2 Settembre 2019 - Roma - “Ci hanno appena comunicato che tra poco la Guardia costiera farà sbarcare ‘per motivi sanitari’ le ultime 31 persone rimaste a bordo della Mare Jonio”. Lo annuncia l’equipaggio della Nave Mare Jonio su Twitter. “La loro odissea è finita ed all’orizzonte si intravede un po’ di umanità. Benvenuti in Europa!”.
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Chiesa Greco-Cattolica Ucraina: da oggi il Sinodo a Roma
2 Settembre 2019 - Roma - Cominceranno con una udienza con Papa Francesco questa mattina e proseguiranno fino al 10 settembre, i lavori del Sinodo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina, che si tiene quest’anno a Roma. I 50 vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, stabiliti nella terra madre, ma anche negli Stati Uniti, in America Latina, in Australia e Medio Oriente, discuteranno sul tema “La comunione e l’unità nella vita e testimonianza della Chiesa Ucraina oggi”. Il Sinodo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina si tiene a Roma per celebrare due anniversari: il cinquantesimo anniversario della consacrazione della Basilica di Santa Sofia, “casa” dei greco-cattolici ucraini a Roma, che consacrata dal card. Josyp Slipyi alla presenza di Papa Paolo VI; e il novantesimo anniversario dei primi incontri dei vescovi greco-cattolici ucraini, che il Metropolita Sheptycky cominciò a Roma nel 1929. Fu poi a Roma che ripresero le riunioni sinodali della Chiesa Greco Cattolica Ucraina, allora in diaspora, dopo il Concilio Vaticano II. La convocazione del Sinodo a Roma in occasione di queste due celebrazioni rappresenta una occasione proficua per i vescovi ucraini di riconfermare la fedeltà come corpo sinodale al successore di Pietro, si legge in una nota. L’apertura del Sinodo è iniziata ieri, 1 settembre, con la celebrazione liturgica nella Basilica di Santa Sofia, pro-cattedrale, vale a dire seconda cattedra del Capo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina. Alla celebrazione ha preso parte il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali; il card. Domenico Calcagno, presidente emerito dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica; i 50 vescovi che prendono parte al Sinodo. Dopo la celebrazione è stata consacrata la croce che celebra l’anniversario. Domani ai lavori prenderà parte il card. a Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano mentre il 4 settembre è previsto un intervento del card. Angelo de Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma e amministratore apostolico sede vacante del recentemente costituito esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini in Italia. Il 5 settembre, si terrà in Santa Maria Maggiore alle ore 15 una Liturgia in occasione del 100esimo anniversario della morte della beata Yosafata Gordashevska, beatificata da Giovanni Paolo II durante il suo viaggio in Ucraina nel 2001. Il 6 settembre sarà commemorato il 35esimo anniversario dalla morte del card. Josyp Slipyi, e sarà ospite il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il 7 settembre, i vescovi del Sinodo visiteranno il Pontificio Istituto Orientale, dove sarà presentato il programma “Cristianesimo di Kiev”, una ricerca sulle radici del cristianesimo di Kiev ispirata e sostenuta da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Padre e Capo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina. Il Sinodo si concluderà il 10 settembre, con la firma degli atti sinodali.
Card. Montenegro: “fate scendere i migranti della Mare Jonio”
2 Settembre 2019 - Roma – La Nave Mare, con a bordo ancora 31 migranti, da cinque giorni è in mezzo al mare. Nel pomeriggio di ieri per tre dei migranti a bordo c'è stata così l'evacuazione medica a Lampedusa. Ai tanti appelli si è unito anche l’arcivescovo di Agrigento, il card. Francesco Montenegro sottolineando che con forza mi unisco all’appello lanciato dall’equipaggio della Nave Mar Jonio ormeggiata ad alcune miglia da Lampedusa; si tratta di “una situazione umanitaria gravissima per la mancanza di acqua potabile e per le condizioni del mare in costante peggioramento”. Dalla nave sono stati fatti trasbordare prima 64 migranti (fra cui donne incinte, bambini e persone in precarie condizioni di salute) e poi altre tre persone. Il trasbordo “sembrava aprire uno spiraglio in questa ennesima vicenda che vede compromettere e danneggiare la dignità di quei nostri fratelli che – scrive il porporato - prima ancora di essere migranti, sono persone umane già messe a dura prova – nei loro Paesi di provenienza – da guerre, violenze e carestie. Purtroppo assistiamo a una forma ingiustificata di durezza” nei confronti di queste persone che sono “rimaste a bordo e che ormai sono stremate fisicamente e psicologicamente, dopo diversi giorni di sosta in alto mare, sballottati dalle onde e privati del sacrosanto diritto di salvaguardare la loro vita”. Il card. Montenegro fa appello alle autorità competenti affinché “al più presto si decidano di permettere alla Mare Jonio di attraccare e di permettere ai migranti ancora a bordo di avere le necessarie cure mediche e l’approvvigionamento di acqua e cibo. Nella situazione drammatica che si è venuta a creare l’equipaggio sta facendo un lavoro straordinario che merita un grande apprezzamento; sono uomini e donne – scrive ancora l’arcivescovo di Agrigento - che hanno assicurato ai migranti l’assistenza, il sostegno e l’affetto per reggere a una prova così estenuante. Speriamo, per loro e per i migranti, che la Mare Jonio sia messa nelle condizioni di mettersi al riparo dalle onde e di entrare nel porto di Lampedusa. Prima di qualsiasi disputa politica vi sono i diritti umani che vanno difesi sempre e comunque. Il primato della dignità della persona umana per la Chiesa cattolica e per qualsiasi convivenza civile è un principio irrinunciabile. In virtù di questo principio, per favore, fate scendere i migranti della Mare Jonio!
