19 Luglio 2019 - New York - Sono entrati nella rotonda d’ingresso al Senato con in mano le foto dei bambini migranti, morti nelle strutture di custodia del governo federale degli Stati Uniti d’America. Incuranti degli avvertimenti degli agenti, cinque degli attivisti si sono sdraiati sul pavimento del Campidoglio formando una croce umana e in coro hanno intonato i nomi delle piccole vittime: “Darlyn, Jakelin, Felipe, Juan, Wilmer, Carlos”. La polizia è dovuta intervenire arrestandoli, mentre giacevano a terra e cantavano. È successo ieri, come si legge in un articolo del Sir, a Washington nell’ambito della manifestazione organizzata dal Centro Colomban per la difesa e la sensibilizzazione, dalla Conferenza dei superiori maggiori maschili, dalla Conferenza dei Gesuiti di Canada e Usa, dalla Conferenza delle religiose degli Stati Uniti, da Pax Christi Usa e altri, per protestare contro le politiche di immigrazione messe in atto alla frontiera, in particolare nei confronti dei bambini. Poco prima di manifestare, gli attivisti avevano pregato, ascoltato testimonianze di migranti terrorizzati dall’idea di perdere i propri figli e hanno letto anche i messaggi dei vescovi arrivati a sostegno di questa manifestazione di disobbedienza civile. In manette sono finiti anche suore, membri di parrocchie e altri leader cattolici, portati via mentre recitavano l’Ave Maria. Tra i 70 arrestati c’è anche suor Pat Murphy, una religiosa di 90 anni, che lavora con migranti e rifugiati a Chicago e che da ben 13 anni organizza tutti i venerdì veglie di preghiera settimanali davanti all’agenzia delle migrazioni. “Il trattamento dei migranti dovrebbe oltraggiare tutte le persone di fede”, ha ribadito suor Pat e con lei lo ha ripetuto anche suor Ann Scholz, della Conferenza delle responsabili delle religiose americane: “Siamo qui perché il Vangelo ci obbliga ad agire e siamo indignati per il trattamento orribile riservato alle famiglie e in particolare ai bambini”. “Questo trattamento non può continuare nel nostro nome”, ha concluso la suora.
Tag: Mobilità umana e migrazioni
Gisotti: nella Chiesa e nella Santa Sede l’informazione conta e deve contare sempre di più
18 Luglio 2019 - Città del Vaticano - “Sono grato al Santo Padre per il privilegio che mi ha dato di poter essere il suo portavoce in un periodo così intenso del Pontificato e di offrirmi ora l’opportunità di continuare a servirlo come Vice-Direttore Editoriale dei media vaticani. Gli sono grato per avermi sempre sostenuto come un padre. Ringrazio il Papa, il Prefetto del Dicastero per la Comunicazione e i Superiori della Segreteria di Stato per aver rispettato la mia scelta - comunicata all’inizio del mandato e successivamente confermata - di svolgere questo ruolo tanto importante per un tempo limitato. Un tempo che permettesse, pur in presenza di un’agenda fitta di avvenimenti, di portare la Sala Stampa ad un nuovo assetto, come da comune impegno preso sei mesi fa con il Prefetto Paolo Ruffini”. Così il direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, nominato oggi Vice direttore del Dicastero per la comunicazione e che, quindi, dal 22 luglio, lascia l’incarico a Matteo Bruni, chiamato da Papa Francesco alla direzione della Sala Stampa della Santa Sede. “Come dichiarato al momento della mia nomina, il 31 dicembre scorso – sottolinea Gisotti - ho assunto l’incarico con spirito di servizio, cosciente del momento eccezionale e inedito per la Sala Stampa, a causa delle improvvise dimissioni del suo Direttore e della sua Vice-Direttrice. In