Tag: Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Migrantes: a Torino il Corso di Alta Formazione

18 Agosto 2020 -
Roma – Si svolgerà a Pianezza (Torino), dal 31 agosto al 4 settembre,  la prima edizione del Corso di alta formazione organizzata dalla Fondazione Migrantes  in collaborazione con il SIMI (Scalabrini International Migration Institute).
Si tratta di un novità, creata dopo che molti direttori diocesani Migrantes avevano manifestato la volontà di occasioni per continuare ad incontrarsi e a formarsi. Secondo le previsioni il Corso si terrà ogni anno nella regione italiana scelta per la celebrazione solenne della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in modo anche da valorizzare le buone pratiche presenti nei nostri uffici territoriali, spiega la Migrantes. Quest'anno la regione ecclesiastica scelta per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato è Piemonte-Valle d'Aosta. Il 27 settembre la celebrazione eucaristica principale si terrà a Torino, presieduta dall'arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia e sarà trasmessa, alle ore 11, da Rai Uno.

R.I.

 

GMMR: il quarto video di Papa Francesco in preparazione alla Giornata

14 Agosto 2020 - Città del Vaticano - Domenica 27 settembre 2020, si celebrerà la 106° Giornata Mondiale dei Migranti e dei Rifugiati (GMMR). Quest’anno, con il titolo “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire”, Papa Francesco invita a scoprire la realtà degli sfollati interni in modo più profondo. Ogni mese, un video di Papa Francesco e altri materiali multimediali approfondiscono i sotto-temi presenti nel Messaggio. Il tema di questo mese, il quarto, il Papa esplora il sotto-tema “Condividere per crescere”. Il video offre la testimonianza di vita vera di una persona sfollata interna che spiega come come la condivisione ci rende più umani, ci fa credere di più in Dio e sente che siamo i Suoi figli. Nel video, Papa Francesco esorta a condividere per crescere insieme, senza escludere nessuno (Il video si può scaricare dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale).

GMMR: in distribuzione la rivista MigrantiPress dedicata alla Giornata

10 Agosto 2020 - Roma - “Come Gesù Cristo costretti a fuggire: accogliere, proteggere, programmare, integrare gli sfollati interni”: questo il tema della 106ma Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato che si celebrerà il prossimo 27 settembre. Alla Giornata è dedicato il numero di Migranti-Press, mensile della Fondazione Migrantes, in distribuzione in questi giorni per permettere alle diocesi e alla parrocchie di poter preparare adeguatamente la Giornata. Il giornale di apre con il messaggio di Papa Francesco per la Giornata e il commento del presidente della Fondazione Migrantes, mons. Guerino di Tora e del Direttore generale dell'organismo pastorale della Cei, don Giovanni De Robertis e una scheda informativa sul tema della Giornata: gli sfollati interni. Nel numero anche diversi sussidi per le famiglie, i giovani, gli adulti, una preghiera affidata a  don Francesco dell’Orco e una riflessione biblica di sr. Elizangela Chaves Dias. La rivista, alcuni sussidi online e altro materiale si può trovare sul sito www.migrantes.it.

R.I.

 

Migrantes Torino: la GMMR con i giovani

30 Luglio 2020 - Torino – “Tutti noi abbiamo un sogno, perché non provare a condividerlo e a realizzarlo insieme?”. Marco, educatore, parteciperà all’incontro di giovani per i giovani “Grow up together - Per convivere da cittadini del mondo”, promosso dall’Ufficio pastorale Migranti (Migrantes) della Diocesi di Torino in occasione della 106ª Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato. Quest’anno la Fondazione Migrantes ha scelto le diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta come sede principale in Italia per la Giornata fissata di domenica 27 settembre. Nella Cattedrale di Torino, in diretta su Rai 1 alle 11, mons. Cesare Nosiglia presiederà la celebrazione eucaristica della Giornata, sui temi del messaggio di Papa Francesco “Costretti a fuggire come Gesù Cristo”. “Sabato 12 settembre, dalle 14 alle 18, nei giardini del Distretto sociale Opera Barolo, in via Cottolengo a Torino, sono attesi 300 giovani di diverse provenienze”, precisano i promotori di “Grow up together” (in inglese “Cresciamo insieme”) “molti fanno riferimento all’Ufficio Pastorale Migranti e alle diverse Cappellanie etniche presenti in diocesi. Sono giovani volontari che operano a sostegno delle persone più fragili raccogliendo cibo nei mercati, distribuendo pacchi viveri o impegnati nelle attività dell’Ufficio”. “Abbiamo sentito l’urgenza di rendere concrete le parole del Papa - prosegue Giada, tra gli organizzatori - che nel suo messaggio sottolinea la necessità di stimolare il cambiamento di mentalità nell’accoglienza dei migranti”. Per partecipare alla Giornata occorre scrivere a: prenotazioni@upmtorino.it. (M.LOM. -. La Voce e il Tempo”

