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Corridoi umanitari: oggi la presentazione del primo rapporto

Milano  - Questa mattina, presso l’Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano il convegno “Non per mare. Protezione internazionale e vie legali e sicure di ingresso”, durante il quale sarà presentato il primo rapporto sui corridoi umanitari in Italia. Al convegno l’arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, il rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli, il sindaco Giuseppe Sala (con un video messaggio), il responsabile area nazionale di Caritas Italiana, Francesco Marsico, il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti.  Nella seconda parte della mattinata discuteranno sul tema dei corridoi umanitari: Oliviero Forti (Caritas Italiana), Daniele Albanese (Caritas Italiana), Manuela De Marco (Caritas Italiana), Andrea Pecoraro (Unhcr), Daniela Pompei (Comunità di Sant’Egidio), Alganesc Fessaha (Gandhi Charity), Matteo Villa, ricercatore presso Ispi. Nel pomeriggio gli operatori e gli esperti del settore proseguiranno i lavori, affrontando il tema dell’integrazione nelle comunità che hanno accolto i profughi.  

Mons. Felicolo: educare e formare ad una società multiculturale

Roma – “Educare e formare alla società nella quale siamo chiamati a vivere profondamente diversa e costantemente in trasformazione anche e soprattutto in conseguenza della mobilità umana”. Questo il compito oggi della scuola secondo mons. Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma concludendo i lavori del seminario “Costruttori di Ponti” svoltosi a Roma su iniziativa del Miur, Fondazione Migrantes, Istituto Alcide Cervi e rete Scuole Migranti. “Attenzione a tenere gli occhi sul mondo. Non si può non guardare fuori delle finestra di casa propria nella costruzione di percorsi di conoscenza di ciò che accade”, ha detto mons. Felicolo sottolineando che il “fuori di casa è ben altro che il giardino del vicino. Nell'epoca della globalizzazione e della digitalizzazione, il mondo è a portata di un click e quindi è doverosa la conoscenza di quanto accade in ogni luogo e che ha ripercussioni su di noi”. Oggi non si può prescindere oggi dall'insegnamento della storia attuale e della geografia: “nonostante la parola globalizzazione e globalizzato è usata e abusata, l’insegnamento della geografia nelle scuole è sempre più carente e ci ritroviamo a poter usufruire con più libertà e possibilità degli spazi ma senza realmente conoscerli. Si dice che il mondo è a portata di un click, ma pochi usano questa opportunità in modo consapevole e costruttivo”. Oggi è necessario “collocare la geografia con la dimensione umana di recupero di uno spazio in cui vivere una esistenza dignitosa e felice”. Un elemento  fondamentale oggi, per il direttore Migrantes di Roma, è quello dell’uso del linguaggio: un linguaggio “corretto per descrivere i fenomeni e a misura di un pubblico vasto. Le parole – ha detto - possono essere pietre se non se ne fa l’uso corretto. Quando poi le parole sono rivolte per descrivere le persone la responsabilità aumenta”. “Sfatare le fake news, oggi, in questo particolare ambito tematico, è diventato un mestiere per alcuni e sconcerta vedere come una notizia possa orientare la percezione e la conseguente reazione delle persone. Pensare che i migranti in Italia rubino il lavoro agli italiani; avere la sensazione di un numero di presenze aumentato di tre volte rispetto alla realtà; ritenere i migranti artefici della povertà e della delinquenza in Italia; sono solo alcuni dei ‘falsi miti’ che esistono e con i quali facciamo quotidianamente i conti come operatori sociali e come studiosi”, ha evidenziato mons. Felicolo che ha ricordato come la Migrantes sia impegnata a fianco degli immigrati, richiedenti asilo, rifugiati, emigrati italiani ma anche della gente dello spettacolo viaggiante e dei  Rom e i Sinti. “Un mondo – ha spiegato -  quello della mobilità, che sfugge ai più nella sua complessità di sfaccettature anche a seguito della difficoltà con il quale avviene la sua narrazione. Alle giuste parole per dire le cose dobbiamo quindi aggiungere anche la capacità di utilizzare parole semplici e dirette in grado di essere comprese da parte del pubblico più vasto”.    

