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Papa Francesco: nessuno approfitti di questo momento per il proprio guadagno

4 Aprile 2020 - Città del Vaticano – Papa Francesco mette in guardia dalle tentazioni di Satana e ricorda che portano a volte anche ad approfittare degli altri. “In questi momenti di difficoltà, di dolore – ha detto questa mattina introducendo la celebrazione eucaristica a Casa Santa Marta -  tante volte alla gente viene la possibilità di fare una o l’altra cosa, tante cose buone. Ma anche non manca che a qualcuno venga l’idea di fare qualcosa non tanto buona, approfittare del momento e approfittarne per se stesso, per il proprio guadagno. Preghiamo oggi perché il Signore ci dia a tutti una coscienza retta, una coscienza trasparente, che possa farsi vedere da Dio senza vergognarsi”. Per il papa le tentazioni cominciano dal poco, crescono, contagiano e finiscono per essere  giustificate. Il diavolo è “astuto”, ha sottolineato spiegando che la tentazione “comincia con poca cosa, cresce, contagia e alla fine si giustifica.  Questi sono i passi della tentazione del diavolo. Cresce, contagia e  alla fine si giustifica: 'è necessario che muoia uno per il popolo’. Alla fine tutto noi quando siamo vinti dalla tentazione finiamo poi  tranquilli perché abbiamo trovato la giustificazione". "Se ci troviamo in un peccato dobbiamo chiedere perdono al Signore – ha detto papa Francesco - ma poi dobbiamo capire come è iniziato, chi ho contagiano e come mi sono giustificato per cadere”. Ed ha pregato: “lo Spirito Santo ci illumini in questa conoscenza interiore”.

R.Iaria

Papa Francesco: preghiamo per chi sta aiutando a superare questo periodo

3 Aprile 2020 - Città del Vaticano – Papa Francesco ha introdotto questa mattina la celebrazione eucaristica a Casa Santa Marta chiedendo di pregare per chi sta aiutando a superare questo periodo di pandemia. “C’è gente – ha detto - che da adesso incomincia a pensare al dopo: al dopo la pandemia. A tutti i problemi che arriveranno: problemi di povertà, di lavoro, di fame … Preghiamo per tutta la gente che aiuta oggi, ma pensa anche al domani, per aiutarci a tutti noi”. Il papa ha dedicato la celebrazione, in questo venerdì, alla Madonna e ha concentrato la sua omelia sui sette dolori della Madre di Gesù: il dolore dopo le parole di Simeone, 4° giorni dopo la nascita di Gesù, che parlavano di una spada che le trafiggerà il cuore, il dolore della fuga in Egitto, il dolore dei tre giorni in cui Gesù resta nel tempio e Maria e Giuseppe lo cercano disperatamente, il dolore dell’incontro con Gesù sulla via del Calvario, il dolore della morte di Gesù, il dolore della discesa di Gesù dalla croce e il dolore della sua sepoltura. “A me – ha detto Papa Francesco - fa bene, in tarda serata, quando prego l’Angelus, pregare questi sette dolori come un ricordo della Madre della Chiesa, come la Madre della Chiesa con tanto dolore ha partorito tutti noi. La Madonna mai ha chiesto qualcosa per sé, mai. Sì, per gli altri: pensiamo a Cana, quando va a parlare con Gesù”: “soltanto, accetta di essere madre. Accompagnò Gesù come discepola, perché il Vangelo fa vedere che seguiva Gesù: con le amiche, pie donne, seguiva Gesù, ascoltava Gesù”. E gli Atti degli Apostoli “la fanno vedere in preghiera con gli apostoli come madre. La Madonna non ha voluto togliere a Gesù alcun titolo; ha ricevuto il dono di essere Madre di Lui e il dovere di accompagnare noi come Madre, di essere nostra Madre. Non ha chiesto per sé di essere una quasi-redentrice o una co-redentrice: no. Il Redentore è uno solo e questo titolo non si raddoppia. Soltanto discepola e madre. E così, come madre noi dobbiamo pensarla, dobbiamo cercarla, dobbiamo pregarla. È la Madre. Nella Chiesa Madre. Nella maternità della Madonna vediamo la maternità della Chiesa che riceve tutti, buoni e cattivi: tutti”. Da qui l’invito: “oggi ci farà bene fermarci un po’ e pensare al dolore e ai dolori della Madonna. È la nostra Madre. E come li ha portati, come li ha portati bene, con forza, con pianto: non era un pianto finto, era proprio il cuore distrutto di dolore. Ci farà bene fermarci un po’ e dire alla Madonna: ‘Grazie per avere accettato di essere Madre quando l’Angelo Te lo ha detto e grazie per avere accettato di essere Madre quando Gesù Te lo ha detto”. (R.Iaria)

