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Cei: presentato l’incontro del Mediterraneo

14 Febbraio 2022 - Roma - Si svolgerà nel segno del Sindaco Santo, Giorgio La Pira, l’Incontro dei Vescovi e Sindaci del Mediterraneo in programma a Firenze, dal 23 al 27 febbraio. L’evento – che si concluderà con la visita di Papa Francesco, vedrà la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (il 27 febbraio) e del Presidente del Consiglio, Mario Draghi (il 23 febbraio). “L’intuizione di ritrovarsi dopo la prima esperienza di Bari nel 2020, è maturata proprio a partire da La Pira che, in piena guerra fredda, avviò un percorso politico per favorire l’incontro tra gli uomini e promuovere la pace. Anche oggi c’è un bene comune del Mediterraneo costruendo il quale si pone un tassello imprescindibile per l’intera famiglia umana. I Vescovi e i Sindaci matureranno insieme proposte di vita e di serenità spirituale per tutti”, ha sottolineato il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. “Nell’orizzonte del Cammino sinodale, l’Incontro dei Vescovi, che ha per tema le città e la cittadinanza mediterranee, vuole tradurre l’idea comunionale consegnataci dal Concilio Vaticano II per attivare la partecipazione dei battezzati a discernere e attuare le soluzioni alle problematiche presenti. Saranno presenti circa 60 delegati provenienti da 20 Paesi bagnati dal Mediterraneo. L’obiettivo è elaborare, nella seduta congiunta con i Sindaci, una Carta d’intenti comune da consegnare a Papa Francesco”, ha aggiunto mons. Antonino Raspanti, Vice Presidente della CEI. “L’intento dell’Arcidiocesi è quello di preparare un’accoglienza che sia essa stessa un messaggio. La scelta del Convento di Santa Maria Novella quale sede dei lavori dei Vescovi, ad esempio, non è casuale: è stato infatti il primo insediamento dei Domenicani, come pure la cornice del Concilio di Firenze. Anche le realtà ecclesiali e religiose fiorentine saranno pienamente coinvolte, in particolare nella serata di giovedì quando sono previsti quattro appuntamenti diversi nelle principali Basiliche della città”, ha spiegato il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. “Con questo doppio appuntamento si completa il disegno lapiriano, sublimato dalla visita del Santo Padre. Sono grato alla Chiesa che è in Italia per aver scelto Firenze, al Presidente Mattarella e al Premier Draghi la cui presenza renderà ancora più memorabile la settimana fiorentina. Mai come oggi il Mediterraneo, che è culla delle nostre civiltà, viene raccontato attraverso le tragedie che vi si consumano: l’incontro dei Vescovi e dei Sindaci, che non ha precedenti, è invece un segno di speranza e di forza. Da qui partirà un appello molto forte all’Europa ad occuparsi del Mediterraneo”, ha evidenziato il Sindaco della città Nardella.

CEI: appello per la pace in Ucraina

14 Febbraio 2022 - Roma  - Quanto sta accadendo al confine tra Ucraina e Russia preoccupa il mondo intero. Il rischio concreto di una guerra – o anche solo l’ipotesi che si possa scatenare un conflitto – "turba gli animi, scuote le coscienze, aggiunge preoccupazioni alle tante che l’umanità sta già vivendo per la pandemia e per le altre 'pandemie' che attraversano il pianeta: povertà, malattie, mancanza di istruzione, conflitti locali e regionali… È responsabilità di tutti, a cominciare dalle sedi politiche nazionali e internazionali, non solo scongiurare il ricorso alle armi, ma anche evitare ogni discorso di odio, ogni riferimento alla violenza, ogni forma di nazionalismo che porti al conflitto". Lo scrive questa mattina, in un comunicato, la presidenza della Cei aggiungendo che "non c’è più posto per le armi nella storia dell’umanità! È la convinzione che ci muove alla vigilia dell’Incontro dei Vescovi e dei Sindaci del Mediterraneo che si terrà a Firenze dal 23 al 27 febbraio". "La cooperazione e il dialogo, accompagnati dalla diplomazia - sottolinea la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana -  siano regola e stile delle relazioni internazionali. E nel giorno in cui ricordiamo i santi Cirillo e Metodio, compatroni d’Europa, facciamo appello alle comuni radici nella fede cristiana, che è messaggio di pace, affinché nel Vecchio Continente ci sia sempre convivenza rispettosa, collaborazione sul piano economico, rispetto e dialogo duraturi. La pace è un bene prezioso al quale l’umanità non può e non deve mai rinunciare. Invochiamo il Signore nostro Gesù Cristo, principe della pace, e la Vergine Santissima, particolarmente venerata in Ucraina nella Basilica della Madre di Dio di Zarvanytsia, perché sia risparmiato un terribile flagello. Invitiamo tutte le Chiese d’Italia ad unirsi a questa intenzione di preghiera".

