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Papa Francesco: aprire “il nostro cuore ai rifugiati” facendo “nostre le loro tristezze e le loro gioie”

20 Giugno 2021 - Città del Vaticano - Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite, sul tema “Insieme possiamo fare la differenza”. Lo ha ricordato, questa mattina, al termine della preghiera dell'Angelus, papa Francesco che ha invitato ad aprire "il nostro cuore ai rifugiati; facciamo - ha detto - nostre le loro tristezze e le loro gioie; impariamo dalla loro coraggiosa resilienza! E così, tutti insieme, faremo crescere una comunità più umana, una sola grande famiglia". Il papa ha anche parlato del Myanmar unendosi ai vescovi di quel Paese  che la scorsa settimana hanno lanciato un appello "richiamando all’attenzione del mondo intero l’esperienza straziante di migliaia di persone che in quel Paese sono sfollate e stanno morendo di fame", ha detto il papa citando anche parole "'Noi supplichiamo con tutta la gentilezza di permettere corridoi umanitari' e che 'chiese, pagode, monasteri, moschee, templi, come pure scuole e ospedali' siano rispettati come luoghi neutrali di rifugio". "Che il Cuore di Cristo tocchi i cuori di tutti portando pace nel Myanmar!", è stata la preghiera del Pontefice. (R.Iaria)

Pane che risana

7 Giugno 2021 - Città del Vaticano - La liturgia di questa domenica, festa del Corpo e del Sangue di Gesù, ci fa fare un passo indietro e ci riporta in quella “camera alta”, la Sala del Cenacolo, già pronta per la cena pasquale, dove troviamo Gesù con i dodici; e dove ritroviamo quello spezzare il pane “carta d’identità” del credente, come diceva Benedetto XVI. Messaggio solidale e gesto di condivisione che già nei profeti dell’Antico Testamento indicava la volontà di compiere quel gesto per condividere il pane con i poveri, i bisognosi, gli affamati. Le feste della Chiesa, come quelle ebraiche, fanno riferimento al ritmo dell’anno solare, alla semina e al raccolto. Così il Corpus Domini, al cui centro sta il segno del pane. Pane eucaristico, in primo luogo, cioè l’amore che trasforma ogni cosa, la speranza che proviene da Cristo e dà forza. Un Dio, ricordava ancora Benedetto XVI“ che si è rivelato nascondendosi nel segno del pane spezzato”. Pane della vita, di cui tutti abbiamo bisogno; frutto della terra e del cielo. E pane che, ancora oggi nel mondo, non riesce a saziare tutti i popoli, dal punto di vista spirituale. Poi pane concreto, frutto del lavoro dell’uomo; anche questo non consegnato a tutti. Milioni nel mondo le persone che soffrono la fame. Torna ad affollarsi piazza San Pietro per il consueto appuntamento dell’Angelus. Francesco commenta le letture soffermandosi su due concetti: donarsi e fragilità. Sono gli insegnamenti che Gesù ha dato nell’ultima cena, quando ha spezzato il pane: “il traguardo della vita sta nel donarsi”, dice