Papa Francesco ricorda e prega per coloro che non hanno casa

2 Aprile 2020 - Città del Vaticano – Il Papa ricorda e prega per coloro che non hanno casa. Sono senza tetto. “Questi giorni di dolore e di tristezza evidenziano tanti problemi nascosti”, ha detto questa mattina introducendo la liturgia eucaristica a Casa Santa Marta: “su un giornale, oggi, c’è una foto che colpisce il cuore: tanti senzatetto di una città sdraiati in un parcheggio, in osservazione … tanti senzatetto sono oggi. Chiediamo a Santa Teresa di Calcutta che risvegli in noi il senso della vicinanza a tante persone che nella società, nella vita normale, vivono nascoste ma, come i senzatetto, nel momento della crisi, si evidenziano così”. Nell’omelia ha evidenziato come il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza, “non dimentica mai, si dimentica soltanto quando perdona i peccati. Dopo aver perdonato perde la memoria, non ricorda i peccati. Negli altri casi Dio non dimentica. La sua fedeltà è memoria. La sua fedeltà con il suo popolo. La sua fedeltà con Abramo è memoria delle promesse che aveva fatto”. Per il Papa l’elezione, la promessa e l’alleanza, sono “le tre dimensioni della vita di fede, le tre dimensioni della vita cristiana. Ognuno di noi è un eletto, nessuno sceglie di essere cristiano – ha detto Papa Francesco - fra tutte le possibilità che il ‘mercato’ religioso gli offre, è un eletto. Noi siamo cristiani perché siamo stati eletti. In questa elezione c’è una promessa, c’è una promessa di speranza, il segnale è la fecondità” nella fede. Il cristiano – ha spiegato il pontefice – è cristiano “non perché possa far vedere la fede del battesimo: la fede di battesimo è una carta. Tu sei cristiano se dici di sì all’elezione che Dio ha fatto di te, se tu vai dietro le promesse che il Signore ti ha fatto e se tu vivi un’alleanza con il Signore: questa è la vita cristiana. I peccati del cammino sono sempre contro queste tre dimensioni”.

R.Iaria

 