P. Ripamonti: “fobia per i poveri e clima ostile, aumenta la precarietà”

Roma - In Italia ci sono oggi “voci stonate determinate da una fobia per i poveri, considerati non solo come persone indigenti ma anche come gente portatrice di insicurezza, instabilità, disorientamento dalle abitudini quotidiane e pertanto da respingere e tenere lontani”: è la situazione descritta oggi a Roma da padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, durante la presentazione, questa mattina, del rapporto annuale 2019. Il contesto culturale – denuncia padre Ripamonti – è divenuto “ostile” ai migranti e a chi li aiuta, “complice la confusione seguita all’entrata in vigore del decreto sicurezza e immigrazione”. Il decreto, sottolinea, “rallenta il processo di integrazione e rischia di creare più irregolarità e insicurezza”. I problemi sono: “Il non accesso all’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo e l’eliminazione della protezione umanitaria”. Tuttavia, precisa, “nonostante questo fortissimo cambiamento di rotta nel 2018 siamo convinti che le nostre scelte guidate dal porre al centro le persone siano lungimiranti e vadano ribadite con coraggio”. Padre Ripamonti puntualizza inoltre: “Di solito incolpiamo l’Europa di quanto sta succedendo sul fronte migranti in realtà la responsabilità di questa situazione è la poca lungimiranza di ogni singolo Stato, di quelli ai confini ma anche di tutti gli altri: non investiamo abbastanza come Europa per la crescita del continente africano; abbiamo smantellato le operazioni per il soccorso e il salvataggio in mare, ultima l’operazione Sophia; esiste poca solidarietà tra gli Stati membri, come ha mostrato il tema del ricollocamento dei migranti”. (Sir)

Centro Astalli: presentato il Rapporto Annuale

Roma – Il Centro Astalli ha presentato questa mattina l nuovo Rapporto Annuale che presenta una fotografia aggiornata sulle condizioni di richiedenti asilo e rifugiati che durante l’anno si sono rivolti alla sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e hanno usufruito dei servizi di prima e seconda accoglienza che l’Associazione offre. Il documento, attraverso il resoconto di un anno di attività, portato avanti nelle varie sedi territoriali, vuole essere uno strumento per aiutare a capire quali sono le principali nazionalità dei rifugiati che giungono in Italia per chiedere asilo, quali difficoltà incontrano nel percorso per il riconoscimento della protezione internazionale e per l’accesso a misure di accoglienza e inclusione sociale. La rete del Centro Astalli ne ha accompagnati 25mila, di cui quasi 12mila nella sola sede di Roma. Dalla lettura del Rapporto si evince un aumento delle vulnerabilità cui corrispondono difficoltà maggiori nel vedersi garantiti diritti basilari. Segnali preoccupanti evidenziano le difficoltà di chi è già presente da tempo sul territorio ma soprattutto di chi è titolare di protezione umanitaria. “Il La società civile è una forza indispensabile al fianco dei rifugiati e il Centro Astalli – spiegano i promotori - può contare sull’impegno costante di 594 volontari, impegnati nei vari servizi. C’è poi un Italia, ancora più bella che guarda al futuro, ed è quella dei 27.124 studenti coinvolti nel progetti didattici Finestre e Incontri. Numerose comunità religiose, inoltre, hanno continuato a ospitare i rifugiati nella volontà di assisterli nel delicato passaggio all’autonomia abitativa”. All’interno del Rapporto, l’inserto fotografico racconta il lavoro quotidiano della Rete territoriale del Centro Astalli, fatto di incontri e condivisione. Foto arricchite dai commenti di Liliana Segre, Simonetta Agnello Hornby del presidente della cei, il card. Gualtiero Bassetti.

