26 Settembre 2019 - Roma - Nel corso dei lavori del Consiglio Permanente della CEI che si sono riuniti a Roma questa settimana, sono stati offerti e approfonditi contenuti e modalità dell’Incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo (Bari, 19–23 febbraio 2020). L’evento – dalla forte valenza simbolica – riunisce insieme con Papa Francesco un’ottantina di rappresentanti delle Chiese dei 19 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo; intende essere, innanzitutto, “un momento di fraternità fra i Vescovi in comunione con il Successore di Pietro”, si legge nel comunicato. Nel dibattito che ne ha arricchito la presentazione, è stata sottolineata “l’importanza di guardare al Mediterraneo con l’attenzione all’aspetto ecumenico e inter-religioso, ai migranti e alle opportunità di natura economica. La realizzazione dell’incontro impegna a recuperare le radici culturali che hanno innervato la storia del Mare Nostrum e dell’Europa. Ne nasce la responsabilità di uno sguardo profetico, che aiuti le Chiese a trovare le vie per rinnovare la loro missione evangelizzatrice, nonché per osare la pace e fondarla sul diritto, la giustizia sociale, la riconciliazione, la salvaguardia del creato” Si tratta – è stato evidenziato – di “riproporre insieme la profezia dei cristiani del Mediterraneo, individuando le vie con cui accogliere l’altro con la sua tradizione religiosa, alimentare una convivenza che si traduca in fraternità, testimoniare come le religioni possano costruire unità, rispetto a ogni prospettiva o tentazione di scontro di civiltà”.
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Lamorgese: “Gratitudine alla CEI. Governeremo al meglio gli sbarchi”
26 Settembre 2019 - Roma - “Il Ministero dell’Interno esprime gratitudine al Cardinale Bassetti e alla CEI per l’attenzione dimostrata e per quello che sta facendo per noi”. Lo ha detto il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in un’intervista del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, a margine della firma di un nuovo protocollo d’intesa tra il Viminale e la Conferenza Episcopale Italiana, per l’accoglienza di una sessantina di persone – fra i 182 migranti sbarcati a Messina dalla nave Ocean Viking – che non saranno ridistribuite tra Francia, Germania, Portogallo, Irlanda e Lussemburgo. “È una convenzione – ha spiegato il Ministro Lamorgese - che ripercorre ciò che già è avvenuto in passato. È il segnale di attenzione che la CEI ha mostrato nei confronti dei migranti che arrivano sulle nostre coste, scappando da territori come la Libia dove c’è una guerra civile”.
“Gli sbarchi attualmente – ha concluso il Ministro Lamorgese a Tv2000 - coinvolgono soprattutto i barchini. Si sono leggermente implementati ma ci sono sempre stati anche nei periodi precedenti. È un sistema che cercheremo di governare al meglio, speriamo anche con l’aiuto dell’Europa. Dobbiamo lavorare insieme agli altri Paesi europei per cercare di governare un fenomeno che è strutturale, che esiste e che deve essere governato”.
GMMR: all’Istituto Cervi la storia di una ragazza proveniente dal Kosovo
25 Settembre 2019 - Reggio Emilia - Domenica 29 settembre, alle ore 16.00, presso la Biblioteca per ragazzi il Mappa Mondo, situata all’interno del Museo Cervi, a Gattanico (RE) si terrà un evento in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Per tale occasione sarà presente Imeraj Bajselmani Kymete, oggi personaggio attivo nel reggiano in associazioni delle comunità kosovare e albanesi, che racconterà la sua storia di migrante: giunta in Italia nel 1995 inizialmente per motivi personali, si è poi ritrovata in fuga dalla guerra iniziata in Kosovo, dove si trovava ancora la sua famiglia. Un racconto per capire i motivi e i contesti da cui fuggono queste persone, un modo per comprendere come si è modificata la figura del migrante e la sua percezione nei nostri tempi. Un viaggio reso possibile anche grazie all’ausilio di letture dai libri presenti nella Biblioteca per ragazzi, inaugurata quest’anno, con un vasto catalogo di opere incentrate sui fenomeni storici, sociali e culturali del ‘900 e del nuovo Millennio.
