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14 Dicembre 2021 -

Migrantes: Rapporto Asilo 2021, Guardando all’Italia

Roma - Perché il modello dell’accoglienza emancipante, integrata e diffusa non è ancora diventato il sistema di riferimento di una politica nazionale in materia di asilo? A vent’anni dalla nascita del Programma nazionale asilo (PNA), nel 2001, quanto accaduto tra 2020 e 2021 offre nuovi spunti per analizzare le contraddizioni aperte da un cammino parziale e frammentato. Il recente riordino della filiera dell’accoglienza operato dal DL 130/20, il permanere di una differenziazione dei livelli di accoglienza tra richiedenti e titolari di protezione internazionale nel SAI, l’abbandono istituzionale con la conseguente auto-organizzazione dei progetti d’accoglienza durante la pandemia di COVID-19 e, infine, la dinamica seguita alla crisi afghana hanno messo in evidenza alcuni processi generali che si sono innestati su nodi irrisolti: l’istituzionalizzazione dell’emergenza, la burocratizzazione, la privatizzazione, la ghettizzazione e la gerarchizzazione. Questi processi, e le tensioni che essi producono, colpiscono il sistema stressando le relazioni tra i diversi attori e mutando pratiche e riferimenti culturali. Minacciando così seriamente quella dimensione di dialogo e di partecipazione fra le persone accolte, gli operatori, le comunità e la società civile che costituisce l’identità e il metodo dell’accoglienza diffusa e integrata. E' quanto si legge oggi nel Report "Il Diritto d'Asilo" della Fondazione Migrantes.

La protezione speciale dopo il decreto-legge 130/2020: un’innovazione importante

Nel sistema italiano del diritto degli stranieri il permesso di soggiorno per protezione speciale è stato ampliato dalla riforma attuata con il decreto-legge n. 130/2020. Si tratta di uno strumento permanente destinato a tutelare ­‒ in modo flessibile e commisurato alle specificità di ogni situazione ‒ i diritti fondamentali, l’integrazione sociale e la regolarizzazione della condizione di soggiorno irregolare di tanti stranieri che non sono comunque allontanabili dal territorio italiano. È una forma di protezione duratura di cui sono titolari stranieri che si trovano o arrivano nel nostro Paese, anche in situazione di soggiorno irregolare, e che non abbiano tutti i requisiti per ottenere il riconoscimento della protezione internazionale o che non possono ottenere il rilascio di altri titoli di soggiorno, ma la cui condizione giuridica merita protezione per effetto di precisi obblighi internazionali o costituzionali.

Il contributo approfondisce le quattro ipotesi di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale e la sua interpretazione come strumento di regolarizzazione permanente, descrivendone anche le procedure di rilascio e la condizione giuridica di chi ne è titolare.

Una riflessione a viva voce. La dignità come fondamento dei diritti umani dei rifugiati: retorica o tutela efficace?

Dopo quella di Yagoub Kibeida una riflessione elaborata dall’autrice, Indira Meza, sulla base di riflessioni condivise nell’ambito dell’UNIRE. «Abbiamo volti, non siamo numeri. Abbiamo capacità di resilienza e il potenziale per agire positivamente sul territorio con il nostro capitale umano. Ma le politiche emergenziali vanno superate. Ci sentiamo di proporre i seguenti punti di attenzione: l’efficacia dei meccanismi che garantiscono i diritti umani dei rifugiati; l’importanza dell’interculturalità e dell’integrazione come effettiva tutela dei diritti; la promozione di una cultura del rispetto dei diritti dei rifugiati; una maggiore partecipazione attiva dei rifugiati nella società; programmi mirati che favoriscano l’occupazione e le pari opportunità; centri di formazione per rifugiati che promuovano l’innovazione sociale e l’imprenditorialitàfermare la normalizzazione della violenza sui rifugiati in situazione di vulnerabilità economica e sociale; educazione alla pacecolmare le disuguaglianze».

«Preservare la dignità di un rifugiato ‒ scrive ancora Meza ‒ è rispettare l’umanità, guardare alle generazioni future». Ma anche «salvare il pianeta».

