19 Giugno 2019 - Torino - Il Museo Nazionale del Cinema ha stretto quest’anno una speciale collaborazione con ASAI, (Associazione di Animazione Interculturale) e l’Ufficio Migrantes di Torino al fine di offrire un ricco programma di attività rivolte ai bambini e ai ragazzi dei Centri Estivi 2019: percorsi guidati, laboratori di cinema e proiezioni al Cinema Massimo – MNC. ASAI, associazione di volontariato presente a Torino dal 1995, propone in diversi luoghi della città iniziative educative e culturali rivolte a bambini, giovani e adulti coinvolgendo ogni anno più di 600 volontari in azioni concrete e proponendo attività aggregative al fine di favorire lo sviluppo della capacità di ascolto, negoziazione e partecipazione. Nei mesi di giugno e luglio bambini e ragazzi dei Centri Estivi ASAI di Barriera di Milano, Porta Palazzo e San Salvario e i ragazzi dell’Ufficio Migrantes parteciperanno a laboratori, visite al Museo e speciali proiezioni al Cinema Massimo -MNC accompagnati dai loro animatori. Questi ultimi diventeranno “guide per un giorno” grazie all’iniziativa promossa dal Museo Nazionale del Cinema che ha organizzato giornate di formazione gratuite. Inoltre, domani, 20 giugno 2019 alle ore 13.30, oltre 300 ragazzi di queste due importanti realtà torinesi saranno presenti al Cinema Massimo – MNC per due speciali proiezioni: Corri più che puoi, Charlie Brown! di Bill Melendez e Lo straordinario viaggio di T.S. Pivet di Jean-Pierre Jeunet.
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Da Malta un messaggio di speranza per l’Europa
19 Giugno 2019 - Roma - “È necessario vivere da protagonisti; conoscere i linguaggi e i rischi della rete, dare motivazioni, ma soprattutto essere una fonte credibile che fa della trasparenza e del servizio alla Verità, sempre e comunque, il proprio stile di vita e il proprio modo di operare”. È uno degli impegni che il Card. Angelo Bagnasco, Presidente del CCEE, ha consegnato ai portavoce delle Conferenze Episcopali che sono in Europa, durante il loro incontro annuale, svolto in questi giorni a Malta. Al centro dei lavori il tema della “comunicazione nelle situazioni di crisi”. È emersa, nei 53 partecipanti da 27 Paesi, l’importanza della condivisione e del confronto per poter affrontare insieme la complessità del tempo presente. Un bel messaggio per l’Europa politica, chiamata a riscoprire la propria identità. Intanto, per i portavoce appuntamento in Albania nel giugno 2020. (Vincenzo Corrado)
“Ero straniero”: iniziata ieri la discussione alla Camera dei Deputati
19 Giugno 2019 - Roma - Con l’audizione di ieri pomeriggio presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, è iniziata la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene, depositata con le firme di 90mila persone in Parlamento il 27 ottobre 2017. Il titolo della proposta di legge è “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”. Relatore in Commissione Affari Costituzionali è il deputato Riccardo Magi. La proposta si compone di 8 articoli che prevedono: l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari; la reintroduzione del sistema dello sponsor; la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”; nuovi standard per riconoscere le qualifiche professionali; misure per l’inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo; il godimento dei diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati; l’uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale; maggiori garanzie per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri; l’effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l’abolizione del reato di clandestinità.
Germania: messaggio delle Chiese per la Settimana Interculturale
18 Giugno 2019 - Francoforte - Con un comune messaggio delle Chiese cristiane in Germania del 21 maggio, il Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) card. Reinhard Marx, il Presidente del Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania (EKD) Heinrich Bedford-Strohm ed il Presidente della Conferenza Episcopale Ortodossa Metropolita Augoustinos, invitano a partecipare alla 44ma Settimana Interculturale, che si terrà dal 22 al 29 settembre 2019, sotto il titolo “Vivere assieme, crescere assieme”. Sono previste oltre 5 mila manifestazioni in tutta la Germania, distribuite in più di 500 località. “In primo luogo cresciamo noi - scrivono i tre Presidenti – dal momento che ci apriamo ad un mondo fino ad ora sconosciuto. L’apprendimento di un’altra lingua ci apre ad un’altra mentalità e ci rende vitale un’altra cultura. Il dialogo con persone di altre culture e religioni amplia il nostro orizzonte”. (T.B.)
