23 Settembre 2021 - Cosenza - Sarà la parrocchia di San Michele Arcangelo a Donnici Superiore ad ospitare le celebrazioni per la Giornata Mondiale del Migrante di Rifugiato nella diocesi di Cosenza-Bisignano. Nel pomeriggio del 26 settembre il programma prevede una celebrazione eucaristica, il meeting "Comunità accoglienti. Liberi dalla paura" e alle 19:30 l’accoglienza dell’icona della Madonna del Pilerio, padrona della città di Cosenza e della diocesi di Cosenza-Bisignano.
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Migrantes Firenze: le iniziative per la GMMR
23 Settembre 2021 - Firenze - "Verso un noi sempre più grande" è il tema della 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra domenica 26 settembre. A Firenze, la Giornata è promossa con la collaborazione di tre uffici diocesani: Migrantes, Caritas e Centro missionario e sarà ospitata dalla Comunità giovanile San Michele. Il programma avrà inizio alle 15 con l’accoglienza dei partecipanti, e prevede riflessioni e testimonianze sul tema delle migrazioni, animazioni, canti. Si concluderà con la celebrazione eucaristica delle ore 18 presieduta da don Gherardo Gambelli, prete fiorentino missionario in Ciad. Chi desidera partecipare è invitato a iscriversi compilando la scheda sul sito www.diocesifirenze.it. Per informazioni: migrantes@diocesifirenze.it
Un futuro a colori
23 Settembre 2021 - di don Giovanni De Robertis* Il messaggio per la 107a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato trae ispirazione da una preoccupazione e da un desiderio che papa Francesco aveva già espresso nella sua enciclica Fratelli tutti. La preoccupazione che, «passata la crisi sanitaria, (…) di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di auto-protezione egoistica», e il desiderio che alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”. Egli così ci ha voluto «indicare un chiaro orizzonte per il nostro comune cammino in questo mondo». Dio infatti ha creato l’essere umano come un noi: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi”» (Gen 1,27-28). Dio ci ha creati maschio e femmina, esseri diversi e complementari per formare insieme un noi destinato a diventare sempre più grande con il moltiplicarsi delle generazioni. Dio ci ha creati a sua immagine, a immagine del suo Essere Uno e Trino, comunione nella diversità. Ed è ancora verso un noi che è orientata la storia umana, destinato ad includere tutti i popoli: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio» (Ap 21,3). Tuttavia «il tempo presente ci mostra che il noi voluto da Dio è rotto e frammentato, ferito e sfigurato». L’immagine di Dio, a causa del peccato, dell’individualismo radicale e di nazionalismi chiusi e aggressivi, si è frantumata. Agostino esprime bene questa nostra condizione, così come pure l’opera di Dio, con un gioco di parole indimenticabile: «Il nome stesso di Adamo, l’ho detto più di una volta, significa l’universo secondo la lingua greca. Comprende infatti quattro lettere: ADAM. Ora in greco il nome di ognuna delle quattro parti del mondo comincia con una di queste quattro lettere: l’Oriente si dice Anatolè, l’Occidente Dysis, il Nord Arctos, e il Mezzogiorno Mesembria; ciò che fa ADAM. Adamo stesso dunque è sparso ora su tutta la superficie della terra. Concentrato una volta in un solo luogo, è caduto e, spezzandosi, ha riempito tutto l’universo con i suoi frammenti. Ma la misericordia divina ha riunito da ogni parte questi frammenti, li ha fusi al fuoco della sua carità, ha ricostituito la loro unità spezzata. Opera immensa, è vero, ma nessuno ne disperi, è un’opera che Egli sa fare» (In Ioannem, trat.9 n.14). E noi tutti siamo chiamati a collaborare con Dio in quest’opera, a ricostruire l’unità spezzata, «a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l’intera umanità». A questo scopo in occasione della GMMR il Papa lancia un duplice appello. Anzitutto ai fedeli cattolici. A vivere quello che il loro nome esprime. Essere cattolici significa saper riconoscere e accogliere il bene ovunque esso sia, e rallegrarci di esso; significa essere docili allo Spirito che «ci rende capaci di abbracciare tutti per fare comunione nella diversità, armonizzando le differenze senza mai imporre una uniformità che spersonalizza». E proprio nell’incontro con la diversità dei migranti, nel dialogo interculturale e interreligioso ci è data l’opportunità di crescere in questa dimensione. Dobbiamo dunque rendere più cattoliche le nostre parrocchie, le comunità in cui ognuno di noi vive. Il secondo appello il Papa lo rivolge a tutti gli uomini e le donne del mondo perché imparino a vivere insieme in armonia e in pace, ad abbattere muri e a costruire ponti, per fare delle frontiere luoghi privilegiati di incontro e non di separazione. Ma tutto questo potrà avvenire solo se saremo capaci di sognare un futuro a colori per le nostre società. Ogni cambiamento ha inizio da un sogno, se no resta solo un sogno individuale, ma fatto insieme. È quel sogno di fraternità annunciato dai profeti, e più vicino a noi da Martin Luther King in quel famoso discorso dell’agosto 1963 con cui mi piace concludere queste mie brevi riflessioni: «E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno, I have a dream. È un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali. I have a dream, ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza. I have a dream, ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia. I have a dream, ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere (…). È questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud. Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza. Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi».