Migrantes: Pagella in tasca, i “canali di studio” per minori rifugiati

14 Dicembre 2021 -

 

Roma - Il 15 ottobre 2021 sono arrivati in Italia i primi cinque minori non accompagnati accolti dal progetto “Pagella in tasca. Canali di studio per minori rifugiati”. Si tratta di un progetto pilota, promosso da InterSOS con un’ampia rete di partner, che mira a sperimentare un nuovo canale di ingresso regolare e sicuro per dare ai minori rifugiati l’opportunità di venire in Italia a studiare senza dover rischiare la vita nel deserto o su un barcone nel Mediterraneo. Saranno coinvolti in totale 35 minori di 16-17 anni, fuggiti dalle violenze in Darfur e rifugiatisi prima in Libia e poi in Niger. Il progetto è particolarmente innovativo 1) perché offre un “canale sicuro” a una categoria di persone (appunto i minori non accompagnati) di solito esclusa dai canali umanitari, 2) perché si basa sul rilascio di un permesso di studio non universitario per 15-17enni finora mai adoperato p er ragazzi rifugiati, e 3) perché si fonda sulla community sponsorship, attraverso il coinvolgimento di famiglie affidatarie, tutori volontari, organizzazioni del privato sociale e Comuni.

La fame di aria: l’inverno della primavera araba nel C.P.R. di Torino

Quello degli stranieri rinchiusi nei Centri di permanenza per i rimpatri italiani è - spiega oggi il Rapporto sul Diritto d'Asilo della Fondazione Migrantes -un microcosmo rimosso dall’attenzione pubblica. Requisizione dei telefoni personali, ostacoli alla comunicazione con l’esterno, divieto di estrarre copia delle cartelle cliniche, facoltà di sospensione dei colloqui senza alcun preavviso, mentre perfino le celle di isolamento sono altrettanti tasselli di un quadro vessatorio e punitivo, a cui fanno eco i quotidiani gesti di autolesionismo. Schiacciati dalla macchina del trattenimento, molti cittadini tunisini – circa metà della popolazione dei C.P.R. – denunciano il fallimento della “rivoluzione dei gelsomini” e la delusione per la nuova oppressione incontrata in Italia. L’attribuzione alla Tunisia della qualifica di “Paese di origine sicuro” e l’accordo siglato tra i due governi nell’estate del 2020 hanno irrigidito le procedure di identificazione e rimpatrio, costringendo i migranti ad azioni ancora più estreme.

Migrantes: Rapporto Asilo 2021, dal mondo con lo sguardo rivolto all’Europa

14 Dicembre 2021 -

Roma - «Le migrazioni contemporanee ci offrono l’opportunità di superare le nostre paure per lasciarci arricchire dalla diversità del dono di ciascuno. Allora, se lo vogliamo, possiamo trasformare le frontiere in luoghi privilegiati di incontro, dove può fiorire il miracolo di un noi sempre più grande». (dal Messaggio di papa Francesco per la GMMR 2021)

Da un lato la capacità di visione di papa Francesco, che ci invita a camminare insieme per raggiungere pace e giustizia e che individua proprio nell’abbattimento dei “muri” e nella capacità di saper costruire legami e ponti due degli strumenti più efficaci per costruire futuro. Dall’altro, le scene d’“attualità” che ci arrivano dalle diverse frontiere di terra e di mare dell’Occidente: le carovane di persone che dal Centro America cercano una speranza di vita negli Stati Uniti; i profughi in fuga da Paesi devastati (Siria, Iraq, Afghanistan) che non riescono a trovare un’accoglienza dignitosa tra le violenze e le umiliazioni della rotta balcanica; le navi con le persone appena salvate in mare tenute fuori dai porti; i rifugiati e i migranti bloccati sulla frontiera tra Bielorussia e Polonia, pedine prigioniere delle tensioni tra Minsk, Varsavia e Bruxelles e tenute a distanza con idranti e lacrimogeni da migliaia di militari...

Si interroga su questa contraddizione  la quinta edizione del rapporto che la Fondazione Migrantes dedica al mondo dei richiedenti asilo, dei rifugiati e delle migrazioni forzate con il titolo Gli ostacoli verso un noi sempre più grande (Tau Editrice 2021, pp. 360), presentato questa mattina a Roma.

