Tag: Mobilità umana e migrazioni

Mons. Delpini: “costruire una Chiesa di tutti”

26 Aprile 2019 - Seveso - “Il vero nostro tesoro è la fede in Gesù. La sollecitudine nell’accoglienza di chi arriva da noi non vede dimenticare questo e capire perché lo facciamo. Lo facciamo perché siamo cristiani. E questo non dobbiamo tacerlo”. Ne è profondamente convinto l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini che ha partecipato alla mattinata conclusiva del convegno della Fondazione Migrantes sul tema “Tessitori di comunità. Colori diversi per una unica tenda”. La “logica del “nostro servizio di prossimità deve proprio essere quello di mettere al centro il messaggio evangelico. Siamo prima di tutto Chiesa”. E “dobbiamo guardare la chiesa che dobbiamo costruire, una chiesa fatta da tutti”. Ecco perché il presule ambrosiano evidenzia ed invita a “costruire una chiesa nuova insieme a tutti i popoli. Questa la responsabilità che abbiamo” Da qui l’ invito anche a “non lamentarci se le cose non vanno come noi vorremmo” perché questo “non è evangelico”: “evangelico è ascoltare lo Spirito”.

Mons. Delpini: “ogni lingua è una cultura, una storia”

26 Aprile 2019 - Seveso - “Ogni lingua è una cultura, una storia”. La terza ed ultima giornata del convegno nazionale Migrantes a Seveso – sul tema “Tessitori di comunità. Colori diversi per una unica tenda” - si è aperta con una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini. Una “pluralità” delle lingue che oggi, spesso, crea “speranze, difficoltà”. Facendo un richiamo biblico il presule ambrosiano ha descritto queste pluralità in una doppia dimensione: quella di Babele con la confusione delle lingue e quella della Pentecoste dove tutti parlano una unica lingua. Mons. Delpini ha quindi indicato, tra i percorsi oggi da seguire quella del silenzio che”ci aiuta ad ascoltare la voce di Dio”ed ha evidenziato come lo “spirito dell’operatore pastorale con i migranti è quello dell’ascolto” ma anche l’atteggiamento “umile pronto all’accoglienza”.

Mons. Nosiglia: “il male capace di colpire chi opera per il bene di tutti, ma non vincerà”

26 Aprile 2019 - Torino - “Noi siamo certi che il bene alla fine vincerà il male, anche se sembra che questo sia più organizzato e capace di colpire pesantemente chi opera per il bene di tutti”. Lo ha detto l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, nell’omelia della messa in suffragio delle vittime dell’attentato, nel giorno di Pasqua, ai cristiani in Sri Lanka, che ha celebrato ieri sera nel santuario della Consolata. Ricordando la “lunga schiera di martiri”, il presule ha affermato che “mai le barbare uccisioni di persone innocenti hanno potuto fermare il messaggio di pace, di giustizia e di libertà proposto e diffuso nel cuore del popolo fino a pagare di persona il prezzo più alto della morte violenta e omicida”. Segnalando che “niente e nessuno può combattere contro Dio e illudersi di vincerlo”, l’arcivescovo ha ribadito che “se una fede o un valore civile viene da Lui, principio e fonte primo della giustizia e dell’amore, non sarà mai sconfitto e risorgerà come è risorto Cristo dalla morte”. “La Pasqua del Signore è un fascio di luce che sconvolge le tenebre del peccato, di ogni male che esiste e si fa nel mondo e ne rivela l’impotenza”. Chiamando in causa gli atti terroristici in Sri Lanka, mons. Nosiglia ha citato la lettera a Diogneto del primo secolo e ha evidenziato che “come è l’anima nel corpo così nel mondo sono i cristiani”. “Si rinnova anche oggi nel mondo questa stessa situazione per cui la religione più perseguitata è proprio quella cristiana. Appare sorprendente che dopo oltre duemila anni che i cristiani predicano e vivono l’amore più grande che è quello di dare persino la vita per il proprio prossimo, debbano subire tali ingiuste condanne”.