GMMR: nuovi video e materiali della Sezione Migranti e rifugiati della Santa Sede

21 Luglio 2020 - Città del Vaticano - Continua la pubblicazione, da parte della Sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano ed Integrale della Santa Sede di video e materiali in preparazione alla Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, dedicata agli sfollati interni, che si celebrerà il prossimo 27 settembre. Ogni mese i sotto temi proposti da papa Francesco nel suo messaggio, vengono approfonditi attraverso video inediti e altro materiale multimediale. Il primo sotto-tema è stato “Conoscere per comprendere” e il secondo “Farsi prossimo per servire”. Adesso il terzo video, appena pubblicato, in cui Papa Francesco esplora il sotto-tema “Ascoltare per riconciliarsi”. Il video offre la testimonianza di vita di una sfollata interna che spiega come il lavoro di squadra e l’accettazione reciproca possono creare un futuro più luminoso e una coesistenza pacifica tra persone di diverse religioni. Nel video, il Papa invita a un ascolto attento e umile, mediante il quale possiamo veramente riconciliarsi.  

Migrantes Cerignola-Ascoli Satriano: parte il “Laboratorio delle Migrazioni

6 Luglio 2020 -     Cerignola – L’Ufficio Migrantes della diocesi di Cerignola– Ascoli Satriano, in occasione della 106ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il prossimo 27 settembre inaugurerà, nel Seminario vescovile di Cerignola e nella sede distaccata della parrocchia di San Giuseppe a Carapelle il “Laboratorio delle migrazioni – San Giuseppe”. Non si tratta di uno sportello informativo o d’intervento caritativo, bensì di un osservatorio e di uno spazio di studio, come punto di formazione e informazione per approfondire il fenomeno migratorio, occupandosi di emigrati, immigrati, rom, sinti e circensi. Sarà una sfida pastorale a cui siamo chiamati per rispondere, come èquipe diocesana, a partire dallo statuto che ci è stato consegnato dal vescovo Luigi Renna e che riprende i quattro verbi che papa Francesco ha indicato nel Messaggio per la Giornata nel 2018: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Ad essi, per il messaggio del 2020, Come Gesù Cristo, costretti a fuggire – Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni, il Papa ha aggiunto sei coppie di verbi che diventeranno le linee guida del “Laboratorio” e che corrispondono ad azioni concrete, legate tra loro in una relazione di causa-effetto: conoscere per comprendere (quando si parla di migranti e di sfollati troppo spesso ci si ferma ai numeri); farsi prossimo per servire (avvicinarsi significa essere disposti a correre dei rischi e a servire, superando paure e pregiudizi); ascoltare per avere l’opportunità di riconciliarci con il prossimo, con tanti scartati, con noi stessi e con Dio, che mai si stanca di offrirci la sua misericordia (attraverso un ascolto umile e attento possiamo arrivare a riconciliarci); crescere insieme per condividere quello che abbiamo con tutti (per imparare a crescere insieme, senza lasciare fuori nessuno); coinvolgere per promuovere (per trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati, permettendo nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà); imparare a collaborare per non lasciarci tentare da gelosie, discordie e divisioni (per impegnarci a garantire la cooperazione internazionale, la solidarietà globale e l’impegno locale).

