Tag: Immigrazione

Naufragio davanti alla coste della Tunisia: otto corpi recuperati

18 Settembre 2019 -

Roma - Nel Mediterraneo, non si fermano le partenze, i soccorsi, ma anche, purtroppo i naufragi. Come quello avvenuto ieri davanti alla Tunisia. Al momento sono otto i corpi recuperati, nove invece i migranti soccorsi dalla Guardia costiera tunisina in seguito al naufragio di un peschereccio al largo delle coste tunisine di El Aouabed, nel governatorato di Sfax. Lo ha reso noto una fonte della sicurezza all’agenzia di stampa Tap precisando che altre tre persone risultano disperse. Secondo la stessa fonte almeno 14 tunisini originari di Sfax e Kebili si trovavano a bordo del peschereccio che ha colpito una boa galleggiante; a 6 miglia da Ellouza. Tre presunti organizzatori della traversata, tutti di Sfax, sono stati arrestati. Unità della Guardia Costiera, con l’ausilio della protezione civile, unità della Marina e un elicottero militare hanno condotto le operazioni di ricerca delle persone scomparse.

Ucraini: a Firenze il pellegrinaggio dei Vescovi della Chiesa Greco-Cattolica

13 Settembre 2019 - Firenze - La parrocchia cattolica ucraina di San Michele Arcangelo a Firenze con il sostegno dell’Arcidiocesi di Firenze e con il Patrocinio del Comune di Firenze, in collaborazione con la Fondazione Giorgio La Pira e Associazione Ucraina-Firenze “Lilea” ONLUS, sta organizzando un evento straordinario per la Chiesa e per la città di Firenze. Dal 1 al 10 settembre a Roma si è svolto il Sinodo Santo di tutti i vescovi del mondo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina. Il tema principale di riflessione è “Comunione nella vita e nella testimonianza della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina”. Dopo il Sinodo, i vescovi ucraini parteciperanno all’incontro annuale dei vescovi cattolici orientali d’Europa e alla fine incontreranno a Roma Papa Francesco. Alla conclusione di questi due grandi eventi a Roma, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Capo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina insieme con tutti i vescovi sinodali si recherà il 14-15 settembre in pellegrinaggio al Duomo di Firenze per venerare la reliquia di San Giovanni Crisostomo, la cui festa cade proprio il 14 settembre. Oltre la memoria di San Giovanni Crisostomo, a motivo della sua reliquia che si custodisce nella Cattedrale, è bello – spiega una nota -  che durante il pellegrinaggio si ricorderanno altri due significativi eventi di grazia: il 580° anniversario del Concilio di Firenze (6 luglio 1439), che vide la significativa partecipazione del Card. Isodoro Metropolita di Kiev; il 55° anniversario della visita a Firenze del martire della fede il Card. Josyf Slipyj (24-26 gennaio 1964). Il Card. Slipyj era il Metropolita di Lviv degli ucraini, capo della chiesa greco-cattolica ucraina (1944-1984) ed era stato incarcerato dalle autorità sovietiche e fu liberato e lasciato partire per Roma agli inizi del 1963, dove restò in esilio. Fu creato cardinale da Paolo VI nel 1965 e morì a Roma nel 1984. Durante il Pellegrinaggio sarà ricordato il venerabile Giorgio La Pira, il “sindaco santo” di Firenze (1955-1965), che aveva rapporti d’amicizia con il Card. Slipyj che gli scrisse in una lettera: “Firenze La attende di nuovo… anche Palazzo Vecchio sarà felice di aprirLe le sue porte et di mostrarLe le sue sale”. Dopo 55 anni, il successore di Card. Slipyj, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Capo della Chiesa Greco-Cattolica, il 14-15 settembre verrà in pellegrinaggio a Firenze per venerare la reliquia di San Giovanni Crisostomo, ma anche per incontrare il Sindaco di Firenze e per ringraziarlo per la vicinanza di Firenze verso Kiev, capitale ucraina, città gemellata da 52 anni, città di fede, cultura e solidarietà. Il culmine del Pellegrinaggio sarà la Divina liturgia Pontificale che verrà celebrata domenica 15 settembre alle ore 13.30 nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. La liturgia sarà presieduta da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Capo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, e concelebrata da tutti i vescovi e i sacerdoti e assistita dal card. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze. La celebrazione sarà animata dai due cori “Felicio” (Ucraina) e quello dei Monaci della Fraternità Monastica di Gerusalemme della Badia Fiorentina.

