Tag: Mobilità umana e migrazioni

Migrazioni: complessità e conflitto

8 Maggio 2019 - Messina – Domani, giovedì 9 maggio 2019, alle ore 10.30, presso il Dipartimento COSPECS – aula SBA  di Messina si terrà la presentazione del progetto “Migrazioni: complessità e conflitto”, percorso di formazione e ricerca finanziato dalla Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, grazie ai fondi dell’8xmille destinati alla Chiesa cattolica. L’incontro darà l’opportunità ai due soggetti promotori, l’Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, e il COSPECS (Dipartimento di Scienze Cognitive Psicologiche Pedagogiche e degli Studi Culturali) dell’Università degli Studi di Messina, di “esplicitare la proposta formativa rivolta a quanti sono impegnati, per la loro professione o per il loro impegno civile ed ecclesiale, in contesti interculturali”.  “La premessa fondamentale che muove la proposta formativa – si legge in una nota della Migrantes diocesana - è la consapevolezza che nel contesto attuale, in cui i flussi migratori hanno cambiato il volto delle Città e in cui l’incontro con la diversità è quotidiano e costante, le competenze interculturali diventano abilità chiave per promuovere opportunità di incontro e conoscenza reciproca, di accoglienza e cittadinanza attiva”. La proposta di formazione e ricerca, elaborata dal Dipartimento COSPECS dell’Ateneo messinese e dall’Ufficio diocesano Migrantes, vuole offrire gli strumenti di lettura della realtà e di gestione delle differenze all’interno della relazione di aiuto, a partire dalle categorie di “complessità” e di “conflitto”, con l’intento di acquisire “un habitus di azione che caratterizzi la figura dell’animatore e dell’educatore in contesti interculturali”. Alla presentazione prenderanno parte il direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes e responsabile del progetto, Santino Tornesi, il direttore del COSPECS, Pietro Perconti e Tiziana Tarsia, docente del Dipartimento e coordinatore scientifico del progetto.

Solo cose belle: dal 9 maggio nelle sale cinematografiche

7 Maggio 2019 - Roma - L’imprevisto irrompe nella tranquilla normalità di un paese romagnolo e innesca una serie di reazioni a catena che sconvolgono la vita di molti dei suoi abitanti. È un imprevisto che ha le fattezze di una famiglia con un cuore grande, che si è  “allargata” nel tempo fino ad accogliere - oltre a un figlio naturale - un profugo africano scappato dalla guerra, un giovane che sconta la condanna con una misura alternativa al carcere, un’ex prostituta con la sua piccola figlia, due disabili di cui uno di origine cinese colpito da ipossia al momento del parto. Tutte persone raggiunte dal carisma di don Oreste Benzi e da quel fiume d’amore scaturito dalla sua testimonianza che ha preso il nome di Comunità Papa Giovanni XXIII. Dal 9 maggio ne possiamo avere un saggio guardando “Solo cose belle”, un film proiettato nelle sale cinematografiche delle principali città italiane che documenta quanto l’impatto con la diversità può rompere equilibri consolidati, provocare reazioni stizzite ma anche generare frutti di umanità rinnovata e germi di cambiamento. È Benedetta - la figlia sedicenne del sindaco uscente impegnato in una complicata campagna elettorale per la riconferma - l'emblema di questo cambiamento. Costretta ad adeguarsi a un ruolo sociale e a un ideale di perfezione che le vanno dannatamente stretti, la ragazza viene terremotata dall’incontro con i membri di una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII. A dispetto di ogni convenzione sociale, e con sommo rammarico dei genitori, la ragazza si innamora del giovane Kevin che sta scontando la condanna in affidamento alla casa famiglia, e si coinvolge ogni giorno di più con l’esistenza di questa realtà umana che vive all’insegna di una precarietà totalmente consegnata alle mani della Provvidenza. Benedetta fa i conti con un mondo ai margini che risulta minaccioso fino a quando rimane sconosciuto, ma che si rivela uno scrigno di vitalità umana quando lei e molti dopo di lei decidono di guardarlo da vicino, scoprendo i tesori nascosti nelle pieghe di vite apparentemente “storte”, sbagliate e difettose, e sperimentando quanto l’incontro con la diversità può favorire la riscoperta della propria identità e diventare fonte di arricchimento. Il film è stato presentato in anteprima il 7 dicembre in occasione del cinquantennale della Comunità Papa Giovanni XXIII alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed è ora disponibile nelle sale italiane, con una circuitazione nelle principali città e molte proiezioni-evento (www.solocosebelleilfilm.it). Potremmo definirlo un “frutto cinematografico” della lunga esperienza sul campo maturata dai seguaci di don Oreste Benzi e dalle tante case-famiglia che da anni praticano l’accoglienza e diffondono il profumo della carità cristiana e di un’inclusione che non lascia indietro nessuno. Per questo hanno collaborato alla realizzazione della pellicola - in scena o a supporto della produzione - sia attori professionisti come Giorgio Borghetti, Carlo Maria Rossi e Barbara Abbondanza, sia membri della Comunità e persone che hanno maturato un’esperienza in case famiglia o in altre esperienze sociali. In definitiva, un film che mette al centro la periferia e sfida gli spettatori a  misurare il tasso di umanità che alberga nel loro cuore. (Giorgio Paolucci)      