Papa Francesco: dal 4 al 10 settembre in Africa
30 Agosto 2019 - Città del Vaticano – Inizierà il prossimo 4 settembre il viaggio internazionale di Papa Francesco in tre paesi dell’Africa Occidentale: Mozambico, Madagascar e Mauritius. La visita inizierà dalla capitale del Mozambico, Maputo dove visiterà, in forma provata, la Casa Matteo 25 di Maputo, una iniziativa della nunziatura apostolica nello Stato africano in collaborazione con poco più di 20 congregazioni religiose locali, nata per aiutare i giovani e i bambini di strada, che non hanno nulla da mangiare e, spesso, non sanno nemmeno dove dormire, ricorda Vatican News. Dal 6 settembre la visita proseguirà in Madagascar è previsto il 6 settembre. Tra gli appuntamenti attesi, quello con i giovani nel campo diocesano di Soamandrakizay e la celebrazione eucaristica della mattina successiva alle 10. Poi la visita alla Città dell'amicizia e la preghiera per i lavoratori nel cantiere di Mahatazana. Il 9 settembre nelle Mauritius con messa al monumento di Maria Regina della Pace e la visita privata al santuario di Père Laval. Il 10 il rientro a Roma. In Italia le comunità dei tre paesi si stanno preparando a questa visita con diversi momenti di preghiera. Nel nostro Paese vivono oltre 6mila persone provenienti dalle Mauritius, oltre 1500 dal Madagascar e qualche centinaio dal Mozambico. Nei tre paesi vivono anche italiani: in Madagascar 465; Mauritius 445 e in Mozambico 608 italiani. (R.Iaria)
Mons. Fragnelli a istituzioni nazionali e internazionali: “elaborare urgentemente strategie lungimiranti per i poveri del Mediterraneo”
30 Agosto 2019 - Trapani - “La nostra Chiesa si unisce a tutti coloro che – in qualsiasi modo – si ribellano ad una politica che ‘galleggia’ e ‘lascia galleggiare’ le coscienze nell’indifferenza”. Lo afferma il vescovo di Trapani, Mons. Pietro Maria Fragnelli, in un appello alle istituzioni nazionali e internazionali per sollecitare politiche strutturali e lungimiranti per far fronte alla condizione dei “poveri del Mediterraneo”. “La cronaca dei poveri che si avventurano sui barconi nel Mediterraneo e si affidano alle incerte risposte istituzionali, che lasciano spazio alle iniziative private degli operatori umanitari, sarà sempre ‘cronaca minore’ rispetto alle notizie dell’attualità politica nazionale ed europea che attraggono i grandi media”, rileva il vescovo, secondo cui, “sarà sempre usata per le schermaglie di parte”. “Tuttavia – prosegue – per la Chiesa e, soprattutto per le Chiese di Sicilia, quella dei poveri del Mediterraneo non sarà mai cronaca minore! È cronaca che sconvolge il nostro sistema di vita, sociale e culturale, prima ancora che religioso”. “Ci chiediamo come queste notizie di bambini, donne e adulti – che potrebbero essere i nostri bambini, le nostre donne, i nostri adulti – possano entrare concretamente nell’agenda politica”, aggiunge Mons. Fragnelli, che ammonisce: “Siccome il problema è prevalentemente politico, non possiamo tacere un appello alle istituzioni nazionali ed internazionali chiamate, urgentemente, ad elaborare strategie lungimiranti per i poveri del Mediterraneo”.