In Italia 98 rifugiati detenuti a Tripoli: fra loro anche 52 minori senza famiglia

13 Settembre 2019 - Roma - Un gruppo di 98 rifugiati è stato evacuato ieri dalla Libia in Italia dall’ACNUR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Si tratta della terza evacuazione umanitaria diretta realizzata quest’anno verso il paese, riferisce l’Agenzia dell’Onu, sottolineando che “con il conflitto che continua a infuriare in Libia, le operazioni di evacuazione rappresentano un’ancora di salvezza per i rifugiati più vulnerabili che si trovano nei centri di detenzione e in contesti urbani e che hanno un disperato bisogno di sicurezza e protezione”. Provengono da Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan, e tra esse vi sono anche 52 minori non accompagnati.

Associazioni: ricorso Tribunale di Milano per “sbloccare subito il reddito di cittadinanza per i cittadini stranieri”

12 Settembre 2019 - Milano - “Il blocco nella erogazione del reddito di cittadinanza esclude a tempo indeterminato i cittadini stranieri senza alcuna giustificazione e deve quindi essere immediatamente rimosso”. Lo affermano Asgi, Avvocati per Niente, Fondazione Guido Piccini e Naga, che hanno depositato un ricorso al Tribunale di Milano chiedendo di ordinare all’Inps di modificare la circolare e procedere all’esame delle domande presentate dai cittadini stranieri alle stesse condizioni previste per gli italiani. La vicenda è conseguenza del cd “emendamento Lodi” (la vicenda delle mense scolastiche precluse ai bambini stranieri) che è stato introdotto in sede di conversione del decreto legge n. 4/19 sul reddito di cittadinanza. L’emendamento prevede l’obbligo per tutti i cittadini extra Ue di produrre non solo l’attestazione Isee come i cittadini italiani e europei, ma anche certificazione – spesso impossibile da reperire – “rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana” attestante la situazione reddituale e patrimoniale all’estero nonché la composizione del nucleo familiare. “Si tratta – precisano le quattro associazioni – di una richiesta già di per sé illegittima (in quanto l’Isee viene già rilasciato dopo le verifiche dell’Agenzia delle entrate alla quale sia italiani che stranieri devono denunciare redditi e patrimoni esteri) e comunque spesso impossibile da soddisfare per l’inesistenza, nei Paesi di provenienza, di un adeguato sistema di certificazione. La norma prevede comunque che un successivo decreto ministeriale stabilisca i Paesi per i quali è ‘oggettivamente impossibile’ procurarsi tale documentazione, ma il termine per l’emanazione del decreto è scaduto il 18 luglio scorso e il decreto non è stato emanato”.  

Migrantes Carpi: un incontro su “Carpi e la sfida dell’accoglienza”

11 Settembre 2019 - Carpi - Di recente sono stati introdotti in Italia radicali cambiamenti nella disciplina dell'asilo e  dell'immigrazione. Diversi sono  i punti problematici di tali novità legislative, a parere della Migrantes Diocesana Carpi che considera come fondamentali, per qualsiasi Stato e per qualsiasi comunità locale, per il governo dell’immigrazione le quattro azioni indicate da Papa Francesco (Messaggio per la 104° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, 14 gennaio 2018) e recepite anche dal Global Compact firmato a Marrakech lo scorso dicembre per una migrazione sicura, ordinata e regolare. Tali azioni sono: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. La Migrantes di Carpi ritiene che “le recenti riforme normative che incidono pesantemente sul diritto di asilo vadano in una direzione molto diversa e mettono di fatto in difficoltà ulteriormente le realtà locali”. Pertanto la Migrantes diocesana – si legge in una nota -  considera “necessario” e “urgente” riflettere su tali temi, coinvolgendo in una tavola rotonda i principali soggetti locali che si occupano del tema, in vista anche della 105° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che la Chiesa cattolica celebra domenica 29 settembre 2019. Tale tavola rotonda si svolgerà martedì 17 settembre 2019 alle ore 21 presso la Sala Loria di Carpi e alla quale interverranno, tra gli altri, il Vescovo di Modena e Amministratore apostolico della diocesi di Carpi, mons. Erio Castellucci, il Sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, Edoardo Patriarca, già Vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti, e realtà locali  che si occupano del tema. La serata sarà l’occasione anche per annunciare ufficialmente la costituzione a Modena del Comitato locale della Campagna #ioaccolgo.