il Papa, e “la cosa più grande è servire”. In quella sala Gesù, “con semplicità ci dona il sacramento più grande. Il suo è un gesto umile di dono, un gesto di condivisione. Al culmine della sua vita, non distribuisce pane in abbondanza per sfamare le folle, ma spezza sé stesso nella cena pasquale con i discepoli”. Un gesto che permette di ritrovare “oggi la grandezza di Dio in un pezzetto di pane, in una fragilità che trabocca amore e condivisione”. Fragilità è la parola sulla quale Francesco ferma la sua attenzione, per dire che Gesù “si fa fragile come il pane che si spezza e si sbriciola. Ma proprio lì sta la sua forza. Nell’eucaristia la fragilità è forza: forza dell’amore che si fa piccolo per poter essere accolto e non temuto; forza dell’amore che si spezza e si divide per nutrire e dare vita; forza dell’amore che si frammenta per riunirci in unità”. In quella cena è presente anche colui che lo tradirà, ma nella fragilità dell’eucaristia c’è anche “c’è anche la forza di amare chi sbaglia”. Proprio in quella notte in cui viene tradito “ci regala il dono più grande, mentre prova nel cuore l’abisso più profondo”, cioè il tradimento del discepolo, e questo, dice Francesco, “è il dolore più grande per chi ama”. Come risponde Gesù? “Reagisce al male con un bene più grande. Al ‘no’ di Giuda risponde con il ‘sì’ della misericordia. Non punisce il peccatore, ma dà la vita per lui. Paga per lui. Quando riceviamo l’eucaristia, Gesù fa lo stesso con noi: ci conosce, sa che siamo peccatori e sbagliamo tanto, ma non rinuncia a unire la sua vita alla nostra. Sa che ne abbiamo bisogno, perché l’eucaristia non è il premio dei santi, ma il pane dei peccatori. Per questo ci esorta: ‘non abbiate paura, prendete e mangiate’”. Già al Concilio, nella Costituzione sulla Sacra liturgia, la Sacrosanctum Concilium, i Padri avevano sottolineato la “centralità della celebrazione eucaristica e Paolo VI, nel giugno 1968, dirà: togliamo l’eucaristia “dal segreto dei nostri Tabernacoli” e “la portiamo fuori, in faccia alla società laica e profana, in mezzo alle piazze, alle vie, alle case, dove si svolge la vita terrena”. Nell’eucaristia “Gesù ci ripete che la sua misericordia non ha paura delle nostre miserie”, dice Francesco, e soprattutto “ci guarisce con amore da quelle fragilità che da soli non possiamo risanare: quella di provare risentimento verso chi ci ha fatto del male”. L’eucaristia guarisce “perché unisce a Gesù: ci fa assimilare il suo modo di vivere, la sua capacità di spezzarsi e donarsi ai fratelli, di rispondere al male con il bene. Ci dona il coraggio di uscire da noi stessi e di chinarci con amore verso le fragilità altrui”. Nascendo, Gesù, dice Francesco, “si è fatto compagno di viaggio nella vita; nella cena si è dato come cibo; nella croce, nella sua morte, si è fatto prezzo: ha pagato per noi”. (Fabio Zavattaro - Sir)  