Cei, incontro vescovi Mediterraneo: il papa a Firenze anche incontro con profughi e rifugiati

11 Febbraio 2022 -

Roma - Ci sarà anche un incontro con le famiglie dei rifugiati ospitati dalla diocesi di Firenze nel programma della visita del Papa, il prossimo 27 febbraio. Programma che arriverà al culmine dell’Incontro dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo, già molto articolato, il quale inizierà il giorno 23. Francesco atterrerà nello stadio di atletica “Luigi Ridolfi” di buon mattino e alle 8.30 sarà proprio a Palazzo Vecchio, dove incontrerà i protagonisti delle giornate fiorentine, rivolgendo loro il suo discorso. Successivamente, nella Sala Leone X, Francesco saluterà alcuni sindaci e a seguire proprio il saluto ai profughi (una cinquantina di persone in tutto) nella Sala d’Armi, alle 9.30, con l’incontro con le famiglie di profughi e rifugiati. Il Pontefice celebrerà, quindi, alle 10.30, la Messa nella basilica di Santa Croce e, subito dopo, sul sagrato della piazza antistante reciterà l’Angelus. Alle 12.30 è previsto il decollo e un’ora dopo l’arrivo in Vaticano. «ll Papa torna per la terza volta a Firenze. Lo ringraziamo e siamo pronti ad accoglierlo», ha detto l’arcivescovo della diocesi fiorentina, cardinale Giuseppe Betori. «Vorremmo che l’accoglienza fosse essa stessa un messaggio», ha aggiunto, ricordando che alla messa del Papa parteciperanno circa 800 persone «con fragilità». Intenso anche il programma dei due simposi paralleli di vescovi e sindaci. Quest’ultimo, in particolare, si articolerà in quattro sessioni tematiche: cooperazione culturale, sicurezza sociale e sanitaria, tutela ambientale e migrazioni. Sabato 26 febbraio vescovi e sindaci lavoreranno in maniera congiunta, per giungere alla firma di una Carta di Firenze, documenti di intenti comuni da consegnare al Papa, come ha ricordato monsignor Raspanti. E naturalmente diversi eventi culturali accompagneranno i lavori. Come ad esempio il concerto del Maggio Musicale Fiorentino del sabato sera o la visita, nella giornata di giovedì 24 febbraio, a uno a scelta tra cinque luoghi significativi della città. Il primo (connubio tra arte e fede) è l’itinerario battistero-cattedrale museo del Duomo, dove sarà allestita una mostra sulle tre Pietà di Michelangelo: la “Bandini”, permanente a Firenze, e i calchi della “Vaticana” e della “Rondanini”, messi a disposizione dai Musei Vaticani. Il secondo luogo riguarda Giorgio La Pira con fulcro nella basilica di San Marco, dove La Pira ha vissuto gran parte della sua vita con i domenicani.  Nella basilica della Santissima Annunziata, invece, l’itinerario sarà dedicato al cardinale Elia Dalla Costa, don Giulio Facimbeni, don Lorenzo Milani e don Divo Barsotti. La basilica di Santo Spirito sarà il luogo dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, anche adesso molto vivo in città. San Lorenzo testimonierà l’impegno della Chiesa fiorentina sul versante della carità, a partire dalle Misericordie e dall’Istituto degli Innocenti, fino all’Oda e alle numerose attività della Caritas. Venerdì 25, invece, è la giornata della preghiera, con la visita all’Abbazia di San Miniato al Monte. (M.Mu.)