Si legge nell’Introduzione, con lo sguardo e il pensiero rivolto in particolare ai confini orientali dell’UE e alle cronache delle ultime settimane: «Come è stato possibile, in così pochi anni, che l’Unione Europea si trasformasse da terra pensatrice e promotrice dei diritti umani a terra che li viola così palesemente, arrivando ad “attaccare” poche migliaia di persone in cerca di protezione e aiuto?».

Il rapporto, scandito in quattro parti, riprende nel titolo il Messaggio di papa Bergoglio per la 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato e i suoi 12 contributi sono curati da un’équipe di autori che, oltre ad essere  studiosi di questi temi, nel corso degli anni hanno seguito e continuano a seguire concretamente i richiedenti asilo e i ri­fugiati nei loro percorsi in Italia.

Le prime tre parti sono corredate di altrettante sezioni di dati statistici e schede sulle migrazioni forzate e il diritto d’asilo nel mondo, in Europa e nel nostro Paese.

2020-2021: il COVID-19 non ferma guerre, violenze e disuguaglianze

La pandemia di COVID-19 ha reso ancora più gravoso qualsiasi motivo, qualsiasi spinta a lasciare la propria casa, la propria terra. Dai conflitti alle persecuzioni, alla fame, all’accesso alle cure mediche fino alla possibilità di frequentare una scuola, il COVID-19 ha inasprito il divario fra una parte di mondo che vive in pace, si sta curando, tutelando e sopravvivendo e un’altra che soccombe, schiacciata da una disparità crudele. Ma almeno in tutto il 2020, l’Italia e l’Europa - spiegano i ricercatori -  hanno rappresentato un’eccezione in controtendenza rispetto alla situazione globale: mentre nel mondo il numero delle persone in fuga continuava ad aumentare, fino a una stima di 82,4 milioni, nel nostro continente si sono registrati meno arrivi “irregolari” di rifugiati e migranti (- 12% rispetto al 2019) e meno richiedenti asilo (crollati di ben un terzo).

Diritto d’asilo e gestione delle frontiere interne nella politica dell’UE

L’accordo di Schengen con le sue frontiere aperte è una delle conquiste più preziose dell’Unione Europea. Però negli ultimi anni lo “spazio Schengen” si è via via allontanato da questa visione: alcuni Paesi infatti – tra cui Germania, Francia, Austria, Norvegia, Svezia e Danimarca – hanno reintrodotto in modo permanente (ma anche discutibile sul piano legale) i controlli alle rispettive frontiere interne all’UE. Questo contributo esplora il legame fra area Schengen e le politiche europee sull’asilo, ma anche le conseguenze della reintroduzione dei controlli, in particolare sulla frontiera italo-francese di Ventimiglia.

La proposta di Patto europeo su immigrazione e asilo: la (non) riforma

La Commissione Europea a guida von Der Leyen ha presentato nell’autunno 2020 la sua proposta di riforma del sistema europeo d’asilo. “Approccio globale” e “nuovo meccanismo di solidarietà” sono le parole chiave per comprendere l’impostazione del Patto. Ma scavando appena sotto la superficie si scopre come le sue proposte concrete mescolino e sovrappongano ambiti che dovrebbero rimanere distinti. E, soprattutto, se ne deduce che l’obiettivo principale è quello di gestire con un unico approccio qualsiasi pressione migratoria sugli Stati membri. In questa nuova ottica la nozione di solidarietà assume un significato non più legato a una condivisione delle responsabilità nella gestione di un sistema d’asilo comune regolato da precise normative, ma piuttosto le sembianze di iniziative politiche imprecisate e però ben finalizzate a ostacolare o impedire l’accesso dei rifugiati in Europa. La proposta della Commissione stravolge, ridicolizzandola, la nozione di solidarietà, e dà forza a coloro che non vogliono alcuna effettiva equa ripartizione delle responsabilità. Una non riforma, dunque, non solo inutile ma oltremodo pericolosa.

Le politiche europee e il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo: il punto di vista dei rifugiati

«Nonostante le evidenze mostrino che l’Europa non è sotto invasione, la politica europea continua a essere ostile verso i rifugiati», denuncia Yagoub Kibeida dell’associazione UNIRE (Unione nazionale italiana per rifugiati ed esuli). Questa ostilità si traduce concretamente nei pushback (i respingimenti di richiedenti asilo ai confini), in dinamiche di esclusione e nelle pratiche di esternalizzazione del controllo delle frontiere.

