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Ucraina: oltre 20mila i profughi ucraini nelle scuole italiane

3 Maggio 2022 - Roma - «Abbiamo accolto nelle scuole più di 20mila ragazzi ucraini e di questi quasi 19mila sono stati 'validati', cioè abbiamo dato loro la continuità rispetto al loro percorso scolastico». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, dicendo di essere «in contatto continuo con la viceministra e il ministro dell’Istruzione ucraino. Abbiamo chiaro che stiamo facendo un’accoglienza che deve avere anche un segnale: permettere ai ragazzi di tornare in Ucraina, quando finalmente questa follia sarà finita». A chi gli chiedeva se saranno necessarie nuove risorse, il ministro ha risposto: «Stiamo mettendo tutte quelle necessarie».

Ucraina: Onu, oltre 5,4 milioni di rifugiati

2 Maggio 2022 - Roma -  Sono 5,4 milioni i rifugiati ucraini fuggiti dal loro paese a seguito dell'invasione delle truppe russe iniziata lo scorso 24 febbraio. Lo dicono i dati dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). Il flusso dei rifugiati ha subito un rallentamento molto marcato da fine marzo, anche se negli ultimi giorni è leggermente aumentato. Donne e bambini rappresentano il 90% di questi rifugiati, mentre quasi due terzi dei bambini ucraini hanno dovuto abbandonare le proprie case, compresi quelli che si trovano ancora nel Paese. Quasi sei rifugiati ucraini su dieci (2.992.575 al 28 aprile) sono fuggiti in Polonia, che ospita di gran lunga il maggior numero tra i paesi europei.

Ucraina: contributi alle famiglie

2 Maggio 2022 - Roma - Trecento euro a persona al mese per adulto e 150 euro, sempre al mese, per ciascun minore di 18 anni al seguito. È attiva da ieri e raggiungibile dal sito del Dipartimento della Protezione civile la piattaforma che consente ai profughi provenienti dall’Ucraina di richiedere un contributo di sostentamento. Fino a qualche giorno fa, secondo i dati diffusi dal Viminale, erano arrivate in Italia 103.954 persone in fuga dal conflitto in Ucraina, di cui 36.915 minori. Il contributo è destinato a coloro che hanno presentato domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea rilasciata dalla Questura i quali si trovino, o siano stati, in condizione di autonoma sistemazione, vale a dire presso parenti, amici o famiglie ospitanti per almeno dieci giorni nell’arco di un mese. Non possono chiedere il contributo coloro i quali siano alloggiati presso strutture messe a disposizione dallo Stato italiano (Cas-Centri di assistenza straordinaria, Sai- Sistema di accoglienza e integrazione, strutture per l’accoglienza diffusa, alberghi). Il sostegno può essere richiesto entro il 30 settembre e viene riconosciuto per un massimo di tre mesi dalla data riportata sulla ricevuta di presentazione della domanda di permesso di soggiorno; in base al periodo trascorso tra la domanda e la richiesta di contributo, può essere riconosciuto per una quota mensile, per due o per l’intero ammontare. Per accedere alla piattaforma è necessario disporre del codice fiscale (rilasciato anche quello con la domanda di soggiorno).

Ucraina: a Tor Vergata” corsi di lingua italiana per i profughi

29 Aprile 2022 -  Roma - Parte il progetto “Tor Vergata” per l’Ucraina: corsi di lingua italiana per i profughi ucraini”. È questa la nuova iniziativa promossa dal CLICI - Centro di Lingua e cultura italiana dell’Università di Roma “Tor Vergata” in collaborazione con la sezione di slavistica della Macroarea di Lettere e Filosofia, che è stata presentata questa mattina nel corso dell’evento “Prepararsi all’accoglienza” . La giornata è promossa dal Corso di Laurea Magistrale in Lingua e Cultura italiana a stranieri per l’accoglienza e l’internazionalizzazione - LICUS dell’università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e realizzata in collaborazione con il CLICI. All'iniziativa presenti i rappresentanti di Unicef Italia, Caritas Roma, ANPAS, FCEI e Fondazione Migrantes che porteranno le testimonianze del lavoro sul campo. Infine, il corpo docente LICUS presenterà le prospettive attraverso le quali si guarda alla formazione delle studentesse e degli studenti che saranno i futuri operatori dell’accoglienza mediante la specificità dell’insegnamento della lingua e cultura italiana a stranieri.        