Vecchiarelli nuovo direttore del Sir, Corrado vice-direttore dell’Ucs Cei

7 Maggio 2019 - Roma – La Presidenza della CEI ha nominato Vincenzo Corrado, finora direttore dell’Agenzia Sir, vice-direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana. Contestualmente il Cda del Sir ha nominato Amerigo Vecchiarelli, finora caporedattore centrale di Tv2000, nuovo direttore dell’Agenzia. Il disegno complessivo, con la regia della Segreteria Generale e nello specifico dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali – si legge in una nota - punta a sviluppare una sempre maggiore convergenza e interattività tra le diverse testate che fanno capo alla Chiesa italiana. A Corrado e Vecchiarelli vanno gli auguri di buon lavoro da parte di tutta la Presidenza della CEI e anche della nostra testata.  

Fisc: A Faenza e Forlì il convegno “Colori d’Europa, le sfide del terzo millennio”

7 Maggio 2019 - Roma - Sarà “Colori d’Europa, le sfide del terzo millennio” il tema del convegno nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in programma il 17 e il 18 maggio tra Fognano, Faenza e Forlì. L’iniziativa è promossa da Il Piccolo e Il Momento, settimanali diocesani rispettivamente di Faenza e di Forlì, per celebrare i 120 anni del primo e i 100 anni del secondo. “Il convegno – spiegano gli organizzatori – vuole essere un contributo alle riflessioni per costruire la cittadinanza europea e favorire il processo democratico di scelta dei propri rappresentanti”. Il convegno si aprirà alle 9.30 del 17 maggio nei saloni del Mic, Museo delle ceramiche di Faenza. La mattinata sarà dedicata al tema “Tra cittadinanza e globalità: comunicare l’Europa”, con un intervento incentrato sulla deontologia di Alessandro Rondoni, responsabile dell’Ufficio comunicazioni sociali dei vescovi dell’Emilia Romagna; quello su “Europa e spiritualità” di suor Andrey Pascale della Fraternità monastica di Gerusalemme; con l’esperienza di Paola Cairo, direttrice di Passa Parola (mensile italiano in Lussemburgo); dell’assessore faentina Simona Sangiorgi e di Samuele Marchi della redazione del Piccolo. La mattinata si chiuderà con una tavola rotonda a partire dalle esperienze concrete di alcuni giovani che hanno conosciuto l’Europa attraverso esperienze di volontariato o di Erasmus. Nel pomeriggio l’appuntamento è alla chiesa di S. Maria dell’Angelo per parlare di “Come costruire l’Europa; comunicare valori e linee di sviluppo”. Ai saluti iniziali dei vescovi mons. Toso (Faenza) e mons. Ghirelli (Imola), seguiranno gli interventi del vescovo di Piacenza, mons. Gianni Ambrosio, dei giornalisti Alessandro Di Maio e Anatolij Guljaev (Bielorussia); di Marco Venturelli, segretario nazionale di ConfCooperative, e di Marco Granelli, imprenditore, vice presidente nazionale di Confartigianato. Sabato 18 maggio, nella sala don Bosco di Forlì, interverranno Giuliana Laschi e Marco Borraccetti, docenti dell’Università di Bologna, e i giornalisti Gianni Borsa (Sir) e Roberta Brunazzi (Il Momento). Al convegno saranno affiancanti alcuni eventi culturali, come l’istallazione che sarà inaugurata mercoledì 15 maggio: la porta principale del duomo di Faenza sarà rivestita delle coperte termiche dorate con le quali vengono soccorsi i migranti nel Mar Mediterraneo, un’installazione di Giovanni De Gara già ospitata da diverse città e che potrà essere ammirata fino al 26 maggio sul sagrato del duomo.