Nave Mare Jonio: appello a Conte delle organizzazioni sociali
30 Agosto 2019 - Roma - “La Libia non può essere considerata porto sicuro ed è proprio dall’inferno libico che quelle persone stavano fuggendo, dopo aver subito ogni tipo di violenza e vessazioni. Pertanto l’ipotesi di rimandare in Libia, ricorrendo alla cosiddetta guardia costiera libica, quelle persone in fuga, è da ritenersi irresponsabile e contraria al diritto internazionale”. Lo scrivono diverse organizzazioni sociali in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, in riferimento al salvataggio di un gruppo di 98 naufraghi in acque internazionali, davanti alla Libia, da parte della Mare Jonio, nave della piattaforma della società civile italiana Mediterranea. Considerando il momento in cui “le condizioni climatiche avverse rendono difficile la navigazione e complicano la situazione di salute già precaria dei migranti a bordo, occorre agire con urgenza”. “Sapere che il Viminale ha deciso di far scendere a terra donne, bambini e ammalati è una buona notizia ma ribadiamo la necessità e l’urgenza di fornire da parte dell’Italia l’accesso ad un porto alla Mare Jonio per procedere allo sbarco di tutte le persone a bordo in conformità con il nostro ordinamento giuridico”, è l’auspicio delle organizzazioni. Tra i primi firmatari: Acli, ActionAid, Amnesty International Italia, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Papa Giovanni XXIII, Emergency, Fcei-Mediterranean Hope, Intersos, Medici senza frontiere, Oxfam Italia, Save the Children Italia. “Facciamo appello al presidente incaricato Giuseppe Conte e alla futura coalizione di governo affinché l’Italia promuova con urgenza un programma di ricerca e salvataggio a livello europeo, che preveda un meccanismo rapido e funzionale di sbarco e la conseguente eventuale ripartizione dei naufraghi salvati, nella direzione di soluzioni sostenibili e strutturate nella legislazione e nelle politiche europee”. (Sir)
Messico: incontro nazionale delle strutture ecclesiali che accolgono migranti
29 Agosto 2019 - Roma - “Vogliamo essere voce profetica e di speranza. Mantenere una posizione sulla linea di Papa Francesco. Incrementare il dialogo con le istituzioni”. Con l’auspicio che il governo federale, i governi statali e municipali tengano conto che “non si tratta solo di migranti, ma di vincere le nostre paure”, come ha scritto Papa Francesco, e si possa così collaborare “nel generare politiche inclusive, nelle quali la vasta esperienza della Chiesa e di altre istituzioni potrebbe essere illuminante per arrivare a una vera e propria migrazione ordinata”.
Questi gli auspici contenuti nel comunicato finale presentato ieri in una conferenza stampa dalla Conferenza episcopale messicana, alla vigilia della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, al termine dell’incontro con i responsabili delle 130 strutture di accoglienza per migranti, tra case del migrante, mense e centri di accoglienza e primo soccorso, con il coordinamento della Pastorale della mobilità umana. Il documento finale, firmato dal responsabile di tale dimensione pastorale, mons. José Guadalupe Torres Campos, vescovo di Ciudad Juárez, sottolinea che le strutture di accoglienza sono “la prima porta che i migranti toccano” e che “non possiamo lasciarli alla deriva”, in accordo con i principi del Vangelo.
In particolare, si legge nella nota, “vogliamo essere i portavoce dei nostri fratelli che chiedono di entrare nel territorio degli Stati Uniti e sono detenuti alla frontiera sud del Messico, attraverso un muro umano della Guardia nazionale, essere la voce di coloro che chiedono di essere facilitati nel loro cammino con un salvacondotto e vengono ignorati, di quei fratelli che mentre sono in viaggio sono osteggiati o fatti oggetto di estorsione da parte di agenti di vario tipo o da parte del crimine organizzato”. (Sir)
Soccorso gommone con 22 bambini a bordo: “almeno 6 persone morte”