Ucraina: 102mila i profughi arrivati in Italia

28 Aprile 2022 -
Roma -  Sono 102.654 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte fino a oggi in Italia, 97.826 delle quali alla frontiera e 4.828 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Ne dà notizia il Viminale precisando che sul totale, 53.132 sono donne, 12.958 uomini e 36.564 minori. L’incremento, rispetto a ieri, è di 882 ingressi nel territorio nazionale. Le principali città di destinazione sono sempre Milano, Roma, Napoli e Bologna.

Migrantes Savona-Noli: sostegno allo studio dell’Italiano

28 Aprile 2022 - Savona - Il progetto di sostegno allo studio dell’italiano ‘La scuola che sogniAMO’ all’improvviso è stato costretto a misurarsi con la più stretta e drammatica attualità, provocata dal consistente arrivo, anche a Savona, dei profughi ucraini. Così si è provato a rispondere alle più urgenti necessità sul fronte della comprensione linguistica dei ragazzi in età scolare e dei loro familiari, perché possano calarsi con meno difficoltà e più rapidamente nella nuova realtà. L’iniziativa ‘La scuola che sogniAMO’, dopo la necessaria fase di programmazione, era arrivata nelle scuole, con il coinvolgimento di circa 40 alunne e alunni, iscritti all’Istituto comprensivo Savona III, nei plessi De Amicis, Astengo e Guidobono, e di studenti del Ferraris-Pancaldo. Accompagnati dalle indicazioni degli insegnanti di italiano, i volontari stavano svolgendo gli interventi di supporto nei locali delle scuole. Ma i programmi hanno dovuto essere modificati in tutta fretta. La crisi umanitaria generatasi a fronte dello scoppio del conflitto in Ucraina e il conseguente arrivo di un ingente numero di famiglie anche sul territorio savonese richiede una sostanziale implementazione dei progetti della scuola Migrantes. Per questo motivo è stato previsto un ampliamento degli interventi linguistici che risponda specificamente ai bisogni dei minori e degli adulti (principalmente donne) recentemente arrivati. A favore delle donne ucraine è prevista l’attivazione di nuovi corsi di alfabetizzazione; per i minori inseriti nella scuola pubblica, invece, si prevede un vero e proprio inserimento all’interno del progetto ‘La scuola che sogniAMO’. Alcuni bambini sono già entrati a far parte dei gruppi di supporto precostituiti, altri lo saranno quanto prima. “Grazie alla mobilitazione di educatori e logopedisti, che hanno fornito la scuola di tabelle di comunicazione bilingue, la prima accoglienza linguistica di questi bambini è stata facilitata. Benché la situazione si presenti mutevole, la scuola Migrantes prevede, per il periodo estivo, di coinvolgere tutte le famiglie ucraine che decideranno di restare anche nelle attività ludico laboratoriali previste dal progetto”, spiega il direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes di Savona-Noli, Davide Carnemolla.

Operazione pane unisce l’Italia all’Ucraina

28 Aprile 2022 - Milano - Un ponte di solidarietà che unisce l’Italia all’Ucraina, nel segno del bene alimentare più semplice e prezioso: il pane. Protagoniste, le comunità francescane che nel nostro Paese offrono supporto e accoglienza alle famiglie in fuga dalla guerra. E che poi, rovescio della stessa medaglia della condivisione, portano concretamente gli aiuti a realtà da settimane ostaggio dell’angoscia legata al conflitto. Come Leopoli dove una prima missione sul campo, a fine marzo ha avuto come destinazione le suore benedettine del convento di San Giuseppe. «Appena hanno aperto i pacchi con gli aiuti, i nostri confratelli ucraini e le religiose ci hanno detto che li avevamo salvati» – spiega fra Etjen Mgushi dell’Antoniano di Bologna, protagonista del viaggio solidale assieme a fra Roberto Simonelli delle mensa “Padre Lino” di Parma. «Nella periferia sud di Leopoli le benedettine ospitano una decina di famiglie – prosegue fra Etjen – e la situazione ovviamente non è buona. Tutto parla di guerra. E di paura». Una sofferenza che si traduce nella voglia di fuga, appena contemperata dai primi ritorni di questi giorni. «La quantità di chi scappa è enorme – prosegue il religioso –, al confine le code sono lunghissime. Molti escono dal Paese a piedi. Tra loro tante mamme con i bambini in braccio». Come noto, “Operazione pane” è la campagna partita dall’Antoniano di Bologna a sostegno delle mense francescane che in tutta Italia ogni giorno mettono in tavola migliaia di pasti per chi non ha da mangiare. Con lo scoppio della guerra, la rete della solidarietà si è allargata in un impegno a doppio binario, che guarda sia alla dimensione domestica che all’Ucraina. In particolare nel nostro Paese viene garantito il sostegno alle realtà francescane impegnate nell’accoglienza, come i conventi di Bordighera e Monte Nero in provincia di Imperia. Ma anche Bologna stessa, e Palermo, per la precisione Badia la cui comunità ospita 22 profughi tra cui 9 bambini tra gli 8 e i 14 anni. Sul fronte del conflitto, invece, la rete della solidarietà è  tesa a sostegno dei 60 francescani che operano in Ucraina, in città tristemente note alle cronache belliche: Kiev naturalmente ma anche Odessa e Konotop mentre in Romania si lavora, oltreché sull’emergenza, sul terreno dell’inserimento e dell’integrazione dei profughi. «La nostra preoccupazione è per coloro che non sono riusciti a scappare – spiega fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano – ma «vogliamo aiutare anche chi è riuscito a superare il confine». Porte aperte a tutti dunque, all’insegna di un impegno che in maggio vedrà una seconda missione ucraina. Nel nome del bene più semplice e prezioso che esista: il pane. (Riccardo Maccioni)