Cei: un incontro di pace nel segno di La Pira

8 Febbraio 2022 - Firenze - Si terrà a Firenze, dal 24 al 27 febbraio 2022, il convegno della Conferenza episcopale italiana dal tema: “Mediterraneo frontiera di pace”. L’evento segue quello che si è già tenuto a Bari nel febbraio del 2020. La scelta di Firenze, come sede del convegno, non è casuale, ma densa di significato; quest’ultima, infatti, ha sempre svolto un ruolo importante per quanto riguarda il tema della pace, del mediterraneo e dell’ecumenismo. Nel suo comunicato, inoltre, la Conferenza episcopale italiana ci ha ricordato che Firenze è la città di Giorgio La Pira, evidenziando in tal modo l’ispirazione del convegno al pensiero e alla testimonianza di colui che, a cavallo degli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso, è stato il sindaco di questa città. La seconda guerra mondiale si chiude con lo sgancio di due bombe atomiche in Giappone, un evento sconvolgente, che, tra i tanti personaggi dell’epoca, segnò in particolar modo il pensiero e l’azione politica di Giorgio La Pira. Gli inizi degli anni ’50 sono caratterizzati da una drastica corsa agli armamenti e alcuni Stati, come la Russia, annunciano di essere in possesso di bombe di gran lunga più potenti rispetto a quelle sganciate dagli Stati Uniti: veniva inaugurata l’era del nucleare. Giorgio La Pira è inorridito dall’idea che quanto accaduto a Hiroshima e Nagasaki possa nuovamente ripetersi. Il nome di ogni città è al femminile. Esse rappresentano l’utero dal quale ognuno di noi è venuto al mondo, trasmettendoci l’eredità dei padri attraverso il loro corredo di opere d’arte, tradizioni e cultura. Essendo, poi, le istituzioni più vicine alla persona umana, le città hanno anche il dono di indicarci quanto compreso e vissuto dal discernimento di chi ci ha preceduto. La Pira è convinto che la loro costruzione non è casuale, la composizione non è fortuita, in quanto sono determinate così come noi le contempliamo da un istinto universale, che si concretizza nello spazio e nel tempo. Gerusalemme, Atene e Roma, sono il modello da cui hanno preso vita le altre città e la loro perfetta sintesi si concretizza in Firenze. In qualunque parte del Mediterraneo, così come in tutta Europa e nel mondo occidentale, ogni città è stata edificata su questi modelli. La città esprime pienamente l’anelito di ogni persona, che è quello dell’armonia e della pace. Gli Stati, invece, perseguono sentieri diversi, che non incarnano il pensiero della gente che abita nelle loro città. In La Pira, l’idea della pace costituisce la finalità da realizzare nella città di Firenze, per poi contagiare tutte le altre. Animato da una tale prospettiva, egli avvia delle iniziative importanti, come il “Convegno dei sindaci di tutte le città del mondo” e i “Colloqui di pace del Mediterraneo”, prodigandosi per il dialogo ecumenico tra le tre grandi religioni monoteistiche, che ha come fine primario non l’unione religiosa, ma quella ideologica e politica. Tra il 1952 e il 1956, promuove, in piena guerra fredda, il primo “Convegno internazionale per la pace e la civiltà cristiana”, onde favorire il dialogo tra le tre grandi religioni monoteiste che hanno in Abramo un’unica radice comune: Ebrei, Musulmani e Cristiani. Nel 1955, prende il via l’iniziativa degli incontri dei sindaci delle città del mondo, i quali, proprio in quell’anno siglano, nel Palazzo Vecchio di Firenze, un patto di amicizia da cui sono nati i gemellaggi tra le varie città. Giorgio La Pira nasce il 9 gennaio del 1904 a Pozzallo (Rg), un piccolo paese che si affaccia sul Mediterraneo. Nella collocazione del suo paese natio, posizionato sul mare chiamato dai romani con l’appellativo di “mare nostrum”, si manifesta uno degli aspetti essenziali del suo pensiero: considerare il Mediterraneo non come un mare di divisione o distinzione dei popoli che si affacciano su di esso, ma come un mare d’unione, d’interdipendenza e di mondialità, proprio come l’evangelico lago di Tiberiade. Nel 1959, invitato in Russia, parla dinanzi al Soviet supremo sul disarmo e in favore della pace. In quell’occasione, nel suo discorso, affronta il tema della libertà religiosa. Il modo in cui La Pira si accosta alle problematiche della città non è di tipo descrittivo, basato sull’uso esclusivo del metodo positivista o della sociologia. Per lui, tutto ciò che è oggetto dell’osservazione deve essere indirizzato verso un fine che è il raggiungimento dell’armonia e della pace. Solo da questo processo si potrà realizzare un cammino di unione tra le città, per poi conseguire, come effetto più prossimo, l’unione degli Stati. Tale condizione, dunque, si realizza tramite la città, che costituisce l’istituzione più vicina ai bisogni della persona umana, in quanto capace di rispondere al meglio alle sue esigenze. La scelta della Conferenza episcopale italiana di celebrare in Firenze un tale convegno ci porta a ricordare l’importanza e la concretezza della riflessione lapiriana sul tema delle migrazioni nel mediterraneo, sulla questione della libertà religiosa, facendoci, infine, riflettere sulla attuale gravità della situazione determinatasi in Ucraina tra la Russia e i Paesi della Nato. (Luca De Santis)