Papa Francesco prega per gli operatori dei media

1 Aprile 2020 - Città del Vaticano – Papa Francesco questa mattina ha pregato per coloro che lavorano nei media. “Oggi – ha detto introducendo la celebrazione eucaristica a Casa Santa Marta e trasmessa in streaming - vorrei che pregassimo per tutti coloro che lavorano nei media, che lavorano per comunicare, oggi, perché la gente non si trovi tanto isolata; per l’educazione dei bambini, per l’educazione, per aiutare a sopportare questo tempo di chiusura”. E commentando il Vangelo di oggi sottolinea che la Chiesa in questi giorni ci fa leggere l’ottavo capitolo del Vangelo di Giovanni dove si racconta della discussione tra Gesù e i dottori della Legge. Una discussione molto animata dove “Gesù li mette all’angolo facendo loro vedere le proprie contraddizioni. E loro, alla fine, non trovano altra uscita che l’insulto: è una delle pagine più tristi, è una bestemmia”. E l’invito di Gesù “ rimanete nella mia parola”. E “coloro che rimangono nella parola di Gesù hanno la propria identità cristiana”, ha detto il Papa spiegando che l’identità cristiana “non è una carta che dice ‘io sono cristiano’, una carta d’identità: no. È il discepolato. Tu, se rimani nel Signore, nella Parola del Signore, nella vita del Signore, sarai discepolo. Se non rimani, sarai uno che simpatizza con la dottrina, che segue Gesù come un uomo che fa tanta beneficienza, è tanto buono, che ha dei valori giusti, ma il discepolato è proprio la vera identità del cristiano”. E sarà il discepolato “che ci darà la libertà: il discepolo – ha detto il Papa- è un uomo libero perché rimane nel Signore”. E per rimanere nel Signore dobbiamo lasciarci “guidare dallo Spirito Santo. Il discepolo si lascia guidare dallo Spirito, per questo il discepolo è sempre un uomo della tradizione e della novità, è un uomo libero. Libero. Mai soggetto a ideologie”. E poi la richiesta al Signore “che ci faccia conoscere questa saggezza di rimanere in Lui e ci faccia conoscere quella familiarità con lo Spirito: lo Spirito Santo ci dà la libertà”. (R.Iaria)  

Papa Francesco prega per i senza fissa dimora

31 Marzo 2020 - Città del Vaticano – Papa Francesco ricorda e prega per i senza fissa dimora “Preghiamo per coloro che sono senza fissa dimora, in questo momento in cui dobbiamo essere dentro casa: perchè la società si accorga di questa realtà e li aiuti e la Chiesa li accolga", ha detto introducendo questa mattina la Messa da casa Santa Marta e trasmessa in streaming. Nell’omelia, commentando le letture del giorno, sottolinea che Gesù si è fatto peccato per salvarci. Gesù “non ha peccato: si è fatto peccato”, ha detto il papa che ricorda la Lettera di San Pietro “Portò i nostri peccati su di sé”. E “quando noi guardiamo il crocifisso, pensiamo al Signore che soffre: tutto quello è vero. Ma - ha detto il Pontefice – ci fermiamo prima di arrivare al centro di quella verità: in questo momento, Tu sembri il più grande peccatore, Ti sei fatto peccato. Ha preso su di sé tutti i nostri peccati, si è annientato fino ad adesso. La croce, è vero, è un supplizio, c’è la vendetta dei dottori della Legge, di quelli che non volevano Gesù: tutto questo è vero. Ma la verità che viene da Dio è che Lui è venuto al mondo per prendere i nostri peccati su di sé al punto di farsi peccato. Tutto peccato. I nostri peccati sono lì”. “Dobbiamo – ha detto papa Francesco - abituarci a guardare il crocifisso sotto questa luce, che è la più vera, è la luce della redenzione. In Gesù fatto peccato vediamo la sconfitta totale di Cristo. Non fa finta di morire, non fa finta di non soffrire, solo, abbandonato … ‘Padre, perché mi hai abbandonato?’. Un serpente: io sono alzato come un serpente, come quello che è tutto peccato. Non è facile capire questo e, se pensiamo, mai arriveremo a una conclusione. Soltanto, contemplare, pregare e ringraziare”, ha concluso.