Scout cattolici: scegliamo l’accoglienza

7 Maggio 2019 - Roma – “Sentiamo la solitudine e l’indifferenza come le principali malattie del nostro tempo, da cui vogliamo guarire innanzitutto noi stessi: siamo consapevoli che non è in gioco solo l’umanità di chi rischia ogni giorno di soccombere, ma la nostra stessa umanità, la nostra capacità di amare e di rimanere disponibili all’incontro e alla condivisione, alla conoscenza e alla relazione”. È un passaggio del documento La scelta di accogliere, approvato dal 45° Consiglio generale Agesci che si è riunito a Bracciano, dal 25 aprile al 28 aprile, a cui hanno partecipato circa 350 capi scout provenienti da tutta Italia. “Noi, capi e capo dell’Agesci – si legge ancora nel testo – 'scegliamo di accogliere' perché lo facciamo da sempre. Sentiamo oggi ancora più forte l’esigenza di confermare questa scelta in ogni ambito della nostra vita, della nostra azione educativa, politica e di servizio, nelle nostre famiglie, nei nostri gruppi, nella comunità civile e nella Chiesa. Scegliamo innanzitutto di ascoltare con rispetto e delicatezza; vogliamo accogliere l’altro con la sua storia, il suo presente e il suo desiderio di futuro e rimaniamo nella disponibilità ad essere accolti a nostra volta, riconoscendo le nostre stesse fragilità, resistenze e paure. Siamo consapevoli che l’accoglienza richiede costanza e continuità, un tempo disteso, che possa andare oltre i bisogni immediati e urgenti”. Il documento contiene dieci punti che spiegano perché l’Agesci “sceglie di accogliere”, a cui si aggiungono 13 impegni, compreso quello di “raccogliere l’invito di Papa Francesco a essere costruttori di ponti e non di muri”.  

Mons. Lojudice: il pensiero al mondo rom e ai migranti

6 Maggio 2019 - Roma – “Forse sarà un caso ma saluterò e ringrazierò il Papa della fiducia che mi ha accordato, per la prima volta dopo la mia nomina ad arcivescovo di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino, ‘circondato dal popolo rom’: è un’eredità che ormai mi appartiene e a cui resterò legato per tutta la vita”. Lo ha detto questa mattina il neo arcivescovo della diocesi toscana, Mons. Paolo Lojudice parlando anche dell’incontro che circa 500 tra rom e sinti avranno la mattina del 9 maggio con Papa Francesco promosso dalla Fondazione Migrantes. Nel comunicare la nomina, il Cardinale Angelo De Donatis, Vicario di Papa Francesco per la diocesi di Roma ha “ringraziato il Signore” per tutti gli anni che “don Paolo ha vissuto nella Chiesa di Roma”; ne ha ricordato “lo spirito spiccatamente romano” e ha sottolineato una curiosa coincidenza: la nomina arriva nel giorno in cui monsignor Lojudice festeggia i trent’anni di ordinazione sacerdotale. Del nuovo Arcivescovo di Siena, il Cardinale vicario ha evidenziato “l’attenzione al popolo di Dio”, alla “dimensione caritativa e alla realtà missionaria”, i suoi “stretti rapporti con la popolazione rom”, la “particolare attenzione ai migranti”, lo stile fatto di “presenza, tenacia, dedizione, coinvolgimento, inventiva”. “Siamo fatti tutti di una comune umanità, tutti, come si dice in una battuta comune, ‘sulla stessa barca’ ", ha detto Mons. Lojudice: "questa consapevolezza mi ha spinto sempre più a superare e a far superare barriere, ostacoli, muri che spesso si ergono tra le persone; a capire che la nostra vocazione e la nostra vita sacerdotale sono “impastate” con quella della gente a cui siamo mandati, che non sono prima alcuni o prima altri, vicino o lontani, bianchi o neri, ma tutti… A comprendere e a far comprendere che noi preti per primi dobbiamo scendere dai ‘piedistalli di argilla’ dove qualche volta saliamo con il rischio di precipitare rovinosamente a terra, per servire prima di essere serviti”. Infine, il “saluto al popolo rom della città di Roma”, in “un momento storico molto delicato, in cui il rischio di discriminazione sociale è molto alto, anche all’interno della Chiesa”. (R.Iaria)