Dopo aver passato in rassegna l’Agenda europea sulla migrazione, le proposte di riforma del Sistema europeo comune di asilo (CEAS) del 2016 e il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, l’autore li pone a confronto con quanto l’UNHCR, sempre nel 2016, aveva proposto nel documento Una protezione migliore per i rifugiati nell’Unione Europea e nel mondo.

Ne emerge che gli obiettivi tratteggiati in quest’ultimo testo rimangono «ad oggi disattesi e ampiamente ignorati. Così come le sperimentazioni italiane di corridoi umanitari e corridoi per studenti rifugiati che – se diffuse su ampia scala – permetterebbero un accesso sicuro dei rifugiati all’Europa. Non ci resta che sperare che la Commissione Europea possa cambiare il suo approccio, anche grazie alla consultazione con gli esperti rifugiati».

Migrantes Brescia: il 16 dicembre la presentazione del Rapporto Italiani nel mondo

13 Dicembre 2021 - Brescia – Su iniziativa della Migrantes di Brescia sarà presentato, Giovedì 16 dicembre alle ore 18, il “Rapporto Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes. A presentarlo la curatrice Delfina Licata mentre durante la serata porteranno una testimonianza le Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth della comunità di Peterborough (Inghilterra). Modererà l’incontro Giuseppe Ungari, vicedirettore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Brescia. L’evento sarà trasmesso sul Canale YouTube e sulla pagina Facebook del settimanale diocesano “La Voce del Popolo”.

Migrantes: Il diritto d’asilo. Report 2021, “Gli ostacoli verso un noi sempre più grande”