Papa Francesco prega per chi ha paura e non riesce a reagire

30 Marzo 2020 - Città del Vaticano - La preghiera e il pensiero di Papa Francesco questa mattina sono stati rivolti per coloro che hanno paura e non riescono a reagire. “Preghiamo oggi per tanta gente che non riesce a reagire: rimane spaventata per questa pandemia. Il Signore li aiuti ad alzarsi, a reagire per il bene di tutta la società, di tutta la comunità”, ha detto introducendo la celebrazione di questa mattina a Casa Santa Marta. Il papa inizia la sua omelia ricordando le parole del salmo di oggi ”il Signore è il mio pastore non manco di nulla”. “E’ l'esperienza che hanno avuto queste due donne delle Letture di oggi. Una donna innocente accusata falsamente, calunniata e una donna peccatrice. Ambedue condannate a morte. La innocente e la peccatrice”. In queste due figura qualche Padre della Chiesa vedeva “la figura della Chiesa: santa ma con figli peccatori"”, ha detto il papa. “Ambedue le donne – spiega - erano disperate, umanamente disperate. Ma Susanna si fida di Dio. Ci sono anche due gruppi di persone, di uomini; ambedue addetti al servizio della Chiesa: i giudici e i maestri della Legge. Non erano ecclesiastici, ma erano al servizio della Chiesa, nel tribunale e nell’insegnamento della Legge. Diversi. I primi, quelli che accusavano Susanna, erano corrotti: il giudice corrotto, la figura emblematica nella storia. Anche nel Vangelo, Gesù riprende, nella parabola della vedova insistente, il giudice corrotto che non credeva in Dio e non gliene importava niente degli altri. I corrotti. I dottori della Legge non erano corrotti, ma ipocriti. E queste donne, una è caduta nelle mani degli ipocriti e l’altra nelle mani dei corrotti: non c’era uscita”. La prima donna, Susanna, come si racconta nel libro di Daniele, “esplicitamente si fida di Dio e il Signore intervenne”. La seconda, nel Vangelo di Giovanni, “poveretta, sa che è colpevole, svergognata davanti a tutto il popolo – perché il popolo era presente in ambedue le situazioni – non lo dice, il Vangelo, ma sicuramente pregava dentro, chiedeva qualche aiuto” . Papa Francesco evidenzia come “ognuno di noi ha le proprie storie. Ognuno di noi ha i propri peccati. E se non se li ricorda, pensi un po’: li troverai. Ringrazia Dio se li trovi, perché se non li trovi, sei un corrotto. Ognuno di noi ha i propri peccati. Guardiamo al Signore che fa giustizia ma che è tanto misericordioso. Non vergogniamoci di essere nella Chiesa: vergogniamoci di essere peccatori. La Chiesa è madre di tutti. Ringraziamo Dio di non essere corrotti, di essere peccatori. E ognuno di noi, guardando come Gesù agisce in questi casi, si fidi della misericordia di Dio. E preghi, con fiducia nella misericordia di Dio, preghi (per) il perdono”. (R.Iaria)  

Papa Francesco: la preghiera per coloro che piangono

29 Marzo 2020 - Città del Vaticano – La preghiera e il pensiero di Papa Francesco questa mattina è andato a coloro che in queste ore piangono. “Penso a tanta gente che piange: gente isolata, gente in quarantena, gli anziani soli, gente ricoverata e le persone in terapia, i genitori che vedono che, siccome non c’è lo stipendio, non ce la faranno a dare da mangiare ai figli. Tanta gente piange. Anche noi, dal nostro cuore, li accompagniamo. E non ci farà male piangere un po’ con il pianto del Signore per tutto il suo popolo”, ha detto introducendo la celebrazione eucaristica a Casa Santa Marta, nella V domenica di Quaresima. Nel Vangelo di oggi si legge del pianto di Gesù dopo la morte di Lazzaro. “Gesù aveva degli amici. Amava tutti, ma aveva degli amici con i quali aveva un rapporto speciale, come si fa con gli amici, di più amore, di più confidenza … E tante, tante volte sostava a casa di questi fratelli: Lazzaro, Marta, Maria … E Gesù sentì dolore per la malattia e la morte del suo amico”, ha detto il papa: “Gesù, Dio, ma uomo, pianse”, dopo la morte dell’amico. Un’altra volta nel Vangelo si dice che Gesù ha pianto, ha ricordato papa Francesco: “quando pianse su Gerusalemme. E con quanta tenerezza piange Gesù! Piange dal cuore, piange con amore, piange con i suoi che piangono. Il pianto di Gesù. Forse, ha pianto altre volte nella vita - non sappiamo -; sicuramente nell’Orto degli Ulivi. Ma Gesù piange per amore, sempre”. Per il Papa “Gesù non può vedere la gente e non sentire compassione. I suoi occhi sono con il cuore; Gesù vede con gli occhi, ma vede con il cuore ed è capace di piangere”. E “oggi, davanti a un mondo che soffre tanto, a tanta gente che soffre le conseguenze di questa pandemia, io mi domando: sono capace di piangere, come sicuramente lo avrebbe fatto Gesù e lo fa adesso Gesù? Il mio cuore, assomiglia a quello di Gesù? E se è troppo duro, (anche se) sono capace di parlare, di fare del bene, di aiutare, ma il cuore non entra, non sono capace di piangere”. E allora chiediamo a Gesù questa grazia: “Signore, che io pianga con te, pianga con il tuo popolo che in questo momento soffre. Tanti piangono oggi. E noi, da questo altare, da questo sacrificio di Gesù, di Gesù che non si è vergognato di piangere, chiediamo la grazia di piangere. Che oggi sia per tutti noi come la domenica del pianto”. (R.Iaria)  