Mons. Lojudice nuovo arcivescovo di Siena- Colle Val d’Elsa-Montalcino

6 Maggio 2019 - Roma - Mons. Paolo Lojudice è stato nominato oggi da Papa Francesco nuovo Arcivescovo di Siena. Per anni impegnato nella pastorale migratoria con la Migrantes della diocesi di Roma il neo arcivescovo senese è attualmente vescovo ausiliare di Roma per il settore Sud, Segretario della Commissione Episcopale per le Migrazioni e Vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Lazio. Nato il 1° luglio del 1964 e ordinato sacerdote il 6 maggio 1989 nella diocesi di Roma Mons. Lojudice, dopo l’ordinazione sacerdotale è stato Vicario parrocchiale della parrocchia S. Maria del Buon Consiglio (1989-1992); Vicario parrocchiale della parrocchia S. Virgilio (1992-1997); Parroco della parrocchia S. Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca (1997-2005); Padre Spirituale al Pontificio Seminario Romano Maggiore e parroco a S. Luca al Prenestino. Mons. Mons. Antonio Buoncristiani dimessosi per raggiunti limiti di età. L’annuncio è stato dato in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede nella diocesi di Siena e al Vicariato di Roma. A Mons. Lojudice gli auguri di un ministero proficuo nella nuova diocesi dalla Fondazione Migrantes e dalla nostra testata. (R.I.)  

Un popolo per tutti. Riscoprirsi Fratelli nella città

30 Aprile 2019 - Roma - Si svolgerà a Chianciano Terme (SI) dal 3 al 5 maggio, presso il Grand Hotel Excelsior, il prossimo Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione cattolica dal titolo “Un popolo per tutti. Riscoprirsi fratelli nella città”. Parteciperanno oltre 600 quadri dirigenti dell’Azione Cattolica, espressione della fitta e popolare rete che vede l’Ac presente in oltre 5400 parrocchie di 219 diocesi italiane. L’appuntamento aprirà di fatto i lavori dell’anno associativo che porterà alla XVII Assemblea nazionale in programma dal 30 aprile/3 maggio 2020. L’impegno politico nei territori, la costruzione di alleanze per il bene comune, il futuro dell’Europa… sono alcune tracce intorno alle quali sarà declinato il tema “Popolo”, nella prospettiva della “Fraternità” intesa come categoria unificante, attraverso la quale l’Azione cattolica vuole continuare ad essere protagonista nel paese, contro la globalizzazione dell’indifferenza e per la costruzione di legami di speranza e di futuro. Interverranno al Convegno, tra gli altri, Mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore, Giuseppina Paterniti, direttrice del TG3- Rai, Matteo Truffelli, presidente nazionale Ac, Mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale Ac e vescovo di Foligno, Mons. Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Chianciano, Carlo Fornari, responsabile relazioni Fond. Telethon, Massimo Pallotino, campagna “Chiudiamo la forbice”, Nunzia De Capite, Alleanza contro la povertà, don Armando Zappolini, campagna “Mettiamoci in gioco”, Laila Simoncelli, campagna “Ministero della Pace”. Convinta che il nostro sia un tempo che ha molto bisogno di recuperare il valore e il significato del “sentirsi popolo” e del “prendersi cura” dei problemi e delle sfide che attraversano le nostre comunità, per “servire” e non per “servirsi” del popolo, l’Azione cattolica con il Convegno di Chianciano intende ribadire il suo sì al magistero della Chiesa e alla costruzione di una “città dell’uomo” globale e connessa, che non dimentica le sue radici e il valore della memoria, multiculturale (con la sua pluralità di lingue, culture e fedi), dove nessuno è «scartato» e il grido dei poveri trova ascolto. Nel programma del Convegno, il ricordo di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista di «Europhonica» morto in seguito alle ferite riportate nell’attentato di Strasburgo dell’11 dicembre 2018. So(g)no l’Europa… è il titolo della tavola rotonda a lui dedicata. A Chianciano Terme anche l’avvio di un nuovo cammino, che vedrà insieme Azione cattolica e Fondazione Telethon.