Mons. Lorefice a Lampedusa per “ricordare i fratelli migranti
25 Settembre 2019 - Lampedusa - “Il Figlio di Maria e di Giuseppe, la prima famiglia di profughi dell’era cristiana, dice oggi alla comunità civile e cristiana di Lampedusa: “Sii porto di approdo; sii porto salvo”. “Perché attorno a Maria, con questo titolo, Porto Salvo, ti sei da sempre ritrovata e continui a ritrovarti”. “Sii porto di salvati e porto di salvezza soprattutto per chi è destinatario della predilezione di Dio: i suoi figli affamati, assetati, nudi, perseguitati, forestieri, ammalati, carcerati. A noi cristiani, il Signore, rivestendoci della sua Luce, continua a dire: “Voi siete la luce del mondo, il sale della terra”. Rinnova la sua chiamata: “venite vi farò pescatori di uomini”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice, nel corso dell’omelia pronunciata a Lampedusa, durante la concelebrazione Eucaristica, presieduta nella Parrocchia di San Gerlando per i festeggiamenti in onore della patrona dell’isola delle Pelagie. Mons. Lorefice, per l’occasione, ha utilizzato il pastorale realizzato con il legno dei barconi, che ha usato Papa Francesco, nel suo primo viaggio l’8 luglio 2013. A sovrastare l’abside della chiesa parrocchiale, la Croce “Milagro” donata all’isola dallo stesso Pontefice, realizzata con i remi dei barconi dei migranti. Nella sua riflessione l’arcivescovo ha poi aggiunto: “Il Figlio di Dio che oggi dice a questa nostra santa assemblea, a questa nostra comunità cristiana che porta il nome di Gesù, Cristo: “Alzati! Rivestiti di luce” (Is 60,1). La luce di Cristo dilata il tuo cuore. Il nostro cuore. La luce di Dio, accolta, dilata il cuore. “L’abbondanza del mare si riversa su di te” (Is 60, 5), come ha annunziato il profeta Isaia. Il Figlio di Maria che dice a questa nostra umanità: “Non fuggire. Non chiuderti. Non voltare le spalle. Non alzare i muri. Chi viene dal mare è “la ricchezza delle genti” (Is 60, 5). È ricchezza perché – ha continuato – arrivano figli d’uomo e dunque figli di Dio. Figli amati da Dio. Destinati alla luce e alla vita da Dio. Le genti che arrivano dal mare sono portatori di ricchezza. Sul loro volto è la ricchezza del volto di persona, sono corpi umani, storie, sentimenti, portano attese, hanno sentimenti, desideri, ricercano felicità, libertà, pienezza di vita”. Mons. Lorefice si è recato anche presso il cimitero, accompagnato dai parroci don Carmelo La Magra e don Fabio Maiorana insieme a Paola La Rosa del Forum Lampedusa Solidale, dove si è fermato in religioso silenzio davanti alle tombe delle persone morte nel Canale di Sicilia durante le traversate per sfuggire alle guerre, alla fame e alle torture subite.
Messina: fra i piccoli sbarca anche un neonato di soli 10 giorni
25 Settembre 2019 - Roma - Li hanno aspettati sotto una pioggia battente sul molo Norimberga di Messina. E li hanno accolti con peluche e palloncini. I volontari della Croce Rossa hanno dato così il benvenuto ai 14 minori sbarcati dalla "Ocean Viking" a Messina. Quasi una festa per far dimenticare loro il lungo viaggio che hanno dovuto affrontare, preceduto dalla dura permanenza in Libia. Tra i primi a sbarcare, una mamma con i suoi tre figlioletti. La donna ha lasciato la nave di Sos Mediterranee e Msf con un neonato di 10 giorni e i fratellini di 1 e 3 anni. Il neonato, venuto alla luce prima di essere soccorso dalla nave, insieme ai fratellini è stato portato in ospedale per i controlli. Dopo i bambini hanno toccato terra i restanti dei 182 naufraghi che verranno ricollocati in diversi Paesi dell’Ue.
