Tag: Mobilità umana e migrazioni

Corrado: “non temete d’imboccare strade nuove o percorsi innovativi”

22 Novembre 2019 - Roma -  “Il seme è stato gettato negli anni, ma come per le piante ha bisogno di cure costanti. E, soprattutto, di quella premura amorevole che porta frutti. Non temete, quindi, d’imboccare strade nuove o percorsi innovativi. Non temete di lasciarvi interrogare e di cogliere le sfide che il tempo presente pone. Molto spesso si è portati a indossare il cambiamento come un vestito – come è accaduto tante volte nella storia – ma restando poi sempre fondamentalmente uguali a sé stessi, restando cioè ciò che si era in partenza”. Lo ha detto Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, nella seconda giornata dei lavori della XIX Assemblea nazionale elettiva della Federazione italiana settimanali cattolici, in programma a Roma fino a domani. Alla Federazione, ha osservato, “il compito di assaporare la bellezza e la fatica dello stupore. È l’unica medicina al virus dell’autoreferenzialità. Lo stupore riconnette con il territorio, valore umano, sociale e culturale dentro il quale il settimanale diocesano ‘si costruisce e costruisce’. Non delimitato dall’ombra del campanile, il settimanale è il luogo in cui la concretezza della vita misura ogni giorno i concetti e le teorie nel confronto con la fatica e la speranza della gente. Per questo, la cultura del territorio, che ispira e sostiene l’esperienza dei settimanali, non ha avuto timore di confrontarsi con la globalizzazione, le diversità, le nuove tecnologie. Come altre, ha avuto momenti difficili, ma questa cultura è uscita rafforzata dalla prova perché è nutrita dalla saggezza della gente. La fiducia del lettore nel settimanale non è fine a sé stessa, ma offre indicazioni utili a costruire comunità”. Perché riflettere oggi, dopo oltre quarant’anni, sulla libertà? Perché è il campo su cui si gioca la credibilità del pluralismo informativo e, di conseguenza, della democrazia. I settimanali, “ ‘presidi’ dislocati sul territorio nazionale, sono un esempio autentico di libertà, perché incarnano quell’umanità che accomuna tutto il Paese. I giornali – ha sottolineato il direttore dell’Ufficio Cei per le Comunicazioni Sociali -  condividono esperienze ecclesiali e civili nella linea della libertà e della partecipazione, mettendole a confronto tra loro, ‘leggendole’ alla luce di ulteriori interrogativi e proposte. Non solo, sono anche le sentinelle della società, ogni volta in cui cercano di mettere in evidenza dove libertà e partecipazione non ci sono; dove sono poste in crisi; dove possono essere potenziate”. In gioco, ha spiegato Corrado, “c’è il racconto del cosiddetto ‘Paese reale’ che si esprime su queste testate e che non è assolutamente marginale: è il Paese dei poveri, degli esclusi, degli emarginati, degli scartati… È il Paese che, con la sua cultura e i suoi costumi particolari, ha i tratti della difesa della persona reale con le sue situazioni, i suoi problemi, le sue attese e la rivendicazione d’istituzioni a servizio di questa persona e delle sue aspirazioni. È, anche per questo, che oggi parliamo di ‘libertà di stampa e presidi di libertà’. Insomma, di opinione pubblica!”. Infine, Corrado ha elencato i punti che contraddistinguono i settimanali cattolici: “umanità, qualità, semplicità di linguaggio e memoria da vivere nella laicità delle testate”. “La comunicazione è il campo, forse, più fertile in cui vivere la comunione della nostra identità di credenti. E, viceversa, è proprio questa identità a caratterizzare la nostra comunicazione”, ha concluso. (Fonte Sir)    

Flick: “dare attuazione all’articolo 21, attenzione agli algoritmi”