Papa Francesco prega per chi ha fame

28 Marzo 2020 - Città del Vaticano – “In questi giorni, in alcune parti del mondo, si sono evidenziate conseguenze – alcune conseguenze – della pandemia; una di quelle è la fame. Si incomincia a vedere gente che ha fame, perché non può lavorare, non aveva un lavoro fisso, e per tante circostanze. Incominciamo già a vedere il ‘dopo’, che verrà più tardi ma incomincia adesso. Preghiamo per le famiglie che incominciano a sentire il bisogno a causa della pandemia”. Con queste parole Papa Francesco ha introdotto, questa mattina, la celebrazione eucaristica da Casa Santa Marta in diretta streeming. E commentando il Vangelo di oggi il pontefice evidenzia il servizio di tanti sacerdoti, religiosi e religiose in questo momento aiutando i malati ed i poveri. “Ho sentito in questi giorni: ‘Come mai queste suore, questi sacerdoti che sono sani vanno dai poveri a darli da mangiare e possono prendere il coronavirus? Dicano al vescovo che non lasci uscire i sacerdoti, loro sono per i sacramenti, ma il governo provveda. È gente di seconda classe. Noi siamo la classe dirigente, non dobbiamo sporcarci le mani con i poveri’. Tante volte penso che c’è gente buona, sacerdoti, suore, che non hanno il coraggio di andare a servire i poveri. E qualcosa manca”, ha detto il Papa che sottolinea poi la spaccatura tra i farisei su Gesù. Da una parte il popolo che lo segue e dall’altra i dottori della Legge che a priori rifiuta Gesù perché non opera secondo la legge, “secondo loro”. “Questo gruppo dei dottori della legge, l’élite prova disprezzo per Gesù, ma prova disprezzo per il popolo, quella gente che è ignorante, che non sa nulla”. E invece il “popolo fedele di Dio crede in Gesù, lo segue, e questo gruppetto di élite, i dottori della legge, si stacca dal popolo e non riceve Gesù”. E poi racconta di un sacerdote, parroco di alcune parrocchie dove fa freddo e scende la neve che porta l’ostensorio nonostante la neve e il freddo “per dare la benedizione. Non importava la neve, non importava il bruciore che il freddo faceva sentire nelle sue mani, soltanto importava portare Gesù alla gente”. “Pensiamo, ognuno di noi – ha detto il Papa - di quale parte siamo, se siamo in mezzo, un po’ indecisi, se siamo con il sentire del popolo di Dio, del popolo fedele di Dio che non può fallire: ha quella infallibilitas in credendo. E pensiamo all’élite che si stacca dal popolo di Dio, a quel clericalismo. E forse ci farà bene a tutti il consiglio che Paolo dà al suo discepolo, il vescovo, giovane vescovo, Timoteo: ‘Ricordati di tua mamma e di tua nonna’. Ricordati di tua mamma e di tua nonna. Se Paolo consigliava questo era perché sapeva bene il pericolo al quale portava questo senso di élite nella dirigenza nostra”. (R.Iaria)        

