili, come le donne, i bambini e gli adolescenti”. Inoltre, si conferma che “si presentano a coloro che migrano serie difficoltà di accesso regolare e di asilo nei territori dove arrivano, obbligandoli all’irregolarità, e all’accesso precario ai diritti di base, come documentazione, salute, alloggio, alimentazione, educazione, vestiario e un lavoro degno”. La Chiesa, in tale contesto, si sente “madre” e “senza frontiere”, vedendo nel migrante il volto di Cristo. E si adopera per assicurare “spazi di accoglienza, protezione, promozione e integrazione” dei migranti. Pur riconoscendo gli sforzi dei Governi, si rileva che il lavoro realizzato è “insufficiente” e si invitano le istituzioni e la società civile a “promuovere la cultura dell’incontro” e a mettere in atto “misure concrete di protezione”.  

È morto don Sergio Aldigeri

19 Agosto 2019 - Roma - Apprendiamo con ritardo nella distrazione ferragostana la morte di un benemerito sacerdote, don Sergio Aldigeri  avvenuta il 31 luglio scorso nella Clinica delle Piccole Figlie in Parma dopo oltre un mese  di lenta e dolorosa malattia in età di 87 anni e 64 di sacerdozio. Era  nato il 19 luglio 1955 a Neviano degli Arduni (PR) ed ha svolto con zelo diversi compiti pastorali prima di esprimere dal 1982 in pienezza con generosità, serenità di spirito ed intelligenza la sua paterna sollecitudine nel servizio parrocchiale a San Ulderico  nel centro città. Don Aldigeri ha dedicato le sue attenzioni anche ai migranti, già e ben presto come Direttore diocesano e poi per oltre vent’anni fino al 2015 anche come Direttore regionale per l’Emilia-Romagna. Ed in effetti nella sua città e diocesi ha organizzato una articolata assistenza agli immigrati: anglofoni, eritrei, ivoriani, camerunensi, polacchi, tutti con un sacerdote  assistente incaricato, riservando per se stesso i molti emigrati parmensi all’estero ed e i filippini in diocesi. Il saveriano p.  Raimondo Sommacal che lo stava aiutando da  diversi anni per gli immigrati e che lo ha assistito nella malattia ha commentato: “ si è spento con spirito cristiano e sacerdotale”. Significativo un recente ricordo dell’ultima messa domenicale quando nel suo usuale accompagnamento all’organo nell’ultima Messa ha con vigore intonato “ Andrò a  vederla un dì” (Maria Ss.ma). I funerali di venerdì 2 agosto, presieduti dal Vescovo Mons. Enrico Solmi con molti Confratelli ed in una chiesa stracolma di persone anche rientrate dalle ferie, hanno mostrato di quanta stima godesse e con quale riconoscenza. La Migrantes di unisce al suo Vescovo ed alla sua comunità parrocchiale, nonché ai suoi parenti, con preghiere e ringraziamenti a Dio per la testimonianza fedele di don Sergio. (sr)

Papa Francesco: “non vivere in maniera ipocrita”, ma con “scelte coerenti”

19 Agosto 2019 - Città del Vaticano- “Non vivere in maniera ipocrita, ma essere disposti a pagare il prezzo di scelte coerenti”. È questo “l’atteggiamento che ognuno di noi dovrebbe cercare nella vita: coerenza – pagare il prezzo di essere coerenti col Vangelo”. Lo ha spiegato il Papa, che durante l’Angelus di ieri ha parlato di “coerenza con il Vangelo” come cartina di tornasole del nostro essere cristiani. “Perché è buono dirsi cristiani, ma occorre soprattutto essere cristiani nelle situazioni concrete, testimoniando il Vangelo che è essenzialmente amore per Dio e per i fratelli”, ha precisato Francesco, esortando ciascuno a “scelte decise e coraggiose” nella propria vita. Gesù, ha ricordato il Papa, è venuto a “separare col fuoco”, cioè a “separare il bene dal male, il giusto dall’ingiusto”: è venuto a “dividere”, a “mettere in crisi – ma in modo salutare – la vita dei suoi discepoli, spezzando le facili illusioni di quanti credono di poter coniugare vita cristiana e mondanità, vita cristiana e compromessi di ogni genere, pratiche religiose e atteggiamenti contro il prossimo. Coniugare, alcuni pensano, la vera religiosità con le pratiche superstiziose”. “Quanti sedicenti cristiani vanno dall’indovino o dall’indovina a farsi leggere la mano!”, ha esclamato il Santo Padre: “E questa è superstizione, non è di Dio”. “Abbandonare ogni atteggiamento di pigrizia, di apatia, di indifferenza e di chiusura per accogliere il fuoco dell’amore di Dio”, l’invito del Papa, secondo il quale “la testimonianza del Vangelo si è propagata come un incendio benefico superando ogni divisione fra individui, categorie sociali, popoli e nazioni. La testimonianza del Vangelo brucia, brucia ogni forma di particolarismo e mantiene la carità aperta a tutti, con la preferenza per i più poveri e gli esclusi”. “Adorazione a Dio e disponibilità a servire il prossimo”, il binomio raccomandato da Francesco, che ha esortato a “scoprire la bellezza della preghiera dell’adorazione e di esercitarla spesso”. “Servire il prossimo”, l’altra consegna del Papa, che ha espresso “ammirazione” per le “tante comunità e gruppi di giovani che, anche durante l’estate, si dedicano a questo servizio in favore di ammalati, poveri, persone con disabilità”. (Sir)  