Attentati Sri Lanka: una preghiera a Bologna domenica con mons. Zuppi

26 Aprile 2019 - Bologna - La Comunità srilankese di Bologna nelle due componenti cingalese e tamil si uniranno domenica 28 aprile per una messa di suffragio per le vittime delle stragi di Pasqua, presieduta dall’arcivescovo mons. Matteo Zuppi. Il rito avrà luogo alle 12.30 nella chiesa di Sant’Antonio Maria Pucci, sede abituale della comunità. Concelebreranno con il cappellano don Christo Viraj, i vicari generali e il direttore diocesano di Migrantes mons. Andrea Caniato. Sarà presente anche una rappresentanza del Consiglio Pastorale diocesano. Nessuno dei numerosi membri della comunità srilankese (sia di etnia cingalese che tamil) di Bologna ha subito lutti familiari negli attentati, come invece è accaduto a altre comunità in Italia, riferisce sdn Caniato: il cappellano di Bologna don Christo Viraj è “personalmente molto colpito, perché ha prestato i suoi primi anni di ministero sacerdotale proprio nella Chiesa di San Sebastiano di Negombo, dove sono morti molti collaboratori parrocchiali e amici”, aggiunge il sacerdote. Il gruppo cingalese che vive a Bologna si trovava a Lourdes per celebrare il triduo pasquale insieme a migliaia di connazionali provenienti dall’Italia. La mattina del giorno di Risurrezione, molto presto, hanno cominciato ad arrivare sui cellulari le notizie e le prime immagini dell’orrore, seminando panico e smarrimento. Il gruppo dei cattolici di etnia tamil si era invece riunito nella cripta della Cattedrale dove un sacerdote tamil ha celebrato la messa della Risurrezione e ha confortato “con la luce della fede la comunità visibilmente scioccata”. In una delle chiese dove è avvenuta l’esplosione infatti, era in corso la messa in lingua Tamil. Il direttore diocesano di Migrantes ha subito visitato il gruppo tamil, esprimendo il cordoglio e la vicinanza dell’arcivescovo e di tutta la Chiesa bolognese. Anche a Bologna gli srilankesi di religione buddhista hanno voluto rendersi presenti per manifestare la loro solidarietà alla comunità cristiana e parteciperanno rispettosamente al dolore comune. Ala preghiera anche una rappresentanza della comunità musulmana locale. La diocesi ha invitato tutte le parrocchie alla preghiera, diffondendo il testo di due intenzioni per la preghiera dei fedeli: “Per la Chiesa di Dio in Sri Lanka, fatta oggetto di un attacco feroce nel giorno della risurrezione del Signore, perché con la forza della fede possa superare questa prova e crescere nella pace, perseverando nell’opera di riconciliazione. Preghiamo”; “Per quanti hanno perso la vita nell’attentato di Pasqua, per tutti i fratelli cristiani perseguitati e per tutte le vittime della violenza, per i feriti e i loro familiari, perché, sostenuti dalla grazia e dalla nostra solidarietà, sperimentino la potenza della Spirito che risuscita e consola. Preghiamo”.

Mons. Delpini: “Il nostro grido, no al terrorismo”