Scuole aperte d’estate per i profughi: un aiuto per la didattica e la lingua

28 Aprile 2022 -

Milano - Scuole aperte d’estate per l’accoglienza e l’integrazione dei profughi ucraini. Lo ha deciso la Commissione Cultura: una risoluzione che impegna il governo a tenere aperti gli istituti nel periodo estivo a supporto dei quasi 40.000 minori ucraini arrivati in Italia. «Per continuare il prezioso lavoro di integrazione didattica, linguistica e culturale» spiega Vittoria Casa (M5s), presidente della commissione. Sono 17.441 giovanissimi ucraini arrivati in queste settimane nei nostri istituti scolastici. In tutto nel nostro paese sono arrivati 101.772 ucraini: 52.623 sono donne, 12.747 uomini, 36.402 minori e di questi circa la metà frequentano ora le nostre scuole.

I più piccoli arrivano impauriti, imbronciati, intimiditi. «Basta il passaggio di un’ambulanza e i loro occhi si riempiono di terrore, corrono a nascondersi sotto i tavoli », racconta l’educatrice di una scuola materna romana. I più grandi finiscono, con il tempo, per aprirsi e fare nuove amicizie. «Al Newton è arrivato un ragazzino ucraino – racconta la preside, Cristina Costarelli –. È molto bravo nelle discipline scientifiche, sta imparando l’italiano ed ha un mediatore che trascorre tutta la giornata scolastica con lui, gli fa una traduzione immediata delle lezioni. Ha una modalità di approccio diversa da quella italiana: i ragazzi e i docenti da subito sono stati molto espansivi, accoglienti e affettuosi con lui che appariva invece molto distaccato. Ora sta ingranando, si sta aprendo, si sta inserendo, anche se dice che vuole giustamente rientrare, appena si potrà, nel suo Paese». In generale, i dirigenti scolastici parlano di un buon inserimento dei ragazzi ucraini nelle loro scuole, innanzitutto umano, con le difficoltà linguistiche che sono immaginabili. I mediatori sono stati reperiti soprattutto grazie alla rete di conoscenze che ognuno ha messo in campo e grazie al passaparola, pur avendo chiesto agli enti locali di fare una ricognizione delle istituzioni che possono metterli a disposizione. «Sono figure che cominciano a scarseggiare – lamenta Costarelli – e talvolta sono persone che hanno una conoscenza della lingua italiana limitata, perché si tratta di lavoratori da tempo in Italia».

Intanto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha incontrato a Roma la viceministra dell’Educazione ucraina, Rogova Vira. È stato costituito un gruppo di lavoro per rafforzare l’impegno dei due Paesi e risolvere una serie di questioni legate all’organizzazione del processo educativo. Il ministero dell’Istruzione italiano, che ha tracciato le linee guida per l’accoglienza e ha creato una sezione dedicata del suo sito web con materiali didattici e informazioni sul sistema scolastico ucraino, punta anche al supporto psicologico e al recupero della socialità proprio grazie alle attività dedicate previste nel periodo estivo. (D. Fas.- Avvenire)

Ucraina: da Crotone il Rosario per la pace su Tv 2000

27 Aprile 2022 - Roma - Guarda ancora alla guerra e al desiderio di pace l’appuntamento settimanale di “Prega con noi”. Tv2000 e radio InBlu2000 invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi stasera alle 20.50, per recitare insieme il Rosario per la pace in Ucraina trasmesso su Tv2000, InBlu2000, e su Facebook e dedicato in particolare alle vittime innocenti della guerra, agli anziani, alle mamme e ai bambini sotto le bombe o in fuga. La preghiera sarà trasmessa dalla Chiesa Santa Maria Protospataris, parrocchia degli ucraini a Crotone, e presieduta da don Vasyl Kulynyak, parroco della comunità ucraina dell’arcidiocesi di Crotone-Santa Severina.  