10 Dicembre 2021 - Roma - Adam ha 16 anni e un sogno, quello di diventare medico. È nato in un campo profughi in Darfur. A 11 anni è fuggito dal Sudan da solo, e da allora ha perso i contatti con la sua famiglia. In Libia ha lavorato nei campi in condizioni di schiavitù e per alcuni mesi è stato rinchiuso in un centro di detenzione. Per sfuggire alle violenze e ai conflitti nel Paese è andato in Niger, dove è stato accolto in un campo per rifugiati ad Agadez. Bloccato in mezzo al deserto, senza poter andare a scuola e senza prospettive, Adam ha visto tanti suoi coetanei partire verso la Libia, in cerca di un imbarco per l’Europa. Il Niger, il Paese con l’indice di sviluppo umano più basso al mondo, è stato per anni uno snodo cruciale dei flussi migratori verso il Mediterraneo. Ma dal 2015 le politiche dell’UE hanno determinato la chiusura delle frontiere verso nord, aumentando di molto i rischi per chi prova ad attraversare il Sahara. Tuttavia la sorte di Adam è stata diversa: il 15 ottobre 2021 è potuto partire in aereo direttamente per l’Italia, insieme ad altri quattro ragazzi, nell’ambito del progetto “Pagella in tasca-Canali di studio per minori rifugiati”, promosso da InterSOS in partenariato, fra gli altri, con l’UNHCR e la Fondazione Migrantes. Dopo aver trascorso un mese in una struttura di prima accoglienza a Torino, è stato accolto da una famiglia affidataria e finalmente ha iniziato ad andare a scuola. “Pagella in tasca” porterà in Italia dal Niger, con il suo nuovo canale di ingresso legale e sicuro, ancora altri 30 minori non accompagnati. È un vero progetto pilota creativo e innovativo (anche se rimane una goccia nel mare dei rifugiati e migranti che, dall’inferno e dalle spiagge di Libia, tentano la sorte sulla rotta “illegale” e pericolosa del Mediterraneo centrale: da gennaio all’inizio di novembre 2021 vi hanno già perso la vita o sono rimasti dispersi in oltre 1.200, contro i 1.000 stimati in tutto il 2020). E viene raccontato nel volume fresco di stampa Il diritto d’asilo. Report 2021. Gli ostacoli verso un noi sempre più grande (Tau Editrice 2021, pp. 360, euro 20,00), che sarà presentato a Roma il prossimo 14 dicembre. Questo rapporto, promosso dalla Fondazione Migrantes, è ormai giunto alla quinta edizione e oggi è l’unico in Italia dedicato specificamente al mondo dei richiedenti asilo, dei rifugiati e delle migrazioni forzate. Con una forte centratura sull’Europa e sul nostro Paese, offre saggi e contributi che affrontano questi argomenti da prospettive inedite e multidisciplinari, oltre ad aggiornamenti statistici mirati. L’edizione 2021 riprende nel titolo il Messaggio di papa Bergoglio per la 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (il testo viene riportato integralmente nel volume) e i suoi 12 contributi sono curati da un’équipe di autori che, oltre ad essere studiosi di questi temi, nel corso degli anni hanno seguito e continuano a seguire concretamente i richiedenti asilo e i rifugiati nei loro percorsi in Italia, o sono essi stessi rifugiati. Come negli anni scorsi, ha contribuito alla realizzazione del rapporto la redazione dell’osservatorio Vie di fuga. Quattro le parti che scandiscono il volume: “Dal mondo con lo sguardo rivolto all’Europa”, “Tra l’Europa e l’Italia”, “Guardando all’Italia” e un “Approfondimento teologico”. Questi invece i temi dei contributi: 2020-2021, il COVID-19 non ferma guerre, violenze e disuguaglianzeUltima fermata Schengen? Diritto d’asilo e gestione delle frontiere interne nella politica dell’UELa proposta di Patto europeo su immigrazione e asilo: la (non) riformaLe politiche europee e il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo: il punto di vista dei rifugiatiL’affido omoculturale dei minori stranieri non accompagnati: il sistema olandese e quello italiano a confrontoPagella in tasca: i “canali di studio” per minori rifugiatiLa fame di aria: l’inverno della primavera araba nel C.P.R. di TorinoIl sistema di accoglienza tra distruzione e riforme a pezzi: a che punto siamo?La protezione speciale dopo il decreto-legge 130/2020: un’innovazione importanteUna riflessione a viva voce. La dignità come fondamento dei diritti umani dei rifugiati: retorica o tutela efficace?Arte, pratiche e saperi: “Trame migranti” a MessinaFratelli tutti” migranti. Le prime tre parti del rapporto sono accompagnate da altrettante sezioni statistiche con graficitabelle e schede di dati e fatti” sulle migrazioni forzate e il diritto d’asilo nel mondo, nell’UE e in Italia, con numeri e serie storiche aggiornate a buona parte del 2021: dall’impatto del COVID-19 sulla protezione internazionale ai drammi vissuti ogni giorno da milioni di persone in fuga da guerre, persecuzioni, violenze, climate change. Dai “grandi dati” su arrivi e sbarchi alle stime sui morti e i dispersi alle frontiere dell’UE (dalle Canarie a Cipro, dalla nuova frontiera esterna della Manica ai gelidi confini con la Bielorussia, al collo di bottiglia misero e violento della rotta balcanica). Dai numeri sui richiedenti protezione in Europa e in Italia agli esiti che essi ottengono, all’applicazione del regolamento “Dublino III”. Dalle lodevoli (ma limitate) iniziative di reinsediamento, ricollocazione, evacuazione umanitaria e dei “corridoi umanitari” all’accoglienza che il nostro Paese offre a richiedenti e rifugiati. Senza dimenticare fenomeni opachi e inquietanti che non possono essere taciuti, come, in questo 2021, l’escalation dei migranti intercettati dalla Guardia costiera “libica” e di quelli rinchiusi nei famigerati centri di detenzione del Paese nordafricano, i respingimenti sommari e illegali nei Balcani e dalla Grecia, la criminalizzazione delle ONG... Rispetto all’edizione 2020 si aggiungono quest’anno dati e schede sulla situazione dello sradicamento forzato nel mondo alla metà del 2021, sulla situazione in Afghanistan (incluse le gravi responsabilità dell’Occidente in questo disastro umanitario, certo, ma anche geo-politico), sulle procedure “di frontiera” e “accelerata” in Europa, sui minori non accompagnati richiedenti protezione nell’UE e sui ricorsi in materia d’asilo e sulle vittime di tratta in Italia. Ad arricchire le pagine del volume, infine, una serie di fotografie a colori del fotografo indipendente Alessio Mamo, che ritraggono cittadini afghani a Kabul e in diversi contesti di migrazione, in Bosnia, a Lesbo e a Calais.  «Nei giorni in cui viene chiuso questo rapporto la tentazione di farsi prendere dallo sconforto e da un senso di impotenza è davvero alta – tirano le somme, nelle Conclusioni, le curatrici del volume Mariacristina Molfetta e Chiara Marchetti –.  La vecchia Europa sembra sempre più chiusa in se stessa e pochi sono gli spiragli di speranza, sia che si guardi ai singoli Stati, sia che si considerino le politiche dell’Unione. Entrare in Europa sarà sempre più difficile, costoso pericoloso. Il tema della solidarietà rimane quasi solo una questione di principio, sia a livello globale, sia a livello di Unione, sia ancora a livello interno dell’Italia. Non possiamo però arrenderci supinamente a questo scenario, e ci preme quindi richiamare anche i pochi ma significativi aspetti positivi che si affacciano timidamente alla ribalta e che hanno bisogno di tutta la nostra fiducia e tenacia per poter prosperare: l’introduzione della nuova protezione speciale, le vie sperimentali per l’accesso legale e sicuro nel nostro Paese di minori attraverso i visti per studio, e il protagonismo dei rifugiati che iniziano a prendere pubblicamente parola nel dibattito pubblico e scientifico. Possono forse sembrare piccoli lumi in un panorama fosco e disperante, ma dimostrano che il cambiamento è sempre possibile e che va costruito giorno per giorno, mettendo insieme risorse e volontà plurali e trasversali».  
  Il programma della presentazione in presenza e on line   Martedì 14 dicembre 2021 - ore 10.00 nell’aula magna di Casa La Salle, via Aurelia 472, 00165 - Roma Ingresso libero sino a esaurimento dei posti con green pass   e in diretta streaming sul canale Youtube: youtube.com/ChiesaCattolicaItaliana e sul profilo Facebook: facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana della Conferenza Episcopale Italiana   Gli interventi Stefano Russo, segretario generale della CEI Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes Cristina Molfetta e Chiara Marchetti, curatrici del rapporto Yagoub Kibeida dell’associazione UNIRE Michele Rossi della rete Europasilo Franco Nero, Attore Modera Duccio Facchini, direttore del mensile Altreconomia​