Claudio Barboni

Migrantes Cosenza-Bisignano: celebrazione multietnica e festa delle migrazioni

3 Ottobre 2019 - Cosenza - “È proprio durante questi appuntamenti che è doveroso ricordare quanto sia importante aprirci verso quei nuovi orizzonti che Gesù ci ha indicato”. È iniziata con questa esortazione di don Giacomo Tuoto la celebrazione eucaristica multietnica per la Giornata del Migrante e del Rifugiato svoltasi nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto a Cosenza. Insieme a don Giacomo - per la messa animata dalle diverse comunità di migranti presenti in città– anche Don Michel Fortino, Don Damian Dobrydnio, Don Patrick Amadi e Don Ruben Cruz Almonte. Una celebrazione dal sapore multietnico con lettura del Vangelo in diverse lingue, così come i canti e le preghiere dei fedeli. La riflessione di don Giacomo durante l’omelia ha posto l’accento su tre parole negative del Vangelo di domenica scorsa: indifferenza che genera ingiustizia; individualismo che ci fa pensare di poter bastare a noi stessi e avidità che ci spinge a bramare anche ciò di cui non abbiamo bisogno. “A queste tre parole negative - sottolinea don Giacomo - dobbiamo rispondere con tre atteggiamenti positivi, trasformando l’indifferenza in attenzione per il prossimo, soprattutto se è svantaggiato o povero perché chi vuole imitare il Signore non può essere indifferente verso i fratelli; all’individualismo dobbiamo rispondere con la comunione e la relazione, perché dentro di noi è impressa l’immagine di Dio che è relazione; e infine l’antidoto  all’avidità che si trova ascoltando la parola di Dio, aprendo il cuore e imparando ad essere figli degni di questo  mondo”. Nel pomeriggio, dopo la celebrazione eucaristica della mattina, si è svolta nella piazza antistante la chiesa del Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto la Festa delle migrazioni coordinata dall’Ufficio Migrantes della diocesi con canti, danze, musica e cibo dal Mondo con le comunità Ucraina, Polacca, Siriana, Russa, Bielorussa, Senegalese, Africana, Cubana, Ecuadoregna, Marocchina, Romena, Bulgara, Nigeriana e Filippina. Tanti i partecipanti alla festa che hanno potuto apprezzare oltre ai piatti tipici anche le esibizioni canore e i balli messi in scena dalle diverse comunità. Tra gli stand delle diverse comunità straniere anche quello degli scout Agesci della Zona Terra dei Bruzi per la firma del documento pro-accoglienza “Siamo figli della luce”. (Roberto De Cicco)

Piacenza: con “Humans” una mostra e un reading sul tema della GMMR

1 Ottobre 2019 -
Piacenza - "Humans: non si tratta solo di migranti: si tratta della nostra umanità”. Riprendendo le parole di Papa Francesco le suore scalabriniane hanno dato questo nome a un evento che si terrà nella Casa provinciale delle sorelle, in piazzetta San Savino 29 a Piacenza, sabato 5 e domenica 6 ottobre. "Humans" è una mostra fotografica e un reading musicale a cui prenderanno parte la fotografa Alice Asinari e la cantautrice Antonella Mattei. La mostra sarà visitabile sabato 5 dalle 19 alle 22.30 e domenica 6 dalle 10 alle 17.30. Il reading musicale, invece, è previsto alle 20.30 di sabato: si tratta di un momento in cui la musica si alterna ad alcune riflessioni con un tema centrale, quello dell’accoglienza e della migrazione. Le letture riguarderanno proprio le storie dei migranti fotografati.
"Le parole dette da Papa Francesco nel corso della Giornata mondiale per i migranti e i rifugiati di domenica scorsa sono per noi uno sprone per fare di più e sempre meglio - ha detto suor Milva Caro, superiora provinciale - Non possiamo restare indifferenti perché deve vincere, sempre, il concetto di umanità nella vita. Questo piccolo evento ha un grande valore simbolico. Noi suore teniamo aperta la porta della nostra casa a tutta la comunità, a chi accoglie e a chi viene accolto".

Camera Deputati: presentato il film “Mother Cabrini” dedicato alla Santa “Patrona degli emigranti”