26 Aprile 2019 - Milano - «Noi vogliamo che tutte le religioni costruiscano pace. Vogliamo che i fedeli di tutte le religioni siano operatori di pace per essere riconosciuti come figli di Dio». E «di fronte all’attacco alle chiese, all’aggressione che ha seminato morte di persone innocenti radunate per pregare», come è avvenuto il giorno di Pasqua nello Sri Lanka, «il nostro grido chiede che questo terrorismo venga rifiutato da tutti». E chiede «che il terrorismo islamico sia rifiutato dagli islamici, e che coloro che credono in una religione così antica, e ricca di tanti valori, siano loro stessi a dichiarare che non possono accettare di essere confusi con i terroristi che seminano morte». Così l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, dà voce al «dolore», alla «fede», al «grido di giustizia» che si eleva dal popolo dello Sri Lanka. Lo fa nella Messa di suffragio per le vittime degli attentati nell’isola asiatica, che lo stesso presule ha presieduto ieri sera nella Basilica di Santo Stefano, la parrocchia generale dei migranti. È letteralmente gremita la grande, antica basilica nel cuore di Milano. Gremita di nuovi ambrosiani. Un migliaio i fedeli, immigrati dallo Sri Lanka con i loro figli, volto eloquente dell’ambrosiana Chiesa dalle genti. Una trentina i concelebranti, fra cui i tre cappellani della comunità cattolica srilankese di Milano «Our Lady of Lanka», col loro stendardo alla balaustra del presbiterio. In prima fila il console dello Sri Lanka, Denzil Fonseka, e un gruppo di monaci buddisti (che l’arcivescovo saluterà dopo la Messa). Nella celebrazione italiano e srilankese si intrecciano. Struggenti alcuni canti. Come la processione dei bambini e degli adulti che porta all’altare e consegna nelle mani di Delpini le buste con le offerte raccolte per le vittime e i loro familiari. Si prega per loro. E si prega per i terroristi, perché «Dio tocchi i loro cuori». «Hanno incendiato nel paese tutte le dimore di Dio... Volgi lo sguardo alla tua alleanza; gli angoli della terra sono covi di violenza ». In omelia l’arcivescovo riprende il salmo 74 e dice: «Ecco il nostro grido» di fronte al massacro «degli innocenti radunati per pregare». Un grido che chiede ai«fedeli di tutte le religioni» di diventare operatori di pace. «Noi siamo qui radunati – scandisce Delpini – anche per dire il nostro grido, la nostra impotenza, perché mentre il terrorismo si organizza a livello internazionale, le forze della giustizia e le istituzioni preposte al bene comune non sono capaci di organizzarsi a livello internazionale per proteggere i loro cittadini, per difendere gli inermi, le persone che vivono la loro vita, tranquilli, costruendo il bene per sé e per le loro famiglie. Noi dobbiamo fare appello alle istituzioni perché siano forti, intelligenti, alleate per il bene». «Noi oggi, però, siamo qui a celebrare l’Eucaristia – riprende l’arcivescovo – e riconoscere che Gesù il Risorto è presente in mezzo a noi». Come riconoscerlo? Raccogliendo l’invito del Signore a guardare le sue mani, i suoi piedi, le sue ferite. Di crocifisso. Per amore. Il suo soffrire «ha rivelato la gloria di Dio – dice l’arcivescovo –. L’amore che non si stanca mai di amare, l’amore che ama anche quando è perseguitato, l’amore che offre tutto. E quando non ha più niente da offrire, offre se stesso». «In questo tragico momento – conclude Delpini – ciascuno di noi è invitato a guardare le mani di Gesù, trafitte per la crudeltà degli uomini, eppure offerte da Cristo stesso come Agnello immolato condotto al macello. E ciascuno è chiamato a guardare le proprie mani, per domandarsi cosa posso fare io per imitare Gesù, cosa posso fare io per offrire conforto a chi soffre, per stringere amicizia con chi è solo, per incoraggiare il cammino di chi è ferito da una troppo ingiusta ferita, da una cattiveria incomprensibile. Guardate le vostre mani: quanto bene resta da compiere». (Lorenzo Rosoli)

Attentati Sri Lanka: domenica messa di suffragio a Brescia

25 Aprile 2019 - Brescia - La parrocchia di S. Giovanni Battista della Stocchetta, in collaborazione con l'Ufficio per i Migranti (Migrantes) della diocesi di Brescia e la comunità dello Sri Lanka di Brescia, celebrerà una S. Messa in suffragio delle vittime degli attentati avvenuti nel giorno di Pasqua in Sri Lanka. La celebrazione si terrà domenica 28 aprile alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista della Stocchetta (Via Triumplina 268 – Brescia). E’ quanto si legge in una nota della diocesi di Brescia.