Istat: si confermano le maggiori difficoltà per gli stranieri
18 Giugno 2019 - Roma - Gli individui stranieri in povertà assoluta sono oltre un milione e 500mila, con una incidenza pari al 30,3% (tra gli italiani è il 6,4%). Lo si evince dal report su “Le statistiche sulla povertà” per l’anno 2018 diffuso oggi dall’Istat. Secondo il dato le famiglie in povertà assoluta sono composte nel 68,9% dei casi da famiglie di soli italiani (1 milione e 250mila) e per il restante 31,1% da famiglie con stranieri (567mila) mentre le famiglie di soli italiani rappresentano il 91,3% delle famiglie nel loro complesso contro l’8,7% delle famiglie con stranieri.
L’incidenza di povertà assoluta è pari al 25,1% per le famiglie con almeno uno straniero (27,8% per le famiglie composte esclusivamente da stranieri) e al 5,3% per le famiglie di soli italiani. La criticità per le famiglie con stranieri è maggiormente sentita nei comuni centro di area metropolitana, dove l’incidenza arriva al 26,2% (28,8% per le famiglie di soli stranieri).
Fra le ripartizioni, l’incidenza più elevata si registra nel Mezzogiorno, con quote di famiglie con stranieri in povertà circa quattro volte superiori a quelle delle famiglie di soli italiani (rispettivamente 32,3% e 8,9%). Le famiglie in povertà con stranieri dove sono presenti minori presentano valori pari al 29,8% (oltre 300 mila), quelle di soli stranieri il 31,0%, valore quattro volte superiore a quello delle famiglie di soli italiani con minori (7,7%). Nel Mezzogiorno la stessa incidenza sale al 40,5% per le famiglie con stranieri dove sono presenti minori, contro il 12,4% delle famiglie di soli italiani. È in povertà assoluta oltre la metà delle famiglie di soli stranieri in cui la persona di riferimento è in cerca di occupazione (51,5%, per un totale di oltre 66mila famiglie); se la persona di riferimento è occupata, la condizione di povertà raggiunge comunque una famiglia ogni quattro (25,5%).
Ue: al via le Giornate europee dello sviluppo
18 Giugno 2019 - Bruxelles - Al via oggi a Bruxelles le Giornate europee dello sviluppo (Edd), forum globale sulla cooperazione allo sviluppo che vede coinvolti, riferisce il Sir, oltre 8.000 partecipanti da 140 Paesi: rappresentano 1.200 organizzazioni del mondo dello sviluppo, ma ci saranno anche capi di Stato o di governo, esperti, influencer e giovani leader.
“Affrontare le disuguaglianze: costruire un mondo che non dimentica nessuno” è il titolo generale della tredicesima edizione dell’Edd che intende mettere in relazione l’impegno dell’Unione europea nell’affrontare le disuguaglianze con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. “In questi tempi turbolenti, l’Ue è una forza positiva in questo mondo e un partner affidabile per tutti”, ha dichiarato il presidente della Commissione Jean-Claude Junker, sottolineando che l’Ue è “il maggior donatore allo sviluppo: non si tratta di beneficenza, ma di investimenti”, per la “crescita, l’occupazione e la costruzione di un futuro migliore per i giovani di tutto il mondo”. Sarà proprio Juncker ad aprire ufficialmente le Giornate, mentre diversi commissari saranno coinvolti negli eventi in programma oggi e domani. Tre sono le direttrici principali attorno a cui ruoteranno i confronti: il rapporto tra disuguaglianze e sviluppo sostenibile; le cause strutturali delle disuguaglianze; migliorare la collaborazione con politiche più efficaci nell’affrontare le disuguaglianze (https://eudevdays.eu).