GMMR: un nuovo video per un “noi” sempre più grande

4 Giugno 2021 -
Città del Vaticano - In vista della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (Gmmr), che si celebrerà domenica 26 settembre, la campagna comunicativa della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale propone un nuovo video sul tema scelto da Papa Francesco per la Giornata: “Verso un ‘noi’ sempre più grande”. Nel nuovo video papa Francesco invita ogni battezzato a sentirsi parte di un’unica Chiesa, un’unica casa, un’unica famiglia. La testimonianza diretta di alcuni migranti che, grazie all’accoglienza ricevuta in parrocchia, si sentono parte di questo “Noi”, dimostra che il sogno di Papa Francesco si può realizzare. https://youtu.be/GIr2K_TgOYQ  

Papa Francesco celebra per il Myanmar: “consolazione grande”, dice Claudio, “sapere che il papa non ha dimenticato questi popoli”

15 Maggio 2021 - Roma –  Domani mattina Papa Francesco celebrerà una liturgia eucaristica con per i fedeli del Myanmar a Roma. Una celebrazione che segue i numerosi appelli al dialogo e alla riconciliazione espressi dal pontefice. Una celebrazione per questi popoli da lui incontrati nel viaggio apostolico del novembre 2017. “Ero lì quel giorno, fin dalle prime ore dell’alba, in quello stadio strapieno di colori di etnie diverse, con tantissime persone arrivate da tutte le parti della Birmania”, ci dice Claudio Pacion: “il silenzio assoluto nell’ascolto delle sue parole e l’atmosfera di gioia, di preghiera e di unità che la sua presenza sollecitava, sono indimenticabili. È perciò consolazione grande per tutti sapere che il papa non ha dimenticato questi popoli e chiede a gran voce la pace per questo paese ferito nel profondo da decenni di abusi e soprusi e, dal primo febbraio, giorno del colpo di stato, da una violenza brutale”. In questo periodo sono state 800 le vittime di cui almeno 50 bambini. “Sparare sulla gente che protesta è divenuta la norma. Fra i morti tantissimi sono i giovani e giovanissimi. Migliaia le persone arrestate, picchiate, torturate, solo per aver partecipato a dimostrazioni pacifiche o anche solamente per trovarsi per strada al momento sbagliato. Un ragazzino è stato arrestato mentre andava a fare la spesa. Dei paramedici picchiati a sangue mentre stavano andando a soccorrere dei feriti. Sempre di più le forze speciali della polizia entrano arbitrariamente nelle case, sequestrano persone, rubano effetti personali, distruggono proprietà. La vita quotidiana è semi-paralizzata, con il movimento di disobbedienza civile che rende difficile il funzionamento di ospedali, uffici, banche, ferrovie, e i militari che possono apparire da un momento all’altro. Sulle montagne – ci spiega Claudio -  delle diverse etnie, soprattutto Chin, Kachin e Karen, la giunta attacca con jet militari, bombardamenti mai visti prima, attacchi e distruzioni di interi villaggi. Decine di migliaia di persone (vecchi e bambini inclusi) vivono da due mesi nella foresta, per riparo solo qualche telo di plastica. Le scorte di cibo finiscono e la stagione delle piogge incalza. Gli aiuti hanno difficoltà ad arrivare”. Il cardinale di Rangoon/Yangon, Charles Bo ha condannato duramente la violenza della giunta militare invitando al dialogo e alla non-violenza . Ma le persone “si stanno stancando di andare al macello, vedono che nessuno risponde ai loro appelli accorati, che nessuno interverrà ad aiutarle, e alcuni cominciano ad armarsi. I militari spargono terrore e morte, i civili spargono speranza e ferrea determinazione a non mollare. Ma la paura di una guerra civile cresce”. Claudio ringrazia papa Francesco per essersi fatto “fratello di chi si sente solo ed abbandonato” e per “farsi prossimo di chi sta sanguinando a morte sul ciglio della strada”. (R.Iaria)

A maggio maratona di preghiera nei santuari

22 Aprile 2021 - Città del Vaticano - Papa Francesco ieri, al termine dell’udienza generale tenuta nella Biblioteca del Palazzo apostolico,  ha auspicato che «il tempo pasquale» favorisca in tutti «la rinascita nello Spirito Santo, per vivere una vita nuova, piena di amore e di entusiasmo». Un clima che verrà alimentato giorno per giorno durante il mese di maggio che, come indica una nota della Sala Stampa vaticana, «per vivo desiderio» del Papa «sarà dedicato a una maratona di preghiera sul tema “Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio (At 12,5)”». L’iniziativa, prosegue il comunicato, «coinvolgerà in modo speciale tutti i santuari del mondo, perché si facciano promotori presso i fedeli, le famiglie e le comunità della recita del Rosario per invocare la fine della pandemia. Trenta santuari rappresentativi, sparsi in tutto il mondo, guideranno la preghiera mariana, che verrà trasmessa in diretta sui canali ufficiali della Santa Sede alle 18 di ogni giorno». Papa Francesco aprirà questa grande preghiera il 1° maggio e la concluderà il 31 maggio.

Papa Francesco: “la luce del Risorto sia fonte di rinascita per i migranti”

4 Aprile 2021 - Città del Vaticano - «La luce del Risorto sia fonte di rinascita per i migranti, in fuga da guerra e miseria». E' l'augurio rivolto da Papa Francesco, questa mattina, prima della benedizione "Urbi et Orbi" pronunciata nella basilica di San Pietro (per il secondo anno consecutivo a causa della pandemia, ndr), al termine della celebrazione eucaristica di Pasqua. «Nei loro volti riconosciamo - ha detto il pontefice - il volto sfigurato e sofferente del Signore che sale al Calvario. Non manchino -è stato l'appello di papa Francesco - loro segni concreti di solidarietà e di fraternità umana, pegno della vittoria della vita sulla morte che celebriamo in questo giorno». Il Papa ha quindi voluto ringraziare i Paesi che «accolgono con generosità i sofferenti che cercano rifugio, specialmente il Libano e la Giordania, che ospitano moltissimi profughi fuggiti dal conflitto siriano». (R.Iaria)