Naufraghi alle Tremiti: “al piccolo disabile abbiamo dato una carrozzina”

25 Aprile 2019 - Toma - Hanno trascorso la notte nella struttura messa a disposizione dal comune delle Tremiti le 18 persone curde irachene approdate martedì pomeriggio sull'isola di Capraia, nell'arcipelago del Foggiano. Dopodiché vengono trasferiti a bordo di un traghetto al vicino porto di Termoli. "Abbiamo provveduto immediatamente a procurare una carrozzina al bimbo paraplegico - ha spiegato il sindaco delle isole Tremiti, Antonio Fentini -. Hanno ribadito di essere arrivati in Italia a bordo di una barca a vela e di essere partiti dalla Turchia. Per il viaggio i curdi hanno raccontato di aver pagato gli adulti 4mila euro e i bambini 1.500 euro. L'intenzione era quella di sbarcare a Crotone, poi a causa del maltempo sono giunti sulle coste tremitesi". Tra i 18 naufraghi ci sono 4 uomini, 5 donne e 9 bambini (4 maschi e 5 femmine). Tra loro anche un bambino paraplegico e una bimba con problemi di salute. Ad eccezione dei due bimbi, gli altri piccoli sono apparentemente in buone condizioni di salute. Al momento non ci sono tracce dell'imbarcazione che ha condotto i migranti sull'isola di Capraia. Ad accorgersi dei migranti è stata martedì una motovedetta della Capitaneria di Porto che ha dato l'allarme per i soccorsi. Allertato anche il sindaco Fentini, che ha accolto i naufraghi sulla banchina dell'isola di San Domino. "Stiamo allestendo in uno stabile in comodato d'uso al Comune delle Tremiti degli alloggi da destinare ai migranti - aveva spiegato già martedì il sindaco delle isole Tremiti -. Abbiamo provveduto a recuperare materassi e lenzuola. Abbiamo fornito loro del cibo. A San Domino riceveranno cure mediche".

Migrantes Catania: il ricordo della donna srilankese morta durante gli attentati

24 Aprile 2019 - Catania - “Era andata in vacanza per trovare i parenti e poi proseguire per l'Australia dove viveva sua figlia, invece è morta da innocente”. Questa la testimonianza di Kanthi Rathugamage, amica della donna srlinankese residente a Catania e morta in uni degli attentati nel giornio di asqua nekl suo paese: “doveva stare solo una settimana, prima di partire per lo Sri Lanka aveva salutato tutta la comunità e anche il nostro cappellano nella chiesa di Santa Maria dell'Ogninella dove abitualmente ci riuniamo. Era felice ed entusiasta di tornare nel suo paese. Siamo tutti addolorati, pregheremo per la sua anima, per il marito e per la figlia: tutta la comunità catanese starà vicino a loro in questo momento cosi tragico ”. La donna, viveva a Catania dagli anni 90, era sposata, il marito faceva il domestico, aveva una sola figlia. “Persone perbene, onesti lavoratori sempre pronti a dare la propria disponibilità”, partecipavano attivamente alle celebrazioni religiose cattoliche presso la Chiesa di Santa Maria dell'Ogninella a Catania, punto di riferimento per tutta la comunità srilankese. Queste le parole di chi conosceva la coppia. L'Ufficio pastorale Migrantes della diocesi di Catania, diretto dal diacono Giuseppe Cannizzo esprime “cordoglio e solidarietà” all'intera comunità a nome dell'arcivescovo Mons. Salvatore Gristina e di tutta la diocesi. Per stringersi intorno al dolore dei fedeli srilankesi, domani, giovedì 25 Aprile, alle ore 18:00 nella chiesa di Santa Maria dell'Ogninella, (nei pressi di piazza Università) si terrà una veglia di preghiera presieduta dal Vicario di Catania, Mons. Salvatore Genchi, insieme al cappellano srilankese Michael Cansius Perera e al direttore della Migrantes etnea.

Attentati Sri Lanka: il card. Ranjith ha celebrato i funerali nella chiesa di St Sebastian a Negombo

24 Aprile 2019 - Colombo - Il cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, ha celebrato ieri i funerali di un gruppo di vittime all’esterno della chiesa di San Sebastiano a Negombo, uno dei luoghi di culto colpiti dagli attentati terroristici di Pasqua, che hanno provocato finora 321 vittime e oltre 500 feriti. L’arcivescovo, si legge in una nota dell’arcidiocesi ripresa dal Sir, “ha offerto un messaggio di consolazione e invitato i fedeli a non cedere alla violenza”.