questo semestre così impegnativo - anche e soprattutto per la mia famiglia - ho avuto il sostegno totale del Prefetto Paolo Ruffini e dei miei colleghi della Sala Stampa ai quali va tutta la mia gratitudine. Particolarmente positivo per me è stato anche il rapporto con i colleghi giornalisti. Un rapporto – aggiunge - contraddistinto dal rispetto reciproco, pur in momenti di inevitabile confronto. In tale contesto, mi piace ricordare - tra le iniziative realizzate durante la mia direzione – l’intitolazione della sala di lavoro dei giornalisti della Sala Stampa al Direttore Joaquín Navarro-Valls. Un segno per sottolineare che, nella Chiesa e nella Santa Sede, l’informazione conta e deve contare sempre di più. Sono sicuro che Matteo Bruni saprà dirigere al meglio la straordinaria squadra della Sala Stampa. A lui vanno non solo i miei migliori auguri di successo, ma anche la mia disponibilità a collaborare”. A Gisotti il ringraziamento della nostra redazione per la collaborazione e gli auguri di un proficuo lavoro. (R.Iaria)
Santa Sede: Matteo Bruni nuovo direttore della Sala Stampa
18 Luglio 2019 - Città del Vaticano – Matteo Bruni è il nuovo direttore della Sala Stampa della Santa Sede dal prossimo 22 luglio. Lo ha nominato questa mattina Papa Francesco in sostituzione di Alessandro Gisotti, finora direttore “ad interim”. Bruni, nato il 23 novembre 1976 a Winchester in Gran Bretagna lavora dal luglio 2009 presso la Sala Stampa della Santa Sede, dove ha seguito le operazioni di accreditamento dei giornalisti e la gestione delle comunicazioni operative alla stampa in qualità di coordinatore della Sezione Accrediti. Dal 2013 ha assunto la responsabilità dell’organizzazione e dell’accompagnamento della stampa ammessa al volo papale in occasione dei viaggi internazionali del pontefice. All’inizio del 2016 è divenuto Coordinatore del settore Media Operations e Accrediti della Sala Stampa della Santa Sede, in tale ruolo ha coordinato la partecipazione della stampa ai diversi eventi del Giubileo della Misericordia. È impegnato da tempo, in ambito ecclesiale, in progetti di cooperazione umanitaria e in programmi di sostegno agli anziani. Nella stessa giornata il Papa ha anche nominato Sergio Centofanti e Alessandro Gisotti Vice- Direttori della Direzione Editoriale del Dicastero per la Comunicazione, sempre a far data dal 22 luglio 2019. A Bruni, Centofanti e Gisotti gli auguri di un proficuo lavoro. (Raffaele Iaria)
Società Dante Alighieri: da oggi l’83 congresso internazionale in Argentina
18 Luglio 2019 - Roma – Si terrà da oggi a sabato 20 luglio a Buenos Airese, in Argentina, l’83° Congresso Internazionale della Società Dante Alighieri sul tema “Italia, Argentina, mondo: l’italiano ci unisce”. Un titolo che apre all’incontro tra i due Paesi, con la partecipazione del Presidente della Repubblica Argentina Mauricio Macri e del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, che hanno inviato ai congressisti i loro video messaggi di saluto. Tra le molte autorità italiane e argentine, oggi saranno presenti la Vice Presidente della Repubblica Argentina Gabriela Michetti, il Ministro argentino dell’Istruzione, della Cultura, della Scienza e della Tecnologia Alejandro Oscar Finocchiaro e il Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Ricardo Antonio Merlo. Il Sistema Italia sarà rappresentato attraverso il programma governativo “Vivere all’Italiana”, con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e il Forum Italia-Argentina. “Occorre creare sempre più