22 Novembre 2019 - Roma - “Una informazione drogata e viziata alimenta ogni giorno antisemitismo, femminicidi e discriminazione del migrante”. Lo ha detto Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte costituzionale, ieri in apertura dell’assemblea nazionale elettiva della Federazione italiana settimanali cattolici, in programma a Roma fino a domani. “Occorre dare attuazione all’articolo 21 della Costituzione – ha aggiunto -. La libertà di informare e di essere informati, riconosciuta dalla Costituzione, rappresenta due momenti cruciali: la democrazia basata sul dialogo e la pari dignità sociale”. Nelle sue parole, la convinzione che “la libertà di informazione è lo strumento attraverso cui esercitare tutte le altre libertà, di pensiero, di coscienza”. Ricordando “negli ultimi anni alcuni tentativi, da sinistra e da destra di cambiare la Costituzione”, Flick ha affermato che “adesso la si disapplica, in tutto o in parte”. “La Corte costituzionale ha percorso alcune tappe per dare concreta attuazione all’articolo 21, dall’affissione dei manifesti all’esplosione della televisione”, ambito per il quale “la Corte raccomandò il pluralismo interno al pubblico ed esterno tra pubblico e privato”. Infine, il timore per la “campagna di odio sui social”. “Sono strutture sovranazionali che richiedono disciplina sovranazionale”. “La rete diventata uno strumento per gestire attraverso la pubblicità la produzione. Attraverso l’algoritmo controlliamo politica e medicina, formule matematiche che non sappiamo come vengono impostate. Abbiamo messo in piedi qualcosa di preoccupante”. (Sir)

Card. Bassetti: i giornali Fisc danno un “contributo essenziale alla promozione e all’inclusione nella storia di questo nostro Paese”

22 Novembre 2019 - Roma –  I settimanali diocesani danno un “contributo essenziale alla promozione e all’inclusione nella storia di questo nostro Paese”. Ne è convinto il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Card. Gualtiero Bassetti che questa mattina ha celebrato una liturgia eucaristica con i partecipanti all’Assemblea della Fisc, la Federazione Italiana Settimanali Cattolici, sottolineando i che “la nostra casa non può che essere costruita attraverso un linguaggio puro e purificato, che sa farsi accoglienza e incontro”. Il Card. Bassetti ha evidenziato che “attualmente, i riferimenti più diffusi, anche nei media, sono l’apparire, il consumare, l’acquistare”. “La stessa informazione viene spesso vista solo come un prodotto da vendere. La conseguenza peggiore di tale mentalità è il progressivo svuotamento di significato di molte parole appartenenti al vocabolario della vita, della fede, della Chiesa”. Nell’omelia del cardinale, anche la constatazione che “le parole, quando sono appesantite da chi ama più raccontare il proprio ‘ego’ che raccontare l’’altro’, rendono difficile la comprensione del messaggio, non consentono la formazione di una corretta opinione pubblica e, nell’informazione religiosa, non riescono a comunicare appieno la vita ecclesiale e civile delle nostre comunità”. Per il presidente della CEI“l’antidoto sta nella ricerca di un linguaggio che consenta al messaggio di essere comprensibile e di ‘insegnare’”. Per il Presidente della Federazione, don Adriano Bianchi nelle “nostre comunità continua l’attenzione per i giornali diocesani, giornali di popolo, del territorio, della Chiesa e della gente che hanno ancora la forza di far crescere le coscienze e alimentare lo sguardo di un Paese reale, attraverso la vicinanza alle persone e alla loro vita”. Per don Bianchi la trasformazione dal cartaceo al digitale “non sempre è facile”, ha detto il sacerdote al Sir auspicando che “il sostegno da parte delle comunità, della Chiesa e dello Stato non venga meno”. I giornali della Fisc “sono il termometro delle comunità per il loro giornalismo di vicinanza. Quello che ci permette di capire cosa pensano davvero le persone e ci aiuta a superare alcuni luoghi comuni, come nel caso del tema dei migranti. Poter raccontare storie di relazione con queste persone è peculiare del nostro modo di fare giornalismo”. Ieri sera alla prima giornata dell’Assemblea Fisc sono intervenuti anche Carlo Verna, Presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti che ha evidenziato che oggi “si sta cominciando a invertire una tendenza: non abbiamo bisogno di tagli ma di una nuova legislazione per il giornalismo”, ha detto. “La legge di bilancio ha portato alla sospensione del taglio diretto ai contributi per l’editoria. È solo il primo intervento per i giornali diocesani, che sono i principali beneficiari dei contributi pubblici all’editoria. Seguirà un organico piano di riorganizzazione dei fondi nella prossima riforma della legge per l’editoria”, ha quindi detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Andrea Martella, evidenziando che nel sistema dell’informazione italiana “i settimanali cattolici sono una realtà significativa. Credo – ha detto - che i giornali diocesani rappresentino e siano la testimonianza di un’editoria di prossimità che possa farsi strumento di sussidiarietà orizzontale, quando riesce a farsi voce delle istanze di solidarietà e dell’associazionismo”.