L’incontro con Cristo che ci fa superare ogni paura

29 Aprile 2019 - Roma - Il racconto vivo di una realtà aiuta a superare ogni barriera e ogni paura. Ne è convinto il vescovo Guerino Di Tora, presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione CEI per le Migrazioni,  che ha guidato, insieme al Direttore Generale della Fondazione Migrantes, il convegno nazionale sul tema “Tessitori di comunità. Colori diversi per un’unica tenda” conclusosi a Seveso venerdì scorso. “E’ l’incontro con Cristo che ci fa superare ogni paura e ci fa sentire tutti uniti”, ha detto il presule evidenziato come il primo invito rivolto da Gesù dopo la Resurrezione è stato quello alla pace e a toccare le sue ferite: “lui non è un fantasma ma una persona viva. E l’incontro con una persona viva ci fa superare ogni nostra paura ed essere veramente Chiesa dalle genti”. La paura si supera solo con l’incontro, ribadisce il Direttore Migrantes della Liguria, don Giacomo Martino: “solo se si guarda ai volti dei migranti e si ascoltano le loro storie si impara un nuovo linguaggio e si inizia a vivere una nuova storia anche personale”. Ed è l’esperienza del Campus Coronata nato come centro di accoglienza e scuola dei richiedenti asilo e che oggi propone progetti di integrazione sia per i migrati che per le fasce deboli del territorio. “La prima cosa per superare ogni paura – spiega don Martino – è quella dell’amicizia con l’altro”. Del racconto e  dell’incontro come “veicolo” per superare ogni diffidenza si fa portavoce anche Pino Fabiano, delegato Migrantes della Calabria dove si sta lavorando su questi temi in diverse parrocchie “per superare il racconto non reale che oggi emerge dell’immigrazione e avvicinare i diversi mondi”. Da sempre la Chiesa è “un popolo in cammino, non sedentario, e immobile”, dice p. Renato Zilio, delegato regionale Migrantes delle Marche spiegando come il vescovo di Loreto, Fabio Dal Cin ha invitato tutte le comunità straniere a celebrare le loro feste nella Santa Casa e “poterle incontrare per “farle sentire a casa propria”. Oggi, per il religioso - è tempo di “costruire un ‘mondo nuovo’ non più contrapposto ma più unito e fraterno. Lo straniero non è un idea ma un volto e una storia concreta, una ricerca di pane e dignità”. E la dimensione concreta per questo incontro è quella della “frontiera” - dice Mario Affronti delegato Migrantes della Sicilia- che rappresenta “non un limite ma una risorsa. Ecco allora l’urgenza di gesti concreti che fanno superare ogni diffidenza”. Da qui un nuovo linguaggio, “quello dell’amore”, come ci dice don Antonello Martinenghi della Migrantes lombarda: un “linguaggio che invita all’accoglienza”. Gli italiani che oggi vivono in Romania, ci dice don Valeriano Giacomelli, delegato delle MCI in Romania – sono riusciti ad essere costruttori di comunità, sia a livello sociale che ecclesiale  “grazie al clima di accoglienza che hanno trovato al di là delle differenze e delle difficoltà”. (Raffaele Iaria)

“Storie in movimento. Italiani a Lima, Peruviani a Milano”: una mostra al Museo delle Culture di Milano

29 Aprile 2019 - Milano - “Storie in movimento. Italiani a Lima, Peruviani a Milano”. Questo il tema di una mostra, in corso il 14 luglio a Milano presso il Museo delle Culture di Milano. La mostra nasce all’interno del progetto “Milano Città Mondo”, un progetto di ricerca sociale e antropologica che ogni anno propone mostre e palinsesti di eventi su una delle numerose comunità che vivono in città. Questa edizione – la quarta - traccia le vicende legate ai flussi migratori tra Perù e Italia, con un approfondimento sulla comunità milanese, la quarta comunità per numero di presenze in città. Figure cardine dell’esposizione sono l’economista e storico delle idee Antonello Gerbi e l’artista Jorge Eduardo Eielson, illustri esempi della migrazione tra Milano e Lima. L’esposizione prende avvio con una breve introduzione in cui vengono riassunti i rapporti secolari che uniscono Italia e Perù ed in particolare Milano e Lima e prosegue concentrandosi sulle voci e sulle esperienze di due figure di spicco del panorama culturale e artistico italiano e peruviano del XX secolo: Antonello Gerbi e Jorge Eduardo Eielson. L’ultima sezione della mostra presenta, poi, sotto forma di video-affresco le attuali e contemporanee “storie in movimento” di peruviani a Milano. L’esposizione, frutto della collaborazione tra Mudec e il Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Milano ed ha visto la collaborazione di numerosi archivi privati.