Ucraina: 106 i minori profughi che arriveranno venerdì a Polistena

27 Aprile 2022 - Polistena - Una storia da «aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più». Solo che questa volta gli amici in più sono 106 minori ucraini tra i 3 e i 17 anni che arriveranno venerdì a Polistena, grosso centro calabrese della Piana di Gioia Tauro. Vengono dalle città martoriate di Bucha e Irpin, sono quasi tutti soli, e saranno ospitati per due mesi dalla 'Comunità Luigi Monti' gestita dai Padri Concezionisti che già accoglie 29 ragazzini affidati dal tribunale e dal centro giustizia minorile e dai servizi sociali territoriali, bellissima esperienza anche di lavoro pulito e economia circolare. «Ci stiamo stringendo per accoglierli – ci spiega fratel Stefano Caria, responsabile della Comunità –. I nostri ragazzi hanno già preparato tutta la casa, si sono stretti nelle stanze, hanno pensato giochi da fare coi ragazzi ucraini». Un’iniziativa che coinvolgerà tutto il paese, dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Tripodi alle parrocchie, dalle scuole all’Azione cattolica diocesana, dalla Caritas della diocesi di Oppido-Palmi agli scout dell’Agesci e a tante associazioni. Senza alcun contributo pubblico, solo volontariato. «L’avvocato Maria Calogero tutore speciale del tribunale dei minori di Reggio Calabria, che segue parecchi dei ragazzi che ospitiamo in comunità – racconta fratel Stefano –, è in contatto con padre Giovanni Amante, parroco della chiesa ortodossa di San Giacomo Maggiore di Messina che ospita già alcuni ragazzi ucraini ed era alla ricerca di una grossa struttura dove poter accogliere questo gruppo. L’avvocato ha chiesto a noi. Avevamo appena messo le bandiere di Italia, Ucraina e della pace, ci siamo guardati in faccia... abbiamo detto subito di sì. Metteremo qualche letto a castello e ce la faremo». Nel giro di due mesi si provvederà all’accoglienza diffusa sul territorio. «Ci sono già molte famiglie disponibili. Il nostro è un intervento di emergenza. Una sorta di ospedale da campo, come dice papa Francesco». I minori si trovano a Kiev da dove un avvocato ucraino ha contattato la collega Maria Isabella Celeste, impegnata da anni anche nel campo del volontariato con i Paesi dell’Est e che collabora con l’'Associazione Camminiamo Insieme' di Palmi, la cui direzione è affidata a Maria Calogero che ha chiesto l’aiuto dei fratel Stefano. «Abbiamo mandato una dichiarazione di accoglienza all’amministrazione militare di Kiev e ho avuto la loro risposta che ringrazia per la solidarietà dimostrata e dà l’okay per il viaggio». Domenica scorsa tre pullman sono partiti da Messina, hanno fatto sosta a Polistena per scaricare letti a castello, generi alimentari, biancheria, abbigliamento, e poi sono partiti per la Polonia, esattamente verso Przemysl, dove i ragazzi sono stati trasferiti da Kiev. Con loro dodici accompagnatrici, alcune delle quali sono le mamme, ma gran parte dei minori sono soli. «Una parte dei ragazzi non hanno più genitori, altri hanno solo la mamma mentre il papà è in guerra». Su ogni pullman tre autisti, un interprete e un medico, anche per effettuare i tamponi Covid. Tra i 106 minori c’è una bambina di 3 anni, due di 6 anni, quattro di 7 anni. La fascia più numerosa è quella 13-14 anni, sia maschi che femmine, mentre da 15 anni in su sono più femmine che ragazzi. «Ci aiuteranno nell’animazione l’Azione cattolica diocesana, le scuole e gli scout dell’Agesci. Mentre l’alberghiero qui vicino preparerà i pasti per loro. Abbiamo anche un bel campo di calcetto. Sarà davvero una sinergia importante di tutto il territorio. E, ci tengo a ripeterlo, non usufruiremo del bando del governo, quindi non riceveremo rette o altro, il nostro sarà volontariato puro». Si passerà poi alla seconda fase di accoglienza diffusa. Ci sono già molte disponibilità, ma i ragazzi chiedono di non essere allontanati tra loro. Ucraina chiama, la Calabria risponde: con due Chiese, cattolica e ortodossa, che con l’aiuto di tutti gli altri attori, hanno creato un ponte. (A.M.Mira - Avvenire)