una rete di simpatia attorno all’Italia e al mondo italiano” dichiara il Presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi. “Italsimpatia significa connettere pezzi d’Italia facendo sistema, creando sinergie e progetti concreti per promuovere l’identità italiana. Abbiamo il desiderio di ascoltarci e dialogare su un orizzonte internazionale, dove la Dante si presenta come uno strumento rinnovato per promuovere il mondo in italiano e il Sistema Italia nel mondo”. Al centro dei lavori congressuali ci saranno la promozione della cultura e la diffusione della lingua italiane, la crescita e lo sviluppo dell’Italia con le sue industrie culturali: editoria, cinema e audiovisivo, restauro e smart cities. In collaborazione con Rai Teche, in esclusiva per i congressisti, sarà inoltre proiettata un’ampia intervista ad Andrea Camilleri, scomparso ieri all’età di 94 anni. In evidenza il valore della buona comunicazione per l’immagine positiva dell’Italia grazie alla presenza del giornalista argentino Luis Novaresio, recentemente insignito dell’onorificenza di “Cavaliere dell'Ordine della Stella d'Italia”, e dell’italiano Ferruccio De Bortoli, che interverrà con la lectio magistralis “L’eterna giovinezza del libro di carta (e delle librerie, luoghi di incontro e di socialità)”. Saranno inoltre condivise le migliori pratiche della rete Dante per la promozione linguistica e culturale. Ieri una anticipazione del Congresso con una giornata di formazione per i docenti di italiano organizzata dal PLIDA della Società Dante Alighieri. Sotto l’insegna dell’italiano che unisce, nella mattinata conclusiva di sabato 20 luglio si terrà la tavola rotonda “Da Dante a Borges”, una conversazione tra il Segretario Generale della Dante Alessandro Masi, la Presidente della Fondazione e del Museo Borges Maria Kodama e il Presidente della Fondazione Sur Juan Javier Negri. Il 21 luglio, il Presidente Andrea Riccardi inaugurerà la mostra Lucio Fontana. Los Orígenes, nella sede del Museo Castagnino di Rosario, la città di origine dell’artista celebrato nel mondo per i suoi “tagli” e per lo Spazialismo. L’esposizione, realizzata con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e con la collaborazione del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e del Comitato della Dante di Rosario, si potrà visitare fino al 21 agosto 2019.
“Mare Sicuro”: l’impegno della Guardia Costiera in un volume di Annachiara Valle
18 Luglio 2019 - Roma - Come ogni anno riparte l’iniziativa Mare sicuro con la quale la Guardia costiera è impegnata, lungo ottomila chilometri di coste italiane, più i laghi Maggiore e di Garda, a garantire la sicurezza dei villeggianti. Un lavoro che si svolge tutto l’anno, ma che ha nei mesi estivi la massima concentrazione con l’impiego di oltre tremila persone, 300 mezzi navali e 15 mezzi aerei. Un impegno che la giornalista di “Famiglia Cristiana”, Annachiara Valle racconta nel volume “Mare sicuro” attraverso storie esemplari che mettono in evidenza l’abnegazione e la professionalità di chi ogni giorno è chiamato a salvare vite umane in mare (bagnanti, diportisti e chiunque si trovi in difficoltà), a tutelare l’ambiente marino e costiero e a controllare l’intera filiera ittica. Il volume sarà presentato lunedì mattina, 22 luglio, a Roma presso la Libreria San Paolo di Via della Conciliazione. Interverranno Cosimo Nicastro, capotano di Vascello e capo Ufficio Comunicazione della Guardia Costiera, il direttore di “Famiglia Cristiana”, don Antonio Rizzolo e l’autrice Annachiara Valle.