Cei: gli auguri del card. Bassetti a presidente Mattarella

29 Gennaio 2022 -
Roma - "Nel salutare rispettosamente e con viva soddisfazione la Sua rielezione a Presidente della Repubblica, in virtù di un voto a larga maggioranza del Parlamento in seduta comune, esprimo a nome della Chiesa che è in Italia l’augurio che il Suo mandato possa dispiegarsi all’insegna di quei valori di libertà e di solidarietà contenuti nella Carta costituzionale di cui Ella è sempre stato garante attivo e rigoroso". Lo scrive in un messaggio il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella appena rieletto.
"Il Suo esempio di uomo e di statista - ha scritto ancora il porporato a nome della Chiesa che è in Italia - lo spirito di servizio e di sacrificio manifestato anche nella presente circostanza, costituiscono un punto di riferimento per tutti i cittadini al di là delle appartenenze politiche e degli schieramenti. Sono certo che nell’esercizio del Suo alto incarico non cesserà di contribuire al superamento delle disuguaglianze e delle fratture che feriscono il tessuto della comunità nazionale e che sono acuite dall’emergenza pandemica ancora in corso".
"Le assicuro - conclude -  la preghiera della Chiesa che è in Italia, confermando la più leale collaborazione nella promozione della dignità della persona umana e nel perseguimento del bene del Paese". (R.I.)

Cei: Giornata della Memoria, “mai più crimini così grandi per l’umanità!”

27 Gennaio 2022 -
ROMA - In apertura della Conferenza stampa di presentazione del Comunicato finale del Consiglio Episcopale Permanente, Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, ha dato lettura di una Dichiarazione firmata con il card. Gualtiero Bassetti, in occasione del Giorno della Memoria. Di seguito il testo.
Il 27 gennaio, data in cui, nel 1945, fu liberato il campo di Auschwitz, è per noi il Giorno della memoria, il giorno in cui ricordiamo la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché tutte le vittime di un progetto di sterminio. Questo giorno non vuole essere una semplice ricorrenza che si ripete di anno in anno, ma è anche e soprattutto un impegno per il futuro. Perché ciò che è avvenuto, non avvenga mai più. La memoria, infatti, è profondamente legata con il presente e con il futuro. Per questo è importante legarla con il racconto, soprattutto per i più giovani: ignorare una tragedia così grande per l’umanità porta all’indifferenza e al proliferare di quella cultura dello scarto, più volte denunciata da Papa Francesco. L’appello della Chiesa che è in Italia è che il Giorno della memoria sia monito per una cultura di pace, di rispetto e di fratellanza. Purtroppo, nonostante un passato così drammatico, ancora oggi facciamo esperienza quotidiana di minacce e manifestazioni di violenza. Guerre, genocidi, persecuzioni, fanatismi vari continuano a verificarsi, anche se la storia insegna che la violenza non porta mai alla pace. Oggi ribadiamo: mai più crimini così grandi per l’umanità!