Don De Robertis: “far nascere e sostenere gli uffici delle diocesi presenti nelle regioni italiane”

22 Novembre 2019 - Roma – Un compito “prioritario” dei Direttori regionali Migrantes è “far nascere e sostenere gli uffici delle diocesi presenti nelle regioni italiane”. Lo ha detto ieri pomeriggio il Direttore generale della Fondazione Migrantes aprendo i lavori della Consulta Nazionale per le Migrazioni della Migrantes che si chiuderà questa mattina. L’obiettivo è quello di aiutare i nostri uffici ad essere vicini  pastoralmente a quei i cattolici immigrati nel nostro  Paese – oltre un milione – che rischierebbero altrimenti o l’emarginazione dalla vita ecclesiale. L’attenzione- ha quindi aggiunto don De Robertis – è “spesso concentrata  solo sull’accoglienza, dimenticando gli altri tre verbi indicati da Papa Francesco e gli altri settori della mobilità umana” come per esempio l’emigrazione di tanti giovani, e non solo, che è “è una vera emergenza”. Il direttore generale si è poi detto disponibile a confrontarsi con i vescovi italiani all’interno delle conferenze regionali. Don De Robertis ha presentato alcuni appuntamenti per il prossimo anno e ha dato informazione sulla prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 27 settembre. Il lavoro della Consulta è stato introdotto dal Presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes il vescovo mons. Guerino Di Tora. Questa mattina saranno presentati ai membri della Consulta gli strumenti formativi e gli studi portati avanti dalla Fondazione.

Mattarella ai giornali Fisc: “stimolare nei nostri concittadini la capacità critica degli avvenimenti e il senso di comunità”

20 Novembre 2019 -

Roma - Oggi pomeriggio il Consiglio Nazionale della Federazione Italiana Settimanali Cattolici è stata ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, guidata dal presidente uscente don Adriano Bianchi alla vigilia dell’Assemblea elettiva che inizierà domani. Dopo il saluto di don Bianchi il Capo dello Stato ha evidenziato come “i giornali locali sono quelli che hanno i lettori più esigenti” perché “parlano di realtà che i lettori sovente conoscono direttamente”. “L’antidoto alle fake news è molto più forte, c’è una maggiore attendibilità nelle testate locali per l’informazione che viene fornita”, ha evidenziato Mattarella. Le 183 testate aderenti “dimostrano che c’è una forte resilienza, malgrado le difficoltà che periodicamente affiorano e anche qualche assalto che ogni tanto involontariamente viene rivolto alla stampa locale o generalmente ai mezzi di comunicazione”. Il Capo dello Stato  ha fatto riferimento alle “esigenze di carattere normativo cui si è attenti, che sono importanti e che vanno seguite anche da questo Palazzo” ed ha invitato a  “stimolare nei nostri concittadini la capacità critica degli avvenimenti e il senso di comunità, senza il quale un Paese non è più tale”.