Creato
18 Luglio 2019 - Roma - “Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell’amore, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole. Il peccato che abita nel cuore dell’uomo – e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio – porta allo sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto”. È l’amara constatazione di Papa Francesco che, nel Messaggio per la Quaresima 2019, invitava i cristiani ad una vera “conversione”, sottolineando lo stretto legame tra Casa comune, umanità e poveri. In questo numero della newsletter che ci accompagna nei mesi estivi e ci prepara alla Giornata nazionale per la custodia del Creato, in programma il primo settembre, abbiamo scelto di mettere al centro della riflessione l’ecologia, in quella prospettiva “integrale” indicata dal Papa. Facendo riferimento al dramma, spesso dimenticato, dei profughi ambientali e alle potenzialità della terra, elemento da cui trarre sostentamento e su cui far fiorire dignità, inclusione e pace. (don Leonardo Di Mauro, don Francesco Soddu, don Giuseppe Pizzoli, don Gianni De Robertis e don Bruno Bignami)
Mons. Cipolla: basta paure e barbarie
15 Luglio 2019 - Padova - «Preghiamo san Benedetto affinché aiuti l’Europa a fare scelte coraggiose di solidarietà, di accoglienza e di inclusione» e perché in ciascuno «cresca il desiderio di comprendere in modo sapiente quanto stiamo vivendo, per imparare a farci carico dei fenomeni mondiali» a partire dai comportamenti quotidiani e «a perseverare nell’opera di comunione e fraternità verso ogni fratello e ogni popolo che ci tende la mano». Contro le barbarie di linguaggio e atteggiamenti verso migranti e soccorritori, che contaminano anche le comunità cristiane, si appella al patrono d’Europa, il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, in una lettera. Un invito rivolto alla Chiesa di Padova affinché recuperi spazi di riflessione, e abbia «il coraggio della verità evangelica, che ci aiuta ad aprire nuove frontiere per gestire la complessità» uscendo dai «confini di sterili paure», nell’intento di «rinnovare lo sviluppo sociale, trasformare gli assetti di ingiustizia e inequità e promuovere un’azione di pace comune». (S.Mel.- Avvenire)
Tradizioni Popolari: oggi l’inaugurazione della IV edizione della Scuola estiva
15 Luglio 2019 - Roma – Sarà inaugurata oggi la quarta edizione della Scuola estiva di storia delle tradizioni popolari dedicata quest'anno a “Cantastorie nel Capo di Leuca. Viaggiando tra Mediterraneo, Balcani, Africa”. La Scuola, istituita dall'associazione Liquilab, è promossa da Liquilab con Comune di Tricase, Mibac - Istituto centrale per la demoetnoantropologia, Regione Puglia – Assessorato all'Industria turistica e culturale, con il patrocinio di Provincia di Lecce e dell'Università del Salento ed è realizzata in collaborazione con una folta rosa di associazioni e fondazioni internazionali. Dopo l'anteprima di ieri, con la giornata di oggi si entra nel vivo dei progetti in corso a cura dell'associazione Liquililab, in bilico tra storia e contemporaneo. L'appuntamento è a Tricase (Lecce) in Piazzetta Dell’Abate presso l'ex Convento dei Domenicani. La manifestazione unisce l'approfondimento nell'ambito della ricerca demoetnoantropologica con la proposta performativa, attraverso un fitto calendario di seminari, workshop, spettacoli e una residenza antropologica e artistica. Gli eventi serali sono gratuiti e aperti a tutti, mentre è possibile partecipare ai workshop e alla residenza artistica iscrivendosi gratuitamente (infoliquilab@gmail.com - +39 348 3467609).
Parolin: “Le chiusure aumentano i problemi”
15 Luglio 2019 - Roma - «Stiamo attenti perché se ci chiudiamo non risolveremo neanche i nostri problemi ma li aumenteremo». Sono le parole del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine della consacrazione della cappella dell’ospedale di Chioggia. Nel suo intervento il porporato ha voluto richiamare ai rischi della «chiusura», spiegando che non è certo costruendo muri e barriere che ci si apre al futuro. «Non è per egoismo che ci apriamo - ha aggiunto Parolin - ma è una conseguenza immediata quella di creare ancora più difficoltà se c’è chiusura nei confronti degli altri, di chi sta peggio di noi». Affermazioni che riassumono la dottrina cristiana e che sono intrise di realismo. Il timore, infatti, è che alimentando le paure, si operino scelte improntate al rifiuto dell’altro, generando tensioni e conflitti. «Le scelte politiche – ha suggerito il Segretario di Stato – vanno fatte dai responsabili della politica però queste scelte devono rifarsi ai valori alla base di ogni convivenza civile». E guardando proprio alla nuova cappella dell’ospedale, il cardinale Pietro Parolin ha detto che «ci aiuteranno, in questa ricerca di nuova linfa, le vetrate che riassumono i modi e le forme in cui si esprime la Misericordia della Chiesa».