28 Agosto 2019 - Roma - E’ stato intercettato prima dell’alba il gommone dei bambini. Mai così tanti, mai così piccoli su un barcone di migranti. Alla fine sulla nave umanitaria intervenuta con due gommoni di soccorso si contano 98 persone. Erano alla deriva da due giorni e due notti senza ne acqua ne cibo. L’avvistamento visivo ha permesso di raggiungere rapidamente il gonfiabile per metà completamente afflosciato. In totale si contano 22 bimbi al di sotto dei dieci anni, alcuni di pochi mesi. Delle 26 donne, 8 sono in gravidanza, alcune agli ultimi mesi di gestazione. Tra i 50 maschi, a un primo screening, almeno sei sono minori non accompagnati, ma in queste ore l’equipaggio di Mediterranea sta visitando ciascuno dei naufraghi. I bambini sono stati rinvenuti in condizione di ipotermia, anche alcune donne necessitano di cure mediche urgenti che vengono prestate dagli operatori umanitari. Alcuni ragazzi hanno segni di evidenti torture, sembra con lesioni serie agli arti, tanto da non riuscire a salire a bordo di Mare Jonio autonomamente. Mare Jonio sta contattando le autorità marittime per chiedere un porto sicuro di sbarco. La notte scorsa quando il gommone ha cominciato a sgonfiarsi, un gruppo di uomini è caduto in acqua, almeno 6 di essi risultano dispersi, e stando alle testimonianze provenivano da Senegal, Costa d'avorio e Mali. Se l'avvistamento del "barcone dei bambini" fosse arrivato qualche ora dopo, in mare vi sarebbe stata l'ennesima strage degli innocenti. La mare Jonio ha chiesto al centro di coordinamento dei soccorsi italiano l'assegnazione di un porto sicuro di sbarco, ma la risposta che è arrivata da Roma indica all'equipaggio di rivolgersi alla cosiddetta Guardia Costiera Libica. (Nello Scavo, a bordo della Mare Jonio – Avvenire)
Card. Bassetti: conclusa la vista nello Sri Lanka
28 Agosto 2019 - Roma - Si è conclusa con la benedizione agli ammalati presso la Basilica di Nostra Signora di Lanka la visita di tre giorni del Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il porporato è stato accompagnato da don Leonardo Di Mauro, Presidente del comitato per gli interventi caritativi nel Terzo mondo della CEI e da Mons. Neville Perera, Coordinatore Nazionale per i Srilankesi cattolici in Italia. Ad accoglierlo è stato l’arcivescovo di Colombo, il Card. Malcolm Ranjith che ha voluto invitarlo per l’apertura di un centro studi dedicato all’Agricoltura a Waradala, costruito grazie alle donazioni della Conferenza Episcopale Italiana. Durante la sua visita il Card. Bassetti ha visitato le due chiese oggetto degli attentati terroristici della domenica di Pasqua dello scorso 21 Aprile; il Santuario di Sant’ Antonio a Kochchikade e la parrocchia di San Sebastiano a Katuwapitiya. “Il Card. Bassetti, che ringraziamo, ha portato la grande solidarietà del popolo italiano e prega con noi per la nostra patria” ha detto Mons. Neville Perera.
Don De Robertis: “Chiesa punto privilegiato per incontro e dialogo”
27 Agosto 2019 - Roma - “Quando si vivono queste esperienze ci si accorge che le differenze non sono un ostacolo ma una ricchezza che dobbiamo saper valorizzare e che rendono appassionante l’incontro. E oggi la Chiesa, in questo, è un punto privilegiato”. Queste le parole di don Giovanni De Robertis, Direttore della Fondazione Migrantes, a margine dell’incontro alla Carta di Leuca, il meeting dei giovani del Mediterraneo che, dal 10 al 14 a Santa Maria di Leuca in provincia di Lecce, hanno discusso e vissuto insieme l’esperienza della condivisione e del dialogo. Più di 130 giovani da 23 Paesi diversi per camminare insieme verso un percorso di “amicizia, condivisione e confronto e di contatto con il tessuto dei paesi in cui si spostavano questi giovani”, ha sottolineato don De Robertis, in un clima che ha generato “confidenze e racconti. Alcuni ragazzi – dice – hanno raccontato il proprio viaggio al cui termine, sulle nostre coste, hanno ricevuto un sorriso, una parola di conforto, che in quei momenti sono forse le cose più necessarie”. Don De Robertis, poi, nell’incontro che ha preceduto la marcia notturna da Alessano al santuario della Madonna di Finibus Terrae a Leuca, ha sottolineato che “anche se viviamo momenti bui in Italia e non solo, come dice Papa Francesco parlando di una terza guerra mondiale a pezzi, i giovani presenti oggi hanno voluto dire che non si rassegnano alla violenza ma continuano a camminare verso la Luce”. Due punti ha voluto infine marcare don De Robertis: “Innanzitutto quello che fa la differenza in Italia, quando si parla di migrazioni, è tra quelli che non hanno mai fatto un racconto ravvicinato e parlano per categorie e quelli che hanno voluto vivere questo incontro e parlano di persone reali con nomi, così come faceva don Tonino Bello dando un nome a ciascuno dei nostri fratelli. Non accontentiamoci quindi dei luoghi comuni e delle notizie prese dai social. E poi dobbiamo quindi riconoscere il volto di un fratello, anche in questi giorni nei quali ci sono persone sfuggite a un naufragio ma che ancora non sono accolte nelle nostre città”. (Sir)

