Tag: Fondazione Migrantes

GMMR: nelle Marche le celebrazioni principali

6 Maggio 2021 - Roma - Le celebrazioni ufficiali della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato si svolgeranno quest’anno nelle Marche. L’iniziativa è della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes che proprio in questa regione promuoverà, dal 23 al 27 agosto, a Loreto, in collaborazione con il SIMI (Scalabrini International Migration Institute),  il Corso di Alta Formazione sul tema “Costruire e custodire la casa comune” con la partecipazione di vescovi, direttori Migrantes, operatori di diverse diocesi italiane. Un santuario, quello di Loreto, che ogni anno accoglie il pellegrinaggio regionale dei migranti.  Nelle Marche anche la celebrazione eucaristica nazionale c che si svolgerà domenica 26 settembre, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Attualmente nelle Marche risiedono 136mila cittadini stranieri, il 9% della popolazione mentre i cittadini marchigiani  residenti all’estero sono 155mila con una incidenza sulla popolazione marchigiana pari al 10%.  (Raffaele Iaria)

Mons. Di Tora: “tragedie del mare, basta indifferenza. Servono misure a livello mondiale”

27 Aprile 2021 -

Di Tora (Migrantes), “tragedie del mare, basta indifferenza. Servono misure a livello mondiale”

E’ un invito alla corresponsabilità e all’impegno concreto a livello europeo e mondiale sul tema delle migrazioni, per evitare altre tragedie del mare, quello di monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes della Cei. A pochi giorni dall’ennesimo naufragio al largo della Libia, nel quale hanno perso la vita almeno 130 persone il presidente della Migrantes chiede “una presa di coscienza europea. Dal punto di vista mondiale l’Onu deve farsi carico di questa realtà”. “Dobbiamo veramente sentirci tutti corresponsabili in questa situazione – dice al Sir -. E’ un discorso che non può essere ridotto a problema nazionale, è un fatto che riguarda il mondo intero. Le migrazioni non sono solo dall’Africa verso l’Europa, pensiamo al flusso nelle Americhe verso nord, alle persone che migrano nell’estremo Oriente, in Australia e Nuova Zelanda. E’ un fenomeno mondiale nel quale dobbiamo inserire il nostro impegno”. Secondo monsignor Di Tora “il fenomeno non è solo nazionale e non deve riguardare solo la buona volontà di alcune Ong. Deve essere una presa di coscienza europea. Dal punto di vista mondiale l’Onu deve farsi carico di questa realtà”. Il presidente della Migrantes immagina una possibile operazione dell’Onu “come una presa di corresponsabilità da parte di tutte le nazioni, sia in una collaborazione tipo i corridoi umanitari da dove partono a dove arrivano. E un intervento nelle nazioni dove c’è maggiore povertà, per permettere alle persone di restare e impegnarsi per migliorare la loro situazione. Perché è chiaro che dove c’è ancora povertà la gente tenderà a emigrare”.  Monsignor Di Tora auspica anche “maggiore impegno” sul fronte dei vaccini ai migranti: “Il Papa ha dato l’esempio andando personalmente verso i più poveri nel giorno del suo onomastico. I più fragili non devono essere abbandonati”.

Migrantes: cordoglio per l’ennesima strage nel Mediterraneo

23 Aprile 2021 - Roma - La Fondazione Migrantes "esprime dolore e sdegno per l’ennesima strage – circa 130 persone, fra cui donne e bambini -  avvenuta nel Mediterraneo, nel canale di Sicilia. Che questa ennesima tragedia - si legge in una nota - provochi in noi un sussulto di umanità e d’impegno a creare canali legali e sicuri di ingresso, come già auspicato dal Global Compact del dicembre 2019 voluto dalle Nazioni Unite".