Claustrali: “noi, sorelle, preoccupate e in preghiera per questo Paese e i migranti senza voce”
15 Luglio 2019 - Milano - Pubblichiamo una lettera aperta di alcune suore ospitata ieri dal quotidiano “Avvenire” «Egregio signor presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Egregio signor presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, siamo sorelle di alcuni monasteri di clarisse e carmelitane scalze, accomunate dall’unico desiderio di esprimere preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti e rifugiati che cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione. Non ci è stato possibile contattare tutte le fraternità monastiche esistenti sul territorio nazionale, ma sappiamo di essere in comunione con quante di loro condividono le stesse nostre preoccupazioni e il nostro stesso desiderio di una società più umana. Con questa lettera aperta vorremmo dare voce ai nostri fratelli e sorelle migranti che scappano da guerre, persecuzioni e carestie, affrontano viaggi interminabili e disumani, subiscono umiliazioni e violenze di ogni genere che ormai più nessuno può smentire. I racconti di sopravvissuti e soccorritori, infatti, così come le statistiche di istituzioni internazionali quali l’Acnur/Unhcr o l’Organizzazione internazionale per le migrazioni e i reportage giornalistici che approfondiscono il fenomeno migratorio, ci mostrano una realtà sempre più drammatica. Facciamo nostro l’appello contenuto nel Documento sulla fratellanza umana firmato da papa Francesco e dall’imam di al-Azhar Ahmed al-Tayyeb chiedendo «ai leader del mondo, agli artefici della politica internazionale e dell’economia mondiale, di impegnarsi seriamente per diffondere la cultura della tolleranza, della convivenza e della pace». E tutto questo in particolar modo «in nome degli orfani, delle vedove, dei rifugiati e degli esiliati dalle loro dimore e dai loro Paesi; di tutte le vittime delle guerre, delle persecuzioni e delle ingiustizie; dei deboli, di quanti vivono nella paura, dei prigionieri di guerra e dei torturati in qualsiasi parte del mondo, senza distinzione alcuna». Anche noi, quindi, osiamo supplicarvi: tutelate la vita dei migranti! Tramite voi chiediamo che le istituzioni governative si facciano garanti della loro dignità, contribuiscano a percorsi di integrazione e li tutelino dall’insorgere del razzismo e da una mentalità che li considera solo un ostacolo al benessere nazionale. Accanto alle tante problematiche e difficoltà ci sono innumerevoli esempi di migranti che costruiscono relazioni di amicizia, si inseriscono validamente nel mondo del lavoro e dell’università, creano imprese, si impegnano nei sindacati e nel volontariato. Queste ricchezze non vanno svalutate e tante potenzialità andrebbero riconosciute e promosse. La nostra semplice vita di sorelle testimonia che stare insieme è impegnativo e talvolta faticoso, ma possibile e costruttivo. Solo la paziente arte dell’accoglienza reciproca può mantenerci umani e realizzarci come persone. Siamo anche profondamente convinte che non sia ingenuo credere che una solidarietà efficace, e indubbiamente ben organizzata, possa arricchire la nostra storia e, a lungo termine, anche la nostra situazione economica e sociale. È ingenuo piuttosto il contrario: credere che una civiltà che chiude le proprie porte sia destinata ad un futuro lungo e felice, una società tra l’altro che chiude i porti ai migranti, ma, come ha sottolineato papa Francesco, «apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti». Ciò che ci sembra mancare oggi in molte scelte politiche è una lettura sapiente di un passato fatto di popoli che sono migrati e una lungimiranza capace di intuire per il domani le conseguenze delle scelte di oggi. Molti monasteri italiani, appartenenti ai vari ordini, si stanno interrogando su come contribuire concretamente all’accoglienza dei rifugiati, affiancando le istituzioni