Coronavirus: oggi benedizione “Urbi et Orbi” con papa Francesco in una piazza San Pietro vuota

27 Marzo 2020 - Città del Vaticano – Oggi pomeriggio, alle ore 18:00, Papa Francesco presiederà un momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro, con la piazza vuota, come annunciato lo scorso 22 marzo al termine della preghiera dell’Angelus. Il Pontefice ha invitato tutti a partecipare spiritualmente, attraverso i mezzi di comunicazione, per ascoltare la Parola di Dio, elevare una supplica in questo tempo di prova e adorare il Santissimo Sacramento. Al termine della Celebrazione il Santo Padre impartirà la Benedizione “Urbi et Orbi”, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria, ovvero la cancellazione delle pene temporali, secondo quanto previsto da un recente decreto della Penitenzieria Apostolica. Il momento straordinario di preghiera in tempo di pandemia durerà circa un’ora. Nei pressi del cancello centrale della Basilica Vaticana saranno collocati l’immagine della Salus Populi Romani e il Crocifisso di San Marcello. Dopo l’ascolto della Parola di Dio, Papa Francesco terrà una meditazione. Il Santissimo Sacramento sarà esposto sull’altare collocato nell’atrio della Basilica Vaticana. Dopo la supplica, seguirà il rito della Benedizione eucaristica “Urbi et Orbi”. Il card. Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro, pronuncerà la formula per la proclamazione dell’indulgenza. Altro gesto significativo previsto per oggi è quello promosso dalla Chiesa italiana con l’invito ai vescovi a recarsi da soli in un cimitero per commemorare i defunti.  

Papa Francesco ringrazia coloro che si dedicano agli altri

27 Marzo 2020 - Città del Vaticano – Il pensiero di Papa Francesco oggi va a coloro che si mettono al servizio delle persone più fragili e che sono sempre di più. In questi giorni sono arrivate notizie di come tanta gente incomincia a preoccuparsi in un modo più generale degli altri e pensano alle famiglie che non hanno a sufficienza per vivere, agli anziani soli, agli ammalati in ospedale e pregano e cercano di fare arrivare qualche aiuto”, ha detto introducendo la liturgia odierna a Casa Santa Marta trasmessa dai media vaticani: “questo è un buon segnale. Ringraziamo il Signore perché suscita nel cuore dei suoi fedeli questi sentimenti”. Commentandi le letture del giorno ha sottolineato l’accanimento di quanti volevano uccidere Gesù. Un accanimento suscitato dal diavolo. Quando il demonio che è dietro, sempre, a ogni accanimento, cerca di distruggere e non risparmia i mezzi” L’accanimento – ha detto il Papa - è “sottile sottile. Pensiamo a come il demonio si è accanito non solo contro Gesù, ma anche nelle persecuzioni dei cristiani; come ha cercato i mezzi più sofisticati per portarli all’apostasia, ad allontanarsi da Dio. Questo è, come noi diciamo nel parlato quotidiano, questo è diabolico: sì; intelligenza diabolica”. Il papa ha quindi chiesto al Signore “la grazia di lottare contro il cattivo spirito, di discutere quando dobbiamo discutere; ma davanti allo spirito di accanimento, avere il coraggio di tacere e lasciare che gli altri parlino. Lo stesso davanti a questo piccolo accanimento quotidiano che è il chiacchiericcio: lasciarli parlare. In silenzio, davanti a Dio”.