La Migrantes e la Giornata Internazionale del Circo

16 Aprile 2021 - Roma - Si celebra sabato 17 aprile la “Giornata Mondiale del Circo”, “il World Circus Day”. La Fondazione Migrantes, chiamata ad annunciare il Vangelo al mondo dei Viaggianti, è stata vicina in questi mesi di pandemia ai fratelli e alle sorelle circensi. Nel ringraziare tutti gli operatori impegnati su questo fronte pastorale, il direttore generale, don Giovanni De Robertis, rivolge un pensiero al mondo del circo e dello spettacolo viaggiante, ricordando l’importanza del cammino compiuto insieme alla Chiesa che è in Italia. “Se, come ebbe a ricordare papa Francesco, la festa e la letizia sono segni distintivi della vostra identità – afferma don De Robertis – auguro che presto possiate riprendere la vostra missione di portare gioia e festa nelle nostre comunità. Ogni momento di letizia è sempre segno della presenza di Dio nella nostra vita e, come amava ripetere don Tonino Bello, il Signore ci dona quello che non abbiamo: il coraggio di sognare! Abbiamo tutti bisogno di sognare per non lasciarci sopraffare dalla paura e dallo smarrimento causati dalla pandemia. Cari fratelli circensi, ricordiamoci che Dio è sempre dalla nostra parte”. (R.Iaria) ​

La Migrantes per la Giornata nazionale del Circo

15 Aprile 2021 - Roma - Si celebra sabato 17 aprile la “Giornata Mondiale del Circo”, “il World Circus Day”. La Fondazione Migrantes, chiamata ad annunciare il Vangelo al mondo dei Viaggianti, è stata vicina in questi mesi di pandemia ai fratelli e alle sorelle circensi. Nel ringraziare tutti gli operatori impegnati su questo fronte pastorale, il direttore generale, don Giovanni De Robertis, rivolge un pensiero al mondo del circo e dello spettacolo viaggiante, ricordando l’importanza del cammino compiuto insieme alla Chiesa che è in Italia. “Se, come ebbe a ricordare papa Francesco, la festa e la letizia sono segni distintivi della vostra identità – afferma don De Robertis – auguro che presto possiate riprendere la vostra missione di portare gioia e festa nelle nostre comunità. Ogni momento di letizia è sempre segno della presenza di Dio nella nostra vita e, come amava ripetere don Tonino Bello, il Signore ci dona quello che non abbiamo: il coraggio di sognare! Abbiamo tutti bisogno di sognare per non lasciarci sopraffare dalla paura e dallo smarrimento causati dalla pandemia. Cari fratelli circensi, ricordiamoci che Dio è sempre dalla nostra parte”.

Migrantes: il racconto di un viaggio in Niger “frontiera della di-speranza”