1 Ottobre 2019 - Roma – Nei giorni scorsi, in vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è celebrata domenica 29 settembre, è stata ricordata, nel corso di un incontro alla camera dei Deputati,  Madre Francesca Cabrini, fondatrice della Congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù  e patrona dei migranti. A lei è dedicato il film “Mother Cabrini” di Daniela Gurrieri, presentato nell’Aula dei gruppi parlamentari alla presenza del presidente della Camera, Roberto Fico e di Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio della Nuova Evangelizzazione. Fico ha ricordato che è dal 1914 che la Chiesa cattolica celebra la Giornata del Migrante e del Rifugiato per ricordare tutte le persone che lasciano il proprio Paese per “scappare dalla guerra, dalla fame, dalla violenza e dalle persecuzioni e cercano altrove una esistenza dignitosa ed una prospettiva per il loro futuro. La figura di Santa Francesca Cabrini, protagonista del film – ha aggiunto - ha un fortissimo valore simbolico e presenta una grande attualità non soltanto per i cattolici ma anche per i laici e non credenti”. Il presidente della Camera dei Deputati ha quindi ricordato l’opera della religiosa a favore degli italiani che partivano per le Americhe: fra il 1880 e il 1915 quattro milioni di italiani approdarono negli Stati Uniti, mentre ulteriori 5 milioni emigrarono verso altri Paesi delle Americhe. “Questi nostri connazionali lasciavano spesso alle loro spalle miseria e fame; affrontavano viaggi lunghi e faticosi attraverso l'Oceano e, una volta sbarcati, erano sottoposti a controlli medici e amministrativi severissimi e umilianti”, ha sottolineato ricordando che essi “vivevano ammassati in stanze sovraffollate e sfruttati, in gran parte con impieghi precari e massacranti, in fabbrica o nei cantieri. Molti erano i morti sul lavoro e migliaia gli orfani abbandonati a sé stessi. Gli italiani erano poi considerati "gente indesiderata" dalla popolazione locale e vittime di pregiudizi e stereotipi secondo cui essi erano sporchi, ignoranti, criminali e mafiosi, non integrabili in alcun modo nella società americana. Spesso, quando si affronta oggi il tema della immigrazione, dimentichiamo le sofferenze e umiliazioni cui eravamo sottoposti noi appena cento anni fa. E dimentichiamo quanti sforzi ha richiesto l'integrazione dei nostri connazionali negli Stati Uniti e negli altri Paesi di destinazione”.  

