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Papa: in Piazza S.Pietro inaugura statua migranti

29 Settembre 2019 -

Città del Vaticano - Papa Francesco al termine della messa per la 105/a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e della recita dell’Angelus, ha inaugurato una statua in bronzo che raffigura un barcone con numerosi migranti di varie provenienze e periodi storici.

Terminata la messa il papa ha prima salutato i cardinali, i vescovi e i sacerdoti presenti (tra questi molti coordinatiori eetnici in Italia r qualche missionario con gli italiani all’estero) e poi, salito sulla ’papamobile’ scoperta ha raggiunto il  Colonnato berniniano sulla parte sinistra della piazza. Qui ad accoglierlo c’erano tra gli altri i sottosegretari alla Sezione Migranti e Rifugiati, il neo-cardinale Michael Czerny e padre Fabio Baggio, il  prefetto del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale, card. Peter Turkson e il  presidente del Governatorato, card. Giuseppe Bertello. Il Pontefice, prima di risalire sulla  “papamobile”, si intrattenuto  con l’autore dell’opera, lo scultore canadese Timothy Schmalz, che ha tra l’altro realizzato anche lo ’Homeless Jesus’ che si trova in Vaticano, presso l’Elemosineria apostolica. (R.I.)

 

Card. Bassetti: la Chiesa italiana, attraverso Caritas e Migrantes cerca di dar corpo al Vangelo della carità e della gioia.

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano – “Questa piazza vivace e colorata ha raccolto gente di ogni dove, unita nello spirito di lode al Signore, padre di tutta l’umanità. La fede e la potenza del risorto ci fanno sentire fratelli e ci spingono ad amare a tutti, come Lui ci ha amati e ha dato se stesso per noi. La Chiesa che è in Italia si sente interpellata dal mondo delle migrazioni”. E’ quanto ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana salutando, questa mattina, Papa Francesco al termine della celebrazione eucaristica in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e ringraziandolo per “questa celebrazione che ha unito intorno all’altare uomini e donne di ogni luogo e di ogni razza. Milioni di donne, uomini giovani e anziani ogni anno lasciano la propria terra in cerca di una vita migliore, di un luogo di pace o di progresso dove poter trovare rifugio e dignità. Si tratta – ha detto il cardinale Bassetti - di un vasto movimento di popoli tormentati dalla violenza, dalla fame, dalla disperazione, che cerca aiuto presso i paesi più ricchi e capaci. Essi stendono la mano come il povero Lazzaro, chiedendo almeno le briciole del pane per sfamarsi. Ma il ricco epulone della parabola non vuole vedere né sentire, la sua ricchezza lo ha reso povero di sentimento e gli ha inaridito il cuore. Egli non vuol condividere con altri le sue ricchezze e la prosperità la considera cosa privata. Ma il Signore, con la sua Parola e il suo esempio di amore, ci invita ad essere solidali, a non assecondare le ingiustizie e l’empietà. I poveri che bussano alla nostra porta, i migranti che cercano una vita migliore sono il nostro prossimo nel bisogno”. “La mensa condivisa è compassione, amore, gioia. In questa eucaristia abbiamo condiviso il sacramento che ci fa figli e ci rende fratelli. Grazie, Santo Padre – ha concluso il presidente della Cei - per il suo esempio e la forza della sua parola. La Chiesa italiana, attraverso Caritas e Migrantes cerca di dar corpo al Vangelo della carità e della gioia. Preghiamo ogni giorno per lei e la sosteniamo con il nostro affetto. Pregano per lei i poveri da noi accolti, la cui voce sale al Cielo con maggior vigore”. Al termine al Papa è stato consegnata una copia del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. (R.Iaria)

Papa Francesco: non rimanere indifferenti di fronte al disprezzo e alla discriminazione

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano – “Come cristiani non possiamo essere indifferenti di fronte al dramma delle vecchie e nuove povertà, delle solitudini più buie, del disprezzo e della discriminazione di chi non appartiene al “nostro” gruppo. Non possiamo rimanere insensibili, con il cuore anestetizzato, di fronte alla miseria di tanti innocenti. Non possiamo non piangere. Non possiamo non reagire”. Lo ha detto Papa Francesco questa mattina nell’omelia della celebrazione presieduta in Piazza San Pietro in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Per il Papa”se vogliamo essere uomini e donne di Dio, come chiede San Paolo a Timoteo, dobbiamo «conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento» (1Tm 6,14); e il comandamento è amare Dio e amare il prossimo. Non si possono separare! E amare il prossimo come sé stessi vuol dire anche impegnarsi seriamente per costruire un mondo più giusto, dove tutti abbiano accesso ai beni della terra, dove tutti abbiano la possibilità di realizzarsi come persone e come famiglie, dove a tutti siano garantiti i diritti fondamentali e la dignità”. Amare il prossimo – ha quindi spiegato Papa Francesco - significa “sentire compassione per la sofferenza dei fratelli e delle sorelle, avvicinarsi, toccare le loro piaghe, condividere le loro storie, per manifestare concretamente la tenerezza di Dio nei loro confronti. Significa farsi prossimi di tutti i viandanti malmenati e abbandonati sulle strade del mondo, per lenire le loro ferite e portarli al più vicino luogo di accoglienza, dove si possa provvedere ai loro bisogni. Questo santo comandamento Dio l’ha dato al suo popolo, e l’ha sigillato col sangue del suo Figlio Gesù, perché sia fonte di benedizione per tutta l’umanità. Perché insieme possiamo impegnarci nella costruzione della famiglia umana secondo il progetto originario, rivelato in Gesù Cristo: tutti fratelli, figli dell’unico Padre”. Il papa, commentando le Scritture di questa domenica Ghana quindi sottolineato che “dobbiamo avere un’attenzione particolare verso i forestieri, come pure per le vedove, gli orfani e tutti gli scartati dei nostri giorni” ed ha ricordato come il suo messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ripete come un ritornello il tema: “Non si tratta solo di migranti”: “ed è vero: non si tratta solo di forestieri, si tratta di tutti gli abitanti delle periferie esistenziali che, assieme ai migranti e ai rifugiati, sono vittime della cultura dello scarto. Il Signore ci chiede di mettere in pratica la carità nei loro confronti; ci chiede di restaurare la loro umanità, assieme alla nostra, senza escludere nessuno, senza lasciare fuori nessuno. Ma, contemporaneamente all’esercizio della carità, il Signore ci chiede di riflettere sulle ingiustizie che generano esclusione, in particolare sui privilegi di pochi che, per essere conservati, vanno a scapito di molti”. Papa Francesco ha quindi affidato”all’amore materno di Maria, Madonna della Strada, delle tante strade dolorose, i migranti e i rifugiati, assieme agli abitanti delle periferie del mondo e a coloro che si fanno loro compagni di viaggio”. (Raffaele Iaria)

GMMR: durante la celebrazione con Papa Francesco l’incenso della comunità etiopica

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano - Durante la liturgia di questa mattina per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato in Piazza San Pietro, viene bruciato l’incenso. Un incenso originario dell'Etiopia meridionale, dal campo profughi di Bokolmanyo, dove convivono 40.000 rifugiati e le comunità ospitanti che stanno recuperando una tradizione antica di 600 anni di raccolta di un incenso di alta qualità. Attraverso questo mestiere, i rifugiati si guadagnano da vivere, diventando autosufficienti e meno dipendenti dall’assistenza. Questo incenso ci ricorda che anche i rifugiati possono prosperare, non solo sopravvivere. L’incenso è stato donato al Papa dal Principe Jaime de Bourbon de Parme, già Ambasciatore dei Paesi Bassi presso la Santa Sede, attualmente collabora con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati).

GMMR: in Vaticano una statua raffigurante una zattera di migranti

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano - Al termine della liturgia presieduta dal papa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato sarà scoperta una statua in bronzo raffigurante una zattera di migranti, opera dell’artista canadese Timothy Schmalz, che sarà collocata in Vaticano. Durante la celebrazione, da poco iniziata, canti nelle lingue dei Paesi di provenienza dei migranti mentre al momento dell’Offertorio i doni al Papa saranno portati, oltre che da una famiglia italiana, da una famiglia nigeriana, una siriana, una filippina e una slovacca. "Vi invito a partecipare a questa celebrazione per esprimere anche con la preghiera la nostra vicinanza ai migranti e rifugiati del mondo intero", aveva detto papa Francesco domenica scorsa al termine dell’Angelus. (R.I.)

GMMR in Portogallo: è possibile vivere l’accoglienza

29 Settembre 2019 - Lisbona – Le comunità cristiane hanno l'obbligo di dimostrare che è "possibile vivere l'accoglienza, la protezione, l'integrazione e la promozione" con rifugiati e migranti. Lo afferma Eugenia Quaresma, direttrice dell'Opera Cattolica Portoghese di Migrazioni (OCPM), rimarcando: “Il primo appello è alle nostre comunità. Abbiamo un mandato evangelico che invita ad accogliere, che parla di protezione, che ci dice che in ogni nazione ci sono discepoli di Cristo per adempiere questo mandato”. La direttrice, riferisce l’agenzia Fides, ha parlato della prossima celebrazione della Giornata Mondiale dei migranti e dei rifugiati, che la Chiesa cattolica ricorda questa domenica 29 settembre. La direttrice dell'OCPM afferma che "nel prendersi cura dei migranti e dei rifugiati, ogni persona si prende cura anche di se stessa, delle sue paure, perché conoscendo cosa spaventa e superando queste paure, se riesce a promuovere l'incontro e l'accettazione". La donna sottolinea il "forte richiamo" sul modo in cui "la società vive l'umanità" e come "l'accento è posto sullo sfruttamento umano", sulla tratta di esseri umani e "sulla responsabilità di ogni persona, non solo del cittadino, dei consumatori, ma anche delle aziende e di tutti”. Papa Francesco ha scelto il tema "Non si tratta solo di migranti" e il sottotitolo "riguarda anche le nostre paure" per la 105a Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati. “Il tema è molto bello, anche a causa del modo pedagogico in cui ci è stato presentato, parte del messaggio biblico. Poi c'è un messaggio del magistero e quindi esempi pratici di come la Parola può essere messa in pratica nella vita di tutti i giorni", conclude Eugenia Quaresma. Secondo gli ultimi dati pubblicati dalle Nazioni Unite, in Portogallo ci sono 880.188 immigrati, che rappresentano l'8,55% della popolazione del Portogallo. L'immigrazione femminile è più elevata rispetto agli uomini, con 469.533 donne, che rappresentano il 53,34% degli immigrati totali, rispetto ai 410.655 immigrati maschi, che sono il 46,65%. Guardando la classifica della presenza di immigrati, il Portogallo è il 64° paese al mondo in percentuale. I principali paesi di origine degli immigrati presenti in Portogallo sono Angola, 18,19%, Brasile, 15,62% e Francia, 10,57%.  

Diocesi di Cefalù: un posto a tavola nella GMMR

29 Settembre 2019 -
Cefalù - La Diocesi di Cefalù si prepara a celebrare con un gesto forte la “Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato” che quest’anno ha come tema “Non si tratta solo di migranti”. Un segno tangibile viene chiesto per domani, domenica 29 settembre, alle famiglie della diocesi: accogliere nelle proprie case e invitare alla propria tavola un fratello immigrato, ospite dei centri di accoglienza  del territorio, seguendo l’invito di Papa Francesco.“La risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si può riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare” si legge infatti nel messaggio del Papa per la giornata mondiale giunta alla sua 105° edizione. Anche il vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante esorta tutti all’impegno. “Non lasciamoci travolgere dall’odio, dal populismo e dalla paura dell’altro. La luce del Cristo trasfigurato – ha detto mons. Marciante il 6 agosto scorso nel suo discorso alla Città di Cefalù e alla Chiesa cefaludese – faccia nascere o rafforzi in noi la mentalità dell’accoglienza e dell’integrazione, ci spinga a un forte rinnovamento interiore che ci allontani dal vedere nel fratello immigrato un peso da portare”. L’iniziativa “Apriamo i porti e spalanchiamo le porte delle case. Aggiungi un posto alla tua tavola per un nostro fratello immigrato” è la proposta che il Servizio Pastorale Missionario Cooperazione tra le Chiese e Migrantes, la Caritas diocesana e il Servizio Pastorale Famiglia fanno alle famiglie e alle parrocchie chiedendo loro di “rendersi segno evidente di accoglienza verso gli ultimi, testimonianza diretta di una Chiesa che “impara a capire come gli ‘scarti’ diventino pietra angolare”.

USMI Sicilia: per la GMMR convegno su “la diversità: risorsa o problema? “

28 Settembre 2019 - Siracusa - In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato le suore di Sicilia si radunano domani, 29 settembre, a Siracusa presso il santuario Madonna delle lacrime per riflettere sul tema indicato da papa Francesco: “Non si tratta solo di migranti”.  Relatore sarà p. Tommaso Guadagno, dell’ordine dei Gesuiti. Il Papa mette al centro migranti e rifugiati ma parla anche a ciascuno e di noi, del nostro essere, dei nostri limiti e delle grandi potenzialità che abbiamo nel riscoprirci fratelli nell’accoglienza e nella solidarietà con chi si mette in viaggio in cerca di pace e giustizia. Non si tratta solo di migranti, si tratta di carità e dovere verso gli uomini e le donne di ogni luogo, si tratta delle nostra umanità, si tratta della sopravvivenza. La giornata si articolerà in due momenti: in mattinata, a cura dell’ufficio pastorale e comunicazione USMI regionale Sicilia con la coordinazione di Suor Angelina Preci, delle Suore Scalabriniane delega regionale della pastorale migratoria, si terra un incontro di messa a fuoco e confronto sul tema della diversità. Nel pomeriggio unitamente al ufficio Migrantes della Diocesi di Siracusa organizzeremo la Festa dei Popoli. Ci raduneremo dinnanzi alla casa del pianto in via Delli orti e in corteo, sventolando le bandiere di ogni nazione raggiungeremo il parco del Santuario Madonna delle Lacrime. Questa momento di festa, tenendo sempre al centro il messaggio del papa Francesco sarà rallegrato da musica canti e balli, per sottolineare con gioia la bellezza delle diversità, e la appartenenza ad un’unica grande umanità. (sr. Angelina Preci)

GMMR: a Padova Opening Day dell’esperienza “Aggiungi un posto a tavola”

28 Settembre 2019 - Padova – “Non si tratta solo di migranti”. È questo il tema, voluto da papa Francesco, per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che la Chiesa celebra domani, domenica 29 settembre 2019. La Pastorale Migrantes della Diocesi di Padova invita a celebrare la giornata nelle varie comunità parrocchiali, o di partecipare alla celebrazione eucaristica che si terrà alle ore 10.30, al Tempio della Pace a Padova. Al termine della messa seguirà un incontro conviviale che vedrà la partecipazione delle comunità cattoliche di origine italiana, africana francofona, cinese, filippina, indiana, ispanoamericana, romena di rito latino e di rito bizantino, srilankese e ucrania. “Attualmente – ricorda don Elia Ferro, della Pastorale Migrantes di Padova – la popolazione migrante, residente ormai da tempo sul territorio diocesano (più di 110 mila persone), sta vivendo, come molti di noi, un momento molto difficile, per la mancanza di certezza nel futuro. Molti lavoratori stanno cercando lavoro altrove (Belgio, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti). Altri tornano al paese d’origine dislocando così la famiglia che da poco si era ricongiunta”. Per conoscere meglio i numeri, le comunità immigrate attive in diocesi e le attività della Migrantes si veda http://www.migrantes.diocesipadova.it/

Scalabriniane: GMMR quest’anno ha un peso maggiore in occasione del Sinodo Panamazzonico

28 Settembre 2019 - Roma - “Il valore che ha oggi la Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati è speciale per il mondo intero. Il titolo della Giornata è ‘non si tratta solo di migranti’, ma questo evento avviene alla vigilia del Sinodo Panamazzonico, un momento in cui la Chiesa si raccoglie attorno a un’area del mondo così importante per il pianeta, per la sua biodiversità,  perché lì ora ci sono nuove frontiere che vedono passare i migranti. Ma allo stesso tempo, è un'area  resa fragile dagli egoismi e dagli interessi di quegli uomini che non riconoscono il creato come dono da custodire”. Lo dice in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle suore missionarie scalabriniane, congregazione che sin dalla sua fondazione si occupa proprio di assistenza ai migranti, in riferimento alla Giornata mondiale per i migranti e i rifugiati di domani 29 settembre. “Il nostro pensiero e le nostre preghiere vanno a tutti i migranti del mondo, ma quest’anno in special modo a quelli delle carovane del centro America e a coloro che attraversano il confine tra Venezuela e Brasile. Oltre a loro, pensiamo alle persone che vivono nei diversi confini tra Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, dove in modo naturale vivono legami di solidarietà, di fraternità e di interculturalità; vivono in quel polmone di verde che a noi piace pensare essere il polmone che può dare respiro per una nuova speranza, prosegue la religiosa sottolineando che “invece di far abbattere gli alberi la politica dovrebbe distruggere i suoi stessi muri: ostacoli al dialogo e a una vita di pace e serenità”.