Minori stranieri: appello di UNHCR, OIM e Unicef agli Stati europei per “promuovere accesso a istruzione di qualità”

11 Settembre 2019 - Ginevra - Le agenzie delle Nazioni Unite UNHCR, OIM e Unicef chiedono agli Stati europei uno sforzo maggiore per assicurare a tutti i minorenni migranti, rifugiati e richiedenti asilo l’accesso all’istruzione di qualità e garanzie per il proseguimento del percorso accademico. In una pubblicazione lanciata oggi, informa il Sir, le tre Agenzie delle Nazioni Unite descrivono le barriere che questi bambini e adolescenti incontrano nell’accesso all’istruzione in Europa. Attualmente il numero di bambini e adolescenti nati fuori dall’Europa (compresi i minorenni rifugiati e migranti arrivati di recente) che abbandonano la scuola precocemente è quasi il doppio rispetto al numero dei minorenni che nascono in Europa. I minorenni migranti conseguono risultati scolastici più bassi quando non viene dato loro il supporto adeguato. Per esempio, circa 3 studenti nati nel Paese su 4 conseguono l’idoneità in scienze, lettura e matematica, ma sono solo 3 su 5 di quelli con un background migratorio. In Italia nell’anno scolastico 2016-2017, erano registrati 634.070 bambini non italiani in scuole italiane (pari al 9,5% del totale degli iscritti); il 46% dei bambini non italiani era iscritto alla scuola primaria, il 26% alla scuola secondaria inferiore e il 29% alla secondaria superiore. Non ci sono dati sull’istruzione pre-primaria; tra tutti i bambini non italiani nel sistema scolastico, il 77% (487.748) erano cittadini non europei; tra gli adolescenti rifugiati e migranti, che hanno risposto ad un sondaggio Unicef nel 2017, il 49% frequentava solo lezioni di lingua italiana, mentre solo il 30% frequentava le lezioni regolari, con un grande differenza tra le zone; secondo un sondaggio più recente l’86% dei rispondenti ha dichiarato che avrebbe voluto accedere a corsi di formazione. Tuttavia, pochissimi di loro hanno avuto accesso a queste opportunità. Tra le sfide principali sottolineate nel rapporto, “le risorse economiche insufficienti; pochi spazi scolastici o insegnanti non adeguatamente formati per lavorare con minorenni rifugiati e migranti; barriere linguistiche; la mancanza di sostegno psicosociale e classi di recupero limitate. Queste ultime sono vitali per i bambini che non sono andati a scuola per periodi prolungati o che provengono da sistemi scolastici differenti”.

Ucraini in Italia: Mons. Lachovicz racconta “vi racconto cosa è la Sindrome Italia”

11 Settembre 2019 - Roma - La popolazione ucraina che vive nel nostro territorio è per lo più composta da donne. Ci sono comunità praticamente frequentate solo da donne. “Le donne ucraine lavorano bene – conferma al Sir il vescovo Dionisio Lachovicz, delegato “ad omnia” per l’Esarcato Apostolico per i fedeli ucraini di rito bizantino residenti in Italia – e sono religiose. Tante di loro sono riuscite a riportare alla Chiesa gli anziani che hanno in cura. Con questo spirito, li preparano anche alla morte”. Oggi però devono far fronte ad un nuovo problema. Si chiama “Sindrome Italia”. “Queste donne – spiega Mons. Lachovicz – sono arrivate in Italia per lavorare all’età di 30-40-50 anni ma dopo 20 anni di immigrazione, oggi si ritrovano anziane. Per venire qui hanno lasciato a casa il marito e i figli e tante famiglie si sono distrutte. Esaurito la loro esperienza lavorativa in Italia, rientrano a casa, ma sono rifiutate. Ho sentito con le mie orecchie dire: ‘mia madre non c’è mai stata quando eravamo piccoli, non la vogliamo più con noi’. Tutto il denaro che hanno guadagnato, lo hanno inviato a casa. Con quei soldi hanno potuto mandare i figli a scuola, costruire una casa. Ma per loro oggi in Ucraina non c’è più posto”.  

Migrantes Tivoli: uno sportello “verso i migranti”

10 Settembre 2019 - Tivoli -  Ogni martedì mattina, dalle 10 alle 12, presso la parrocchia di Santa Maria Goretti in Villalba di Guidonia l' Ufficio pastorale Migrantes della diocesi di Tivoli è a disposizione per offrire un servizio sociale di accoglienza rivolto alle persone immigrate. Questo sportello, che è gratuito e riservato, potrà fornire a chi ne ha necessità informazioni sui servizi alle persone immigrate, corsi di italiano, mediazioni culturali e linguistiche, consulenza giuridica e promozione di interculturalità al fine d' aiutare nel processo di integrazione nella nostra società coloro che giungono in Italia dall'estero.