*Direttore generale Fondazione Migrantes
La Chiesa del ‘noi’, cattolica
23 Settembre 2021 - di mons. Gian Carlo Perego* Roma - Nell’enciclica Lumen fidei, la prima enciclica di Papa Francesco, iniziata da papa Benedetto XVI, ritroviamo un passaggio in cui si legge come una caratteristica della fede sia portarci «al di là del nostro ‘io’ isolato verso l’ampiezza della comunione» (L.F. 4). Questa caratteristica della fede di costruire un ‘noi’ Papa Francesco la riprende nell’enciclica Fratelli tutti e nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2021, che si celebra domenica prossima, dove si afferma non solo che la fede è fondata sul ‘noi’, sulla comunione, ma anche che la fede è impegno a creare «un noi sempre più grande». Pertanto il ‘noi’ è a fondamento non solo della fede, ma anche della speranza e della carità: caratterizza l’abito cristiano, la nostra responsabilità e i nostri progetti. E il ‘noi’ ecclesiale – ci ricorda ancora Papa Francesco - non è impoverito, ma arricchito dalla ricchezza della diversità che i mondi migranti ci fanno incontrare, e riceve una nota nuova, quella della cattolicità, dell’universalità. Il Papa sembra ricordarci che il rifiuto, i muri, l’abbandono, i respingimenti, il disprezzo, le violenze non solo impoveriscono il ‘noi’ del mondo, ma impoveriscono anche il ‘noi’ della fede, che per sua natura è cattolica. La fede è ferita tutte le volte che hanno il sopravvento i nazionalismi – come ci ha insegnato la storia del Novecento -, tutte le volte che ha il sopravvento l’individualismo o l’autoreferenzialità nella vita ecclesiale e sociale. «Il tempo presente – scrive Papa Francesco nel Messaggio riprendendo la ‘Fratelli tutti’ – ci mostra che il ‘noi’ voluto da Dio è rotto e frammentato, ferito e sfigurato… E il prezzo più alto lo pagano coloro che più facilmente possono diventare gli altri, gli stranieri, i migranti, gli emarginati, che abitano le periferie esistenziali». Le migrazioni per la Chiesa sono una provocazione a non indebolire la cattolicità, per ciascuno di noi ad essere ‘cattolici’, cioè aperti, capaci di riconoscere gli altri come fratelli e sorelle, di affermare concretamente la dignità di ogni persona e di vivere la fraternità come stile. I fedeli cattolici – scrive ancora Papa Francesco – «sono chiamati, ciascuno a partire dalla propria comunità in cui vive, affinché la Chiesa diventi sempre più inclusiva». Un impegno all’inclusione che da ecclesiale deve diventare anche impegno e progetto politico, per una nuova città, per un nuovo mondo. «Oggi, e sempre di più, ci sono persone ferite. L’inclusione o l’esclusione di chi soffre lungo la strada – leggiamo nell’enciclica Fratelli tutti - definisce tutti i progetti economici, politici, sociali e religiosi. Ogni giorno ci troviamo davanti alla scelta di essere buoni samaritani oppure viandanti indifferenti che passano a distanza» (F.T. 69). La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato diventi, quest’anno, una tappa per una Chiesa comunione e una città più inclusiva, una tappa nella costruzione di un mondo fraterno che vede la responsabilità di tutti. E preghiamo il Signore, con le parole di Papa Francesco, perché «la nostra terra possa diventare, così come Tu l’hai creata, la Casa comune di tutti i fratelli e le sorelle».