Migrantes: il rapporto Asilo su “Gli ostacoli verso un noi sempre più grande”

9 Dicembre 2021 - Roma - “Gli ostacoli verso un noi sempre più grande” è il titolo della nuova edizione del report “Il diritto d’asilo” della Fondazione Migrantes, che sarà presentato il 14 dicembre a Roma (ore 10, aula magna di Casa La Salle). Interverranno, tra gli altri, mons. Stefano Russo, segretario generale Cei; mons. Gian Carlo Perego, presidente Fondazione Migrantes; Cristina Molfetta e Chiara Marchetti, curatrici del volume; Yagoub Kibeida, Michele Rossi e l'attore Franco Nero.

Mon. Perego: il viaggio del Papa a Cipro e in Grecia è anche un appello concreto all’Europa

9 Dicembre 2021 - Roma -  Il viaggio a Cipro e in Grecia è anche un appello concreto all’Europa, a tutti i Paesi che formano la “casa comune” europea, a "superare interessi nazionali e considerazioni politiche per rimettere al centro, nella politica migratoria, la dignità della persona migrante". Lo scrive oggi mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, in un editoriale per il settimanale "Famiglia Cristiana" in uscita oggi.  Il viaggio diventa - scrive mons. Perego -  così "una critica aperta allo scandalo di 10 muri che si sono alzati ai confini dei Paesi europei e a un accordo continuamente rimandato per rivedere il regolamento di Dublino con l’impegno alla distribuzione dei richiedenti asilo e rifugiati in tutti i 27 Paesi europei. Da Lesbo, in comunione con le altre Chiese cristiane, può rinascere l’Europa della solidarietà". Il presidente della Migrantes evidenzia come il viaggio sia stato preceduto dall’incontro in Santa Marta con 12 rifugiati accompagnati dall’elemosiniere e dall’incontro con 15 profughi ospitati presso la parrocchia di Santa Maria degli Angeli di Fiumicino e come il papa, nell'Angelus  di domenica 28 novembre abbia ricordato con "sofferta partecipazione i migranti morti nel Canale della Manica e i migranti che continuano a morire nelle acque del Mediterraneo, come anche la situazione drammatica al confine tra Polonia e Bielorussia che si unisce al dramma dei migranti della Rotta balcanica". Il Papa "unisce sempre alle parole i fatti, i gesti ai discorsi, per rendere credibile il messaggio della Chiesa. Laddove ci sono sofferenza, un’umanità ferita per le privazioni, le violenze, la fuga da guerre e cambiamenti climatici, ha ricordato il Papa sempre all’Oim, non possono prevalere le considerazioni diplomatiche, non si possono semplicemente 'difendere le agende politiche'". (R.Iaria)