ISMU: rimesse in Italia, il denaro in entrata supera quello in uscita

10 Settembre 2019 - Milano – Secondo gli ultimi dati della World Bank, durante il 2017, l’Italia ha ricevuto 9,8 miliardi di dollari in rimesse dall’estero e ne ha inviate verso l’estero di meno: 9,3 miliardi. Lo riferisce la Fondazione ISMU sottolineato che “è  chiaro che non si tratti solamente di rimesse di migranti e che i dati includano anche gli italiani temporaneamente all’estero (e gli stranieri temporaneamente in Italia); è tuttavia interessante notare come dal punto di vista degli scambi monetari tramite le rimesse, per l’Italia si sia registrato un guadagno”. Tale trend – scrive ISMU – “a vantaggio dell’Italia in realtà dura da un triennio: nel 2016 infatti furono contabilizzate in 9,5 miliardi di dollari le rimesse percepite dall’Italia e in 9,2 miliardi quelle inviate, nel 2015 rispettivamente in 9,6 e 9,4 miliardi. Tale cambiamento è dovuto probabilmente sia a una minore disponibilità economica della popolazione immigrata a causa della crisi, sia al fatto che gli immigrati con maggiore anzianità migratoria hanno spostato il centro dei loro interessi, anche affettivi, dal Paese d’origine all’Italia, dove spendono e fanno investimenti economici. Inoltre non bisogna sottovalutare le maggiori recenti emigrazioni dall’Italia sia di italiani sia di stranieri con cittadinanza italiana, che hanno senz’altro contribuito ad aumentare il flusso di rimesse verso il territorio nazionale”. Dal 2008 al 2017 in Italia il saldo netto delle rimesse rimane comunque negativo: “ma nonostante l’inversione di tendenza degli ultimi tre anni, in cui le rimesse ricevute hanno sempre superato quelle inviate per un totale di un miliardo di dollari, nell’ultimo decennio il saldo netto delle rimesse per l’Italia è stato comunque negativo per 30 miliardi di dollari. Infatti nei sette anni precedenti ‒ 2008-2014 ‒ le uscite dall’Italia sono state sempre superiori alle entrate, per un totale di 31 miliardi di dollari. Si segnala che la maggior quantità di rimesse realizzate dagli immigrati dall’Italia verso l’estero si è registrata tra il 2008 e il 2011”. Sempre secondo i più recenti dati della World Bank (2017), sebbene in termini assoluti l’Italia sia al 15° posto nel mondo per rimesse percepite e al 17° per rimesse inviate, in termini relativi scende al 133° posto per incidenza delle rimesse percepite sul totale del prodotto interno lordo (0,5%), mentre è al 104° per quelle inviate. In base ai dati del 2017 all’incirca un duecentesimo del prodotto interno lordo italiano viene oggi annualmente inviato all’estero. Chi “perde” di più secondo i dati del 2017, sotto il profilo delle rimesse inviate, sono invece il Lussemburgo (il 20,3%, ovvero più di un quinto del proprio prodotto interno lordo viene inviato all’estero dai migranti) e poi i tre Paesi del golfo persico: Oman (13,9%), Emirati Arabi Uniti (11,6%) e Kuwait (11,4%). Chi guadagna invece di più dalle rimesse – prescindendo da alcuni Paesi più piccoli – sono l’Egitto (il cui 11,6% del pil deriva dalle rimesse dei migranti), l’Ucraina (11,4%), le Filippine (10,2%) e più a distanza il Pakistan (6,8%). Mentre in termini assoluti i Paesi da cui sono partite più rimesse nel 2017 sono stati ‒ nell’ordine ‒ Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Svizzera e Germania. In base alle stime della World Bank risulta che lo stato da cui partono più rimesse per l’Italia sono gli Stati Uniti, seguiti da Germania, Francia e Canada. Per quanto riguarda le rimesse in uscita dall’Italia, i dati della World Bank pongono al primo posto a sorpresa la Francia davanti alla Romania e alla Cina, a cui seguono Nigeria e Marocco. Nel 2017, tra i 25 Paesi con maggiore numero di residenti in Italia, al primo posto per invio di rimesse dall’Italia verso l’estero si colloca la Nigeria con il valore quasi inspiegabile – se non con il sommarsi di forti flussi finanziari a quelli di pure rimesse dei migranti – di ben 478 dollari medi mensili procapite, davanti all’Egitto (219), alla Serbia (190), alla Cina e al Senegal (182 entrambi); e con in coda Macedonia (23), Albania (50), Bangladesh e Romania (54), Ucraina (61), Bulgaria (69), Russia (75) e Kosovo (94). Oltre all’inaspettato dato attribuibile ai nigeriani – e parzialmente anche a quello relativo agli egiziani –, stupisce il basso valore relativo ai cittadini ucraini, prevalentemente donne con obiettivi migratori fortemente legati al lavoro d’assistenza domiciliare e di risparmio e rimesse verso il Paese d’origine. Sicuramente in quest’ultimo caso l’invio delle rimesse avviene tramite canali informali, o sotto forma di beni, spesso inviati tramite pullman, furgoncini o corrieri che fanno la spola tra l’Italia e il Paese d’origine. Se il dato sui nigeriani è sicuramente fortemente incrementato da transazioni economiche, al contrario quello ucraino è sottostimato in assenza di contabilizzazione delle rimesse di tipo informale.        