31 Marzo 2021 - Roma - «Il racconto di un ministro degli Interni, l’ardore di un vescovo che si batte con coraggio, le grida di alcune madri in una lingua per noi incomprensibile, ma eloquente nelle espressioni del corpo e del volto, spiegano e convincono sulla verità di quelle parole. Sono le tante vite lacerate che abbiamo incontrato, tra le quali molti fuggono dalla guerra, da persecuzioni, da catastrofi naturali, altri, con pieno diritto, sono alla ricerca di opportunità per sé e per la propria famiglia, perché sognano un futuro migliore e desiderano creare le condizioni perché si realizzi». È quanto scrive il vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Antonino Raspanti, introducendo il volume “Niger. Frontiera della di-speranza” pubblicato in questi giorni dalla Fondazione Migrantes dopo il viaggio di una delegazione dell’Organismo pastorale della CEI nel paese africano.  Il viaggio si è svolto tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio scorso: insieme a mons. Raspanti, mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Piemonte e Valle d’Aosta, il direttore generale della Migrantes, don Giovanni De Robertis, Mariacristina Molfetta dell’Ufficio Ricerca e due giornalisti. Per mons. Raspanti quando incontri questi «“migranti” (sostantivo generico e impersonale) in un campo profughi, bloccati da anni, con nulla più alle spalle e il muro avanti a sé, comprendi il grido, spesso scomposto, del loro dolore. Questo, probabilmente, è il vero vantaggio che traggo dal viaggio – scrive - per quanto avessi sentito raccontare dalla viva voce dei migranti», approdati in Sicilia dei «lunghi e strazianti viaggi, pieni di torture e di ruberie, di sogni e di morte». È stata – ha sottolineato il direttore generale della Migrantes – una visita alla piccola comunità cristiana presente in quel Paese: i cattolici sono appena 35mila, di cui circa 5mila nigerini e il resto sub-sahariani, su una popolazione di oltre 23 milioni di abitanti e un territorio circa cinque volte l’Italia. È stato scelto il Niger – sottolinea don De Robertis - perché questo Paese è «diventato il punto di passaggio obbligato per tutti i subsahariani che vogliono arrivare in Libia e poi in Europa. Perché qui, nel campo di Hamdallaye nel deserto a circa 30 chilometri da Niamey, si trovano quei minori soli che le Nazioni Unite hanno salvato dai campi di detenzione libici, insieme ad altre centinaia di persone, e che noi speriamo possano arrivare presto in Italia per motivi di studio e ricominciare a vivere». Si tratta di un progetto di INTERSOS, che ha già trovato a Torino le scuole e le famiglie affidatarie disposte ad accoglierli e che la Chiesa italiana ha finanziato attraverso la campagna “Liberi di partire, liberi di restare”. Mons. Pastaro racconta che mentre ascoltava le loro storie gli sono «tornate in mente alcune immagini che ritraggono la discesa di Gesù agli inferi. Mi pareva di vedere il Signore chinato sulla porta degli inferi, quasi una botola nel terreno, che con la sua mano “tira fuori” ad uno ad uno gli innocenti caduti negli inferi. Così mi parevano queste persone: tirate fuori ad una ad una, tirate fuori dall’inferno delle guerre, delle violenze, delle ingiustizie e delle discriminazioni che hanno patito nei loro Paesi. Ma anche tirate fuori da quell’abisso di male e crudeltà che si sono rivelati i centri di detenzione della Libia. Persone torturate, schiavizzate, violentate, fatte oggetto di folle crudeltà. Tutto questo, per estorcere ulteriore denaro a chi non ne ha, è debole e non può difendersi. La crudeltà disumana di cui sono stati oggetto – sottolinea il vescovo di Asti - inquieta profondamente e sentirla narrare dalle vittime, fra lacrime e singhiozzi, è stato entrare nel terribile abisso del male. Ora sono lì, in salvo, nell’area attorno all’ingresso dell’inferno. Lì in attesa di poter riprendere una vita in cui le aspirazioni, quelle semplici, di normalità, possano intravvedere vie di realizzazione».  (R. Iaria)   CoverNiger_

Migrantes: in distribuzione il nuovo numero di “Servizio Migranti”

29 Marzo 2021 - Roma – “Il Vangelo tra i Rom”: questo il titolo di un incontro tra gli operatori pastorali di settore della Fondazione Migrantes che si è svolto nel settembre scorso. Gli atti di quel convegno sono oggi stati raccolti nel nuovo numero del trimestrale dell’Organismo pastorale della CEI “Servizio Migranti”. «Siamo molto diversi fra noi – per idee, esperienza, età, provenienza – ed è bene che sia così, ma accomunati da una stessa passione, da uno stesso amore. L’amore per il Vangelo e per il popolo Rom che abbiamo incontrato in modi e tempi diversi, ma che per noi non è un concentrato dei vizi umani, ma una ricchezza, anche se a volte sfigurata, che non deve andare perduta», scrive nell’editoriale della rivista il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis. Nel numero di “Servizio Migranti” anche un lungo articolo che ripercorre i lavori del Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero” durante lo scorso anno. (R. Iaria)  