“Ancora oggi siamo capaci di fornire un prodotto giornalistico professionale e degno di un’informazione la più completa possibile a volte anche con pochi mezzi, confidando spesso sul volontariato generoso di tanti operatori e sull’illuminato sostegno da un lato delle nostre diocesi, che hanno capito che questo può essere un modo concreto e intelligente di esercitare la virtù della carità, e dall’altro, per molti, ma non tutti, dello Stato che fin ad ora ha riconosciuto nel nostro lavoro un servizio concreto alla libertà, al pluralismo, alla democrazia e alla coesione sociale del nostro Paese”, ha etto nel suo saluto al Capo dello Stato don Bianchi: “di questo sostegno abbiamo ancora bisogno”. Il presidente Fisc ha presentato la realtà che oggi vede coinvolte 183 testate locali in Italia e alcune all’estero: “giornali del popolo perché giornali della Chiesa, giornali presidi di libertà, giornali del territorio”. Relativamente alle “trasformazioni che il mondo dell’editoria sta vivendo attraverso l’innovazione tecnologica”, il presidente della Fisc ha spiegato che “siamo convinti che, nonostante le nuove modalità di informazione diretta che i cittadini hanno a disposizione attraverso le piattaforme digitali, il ruolo della stampa e del lavoro giornalistico siano ancora insostituibili nel loro compito di mediazione, di un racconto professionalmente calibrato per garantire un corretto sviluppo del dibattito pubblico nei territori e nel Paese”. (R.Iaria)

Migrantes: da domani la Consulta Nazionale per le Migrazioni

20 Novembre 2019 - Roma - Si aprirà, domani pomeriggio – fino a venerdì -  a Roma, con il saluto del Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, il vescovo Mons. Guerino Di Tora, la Consulta Nazionale per le Migrazioni convocata dall’organismo pastorale della CEI. Tra i temi all’ordine del giorno la visita che alle Conferenze Episcopali Regionali, la  Condivisione delle attività previste per il prossimo anno, il punto sui tre Rapporti Istituzionali (Rapporto Italiani nel Mondo 2019; Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes 2018-2019; Il Diritto d’Asilo 2019) e le esigenze formative degli uffici diocesani Migrantes.  

Numeri, volti, proposte: torna il Festival della Migrazione a Modena

20 Novembre 2019 - Modena- Numeri, volti, proposte: parte a Modena la quarta edizione del Festival della Migrazione da giovedì 28 a sabato 30 novembre. Come negli anni scorsi nei tre giorni del Festival si susseguiranno incontri, seminari, spettacoli, mostre, film, libri. Torna, dopo il successo 2018, il ‘pranzo dei popoli’, mentre venerdì 29 tutta la giornata sarà dedicata alla presentazione, in anteprima nazionale, del Rapporto sul Diritto d’Asilo promosso da Fondazione Migrantes. Tra gli ospiti non mancheranno nomi prestigiosi: lo scrittore Tahar Ben Jelloun giovedì 28, ma anche il Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione CEI per le Migrazioni, il vescovo Mons. Guerino Di Tora, il vescovo di Modena-Nonantola e l’arcivescovo di Ferrara- Comacchio, Mons. Erio Castellucci e Mons. Gian Carlo Perego, giornalisti testimoni del fenomeno migratorio come Brahim Maarad, Valentina Furlanetto e Nello Scavo, gli esperti e Gianfranco Schiavone e Maurizio Veglio, imprenditori stranieri come Kapche Pango Lyle Ruben. Il Festival della Migrazione sarà aperto da un videomessaggio del Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, che non potendo partecipare direttamente ha voluto comunque farsi presente all’iniziativa. Don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes della CEI, spiega: “La sfida delle migrazioni oggi non riguarda tanto l’accoglienza ma la capacità di costruire un paese dove le diversità, la presenza di persone di paesi, culture e religioni diverse, sappiano comporsi in una realtà più ricca. Per troppo tempo forse abbiamo pensato che era sufficiente salvare chi annegava (e purtroppo continua anche oggi ad annegare nell’indifferenza di tanti!) in mare e portarlo in qualche porto italiano. Invece questo è solo il primo passo. La vera sfida è, come ci ha ricordato papa Francesco, proteggere, promuovere, integrare. Senza queste azioni – conclude il direttore Migrantes - non c’è vera accoglienza, anzi questa può essere addirittura controproducente”. Luca Barbari, presidente di Porta Aperta, associazione promotrice insieme a Fondazione Migrantes, Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, fa eco alle sue parole: “Il Festival della Migrazione cresce e vuole diventare grande con un’idea molto definita: quella di superare la fase emergenziale e puntare sull’inclusione delle persone che hanno trovato accoglienza e prospettive nel nostro Paese. Per questo nella quarta edizione ci concentriamo su ‘Numeri, volti, proposte’: i numeri, perché è sempre importante partire da una base condivisa e oggettiva, allontanando le fake news; volti perché è solo dalla conoscenza che passa l’interazione tra le persone; proposte, perché è importante far cogliere anche al mondo della politica la voce di chi si impegna in prima persona”. Tra le tante proposte anche mostre e kermesse teatrali, come ‘Un mondo a parte: l’infermo di Moria – La vita in un campo profughi’, esposizione fotografica di Salvatore Cavalli o come il viaggio sensoriale all’origine della migrazione ‘Alle radici’ dedicata agli studenti delle scuole superiori. Inoltre verrà ricordato Simone Ramilli, membro del comitato scientifico fin dal primo momento, scomparso lo scorso luglio. Una frase di Simone ‘Non posso intimamente gioire se altri soffrono’ è una sorta di filo rosso che accompagna la tre giorni. Infine, nel corso della manifestazione, verrà promosso e pubblicizzato il ‘Manifesto’ del Festival della Migrazione, frutto del lavoro di questi anni di attività.   Il Festival della Migrazione è promosso da Porta Aperta, Fondazione Migrantes, Crid del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Università di Modena e Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Unipolis, Bper Banca, Conad, Menù e Coop Alleanza 3.0. Sono ben 50 gli aderenti, tra enti locali, mondo accademico e sindacale, realtà ecclesiali e religiose, associazioni.    