Cei: al via la sessione invernale del Consiglio Permanente

20 Gennaio 2022 -
Roma - Da lunedì 24 a mercoledì 26 gennaio si svolgerà a Roma la sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana. I lavori si apriranno con l’Introduzione del Cardinale Presidente Gualtiero Bassetti e  proseguiranno con la scelta del tema principale dell’Assemblea Generale di maggio e con un approfondimento sul Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia.
All’ordine del giorno anche una riflessione sugli aspetti pastorali riguardanti le misure governative di prevenzione Covid. Seguiranno inoltre alcuni aggiornamenti sull’Incontro “Mediterraneo frontiera di pace” in programma a Firenze dal 23 al 27 febbraio 2022 e sui “ministeri” alla luce della lettera della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti del 3 dicembre 2021.rà in conferenza stampa il Comunicato finale.

CEI – Assemblea Rabbinica Italiana: definita una modalità operativa di coordinamento

18 Gennaio 2022 -
Roma - Si è tenuto ieri, presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana, un incontro istituzionale tra la CEI e l’Assemblea Rabbinica Italiana (ARI). Presenti: Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, Mons. Derio Olivero, Presidente della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo, Don Giuliano Savina, Direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, Rav Alfonso Arbib, Rabbino Capo di Milano e Presidente dell’ARI, e Rav Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma.
La data scelta, 17 gennaio,  non è casuale: si celebra, infatti, la XXXIII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cristiani ed ebrei, occasione per promuovere tra i cristiani il rispetto, il dialogo e la conoscenza della tradizione ebraica. L’incontro, che si è svolto in un clima cordiale e fraterno, è stato dedicato alla programmazione delle prossime Giornate del 17 gennaio, che saranno accompagnate da un Messaggio dei Vescovi italiani e da un Messaggio dell’ARI. Nel corso dell’incontro è stata definita una modalità operativa di coordinamento tra CEI e ARI.
«Quello di oggi – ha commentato Mons. Russo – è stato un momento importante vissuto nella giusta prospettiva offerta dalla Giornata dedicata al dialogo tra cristiani ed ebrei. Ci si è ritrovati insieme per riflettere su un percorso condiviso. Il Messaggio della CEI per questa Giornata, approvato dal Consiglio Episcopale Permanente, esprime il desiderio comune dei Vescovi di portare avanti la progettualità del nostro dialogo. Come ricorda papa Francesco nella Fratelli tutti: “Il dialogo perseverante e coraggioso non fa notizia come gli scontri e i conflitti, eppure aiuta discretamente il mondo a vivere meglio, molto più di quanto possiamo rendercene conto” (n.198). Oggi abbiamo rinnovato la volontà d’incontrarci: quando ciò avviene, ne beneficia la società. Le religioni sono sempre per la pace». «L’incontro – ha sottolineato Rav Arbib – ha rappresentato un’opportunità propizia per scambiare le nostre impressioni e le nostre opinioni. Oggi è stato definito un metodo di lavoro, che si esprimerà in un coordinamento operativo. Questo aiuterà a comprendere meglio il significato e il valore del dialogo. Ci sono infatti tante e diverse sfaccettature intorno al termine “dialogo”. Occorre capire meglio quali sono le differenze che possono creare criticità da superare oppure semplicemente da conoscere. Il dialogo parte anche dall’idea che le differenze ci sono o ci possono essere. L’auspicio è che si possa giungere a una sempre maggiore conoscenza reciproca».
Questo incontro istituzionale è seguito e accompagnato da tante iniziative promosse a livello locale per celebrare la Giornata odierna: sono espressione dell’accresciuta consapevolezza della necessità di conoscersi e confrontarsi.

Chiese in Italia: messaggio per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