Papa Francesco in Aula Paolo VI per assistere alla vaccinazione dei senza dimora

2 Aprile 2021 -

Città del Vaticano - Questa mattina, Venerdì Santo, poco prima delle 10.00, Papa Francesco si è recato in visita nell’atrio dell’Aula Paolo VI, mentre si svolgevano le vaccinazioni di alcune persone senza dimora o in difficoltà, accolte e accompagnate da alcune associazioni romane. Tra questi anche molti stranieri.  Il Papa - riferisce il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha salutato i medici e gli infermieri, ha seguito la procedura di preparazione delle dosi di vaccino e si è intrattenuto con le persone in attesa della vaccinazione. Ad oggi - aggiunge - sono state vaccinate con la prima dose circa 800 delle circa 1200 persone bisognose a cui sarà somministrato il vaccino questa settimana. (R.I.)

Papa Francesco dona vaccini gratuiti ai rifugiati del Centro Astalli

1 Aprile 2021 - ROMA - Sabato mattina, sabato santo,  un gruppo di rifugiati del Centro Astalli, accompagnati dagli operatori della mensa, riceverà la prima dose di vaccino contro il coronavirus in Vaticano, per volere di papa Francesco. «Si tratta di un segno importante per la vita dei rifugiati che accogliamo, tra cui tanti vulnerabili, vittime di tortura e violenze intenzionale», commenta il presidente del Centro Astalli, p. Camillo Ripamonti: «un segno di vicinanza agli ultimi, a coloro che la pandemia ha reso invisibili e per questo più fragili e più esposti al rischio di ammalarsi. Quello di Papa Francesco è un gesto che riconosce nel povero, nell’emarginato, nel migrante il senso di un agire che mette al centro i più fragili perché solo così l’intera comunità diventa più forte, più solida, più al sicuro. Un dono che si riempie di significato alla vigilia della seconda Pasqua nella pandemia». Il Centro Astalli chiede alle istituzioni italiane di «moltiplicare» il gesto del Pontefice e «inserire nella strategia nazionale per le vaccinazioni, i senza fissa dimora, i migranti che vivono in insediamenti spontanei o in edifici occupati e in centri di accoglienza di medie e grandi dimensioni». (R.Iaria) —​

Papa Francesco: molti sfollati climatici “vengono ‘divorati’ da condizioni che rendono impossibile la sopravvivenza”.