Migrantes: oggi il 50° di ordinazione sacerdote di mons. Di Tora

14 Marzo 2021 - Roma - Il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes festeggia oggi cinquant' anni di ordinazione sacerdotale. Il presule, ausiliare della diocesi di Roma, è stato infatti ordinato presbitero il 14 marzo 1971. «E' un momento particolarmente significativo il traguardo dei 50 anni di sacerdozio che ha segnato profondamente il Suo cammino pastorale denso di impegni e responsabilità», hanno scritto in un messaggio il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis e i dipendenti dell'organismo pastorale della Cei: «Un percorso di vita dedicato alla Sua sollecitudine verso i più deboli, i migranti, gli emarginati, prima in Caritas e oggi in Migrantes. Noi siamo certi che nel prosieguo della Sua vita pastorale resterà intatta questa attenzione alla prossimità e, nonostante le complicate sfide che l’attualità ci presenta, l’aiuto del Signore rafforzerà il senso di abnegazione e di fiducia verso un cammino di piena serenità. Ed è proprio su questa certezza che noi della Migrantes intendiamo ringraziarLa per gli anni di fervida vicinanza e Le formuliamo per il Suo 50° di sacerdozio gli auguri più cari e un futuro cammino di fede prospero e di piena letizia». Nato a Roma il 2 agosto 1946 e ordinato sacerdote  il 14 marzo 1971, mons. Di Tora è stato eletto alla Chiesa titolare di Zuri e nominato vescovo ausiliare di Roma il 1° giugno 2009 e vescovo l'11 luglio 2009. Presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons. Di Tora è anche segretario della Conferenza Episcopale Laziale ed è membro della Congregazione delle Cause dei Santi. Questa mattina è prevista, nella Basilica di Santa Cecilia a Roma una celebrazione eucaristica di ringraziamento. (Raffaele Iaria)

Migrantes: in distribuzione il numero di Marzo della rivista “MigrantiPress”

5 Marzo 2021 -

Roma  - “Con cuore di Padre” è il titolo della copertina del nuovo numero della rivista mensile della Fondazione Migrantes, “MigrantiPress”. A dicembre Papa Francesco ha scritto una lettera sulla figura di San Giuseppe ed ha indetto un Anno speciale che si concluderà  l'8 dicembre 2021Sono note a tutti la “predilezione” dell’attuale pontefice per le persone umili e poco appariscenti, e la sua diffidenza verso la mentalità “moderna”, che mette sempre al centro il calcolo economico e l’autoaffermazione ad ogni costo. Tutto ciò – si legge nell’editoriale del giornale - emerge con chiarezza anche nelle riflessioni sulla figura di San Giuseppe, del quale si mettono in evidenza soprattutto l’assoluto disinteresse che ne caratterizzò la vita e la gratuità del suo amore per Gesù e Maria, ad imitazione del “cuore di Padre” con cui Dio guarda l’umanità intera. 

Nel numero, in distribuzione in questi giorni, articoli su San Giuseppe e la gente del viaggio e la devozione del beato Scalabrini a San Giuseppe e su San Gemine, santo protettore immigrato di san Gemine. E poi articoli sulla rotta balcanica, sugli studenti internazionali e, ancora, i 70 anni del mensile delle Missioni Cattoliche Italiane di Germania e Scandinavia, “Corriere d’Italia”. Spazio anche alle difficoltà della gente dello spettacolo viaggiante durante questo tempo di pandemia. E poi il “Lessico dell’immigrazione “ e “Gli italiani che hanno fatto...”.

 

Migrantes: la vicinanza al Direttore generale per la morte della cara mamma

2 Marzo 2021 - Bari - Ieri, 1° marzo, è venuta a mancare la signora Tina Abbondanza, mamma di don Giovanni De Robertis. La Fondazione Migrantes è vicina nell’amicizia e nella preghiera al Direttore Generale e alla sua famiglia affidando la Signora Tina all’amore misericordioso del Signore risorto. Le esequie si svolgeranno, nel rispetto delle normative in vigore, domani, mercoledì 3 marzo, alle ore 10.30 nella Chiesa di San Marcello a Bari. Dispensando per prudenza le visite, in ricordo è possibile donare all’associazione Alzheimer Bari che tanto è stata vicina alla famiglia in questi anni (c/c postale 6691243).