17 Gennaio 2022 -  Roma - “Illuminati dal comune battesimo, insieme siamo come piccole stelle che adornano in modo intellegibile il cielo spirituale della Chiesa di Cristo e l’intero universo. Un grande oikos capace di accogliere il prossimo non come straniero ma quale fratello e sorella che cerca una famiglia dove trovare sollievo, luce e speranza”. È il “messaggio” quest’anno che le Chiese cattolica, protestanti e ortodosse in Italia rivolgono alle loro comunità per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che si aprirà domani e si svolgerà con incontri, momenti di preghiera, tavole rotonde e celebrazioni in tutta Italia. A firmare il testo sono mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, il pastore Luca Negro in qualità di presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, e il metropolita Polykarpos, arcivescovo ortodosso d’Italia e di Malta ed esarca per l’Europa meridionale (Patriarcato ecumenico). “In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo”, è il tema della Settimana scelto a livello internazionale dal Consiglio delle Chiese del Medio Oriente al quale è stato affidato il compito quest’anno di preparare e proporre i testi per le veglie di preghiera. Una terra, scrivono i responsabili delle chiese in Italia, di “fascino e sapienza” ma che “agli occhi dell’uomo di oggi” è “divenuta sinonimo di luoghi martoriati, ormai teatro di sofferenze, conflitti e guerre”. Una terra “così lontana dal nostro modo di vivere la quotidianità”, che è diventata oggi culla di “un altro tipo di Ecumenismo, che possiamo definire Ecumenismo di Martirio”. “È quella terra che produce martiri che illuminano con i loro bagliori di luce il cielo spirituale dell’intera Chiesa di Cristo. È quella terra che porta alla nostra attenzione l’esempio di una fede viva che riesce a superare le differenze che dividono Cristo, unico fondamento della nostra fede”. Ai “cristiani di quelle terre lontane”, le Chiese in Italia offrono “un omaggio di ringraziamento e un piccolo fiore che noi con devozione posiamo lì dove giacciono i nostri fratelli martirizzati per Cristo”. Durante la Settimana, i cristiani pregano per “l’unità visibile della Chiesa”. Questa preghiera si rinnova ogni anno e quest’anno – scrivono i responsabili delle Chiese – vuole lenire le “ferite” della “paura”, dell’”angoscia” e della “mancanza di fiducia verso il prossimo, che potenzialmente rischia di diventare la causa della nostra sofferenza”. Il quadro delineato nel messaggio in cui quest’anno si svolgerà la preghiera dei cristiani, è critico: “L’umanità di oggi si richiude in sè stessa, cerca di recidere i rapporti con il prossimo e vivere non soltanto in una separatezza fisica, ma in un isolamento spirituale, che fa crescere a dismisura la sua solitudine e la sua sofferenza psicofisica. Arenandosi nella loro solitudine esistenziale, gli uomini e le donne di oggi gridano a se stessi e si chiedono: ma che valore può avere la nostra preghiera davanti alle tante divisioni che strappano l’unica tunica di Cristo? Che valore può avere la preghiera di fronte al dominio della morte?”. Da qui l’invito “a pregare e a collaborare per la riconciliazione e il superamento delle nostre divisioni”.

Cei: no Green pass per le celebrazioni liturgiche ma raccomandata la mascherina FFP2

12 Gennaio 2022 - Roma - Per le celebrazioni liturgiche "non è richiesto il Green Pass, ma si continua a osservare quanto previsto dal Protocollo Cei-Governo del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico: mascherine, distanziamento tra i banchi, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote". Lo scrive la Segreteria generale della Cei in una lettera ai vescovi italiani che richiama le norme introdotte dagli ultimi decreti legge legati all’emergenza Covid. In particolare, si legge nel testo, "occorre rispettare accuratamente quanto previsto, in particolar modo: siano tenute scrupolosamente le distanze prescritte; sia messo a disposizione il gel igienizzante; siano igienizzate tutte le superfici (panche, sedie, maniglie...) dopo ogni celebrazione. Circa le mascherine, il Protocollo non specifica la tipologia, se chirurgica o FFP2; certamente quest’ultima ha un elevato potere filtrante e viene raccomandata, come peraltro le autorità stanno ribadendo in questi giorni". Quanto al catechismo, "chi è sottoposto a 'sorveglianza con testing' non potrà partecipare" pur "risultando negativo al primo test, fino all’esito negativo del secondo test da effettuarsi cinque giorni dopo il primo. Per gli operatori (catechisti, animatori ed educatori...) è vivamente raccomandato l’utilizzo della mascherina FFP2". Anche ai partecipanti alla catechesi tale tipologia di mascherina sia raccomandata e "può essere opportuno che le parrocchie tengano alcune mascherine FFP2 di scorta da far utilizzare a chi ne fosse sprovvisto o l’abbia rotta, sporca o eccessivamente usurata". La Segreteria generale, dunque, consiglia l’utilizzo delle mascherine FFP2 "per tutte le attività organizzate da enti ecclesiastici". Infine, "il personale delle Facoltà Teologiche e degli Istituti di Scienze Religiose nonché i docenti dei corsi curriculari nei Seminari sono tenuti a possedere il Green Pass rafforzato a partire dal 1° febbraio 2022".