Novecento bambini separati dalle famiglie al confine degli Stati Uniti

2 Agosto 2019 - Washington - Continua il dramma dei bambini migranti separati dai propri genitori al confine tra Stati Uniti e Messico. L’American Civil Liberties Union (Aclu) - organizzazione che si occupa di diritti civili - ha dichiarato che nell’ultimo anno, più di 900 bambini migranti, di cui un quinto sotto i cinque anni, sono stati separati dai propri genitori o tutori, nonostante una sentenza che chiedeva di ridurre tale pratica. I dati pubblicati dall’Aclu comprendono, come accennato, il periodo successivo alla presunta fine delle separazioni familiari. Lo scorso giugno un giudice federale aveva infatti ordinato di riunificare le famiglie e ridurre drasticamente la pratica delle separazioni, iniziate nella primavera del 2018 nell’ambito della politica di «tolleranza zero» imposta dal Presidente Trump. La questione era scoppiata a maggio dello scorso anno, quando l’amministrazione statunitense aveva riconosciuto di aver perso la traccia di 1.500 minori privi di documenti. Difatti, con l’applicazione della «tolleranza zero» ogni adulto che tenta di entrare negli Stati Uniti in modo irregolare e senza le corrette procedure di asilo viene considerato un criminale e, pertanto, perseguito. Poiché i minori non possono finire in prigione, né rimanere in detenzione per più di 21 giorni, vengono di conseguenza separati dalle loro famiglie. Nonostante il provvedimento del giudice, le separazioni negli ultimi mesi invece che diminuire sembrerebbero essere aumentate - probabilmente come conseguenza del gran numero di famiglie di migranti entrate negli Stati Uniti in primavera - e in molti casi «giustificate» da reati, anche se lievi, nel passato dei genitori. A causa di queste motivazioni, considerate pretestuose, l’Aclu ha chiesto lunedì scorso a un giudice californiano di chiarire gli standard secondo cui si possono operare tali separazioni, anche in virtù del fatto che, proprio questo mese, il segretario per la sicurezza interna, Kevin McAleenan, aveva dichiarato che le separazioni erano «rare» e compiute solo «nell’interesse del bambino». Un appello a interrompere la pratica delle separazioni familiari arriva anche dal Guatemala. Mercoledì, a margine di una visita di McAleenan nel Paese, il capo dell’Ufficio del difensore civico per i diritti umani guatemalteco, Jordán Rodas, ha chiesto agli Usa di intraprendere azioni efficaci per fermare sia la detenzione di bambini e adolescenti sia la separazione dai loro genitori. (Osservatore Romano)

Geografie umane

1 Agosto 2019 - Roma - L’innovazione digitale, “con la diffusione dell’uso dell’intelligenza artificiale anche nel mondo della comunicazione, interpella, in maniera intensa, su temi che vengono messi in discussione, come la libertà, la dignità delle persone, la dimensione della riservatezza”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando la scorsa settimana l’associazione stampa parlamentare, ha tracciato coordinate “geografiche” e, soprattutto, “umane” per vivere con responsabilità le frontiere aperte dal digitale. In particolare, ha evidenziato: “Non esistono ‘non luoghi’: si tratta comunque di spazi, sia pure virtuali, in cui interagiscono persone e si registrano attività umane; e anche la dimensione digitale deve rispettare principi e regole frutto delle conquiste democratiche”. Il richiamo coinvolge ciascuno in un uso responsabile di ciò che la tecnologia offre: social network, piattaforme digitali, canali multimediali… In gioco, più che la questione tecnica, è l’impegno etico e democratico verso le persone più deboli; è il rispetto per l’altro; è l’appartenenza a una comunità. Sono pensieri che sollecitano riflessioni non più rinviabili. Cercheremo di coglierle nel nuovo anno pastorale. Intanto, a tutti auguriamo di vivere un’estate serena. (Ufficio Comunicazioni Sociali CEI)  

Biagio Conte: “Europa, non chiudere i cuori”

31 Luglio 2019 -   Milano – Mi faccio clandestino per mettermi nei panni di tutti i migranti e i discriminati, compresi gli italiani costretti ad emigrare all'estero per trovare un lavoro. Voglio scuotere l'Europa percorrendola a piedi e andando a Strasburgo e Bruxelles”. Biagio Conte, 55 anni, il missionario laico fondatore della "Missione di speranza e carità" a Palermo, è il protagonista della copertina del numero di Famiglia Cristiana in edicola da domani. Il settimanale cattolico l'ha seguito in Lombardia, fino a Seveso, in una tappa del cammino che lo vede ogni giorno macinare circa 25 chilometri, a piedi, il saio liso, i sandali ai piedi, il bastone in mano,  affidandosi alla Provvidenza e digiunando: beve solo acqua e porta con sé un cartello con cui chiede “solidarietà e rispetto per ogni cittadino”, anche se straniero, povero, emarginato. Partito l'11 luglio scorso da Genova, dove è arrivato da Palermo su un traghetto, simbolo dei barconi che solcano il Mediterraneo, Biagio Conte ha deciso di compiere questo pellegrinaggio penitenziale per protestare contro la politica dei muri nel cuore dell'Unione Europea: “Se siamo una società aperta per l'economia dobbiamo esserlo anche per gli uomini, soprattutto i poveri. Non accetto le ingiustizie e la divisione dei popoli, l'intolleranza e la discriminazione”. Nel suo cammino, il missionario è intenzionato a toccare Svizzera, Germania, Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Danimarca, forse Romania e Ungheria, passando per le sedi istituzionali europee.  Nell’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, Conte racconta la sua conversione, nel 1990, la guarigione miracolosa a Lourdes, come si è preparato a questo cammino e rivela: “Davanti al Parlamento europeo dirò che siamo tutti fratelli e sorelle. I muri sono già stati condannati dalla storia. La vera Unione europea da costruire è quella che rispetta gli uomini e l'ambiente. Come dice papa Francesco, non dobbiamo lasciarci rubare la speranza da nessuno”.