Campagna “Io accolgo”: appello per abrogare i Decreti Sicurezza e annullare gli accordi con la Libia
20 Settembre 2019 - Roma – La campagna “Io accolgo” ha deciso di lanciare un appello rivolto a Governo e Parlamento in cui si chiede di abrogare i Decreti Sicurezza e di annullare gli accordi con la Libia, oltre a una revisione complessiva delle politiche sull’immigrazione. L’obbiettivo è quello di riaprire – spiega una nota - il dibattito nella società e nelle aule parlamentari su questi temi: “Senza un intervento di modifica, infatti, le norme approvate dalla precedente maggioranza restano pienamente in vigore, continuando a produrre effetti devastanti in termini di violazioni dei diritti e di esclusione sociale dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione”. Pur avendo il nuovo Governo in programma la revisione della disciplina in materia di sicurezza, alla luce delle osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica, l’appello di #ioaccolgo richiama “l’urgenza di intervenire su aspetti ritenuti di particolare importanza, fra cui l’abrogazione o comunque una profonda modifica dei due decreti, nonché l’annullamento degli accordi con la Libia”. Il testo dell’appello verrà presentato in una conferenza stampa che si terrà a Roma, martedì 24 settembre.
UNHCR premia i “corridoi umanitari
20 Settembre 2019 - Ginevra - Un premio per i “corridoi umanitari” che hanno portato in Italia persone in fuga dalla Siria e da altre zone di conflitto su percorsi legali e sicuri: lo ha voluto assegnare l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati per sottolineare il valore dell’iniziativa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Cei (che opera attraverso gli organismi collegati Caritas Italiana e Fondazione Migrantes), Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (Fcei) e Tavola Valdese, in collaborazione con il governo italiano. Si tratta della sezione regionale per l’Europa del Premio Nansen. Da febbraio 2016 a oggi sono arrivati oltre 2.000 rifugiati e persone vulnerabili in Italia in base a quattro accordi distinti, firmati dalle quattro realtà religiose insieme con i ministeri dell’interno, de-gli affari esteri e della cooperazione internazionale.
Parroco Lampedusa racconta la situazione dei migranti nell’Isola delle Pelagie
20 Settembre 2019 - Lampedusa - L’hot spot di Lampedusa “è sovraffollato come sempre. Lì la situazione è sempre precaria. Dovrebbe avere le condizioni per essere accogliente, invece è un luogo chiuso e militarizzato”. A parlare all’agenzia Sir è don Carmelo La Magra, parroco di San Gerlando a Lampedusa. Nonostante i continui trasferimenti verso la terraferma l’hot spot di Contrada Imbriacola è sovraffollato perché sono approdati sull’isola con barchini un totale di 171 migranti, che si aggiungono ai 90 già presenti nel centro, ossia la capienza massima prevista. Nelle ultime due settimane sono arrivate in autonomia circa 600 persone partite da Tunisia e Libia e le forze dell’ordine hanno denunciato l’insufficienza dei loro organici rispetto agli interventi quotidiani legati agli sbarchi. “Se i trasferimenti verso la terraferma non sono costanti la gente è costretta a dormire a terra”, riferisce il sacerdote: “ma in questi giorni mi sembra siano ripresi con maggiore tempestività. Gli sbarchi in autonomia sono invece più o meno come le settimane passate. La differenza è che se ne sta parlando di più”. Intanto sul sagrato della sua parrocchia a Lampedusa stanno protestando in queste ore una ventina di tunisini: hanno in mano dei cartelli perché temono di essere rimpatriati. “E’ una protesta pacifica – dice il parroco -. Sono seduti e hanno dei cartelli in mano Abbiamo chiesto se hanno bisogno di qualcosa ma non vogliono aiuti. Non sappiamo se gli sia stato permesso di fare richiesta di asilo, come previsto dalle procedure”. Ricordando che il diritto d’asilo “è personale, non di massa, e non dovrebbe essere negato in base alla nazionalità”, don La Magra chiede che “sia data a tutti la possibilità di formulare le proprie richieste”.