Pistoia: presentata “Terra Aperta”
18 Giugno 2019 - Pistoia - Negli ultimi mesi del 2018 sono entrati in vigore la legge 132/2018 e il nuovo schema di capitolato dell’accoglienza richiedenti protezione internazionale che cambiano profondamente la normativa in ambito asilo anche in riferimento al sistema di accoglienza. In relazione a questo nuovo scenario alcune realtà del territorio della provincia di Pistoia si sono interrogate sulle conseguenze effettive a breve e lungo termine dei cambiamenti innescati e nei primi mesi del 2019 si sono organizzate sul territorio varie iniziative di approfondimento e sensibilizzazione che hanno dato opportunità di confronto e scambio. Da questo scambio è nata “Terra Aperta”, la rete territoriale solidale e per l’accoglienza pistoiese, presentata ieri alla stampa e alla città di Pistoia. L’obiettivo della rete è “contrastare le conseguenze negative dei cambiamenti normativi in termini di emarginazione e malessere sociale”. “Le realtà promotrici della rete – ha dichiarato Claudio Curreli, responsabile d’area di Agesci Pistoia – hanno voluto definire una dichiarazione di intenti che porta avanti istanze legate al tema dell’accoglienza come opportunità per la società e per il benessere dei cittadini. In questa direzione la rete si propone di attivarsi per l’informazione, la sensibilizzazione e per la risposta effettiva ai bisogni legati ai migranti e a tutte le persone al di là di qualsiasi provenienza e differenza, che si trovano e si potranno trovare sul territorio in situazione di estrema marginalità, privi di beni di prima necessità e di supporto a tutela dei loro diritti mettendo a disposizione persone, strumenti, mezzi e capacità in un’ottica di solidarietà concreta ed effettiva che sarà coordinata su tutto il territorio provinciale”. “La rete – ha continuato Curreli – vuole essere l’inizio di un processo, di un modus operandi che vuole coinvolgere altre realtà e soprattutto che intende promuovere azioni che vanno oltre il tema migrazioni per innescare buone pratiche diffuse e condivise a contrasto delle marginalità sociale, dell’esclusione e finalizzate alla promozione del benessere sociale, dei diritti e della cittadinanza”.
L’accordo siglato prevede che ogni singola realtà metta a disposizione le proprie capacità e le proprie risorse per supportare il processo di accoglienza, integrazione e inclusione di ogni persona.
Parroco Lampedusa: “aprire i porti e gli aeroporti alle persone”
17 Giugno 2019 - Lampedusa - “Benvenuti nel porto salvo di Lampedusa”: così, con un post sui social, don Carmelo La Magra, parroco di San Gerlando, l’unica parrocchia di Lampedusa, ha voluto dare un saluto alle dieci persone autorizzate a sbarcare dalla Sea-Watch3, da martedì scorso al largo delle acque territoriali italiane con 43 persone a bordo. In atto un divieto firmato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ma a Lampedusa “gli sbarchi non si sono mai bloccati. Ora è solamente ripresa l’attenzione mediatica”, precisa in una intervista al Sir don La Magra. Continuano infatti, sotto silenzio, gli “sbarchi fantasma” di piccole imbarcazioni, di solito gommoni o barche di legno, che riescono ad arrivare da sole a ridosso delle acque italiane e poi vengono scortati fino a terra dalla guardia costiera o dalla guardia di finanza. Si parla di centinaia di persone. “Sembra di essere tornati a prima del 2013, prima dell’operazione Mare Nostrum e della presenza delle navi delle Ong – racconta il parroco -. È terribilmente pericoloso. Chi arriva viene identificato al centro e poi entro due o tre giorni trasferito in Sicilia”.
I volontari incontrano i migranti “allo sbarco, per strada, in parrocchia, uno dei primi luoghi che visitano per trovare un punto di ristoro o contattare le famiglie. Ci chiedono un posto dove ripararsi dal freddo o dal caldo, la possibilità di andare al bagno, a volte abiti”. In questo periodo sono in maggioranza africani sub-sahariani, libici, egiziani e tunisini. “Allo sbarco li accogliamo con un gesto di accoglienza umana e di benvenuto: le coperte termiche, un thé caldo, l’acqua”. “Lampedusa è un posto in cui i diritti o sono per tutti o non sono per nessuno”, sottolinea don La Magra: “Vivendo qui ho compreso profondamente che non ha senso dire ‘prima gli italiani’ o ‘prima i migranti’. Ognuno deve cercare di far rispettare i propri diritti”. Sulla chiusura dei porti il parroco di Lampedusa ha le idee chiare: “Aprire i porti alle persone, che li portino le Ong o le navi militari. Ma soprattutto aprire gli aeroporti, consentendo cioè alle persone di venire in modo legale per non metterle in condizione di pericolo in mare. Se vogliamo davvero combattere i trafficanti e salvare la vita delle persone allora apriamo gli aeroporti”.
Un tavolata per accogliere e condividere
17 Giugno 2019 - Roma - È stata imbastita sabato scorso la seconda “Tavolata italiana senza muri”, promossa da Focsiv – Volontari nel mondo, che ha chiamato a raccolta oltre 5 mila persone in 25 città italiane. L’evento pilota si era tenuto lo scorso 20 ottobre a Roma in via della Conciliazione, dove è stato replicato anche oggi. Ma a fianco dell’iniziativa romana, hanno voluto partecipare altri 25 comuni sparsi sul territorio nazionale, grazie allo sforzo di municipi, associazioni, ong, enti e volontari. L’iniziativa “nasce dal bisogno di ritornare a ritrovarsi insieme intorno a un tavolo per parlarci e per conoscerci l’uno l’altro”, afferma Gianfranco Cattai, presidente di Focsiv, secondo il quale l’evento rappresenta un’occasione per ribadire che “in ogni angolo del pianeta abitano i figli dei migranti partiti dalle nostre regioni più povere con la speranza di poter avere l’opportunità di potersi costruire un futuro dignitoso”.