diocesane. Alcuni già stanno offrendo spazi e aiuti. E, al tempo stesso, tutte noi cerchiamo di essere in ascolto della nostra gente per capirne le sofferenze e le paure. Desideriamo metterci accanto a tutti i poveri del nostro Paese e, ora più che mai, a quanti giungono in Italia e si vedono rifiutare ciò che è diritto di ogni uomo e ogni donna sulla terra: pace e dignità. Molte di noi hanno anche avuto modo di conoscere da vicino le loro tragedie. Desideriamo sostenere coloro che dedicano tempo, energie e cuore alla difesa dei profughi e alla lotta a ogni forma di razzismo, anche semplicemente dichiarando la propria opinione. Ringraziamo quanti, a motivo di ciò, vengono derisi, ostacolati e accusati. Vale ancora l’art. 21 della nostra Costituzione che sancisce per tutti «il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Desideriamo dissociarci da ogni forma di utilizzo della fede cristiana che non si traduca in carità e servizio. Infine, in comunione con il magistero di fraternità e di solidarietà di papa Francesco, desideriamo obbedire alla nostra coscienza di donne, figlie di Dio e sorelle di ogni persona su questa terra, esprimendo pubblicamente la nostra voce. Vi ringraziamo per l’attenzione con cui avete letto il nostro appello. Ringraziamo lei, presidente Mattarella, per i suoi inviti continui alla pace e per la sua fiducia nel dialogo che permette, come ha detto in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, «di superare i contrasti e di promuovere il mutuo interesse nella comunità internazionale». Ringraziamo lei, presidente Conte, per il suo non facile ruolo di mediatore e garante istituzionale all’interno del Governo. Vi ringraziamo sinceramente per quello che già fate a favore di una convivenza pacifica e di una società più accogliente. E assicuriamo la nostra preghiera per voi, per quanti operano nelle istituzioni, per il nostro Paese e per l’Europa, perché insieme collaboriamo a promuovere il vero bene per tutti». Le sorelle: Clarisse di Lovere (Bg), Carmelitane scalze di Sassuolo (Mo), Clarisse di Milano, Clarisse di Fanano (Mo); Carmelitane scalze di Crotone, Clarisse di Grottaglie ( Ta), Carmelitane scalze di Parma, Clarisse di Padova, Carmelitane scalze di Cividino (Bg), Clarisse di Montagnana (Pd), Carmelitane scalze di Venezia, Clarisse di Mantova, Carmelitane scalze di Savona, Clarisse di Urbania (Pu), Clarisse urbaniste di Montalto (Ap), Clarisse di Imperia Porto Maurizio (Im), Clarisse urbaniste di Montone (Pg), Clarisse cappuccine di Fiera di Primiero ( Tn), Clarisse di S. Severino Marche (Mc), Clarisse urbaniste di S. Benedetto del Tronto (Ap), Clarisse di Vicoforte (Cn), Clarisse di Bra (Cn), Clarisse di Sant’Agata Feltria (Rn), Clarisse di Roasio ( Vc), Clarisse di Verona, Clarisse di S. Lucia di Serino (Av), Clarisse urbaniste di Altamura (Ba), Clarisse di Otranto (Le), Clarisse di Carpi (Mo), Clarisse di Leivi (Ge), Clarisse di Alcamo ( Tp) – Monastero Sacro Cuore, Clarisse di Alcamo ( Tp) – Monastero santa Chiara, Clarisse di Bologna, Clarisse di Boves (Cn), Clarisse di Sassoferrato (An), Clarisse di Termini Imerese (Pa), Carmelitane scalze di Monte S. Quirico (Lu), Clarisse di Chieti, Carmelitane scalze di Arezzo, Clarisse di Pollenza (Mc), Clarisse cappuccine di Napoli, Clarisse urbaniste di Osimo (An), Clarisse cappuccine di Mercatello sul Metauro (Pu), Clarisse di Castelbuono (Pa), Clarisse di Porto Viro (Ro), Clarisse cappuccine di Brescia, Clarisse di Bergamo, Carmelitane scalze di Bologna, Clarisse di Rimini, Clarisse di Manduria ( Ta), Clarisse di Urbino (Pu), Clarisse di Bienno (BS), Clarisse di Scigliano (Cs), Clarisse di Sarzana (Sp), Carmelitane scalze di Piacenza, Clarisse di Caltanissetta, Clarisse di Ferrara, Clarisse di Iglesias (Ci), Carmelitane scalze di Legnano (MI), Clarisse di San Marino (Repubblica di San Marino), Carmelitane scalze di Nuoro, Clarisse cappuccine di Città di Castello (Pg)