Migrantes Bergamo: il 13 dicembre la presentazione del Rapporto Immigrazione

7 Dicembre 2021 - Bergamo - Sarà presentato il prossimo 13 dicembre a Bergamo, la XXXma edizione del Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. L'iniziativa è promossa da Fileo, Centro studi e formazione sulla mobilità umana e l'intercultura, il progetto della Diocesi di Bergamo animato da Ufficio Migrantes, Caritas, Centro Missionario e Fondazione Bernareggi. L'incontro, alle 17.00, presso l’Abbazia di San Paolo d’Argon (via del Convento, 1) vedrà, dopo l’introduzione di don Sergio Gamberoni, direttore Migrantes della diocesi e don Roberto Trussardi, direttore della Caritas Diocesana Bergamasca, l'intervento di Simone Varisco della Fondazione Migrantes. A concludere il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi. L'incontro sarà trasmesso anche in diretta Facebook sulla pagina del Centro Studi Fileo.  

Caritas: don Marco Pagniello nuovo direttore. Gli auguri della Migrantes

25 Novembre 2021 -
Roma - Don Marco Pagniello della diocesi di Pescara-Penne è il nuovo direttore di Caritas italiana. Lo ha nominato il Consiglio Permanente della Cein riunitosi a Roma durante i lavori dell'Assemblea Straordinaria della Cei conclusasi oggi a Roma. 
A don Pagniello gli auguri di un proficuo lavoro da parte della Fondazione Migrantes. (R.I.)

Mons. Perego agli operatori dello spettacolo viaggiante: “testimoni del Vangelo in questo tempo che vede la Chiesa in cammino, in sinodo”

19 Novembre 2021 - Padova – Si conclude, questa mattina a Padova, il convegno nazionale Migrantes sulla pastorale per lo spettacolo viaggiante. Al centro il tema “la Chiesa tra i viaggianti. Ieri gli oltre 30 partecipanti provenienti da altrettante diocesi italiane hanno visitato Bergantino, la “città delle giostre” e incontrato i rappresentati delle istituzioni e i lavoratori delle diverse aziende del settore. “E’ una gioia incontrare voi, cari operatori e operatrici del mondo dello spettacolo viaggiante, soprattutto in questo luogo, Bergantino, dove si respira dappertutto, grazie alle numerose imprese di attrazioni, l’aria della gioia che portate nelle feste, nelle sagre, nei nostri paesi, ancora segnati dalla tristezza e dal lutto di una pandemia che non è ancora finita”, ha detto al termine della giornata mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, durante la celebrazione eucaristica.  Una pandemia che ha – ha aggiunto – “limitato pesantemente le relazioni e che, per questo, ha segnato gravemente anche la vita e il lavoro di un mondo, come il vostro, che vede al centro l’incontro, le relazioni”. “Care sorelle, cari fratelli, riconosciamo il tempo presente come il tempo in cui Dio continua a visitarci e ci regala la strada della salvezza. Mettiamoci – ha detto ancora mons. Perego - in cammino con i nostri fratelli e sorelle del mondo dello spettacolo viaggiante, con lo stile del Buon samaritano”. E’ questa dedizione, questa prossimità, questa responsabilità, da sperimentare nei luoghi e con le persone e le famiglie del mondo dello spettacolo viaggiante, che “fa di noi i testimoni del Vangelo in questo tempo che vede la Chiesa in cammino, in sinodo”, ha quindi concluso il presule: “S. Giorgio, patrono di questa comunità di Bergantino, che ha saputo lottare con il male e vincerlo, ci aiuti nel cammino di ogni giorno, pieno di insidie, di compromessi, di omissioni, ma anche ricco delle gioie e delle speranze che il mondo dello spettacolo viaggiante, con semplicità e libertà, sanno regalare”.