Soliani: “Non si insegna e non si impara nelle divisioni”

Roma – “ Non si insegna e non si impara nelle divisioni”. E quanto ha detto Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi che insieme alla Fondazione Migrantes, il Miur, l’Università Roma Tre e la rete Scuola Migranti ha promosso il V° incontro “Costruttori di Ponti”. Per Soliani “costruire ponti vuol dire pensarli, usare le parole che li raccontano, avere progetti e strumenti per tirarli su”. “Dopo secoli di storia e tragedie, l’unica realtà vera degli uomini è guardarsi negli occhi e riconoscersi fratelli. Sapere di essere una stessa famiglia”, evidenziando Soliani sottolineando che “il non si insegna e non si impara nelle divisioni”. E la scuola è “ancora l’istituzione che per prima apre le strade del mondo su cui accompagnare le giovani generazioni”.  

Card. Bassetti: “ogni morto in mare é una offesa al genere umano”

Roma - Ogni morto in mare o nel deserto o perché subisce violenza nei centri di detenzione è “una offesa al genere umano”. E’ quanto ha detto questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, intervenendo alla presentazione del Rapporto annuale del Centro Astalli. Per il porporato i migranti “vanno soccorsi e salvati, non respinti o bloccati in Paesi terzi non sicuri. Sono diminuiti gli sbarchi ma chi si prende la responsabilità dei morti in mare? Può essere una condanna a morte rimandarli indietro nei centri di detenzione in Libia”. Il cardinale ha citato anche alcune cifre sull’aumento dei morti: “Erano 35 ogni 1000 persone che partivano nel 2018. Sono diventati 100 ogni 1000”. Il presidente della Cei ha quindi auspicato le istituzioni si impegnino a fare la loro parte. E a proposito della politica che crea nemici ha detto di “temere chi cerca di uccidere la nostra anima e l’anima dell’altro creando la mentalità del nemico”.

CEI: la dignità della persona migrante

4 Aprile 2019 - Roma - Il restringimento dei filtri d’accoglienza dei richiedenti asilo, la riduzione delle risorse destinate a qualificare i servizi alla persona, lo smarrimento di tanti operatori: sono questi i principali effetti indotti dalle disposizioni del Decreto Sicurezza (Legge 132/2018), sui cui si sono confrontati i Vescovi del Consiglio Episcopale Permanente nel loro ultimo incontro conclusosi ieri. Attraverso di loro – si legge oggi nel comunicato finale dei lavori presentato durante una conferenza stampa dal segretario generale della CEI, Mons. Stefano Russo - la Chiesa italiana ribadisce “la dignità della persona del migrante; il dovere dell’accoglienza, a cui lo stesso Santo Padre non cessa di richiamare; il servizio generoso sostenuto da tante Diocesi, parrocchie, comunità e famiglie”. “Anche a prezzo di un certo tasso di popolarità, la Chiesa – si legge nel comunicato finale - avverte la necessità di contribuire attivamente a una cultura dell’integrazione, oltre che al superamento dell’indifferenza davanti al dramma di quanti scompaiono nel Mediterraneo o sono torturati nei campi profughi della Libia. Nello specifico, molte Diocesi – a fronte della prospettiva delle dimissioni dai Centri di persone titolari di un permesso di soggiorno umanitario, ma nelle condizioni di perderlo – hanno riaffermato la volontà di continuare a ospitarle, facendosene carico e promuovendo iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di raccolta fondi”. L’orientamento condiviso dal Consiglio Permanente della CEI è quello di “rimanere nel sistema istituzionale di accoglienza – a stretto contatto con le Prefetture – integrando i servizi con attività completamente autofinanziate, che permettano un corretto processo di inclusione sociale. Fra le ipotesi in campo c’è quella di riprendere in maniera strutturale il percorso già sperimentato positivamente con il modello ‘Protetto. Rifugiato a casa mia’”. (Raffaele Iaria)