Una barca in piazza San Pietro per non dimenticare

1 Ottobre 2019 - Città del vaticano - Erano tutti presenti: migranti arrivati in Europa e che si sono inseriti nella società, rifugiati scampati alle guerre, perseguitati costretti ad abbandonare le loro case e a cercare un futuro altrove. Ma idealmente in piazza San Pietro — dove il Papa ha presieduto la messa per la 105ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato — c’erano anche i tanti che stanno per lasciare i loro Paesi di origine o che, dopo una traversata spesso lunga e difficile, si preparano a sbarcare sulle coste europee. Quarantamila persone si sono strette intorno al Pontefice domenica mattina, 29 settembre. Un’assemblea vivace e variopinta, un miscuglio di razze e di culture, dove era possibile vedere, gli uni accanto agli altri, i discendenti degli indios dell’America latina, con i caratteristici copricapi di mille colori, uomini e donne in costume tradizionale africano o sudamericano, famiglie di europei. Tutti uniti in nome di Cristo e della solidarietà e dell’accoglienza. Anche il coro multietnico — i cui membri indossavano una maglia con la scritta: “Non si tratta solo di migranti”, tema della Giornata — ha voluto sottolineare l’importanza di sentirsi cittadini del mondo, dove nessuno è estraneo in nessun luogo. Le maglie dei cantori erano di cinque colori: blu, verde, rosso, giallo e bianco, a ricordare i cinque continenti e il rosario missionario. Provenivano da vari Paesi: Romania, Congo, Messico, Sri Lanka, Filippine, Italia, Indonesia, India e Perú. Il coro, coordinato da Antonella Mattei, è stato diretto da Jurij Gianluca Ricotti. Anche i protagonisti dell’offertorio erano di varie nazionalità: famiglie provenienti da Italia, Nigeria, Siria, Filippine e Slovacchia. Gli stessi canti scelti per la celebrazione hanno espresso l’universalità della Chiesa e il bisogno di non costruire barriere. Alla preghiera dei fedeli sono state elevate intenzioni in cinese, per riaccendere il desiderio di tendere alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla penitenza e alla mitezza; in italiano, per i governanti; in arabo, per i migranti, i forestieri, i prigionieri; in francese, per i cristiani perseguitati; in swahili, per i defunti. Un altro elemento della liturgia ha assunto il valore di un segno di solidarietà con i migranti: l’incenso. Proveniva dal campo profughi di Bokolmanyo, nell’Etiopia meridionale, che ospita quarantamila rifugiati. L’impiego di questo incenso di alta qualità vanta una tradizione antica che risale a 600 anni fa. È grazie alla sua raccolta e alla sua vendita che i rifugiati riescono a emanciparsi economicamente, andando ben oltre la condizione di mera sopravvivenza. L’incenso è stato donato al Papa dal principe Jaime de Bourbon de Parme, già ambasciatore dei Paesi Bassi presso la Santa Sede. Attualmente collabora con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Al momento della consacrazione sono saliti all’altare i cardinali Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo De Donatis, Vicario generale per la Diocesi di Roma, Peter Kodwo Appiah Turkson, Prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e il vescovo Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes. Insieme con Francesco hanno concelebrato undici porporati e sedici presuli, tra i quali l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Erano presenti l’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, e monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura. Al termine della celebrazione eucaristica, il cardinale Bassetti ha rivolto un breve saluto al Pontefice, nel quale ha sottolineato come in questa occasione si siano riuniti intorno all’altare uomini e donne di ogni luogo e di ogni razza. “Questa piazza vivace e colorata — ha detto — ha raccolto gente di ogni dove, unita nello spirito di lode al Signore, padre di tutta l’umanità. La fede e la potenza del risorto ci fanno sentire fratelli e ci spingono ad amare tutti, come Lui ci ha amati e ha dato se stesso per noi”. Il Presidente della CEI ha poi sottolineato come la Chiesa che è in Italia si senta “interpellata dal mondo delle migrazioni. Milioni di uomini e donne, bambini, giovani e anziani ogni anno lasciano la propria terra in cerca di una vita migliore, di un luogo di pace o di progresso dove poter trovare rifugio e dignità”. Si tratta, ha aggiunto, “di un vasto movimento di popoli tormentati dalla violenza, dalla fame, dalla disperazione, che cerca aiuto presso i paesi più ricchi e capaci. Essi stendono la mano come il povero Lazzaro, chiedendo almeno le briciole del pane per sfamarsi. Ma il ricco epulone della parabola non vuole vedere né sentire, la sua ricchezza lo ha reso povero di sentimento e gli ha inaridito il cuore. Egli non vuol condividere con altri le sue ricchezze e la prosperità la considera cosa privata”. Eppure il Signore, con la sua Parola e il suo esempio di amore, “ci invita a essere solidali, a non assecondare le ingiustizie e l’empietà. I poveri che bussano alla nostra porta, i migranti che cercano una vita migliore sono il nostro prossimo nel bisogno. La mensa condivisa è compassione, amore, gioia. In questa eucaristia abbiamo condiviso il sacramento che ci fa figli e ci rende fratelli”. Il porporato ha concluso assicurando che la Chiesa italiana, attraverso Caritas e Migrantes, “cerca di dar corpo al Vangelo della carità e della gioia. Preghiamo ogni giorno per lei — ha detto al Papa — e la sosteniamo con il nostro affetto. Pregano per lei i poveri da noi accolti, la cui voce sale al cielo con maggior vigore”. Dopo il giro della piazza in papamobile, il Pontefice ha inaugurato il monumento dedicato ai migranti allestito sul lato sinistro del colonnato. La scultura intitolata Angels unware (“Angeli inconsapevoli”), realizzata in bronzo e argilla dall’artista canadese Timothy Schmalz, è stata promossa dalla Sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, tramite uno dei due sottosegretari, padre Michael Czerny, che verrà creato cardinale nel prossimo Concistoro. Come spiega l’artista al nostro giornale, il tema dell’opera rimanda al passo della Lettera agli Ebrei (13, 2): «Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli». La scultura, racconta Schmalz, raffigura una barca a grandezza naturale in cui trovano posto migranti di ogni epoca, religione, razza e cultura. Al centro svettano due ali di angelo per mostrare che dietro ogni migrante c’è una realtà che lo trascende. Secondo l’artista, ognuno di noi almeno per una volta è stato migrante nella storia. Per realizzare la scultura Schmalz ha impiegato un anno, lavorando ogni giorno dalle 4 alle 17. È toccato a una famiglia originaria del Camerun alzare il telo che copriva il monumento. All’inaugurazione, oltre al cardinale Turkson e a padre Czerny, erano presenti il cardinale Giuseppe Bertello e il vescovo Fernando Vérgez Alzaga, rispettivamente presidente e segretario del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e padre Rafael García de La Serrana Villalobos, direttore della Direzione delle infrastrutture e servizi del Governatorato. (Nicola Gori – Osservatore Romano)