30 Marzo 2021 - Città del Vaticano - Molti sfollati climatici «vengono ‘divorati’ da condizioni che rendono impossibile la sopravvivenza». Lo scrive papa Francesco nella prefazione agli “Orientamenti pastorali sugli sfollati climatici”, presentati oggi in diretta streaming dalla Sala Stampa della Santa Sede e redatti dalla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “Costretti ad abbandonare campi e coste, case e villaggi, fuggono in fretta portando con sé solo pochi ricordi e averi, frammenti della loro cultura e della loro tradizione” i rifugiati climatici «partono pieni di speranza, con l’intenzione di ricominciare la propria vita in un luogo sicuro. Ma, per lo più, finiscono in bassifondi pericolosamente sovraffollati o in insediamenti improvvisati, aspettando il loro destino». «Coloro che sono costretti ad allontanarsi dalle proprie abitazioni a causa della crisi climatica hanno bisogno di essere accolti, protetti, promossi e integrati», evidenzia il pontefice: «Essi hanno il desiderio di ricominciare, ma bisogna dare loro la possibilità di farlo, e aiutarli perché possano costruire un nuovo futuro per i loro figli. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare sono tutti verbi che corrispondono ad azioni adeguate. Togliamo quindi uno per uno quei massi che bloccano il cammino degli sfollati, ciò che li reprime e li emargina, che impedisce loro di lavorare e di andare a scuola, ciò che li rende invisibili e nega loro la dignità». Gli Orientamenti Pastorali sugli Sfollati Climatici «ci invitano ad ampliare il modo con cui guardiamo a questo dramma dei nostri tempi”» e «ci spingono a vedere la tragedia dello sradicamento prolungato che fa gridare ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, anno dopo anno: ‘Non possiamo tornare indietro e non possiamo ricominciare da capo’. Ci invitano a prendere coscienza dell’indifferenza della società e dei governi di fronte a questa tragedia. Ci chiedono di vedere e di preoccuparci. Invitano la Chiesa e tutti quanti ad agire insieme, e ci indicano come è possibile farlo. Non usciremo da crisi come quelle del clima o del Covid-19 rinchiudendoci nell’individualismo, ma solo stando insieme, attraverso l’incontro, il dialogo e la cooperazione». Per Papa Francesco il fatto che le persone siano costrette a migrare perché l’ambiente in cui vivono «non è più abitabile, ci potrebbe sembrare un processo naturale, qualcosa di inevitabile. Eppure, il deterioramento del clima è molto spesso il risultato di scelte sbagliate e di attività distruttive, il frutto dell’egoismo e dell’abbandono, che mettono l’umanità in conflitto con il Creato, la nostra casa comune». «A differenza della pandemia di Covid-19 – abbattutasi su di noi all’improvviso, senza alcun preavviso, e quasi ovunque, con un impatto pressoché simultaneo sulla vita di tutti noi –, la crisi climatica è iniziata con la Rivoluzione Industriale», ricorda papa Francesco: «Per molto tempo, tale crisi si è andata sviluppando tanto lentamente da rimanere impercettibile per tutti, eccetto per pochissime persone particolarmente lungimiranti. Anche adesso, le sue ripercussioni si manifestano in maniera disomogenea: il cambiamento climatico interessa il mondo intero, ma le difficoltà maggiori riguardano coloro che meno hanno contribuito a determinare il cambiamento climatico». «Eppure, come per la crisi del Covid-19, a causa della crisi climatica», secondo Papa Francesco, il numero enorme di sfollati è in continuo aumento e «sta rapidamente diventando una grande emergenza della nostra epoca, come possiamo vedere quasi ogni sera in televisione, e questo richiede risposte globali». (R.I.)

Papa Francesco: un saluto ai filippini e un appello per “l’amata e martoriata” Siria

14 Marzo 2021 - Città del Vaticano - Un saluto "particolare" papa Francesco lo ha rivolto, questa mattina, al termine della preghiera dell'Angelus, ai fdeli filippini, residenti a Roma e presenti in piazza e che celebrano i 500 anni dell’evangelizzazione delle Filippine. «Auguri! E avanti con la gioia del Vangelo!», ha detto il papa  che, in mattinata, ha celebrato una liturgia in occasione proprio di questo anniversario. Il pontefice ha voluto ricordare l'inizio, dieci anni fa, del «sanguinoso conflitto in Siria, che ha causato una delle più gravi catastrofi umanitarie del nostro tempo: un numero imprecisato di morti e feriti, milioni di profughi, migliaia di scomparsi, distruzioni, violenze di ogni genere e immani sofferenze per tutta la popolazione, in particolare per i più vulnerabili, come i bambini, le donne e le persone anziane». Da qui l'appello alle parti in conflitto, affinché «manifestino segni di buona volontà, così che possa aprirsi uno squarcio di speranza per la popolazione stremata» e l'auspicio ad un «deciso e rinnovato impegno, costruttivo e solidale, della Comunità Internazionale, in modo che, deposte le armi, si possa ricucire il tessuto sociale e avviare la ricostruzione e la ripresa economica. Preghiamo - ha concluso - tutti il Signore, perché tanta sofferenza, nell’amata e martoriata Siria, non venga dimenticata e perché la nostra solidarietà ravvivi la speranza” ed ha invitato a recitare una Ave Maria «per l’amata e martoriata Siria».