Con le medesime modalità organizzative sono state apparecchiate le tavolate a Matera, Melfi, Catania, Pescara, Modena, Alessandria e in molte altre città e località italiane.
L’obiettivo comune è “quello di sensibilizzare l’opinione pubblica” per ribadire “che non tutti i cittadini sono dalla parte dell’esclusione, ma anzi molti sono a favore del dialogo e della solidarietà con chi ha di meno e con chi cerca lontano dalla sua patria una possibilità di vita migliore”. Motivo per cui la partecipazione è stata aperta a tutti, sia singoli che associazioni, italiani e non.
Instrumentum laboris Sinodo: Amazzonia diventata “corridoio migratorio”
17 Giugno 2019 - “Farsi carico senza paura dell’attuazione dell’opzione preferenziale per i poveri nella lotta dei popoli indigeni, delle comunità tradizionali, dei migranti e dei giovani per configurare la fisionomia della Chiesa in Amazzonia”. E’ uno dei suggerimenti contenuti nell’ “Instrumentum laboris” dell’Assemblea Speciale per la regione Panamazzonica del Sinodo dei vescovi che si svolgerà in Vaticano dal 6 al 27 ottobre prossimo e presentato oggi.
Il movimento migratorio, “trascurato tanto politicamente quanto pastoralmente – si legge nel testo - ha contribuito alla destabilizzazione sociale delle comunità amazzoniche. Le città della regione, che ricevono in modo permanente un gran numero di persone che migrano verso di loro, non sono in grado di fornire i servizi essenziali di cui i migranti hanno bisogno. Questo ha portato molte persone a vagare e a dormire nei centri urbani senza lavoro, senza cibo, senza riparo. Tra questi molti appartengono a popoli indigeni costretti ad abbandonare le loro terre”. Questo fenomeno – spiega il documento preparatorio al Sinodo – “destabilizza, tra l’altro, le famiglie quando uno dei genitori parte in cerca di lavoro in luoghi lontani, lasciando i figli e i giovani a crescere senza la figura paterna e/o materna. Anche i giovani si spostano in cerca di occupazione o sottoccupazione per aiutare a mantenere ciò che resta della famiglia, abbandonando gli studi primari, sottoponendosi a ogni tipo di abuso e sfruttamento”. Giovani che, in molte regioni, sono “vittime del traffico di droga, della tratta di esseri umani o della prostituzione (maschile e femminile). L’omissione da parte dei governi dell’attuazione di politiche pubbliche di qualità per le zone interne, soprattutto nel campo dell’istruzione e della salute, permette a questo processo di mobilità di aumentare ogni giorno di più. Anche se la Chiesa ha accompagnato questo flusso migratorio – si legge ancora - ha lasciato all’interno dell’Amazzonia delle lacune pastorali che devono essere colmate”.
Cosa si aspettano i migranti dalla Chiesa? Come aiutarli nel modo più efficace? Come possiamo promuovere l’integrazione tra i migranti e la comunità locale?, si chiede il documento sottolineando che occorre “comprendere meglio i meccanismi che hanno portato ad una crescita sproporzionata dei centri urbani e allo svuotamento delle zone interne, perché entrambe le dinamiche fanno parte dello stesso sistema (tutto è connesso). Tutto questo richiederà la preparazione della testa e del cuore degli agenti pastorali per affrontare questa situazione critica”. È necessario lavorare in équipe, coltivando “una mistica missionaria, coordinati da persone con competenze diverse e complementari in vista di un’azione efficace. Il problema della migrazione deve essere affrontato in modo coordinato, soprattutto dalle chiese di frontiera”. Inoltre occorre “articolare in ogni comunità urbana un servizio di accoglienza che sia attento a chi arriva inaspettatamente con necessità urgenti e sia in grado di offrire protezione di fronte al pericolo delle organizzazioni criminali”. E ancora come comunità ecclesiale, “fare pressione sulle autorità pubbliche perché rispondano ai bisogni e ai diritti dei migranti. Promuovere l’integrazione tra migranti e comunità locali nel rispetto della propria identità culturale, come indica Papa Francesco”. (R.Iaria)