Istat: “i nuovi italiani sono oltre 1,3 milioni, la maggior parte dei quali donne”
19 Settembre 2019 - Roma - Al 1° gennaio 2018 risiedono in Italia oltre un milione e 340mila persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana. Nel 56,3% dei casi si tratta di donne. È uno dei dati offerti da Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, in occasione dell’audizione alla I Commissione (Affari Costituzionali) della Camera, nell’ambito dell’Indagine conoscitiva in materia di politiche dell’immigrazione, diritto d’asilo e gestione dei flussi migratori. Blangiardo ha offerto una fotografia della presenza di immigrati e richiedenti asilo nel nostro Paese, evidenziando come in molti casi chi è arrivato in Italia alcuni anni fa oggi si è integrato nella nostra società. Secondo i dati Istat – i residenti che hanno acquisito la cittadinanza sono nel 13,7% dei casi marocchini e nel 12,6% albanesi. Più bassa, invece, la propensione ad acquisire la cittadinanza italiana da parte dei rumeni e dei cinesi. I cittadini italiani per acquisizione si concentrano soprattutto nelle regioni del Centro-Nord (il primato va alla Lombardia con il 22,7%, seguita dal Veneto con l’11,8%). Un cittadino italiano per acquisizione su cinque è un minorenne (sono quasi 275mila). Questo dato apre una finestra sui cittadini di seconda generazione. Blangiardo ha ricordato che i nuovi italiani di seconda generazione non solo sono in aumento, ma rappresentano un contingente con caratteristiche sempre più complesse e articolate e, proprio per questo, di difficile misurazione. Al 1° gennaio 2018, in Italia, i minori di seconda generazione, stranieri o italiani per acquisizione, sono 1 milione e 316mila: di questi il 75% è nato in Italia (991mila, seconda generazione in senso stretto). I minori di seconda generazione costituiscono il 13% della popolazione minorenne; per i più piccoli (0-5 anni), tale percentuale arriva al 15%. Blangiardo ha parlato anche dei rifugiati e richiedenti asilo. In Italia, il maggior numero di richieste di protezione internazionale è giunto da cittadini siriani (17.090 richieste), venezuelani (10.790) e afghani (10.750). In termini assoluti – secondo i dati Istat – l’aumento maggiore registrato nel numero di nuove domande di asilo ha riguardato proprio i cittadini venezuelani (+6.605 richieste rispetto al primo trimestre 2018, pari al 46,3% di tutte le nuove domande pervenute).
Chiese svedesi ai parlamentari: non alzare muri
18 Settembre 2019 - Roma - La Svezia deve fare pressioni in Europa perché ci sia “accoglienza condivisa dei rifugiati”. E’ quanto scrive la presidenza del Consiglio delle Chiese in Svezia ai leader dei gruppi politici al Riksdag (il parlamento svedese), all’inizio di un nuovo anno di attività sottolineando che “coloro che immigrano in Svezia” hanno “bisogno di noi e della nostra protezione, ma anche noi abbiamo bisogno di loro”. Nella lettera si evidenzia che ogni anno parlamentare ha “le sue sfide nazionali e internazionali a cui trovare soluzioni nel senso di una politica buona, equilibrata e umana. Per noi è importante che il valore e la dignità delle persone siano al centro”. Le Chiese sono pronte a “contribuire per una società buona”, ma segnalano anche il “pericolo che si perda di vista il mondo al di fuori del nostro Paese”, cadendo in “una specie di sonno nazionalista”, e “ci si ripieghi su se stessi”. Il riferimento è a chi vuole “rendere il confine del nostro Paese sempre più chiuso” e al dibattito in corso mentre ci si appresta alla revisione della politica migratoria svedese. “Ogni persona che arriva al confine ha diritto” che il suo caso sia singolarmente esaminato e si verifichi se “è autorizzata a rimanere, come rifugiata o bisognosa di protezione, o meno”.