Don De Robertis: l’Italia ha una lunga storia di emigrazione

6 Settembre 2019 - Roma - L’Italia ha una lunga storia di emigrazione, che ha portato a parlare degli italiani come “un popolo di emigranti”. Nei circa 160 anni di storia del nostro paese, si calcola che siano emigrati milioni di italiani. Verso le Americhe e l’Europa soprattutto, ma un po’ verso tutti i paesi del mondo. E “non solo a fine Ottocento quando interi paesi si svuotavano lasciando solo vecchi e bambini, o nel dopoguerra, ma anche in questi ultimi anni seppure in condizioni meno drammatiche”. Lo ha detto questa mattina il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis davanti ai 50 vescovi riuniti a Roma per i lavori del Sinodo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina. Per il direttore Migrantes la Chiesa italiana “non è rimasta a guardare, indifferente, ma si è presa cura di questi suoi figli. Dapprima ad opera di pastori come mons. Scalabrini, Vescovo di Piacenza, che ha fondato una congregazione di preti disposti a partire insieme ai migranti, o mons. Bonomelli, Vescovo di Cremona, o figure come Santa Francesca Saverio Cabrini, patrona dei migranti. Poi in modo più strutturato, attraverso un apposito organismo, l’UCEI (Ufficio Centrale Emigrazione Italiana) che a partire dal 1987 ha cambiato nome in Fondazione Migrantes, essendo diventato il nostro un paese non solo di emigrazione, ma anche di immigrazione”. Si è venuta così costituendo nel mondo una rete di missioni italiane – sono ancora oggi più di 300 – che costituiscono – ha aggiunto - un importante punto di riferimento per gli emigrati italiani non solo dal punto di vista religioso ma anche sociale e culturale. Questa lunga esperienza di emigrazione ha spinto la Chiesa italiana da subito a farsi vicina alle tante persone di diversa nazionalità presenti nel nostro paese”, circa 5 milioni e mezzo, di cui oltre la metà cristiani e circa 1 milione cattolici. E a sostenere le diverse Chiese nel costituire delle comunità dove i loro fedeli possano trovare non solo un aiuto materiale, ma anzitutto conservare la propria identità religiosa e linguistica.   Fra queste gli ucraini hanno un posto “importante”: sono il quinto gruppo più numeroso, dopo Romania, Albania, Marocco e Cina: 237.047 al 1 gennaio 2018 (numero abbondantemente per difetto, essendo in Italia alto il numero di coloro che sono privi di titolo di soggiorno e quindi invisibili), di cui il 78% donne. “Ci guida un pensiero più volte ripetuto da papa Francesco: le attuali migrazioni e il divenire delle nostre società sempre più cosmopolite, deve aiutarci a riscoprire e a vivere la nostra cattolicità. E cioè non solo a riconoscere e ad apprezzare le diversità, ma insieme a fare in modo che esse non restino giustapposte, ma entrino in dialogo fra loro, si sentano parte dell’unica Chiesa”, ha sottolineato il sacerdote che ha ricordato poi il ruolo delle donne ucraine nel servizio nelle case degli italiani soprattutto nella cura delle persone bisognose. “Quello che però è un beneficio per i nostri anziani, costituisce oggi –ha concluso – un grande dramma per il vostro paese, come anche per altri paesi dell’est-Europa (Romania, Georgia, Moldavia, ecc). Intere generazioni di bambini crescono lontani dalla loro madre, spesso da entrambi i genitori”.