Mode nel mondo: a Parma i vestiti raccontano la vita dei popoli

20 Novembre 2019 - Parma - In principio era la seta. E con la seta nacquero il lusso e la moda. Spetta dunque all’abbigliamento cinese il posto d’onore nella mostra “La moda nel mondo: i vestiti raccontano la vita dei popoli”, che si terrà a Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020, dal 26 gennaio al 31 dicembre al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico della città ducale. Le sale del modernissimo museo diventeranno un vero e proprio atlante dell’abbigliamento con riallestimenti nel corso dell’anno. Ci saranno, dalla Cina, abiti di ogni genere provenienti da diversi paesi del Mondo. Grazie all’abbigliamento e agli ornamenti è facile intuire, in qualsiasi popolo, l’appartenenza a una tribù, uno stato sociale, un’etnia. L’abbigliamento è una vera e propria forma di comunicazione codificata e facilmente interpretabile a livello sociale. E al Museo d’Arte Cinese di Parma sarà possibile leggere tante storie.

Le suore di frontiera di Ventimiglia: tra i respinti, con sorrisi e fede

20 Novembre 2019 - Ventimiglia - “Portare ai migranti il sorriso della patria e il conforto della fede. Questo era il mandato che il beato Giovanni Battista Scalabrini dava ai religiosi e alle religiose inviati a prestare assistenza alle migliaia di migranti, in quegli anni italiani, che a cavallo tra Otto e Novecento partivano per l’Europa e le Americhe. Ed è lo stesso mandato che noi oggi sentiamo di dover vivere qui, a Ventimiglia, tra i respinti alla frontiera francese”. Suor Lina Guzzo ha il sorriso acceso e vispo di chi, nonostante oltre cinquant’anni di missione, continua a vivere con gioia e entusiasmo la propria vocazione. L’abbiamo incontrata a Ventimiglia dove, dal 24 settembre scorso, partecipa al nuovo progetto del Servizio itinerante delle suore missionarie scalabriniane: un gruppo di pronto intervento inviato nelle frontiere più ‘calde’ del mondo per fornire aiuto a chi si trova costretto a emigrare. La scelta di Ventimiglia è maturata da un viaggio alla frontiera italo-francese di padre Fabio Baggio, anche lui scalabriniano, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “Su sollecitazione di Papa Francesco – racconta al Sir suor Lina – padre Baggio ha fatto visita al parco Roja, il grande centro gestito dalla Croce Rossa dove sono accolti i migranti che arrivano in città, e n’è rimasto profondamente colpito. Da lì la richiesta al ramo femminile della congregazione per un impegno pastorale da vivere in città”. Suor Lina è così arrivata a Ventimiglia insieme a due consorelle: suor Zenaide Guarnieri, brasiliana, e suor Antoniette Jabao, filippina. Insieme a loro ha preso dimora a “Casa Carmela Moroni” un edificio nel cuore della cittadina, recentemente ristrutturato grazie ai fondi 8 per mille messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana. “L’edificio donato anni fa alla diocesi – precisa al Sir il direttore della Caritas diocesana di Ventimiglia-Sanremo, Maurizio Marmo – è stato, per volontà del vescovo Antonio Suetta, destinato alla Caritas con l’obiettivo di trasformarlo in un condominio solidale. Qui