Comunità Francofone in Italia: a Sant’Antimo una giornata di Ritiro Spirituale

Napoli - Per il periodo quaresimale, la Fondazione Migrantes organizza delle giornate di ritiro per le comunità cattoliche francofone in Italia. Domenica 7 aprile 2019, presso la Rettoria dello Spirito Santo in Sant'Antimo, anche le comunità francofone del territorio vivranno una giornata di ritiro spirituale organizzata in collaborazione con le diocesi di Aversa e di Napoli. L’evento – spiega una nota - risponde all’esigenza di “evangelizzare e prendersi cura dei migranti per promuovere atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza, stimolando la società civile e religiosa a valorizzare le varie culture. Così facendo la vita religiosa dei migranti , in particolar modo dei migranti cattolici, diventa una priorità in ogni diocesi tramite percorsi di catechesi, messa in lingua, liturgia, ritiro spirituale e pellegrinaggio, testimonianza della carità”. La Giornata prenderà avvio alle 9 con l’accoglienza; alle ore 10, seguirà la meditazione sul tema “Sfide per le Comunità Cristiane - Sfide dell'incontro e della testimonianza autentica”; dalle 10.45, il momento della Preghiera personale e della confessione; alle 12.30 la celebrazione della Santa Messa. La Rettoria dello Spirito Santo organizza diversi eventi. Fautori di queste giornate di spiritualità e convivialità, rivolte ai fratelli migranti presenti sul territorio diocesano di Aversa, sono il cappellano, Padre Laurianus  Banyuzukwabo; il direttore dell’Ufficio Migrantes, don Evaristo Rutino; il direttore della Caritas diocesana, don Carmine Schiavone.  

Messina: domani la presentazione del “Rapporto Immigrazione”

Messina – Domani pomeriggio, giovedì 4 aprile, alle ore 18.00, a Messina, presso il “Salone delle Bandiere” di Palazzo Zanca, verrà presentato il  XXVII “Rapporto Immigrazione” redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. L’edizione di quest’anno, dal titolo "Un linguaggio nuovo per le migrazioni", è incentrata sul valore e l’importanza di comunicare l’immigrazione con un linguaggio nuovo e aderente alla realtà. Dopo i saluti iniziali, introdurrà i lavori Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Messina-Santa Lucia del Mela. Presenterà il Rapporto Simone Varisco della Fondazione Migrantes. Seguirà una relazione affidata a Antonella Cava, docente di Sociologia della Comunicazione dell’Ateneo messinese, dal titolo: “Informazione, media e percezione dell’immigrazione”. Le conclusioni saranno affidate al gesuita  p. Felice Scalia. L’appuntamento di domani è il primo di tre eventi di un percorso in cui, attraverso i volumi prodotti dalla Chiesa italiana, verrà affrontato il fenomeno della mobilità umana. Il progetto nasce dalla Piccola comunità Nuovi Orizzonti in collaborazione tra l’Università di Messina (Dipartimento di Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali - COSPECS; Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche - SCIPOG), gli organismi pastorali diocesani della Migrantes e della Caritas, l’Associazione di volontariato “Piccola Comunità Nuovi Orizzonti”. L’appuntamento aperto alla Città sarà preceduto, alle ore 15 (Aulario di via Pietro Castelli - Gravitelli), dalla presentazione del Rapporto ai docenti e agli studenti universitari, agli iscritti all’Ordine degli assistenti sociali e a quanti, a motivo del loro lavoro, sono interessati al fenomeno migratorio.

Padova: incontri per conoscere e capire cosa cambia con il “Decreto Sicurezza”

Padova - Terzo e ultimo incontro domani, 4 aprile, alle ore 20.30, nella sala polivalente Diego Valeri (in via Diego Valeri 17 a Padova) con “Decreto Sicurezza”: appuntamenti nel territorio organizzati da Caritas diocesana di Padova, Sportello Avvocati di Strada Padova e Migrantes di Padova per conoscere le novità e i cambiamenti introdotti dal “Decreto Sicurezza” convertito in Legge 132/2018 lo scorso novembre. L’incontro, a cui sono particolarmente invitati proprio i migranti ed è aperto alla cittadinanza, si propone – spiega la diocesi - di capire quali sono le novità introdotte dalla legge e le sue conseguenze, dal momento che la normativa cambia in “maniera sostanziale le procedure legate all’accoglienza dei migranti, incidendo profondamente sui singoli percorsi di integrazione”. In questa occasione interviene l’avv. Lucia Carraro.