*Presidente Cemi e Fondazione Migrantes
Migrantes: da ieri il corso “Costruire e custodire la casa comune”
24 Agosto 2021 - Loreto - “Costruire e custodire la casa comune”. Questo il tema del Corso di Alta Formazione, promosso dalla Fondazione Migrantes, che si è aperto ieri a Loreto, nelle Marche. La regione ecclesiastica marchigiana è stata scelta dalla Commissione Cei per le Migrazioni e dalla Fondazione Migrantes per le celebrazioni nazionali della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 26 settembre.
Il tema del corso sarà declinato nei suoi aspetti sociali, culturali ed ecclesiali attinenti le problematiche migratorie attuali e vedrà la presenza di docenti universitari e diverse testimonianze. Durante le giornate di corso è prevista anche la visita al Museo dell’emigrazione marchigiana di Recanati, che raccoglie foto e documenti del racconto degli emigrati marchigiani e una visita all’Hotel House di Porto Recanati, dove vivono 1.800 persone di 40 nazionalità diverse. La città di Loreto ospiterà anche la celebrazione nazionale della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato nel Santuario
Pontificio della Santa Casa. (Raffaele Iaria)
Migrantes: a Loreto il corso di Alta Formazione e la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato
16 Agosto 2021 -
Roma - Du eventi nazionali a Loreto in vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Li propone la Fondazione Migrantes. Il primo è il corso di alta formazione, dal 23 al 27 agosto, per i direttori diocesani Migrantes e per collaboratori e operatori pastorali che si svolgerà nel contesto del santuario di Loreto e nelle sue vicinanze. Il tema sarà: “Costruire e custodire la casa comune”, declinato nei suoi aspetti sociali, culturali ed ecclesiali attinenti le problematiche migratorie attuali. Vedrà la presenza di docenti universitari e di testimonianze ‘sul campo’, con una voce da al di là del Mediterraneo, quella del card. Cristobal Lopez Romero, vescovo di Rabat, capitale del Marocco.
Prevista anche la visita al Museo dell’emigrazione marchigiana di Recanati, che raccoglie foto e documenti del racconto dei 700mila emigrati marchigiani, e alla casa di Leopardi. Il programma prevede anche la visita all'Hotel House di Porto Recanati, 17 piani dove vivono 1.800 persone di 40 nazionalità diverse. L'ultima domenica di settembre, il 26, la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che vedrà nella basilica della Santa Casa la celebrazione principale. Sarà una celebrazione eucaristica animata dalla musica etnica di vari popoli migranti presenti nelle Marche.
GMMR: un nuovo video di Papa Francesco
5 Agosto 2021 - Città del Vaticano - Un nuovo video di papa Francesco in vista della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra il 26 settembre. Il Papa, nel video inedito, invita a imparare a vivere insieme, in armonia e pace, per costruire un futuro arricchito dalla diversità e dalle relazioni interculturali. Nel video, diffuso oggi dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, anche la testimonianza diretta di chi quotidianamente lavora insieme nella diversità dimostra la possibilità di realizzare questo futuro “a colori”. https://youtu.be/aBwi8b9Tc5c
Diocesi Ugento-S.Maria di Leuca: venerdì la Giornata dei Migranti
28 Luglio 2021 - Ugento - Si celebrerà venerdì 30 luglio, nella diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, la giornata diocesana dei migranti, facendo soprattutto memoria dei morti in mare e aiutando la riflessione di tutti insieme alle autorità civili circa l’accoglienza. Tutto questo sul lungomare di Felloniche, Castrignano del Capo, dove qualche hanno fa, fu ritrovato il corpo di una giovane di nazionalità somala, annegata a seguito di un naufragio. Questo doloroso evento – si legge in una nota – “non può essere dimenticato per pregare, riflettere e operare sul nostro territorio in favore di una cultura dell’accoglienza”. Alle 19 il vescovo Vito Angiuli presiederà la celebrazione eucaristica nella memoria di santa Francesca Saverio Cabrini, patrona dei migranti. A seguire, benedirà il monumento dedicato a Maria “conforto dei migranti”, eretto a ricordo di tutte le persone morte in mare per naufragi. All’inaugurazione interverranno don Fabrizio Gallo, direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano e autore del disegno dell’opera, lo scultore Gianluigi Rizzello, don Lucio Ciardo, direttore della Caritas diocesana, don Stefano Ancora, presidente del Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, e Santo Papa, sindaco di Castrignano del Capo.
GMMR: la giornata nazionale a Loreto
21 Giugno 2021 - Roma - La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato quest’anno, in Italia, si celebrerà, a livello nazionale, tra le pareti della "Santa Casa", nella Basilica Pontificia di Loreto, domenica 26 settembre. Questo ricorderà a tutti la passione da sempre di papa Francesco per l’avventura dei migranti. Come fu la sua. Coloro, cioè, che si muovono sui passi di Abramo e con la sua stessa speranza. Alla ricerca, instancabilmente tra mille peripezie, di dignità. Di vivere umanamente, pienamente. Ma ricorderà, anche, il valore della "casa ", il senso autentico della casa, del sentirsi a casa, dell’accoglienza. Ed è la sfida dei nostri giorni, per una società spesso chiusa e ripiegata in se stessa. A Loreto, assieme a questo evento celebrativo, se ne avrà un altro, più formativo. Sarà il Corso di Alta Formazione per i direttori diocesani Migrantes , organizzato dalla Fondazione Migrantes n, ma anche per tutti coloro che sono sensibili alla problematiche migratorie. Si svolgerà nello straordinario e suggestivo contesto della Basilica e dei suoi annessi. Il tema sarà : "Costruire e custodire la casa comune", nei suoi più vari aspetti di realtà personale, cittadina, ecclesiale, sociale e culturale. Si svolgerà dal 23 al 27 agosto. Prevede la partecipazione di docenti universitari, di testimonianze, di laboratori di esperienze, ma anche di voci al di là del Mediterraneo, come quella del card. Cristòbal di Rabat (Marocco), una Chiesa di frontiera, coraggiosa costruttrice di ponti nel mondo dell’Islam e nel cuore dell’emigrazione. Sempre in nome del Vangelo. Stimolante sarà la giornata di visita al Museo dell’emigrazione marchigiana di Recanati (MEMA), - racconto commosso di ben 700.000 emigrati di una regione italiana piuttosto piccola, - la visita al tristemente noto Hotel House, un ghetto verticale di 17 piani per quasi 1.800 persone di 40 nazionalità differenti, ma anche luogo di testimonianze solidali come l’Associazione "On the road" in percorsi di integrazione o il medico di base, acquartierato all’ottavo piano di questo enorme condominio, con tutti gli ascensori da anni fuori uso. Le Marche, insomma, terra di colline, di mare e di antichi borghi, per i partecipanti sarà un territorio da scoprire. Ma soprattutto da contemplare, da assaporare lentamente. "Viaggiare non è scoprire nuove terre, ma avere nuovi occhi" raccomanda Proust. Qui, dietro un colle o una siepe si può toccare l'infinito. Cioè il mistero dell'uomo e della sua avventura nell'incontro con altri uomini. Con altri mondi. Per questo, "il naufragar m'è dolce in questo mare".
GMMR: nelle Marche le celebrazioni principali
6 Maggio 2021 - Roma - Le celebrazioni ufficiali della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato si svolgeranno quest’anno nelle Marche. L’iniziativa è della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes che proprio in questa regione promuoverà, dal 23 al 27 agosto, a Loreto, in collaborazione con il SIMI (Scalabrini International Migration Institute), il Corso di Alta Formazione sul tema “Costruire e custodire la casa comune” con la partecipazione di vescovi, direttori Migrantes, operatori di diverse diocesi italiane. Un santuario, quello di Loreto, che ogni anno accoglie il pellegrinaggio regionale dei migranti. Nelle Marche anche la celebrazione eucaristica nazionale c che si svolgerà domenica 26 settembre, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Attualmente nelle Marche risiedono 136mila cittadini stranieri, il 9% della popolazione mentre i cittadini marchigiani residenti all’estero sono 155mila con una incidenza sulla popolazione marchigiana pari al 10%. (Raffaele Iaria)