trovano spazio nove appartamenti che ospiteranno famiglie in condizioni di fragilità, persone con disagio psichico e, in una prima fase, anche alcuni richiedenti asilo”. Per la missionaria scalabriniana, l’impegno tra i migranti a Ventimiglia appare in stretta continuità con l’esperienza vissuta per tre anni a Reggio Calabria nel pieno dell’emergenza sbarchi. “Non potrò mai dimenticare – racconta suor Lina – i volti delle persone che scendevano dalle navi dei soccorritori: le facce stanche e gli occhi svuotati, le ustioni alla pelle per il carburante, le ferite. Per non parlare dei bambini…”. Volti simili a quelli che le tre suore incontrano tutti i giorni nei luoghi dove prestano servizio. “Qui a Ventimiglia, nonostante non se ne parli più, il flusso di persone dirette verso la Francia è continuo, così come proseguono i respingimenti da parte delle guardie di frontiera francesi. Si incontrano molti giovani, alcuni giovanissimi, ma ci sono anche donne con bambini piccoli o in gravidanza costrette a tornare a piedi dal valico fino alla città”, racconta la religiosa. I giovani attivisti del gruppo “Kesha Niya”, che in lingua curda significa “nessun problema”, provano a censire quotidianamente i respingimenti alla frontiera e parlano di 1.855 casi registrati al valico di Mentone nel solo mese di ottobre (in molti casi può trattarsi della stessa persone respinta più volte). “Non è facile avere dati precisi sulle presenze a Ventimiglia – ci spiega il direttore Marmo – sicuramente sono numeri più contenuti rispetto ai picchi del 2016 o 2017, ma nelle ultime settimane abbiamo registrato un lieve aumento. Nel mese di ottobre sono state 104 le nuove persone che si sono rivolte allo sportello legale, mentre sono circa 300 i migranti attualmente al parco Roja”. Ad aumentare sono soprattutto i migranti provenienti dalla rotta balcanica – afghani, pakistani e iracheni – insieme ai migranti, da tempo in Italia, che sono usciti dal sistema di accoglienza e cercano la via del nord Europa. “Il nostro – conclude la missionaria – è soprattutto un compito di accompagnamento non solo dei migranti, ma anche degli operatori che spesso vivono la fatica di doversi fare carico di situazioni sempre più complesse.  Una testimonianza di fede che cerchiamo di portare anche qui, tra questi uomini respinti alla frontiera”. (Michele Luppi - Sir)

Migranti e religioni: oggi l’intervento di don de Robertis

19 Novembre 2019 - Roma - Il convegno "Migranti e religioni", che ha preso il via ieri, vede la partecipazione dei rappresentanti delle Chiese cristiane che sono in Italia: l’amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca, l’arcidiocesi del Patriarcato di Costantinopoli, la Chiesa apostolica armena d’Italia, la Chiesa d’Inghilterra, la diocesi copto ortodossa di San Giorgio di Roma, la diocesi Romena d’Italia, la Federazione delle Chiese evangeliche e gli Avventisti del Settimo giorno. Nel pomeriggio di oggi porterà la sua testimonianza don Gianni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes. Le conclusioni, domani, sono affidate a monsignor Ambrogio Spreafico, Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI.