Tag: Mobilità umana e migrazioni

Attentati Sri Lanka: messaggio alla Migrantes diocesana da mons. Lorefice

24 Aprile 2019 - Palermo - “Sento tutto l'orrore dell' accaduto. L' unica consolazione ci viene dalla Pasqua del Signore Gesù. Questo ennesimo fiume di sangue ci responsabilizza a chiedere con insistenza la venuta del Regno e a divenire operatori di pace e di giustizia”. Lo scrive l' arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice in un messaggio a padre Sergio Natoli dell’Ufficio Migrantes di Palermo esprimendo di vicinanza alla Comunità dello Sri Lanka che vive in città, dopo gli attacchi terroristici che hanno colpito il Paese. Mons. Lorefice esprime "solidarietà e l' assicurazione della mia preghiera alla cara comunità srilankese di Palermo per le vittime, le famiglie e per le comunità cristiane coinvolte negli attentati e chiede che “si preghi per le vittime e le famiglie e per la conversione dei terroristi, in tutte le comunità cristiane dell' arcidiocesi”.

Attentati Sri Lanka: messa per le vittime a Torino con mons. Nosiglia

23 Aprile 2019 - Torino - Si celebrerà a Torino una Messa di suffragio per le vittime degli attentati in Sri Lanka, e per invocare la pace. La data è quella del 25 aprile. La pace è stata al centro delle riflessioni pasquali negli interventi dell’arcivescovo Cesare Nosiglia, che ha ricordato l’augurio di Gesù risorto: quel «Pace a voi» che è la parola prima del Signore alla sua Chiesa; perché è lui, il Risorto, la nostra vera pace. A noi tocca, ha detto mons. Nosiglia, puntare tutto sulla nostra fede, e sulla nostra fedeltà al Vangelo: «Il male ed il peccato del mondo non sono solo davanti a noi; sono purtroppo anche dentro di noi e noi ne siamo tutti responsabili». La via della pace necessita della volontà di tutti di ricercare sempre percorsi di incontro, dialogo e accoglienza verso chi è diverso o straniero… Le nostre paure e i nostri interessi ci fanno vedere una realtà distorta, non ci aiutano a ricordare che ogni uomo, ogni donna, ogni bambino sono nostri fratelli. “Allora vediamo di più il male nel nostro prossimo che il bene – ha detto mons. Nosiglia nell’omelia del giorno di Pasqua - e non sappiamo testimoniare a tutti che in realtà Cristo risorto continua a salvare e redimere l’umanità attraverso tante persone oltre i ‘nostri’ che, nel suo nome, lottano e soffrono per edificare un mondo più libero e pacifico”.

Mons. Moscone: la preghiera dei gruppi padre Pio dopo gli attentati in Sri Lanka

23 Aprile 2019 - San Giovanni Rotondo - “In qualità di direttore generale dei gruppi di preghiera di Padre Pio, chiedo a tutti i gruppi di tutto il mondo di dedicare i loro incontri di preghiera mensili in questo periodo di Pasqua per lo Sri Lanka, perché non ritorni la tentazione della guerra e della giustizia personalizzata e per la pace nel mondo, per la fine della terza guerra mondiale a pezzi”. Così mons. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, nell’omelia nella domenica di Pasqua ha ricordato, come riferisce il Sir, gli attentati che hanno colpito i cristiani nello Sri Lanka e lanciato un appello per la pace. “Sono sconvolto, anche perché all’inizio di luglio scorso ho visitato lo Sri Lanka per predicare gli esercizi spirituali ai miei confratelli e sono stato in tutte e tre le chiese colpite”, ha raccontato il presule. Ricordando di essere stato “testimone della fine della guerra civile durata 33 anni”, l’arcivescovo ha evidenziato come “sempre le guerre civili a differenza dei disastri naturali lasciano delle ferite difficili da rimarginare e che magari riprendono”. “Che non siano questi gesti un ritorno agli anni precedenti: una tentazione di vendetta”, ha auspicato mons. Moscone. “Cristo risorto doni pace e perdono al popolo dello Sri Lanka e a tutto il mondo perché questa ‘terza guerra mondiale a pezzi’, come la chiama Papa Francesco, possa rimarginarsi”.

Ismu: i consumi culturali degli immigrati in Lombardia

23 Aprile 2019 - Milano - Quali sono i prodotti culturali preferiti dalla popolazione immigrata che vive in Lombardia? Nel loro tempo libero i cittadini stranieri preferiscono leggere un libro, andare al cinema, o assistere a un concerto? Sono più attratti dai musei o dal teatro? Quante volte all'anno frequentano le biblioteche? A svelare quali sono i comportamenti “culturali” degli immigrati ultraquattordicenni provenienti da Paesi a forte pressione migratoria e presenti in Lombardia al 1° luglio 2018 – pari a circa un milione e 100mila persone - è un report realizzato da Fondazione ISMU su dati dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim). In base all'indagine risulta che in cima alla classifica dei consumi culturali preferiti dagli immigrati ci sono il cinema (il 54,8% vi è andato almeno una volta nei 12 mesi precedenti all'indagine) e la lettura per scopi non professionali né scolastici (il 47,7% ha letto almeno un libro). Seguono la frequenza di biblioteche (il 33,6% le ha visitate almeno una volta), i musei (il 33,1%), i concerti (il 31,8%), e infine il teatro (il 20,4%). Con l’esclusione del cinema, la percentuale di chi, tra gli immigrati, usufruisce di prodotti culturali è minore rispetto a chi non ne usufruisce. La maggioranza assoluta degli immigrati non ha letto alcun libro nell’ultimo anno, e un terzo ne ha letto almeno uno, ma non più di tre. Infine, solamente poco più del 15% ne ha letti almeno quattro e il 3,7% almeno uno al mese. Leggermente più diffusa rispetto alla lettura è la visione di film al cinema: la maggioranza assoluta degli stranieri ha visto un film in sala da 1 a 11 volte nei dodici mesi precedenti all'indagine. La quota di chi non ci è mai andato è del 45%. La maggioranza assoluta degli immigrati non ha mai assistito a un concerto negli ultimi 12 mesi. Tra i collettivi stranieri che invece più amano questo genere primeggiano i latinoamericani: il 34,9% ha visto da 1 a 3 concerti nell'anno precedente, a cui si aggiunge l'11,4% che ne ha visti da 4 a 11. Le esposizioni attraggono solo una percentuale minore della popolazione straniera. Ma anche in questo caso il collettivo che mostra più interesse per questa attività è quello latinoamericano: il 39,6% ha visitato da 1 a 3 mostre nell'arco dell'ultimo anno. Le biblioteche sono frequentate da circa un terzo della popolazione immigrata. A usufruirne maggiormente sono i latinoamericani e i nordafricani: rispettivamente il 24,6% e il 22,3% ci è andato da una a tre volte nell'arco dell'anno precedente. Il teatro è risultato il consumo culturale meno scelto da parte degli stranieri in Lombardia (meno di 1 caso su 5, nei 12 mesi precedenti all’indagine). Il collettivo che ama di più questa forma d'arte è sempre quello latinoamericano: il 32,7% ha assistito da 1 a 3 spettacoli, contro una media fra tutte le nazionalità straniere del 17,7%. Passando alle frequenze si stima che gli immigrati stranieri ultraquattordicenni, presenti in Lombardia al 1° luglio 2018 e provenienti da Paesi a forte pressione migratoria, nei dodici mesi precedenti, siano andati al cinema in media circa quattro volte, abbiano letto in media poco più di due libri, si siano recati in biblioteca un paio di volte, abbiano assistito ad uno o due concerti e siano andati non più di una volta a teatro e in un museo. Il primato va alle donne. La lettura di libri per scopi non professionali né formativi è molto più diffusa tra le donne rispetto agli uomini: due maschi su tre non hanno mai letto negli ultimi dodici mesi, mentre quasi tre quinti delle immigrate ha letto almeno un libro l'anno precedente. Stesso discorso vale per le biblioteche (una donna su due le ha frequentate, mentre più di tre quarti degli uomini non ne ha usufruito), i musei (assenti nei consumi per tre uomini su quattro negli ultimi dodici mesi e invece presenti per più del 40% delle donne), il teatro (25% delle donne contro il 15% degli uomini). Per il cinema e i concerti le presenze di uomini e donne invece si equiparano.

Card. Bassetti: il problema è il lavoro, non i migranti

23 Aprile 2019 - Perugia - Prima la lavanda dei piedi alle donne recluse nel penitenziario di Perugia. Poi quella con i giovani: dell’università, del mondo del lavoro e profughi. Giovedì Santo il cardinale Gualtiero Bassetti ha ripetuto due volte il rito nella sua arcidiocesi, quella di Perugia-Città della Pieve. “Sorelle carcerate” ha chiamato le detenute del ramo femminile dove ha celebrato l’Eucaristia al mattino. “Mi sono commosso durante la preghiera che ha scritto una di loro ricordando chi soffre di più”, ha confidato il presidente della Cei. Nel pomeriggio la Messa in Coena Domini in Cattedrale. Stavolta sono stati protagonisti i ragazzi. Quelli della pastorale giovanile per “evidenziare l’importanza dell’Esortazione apostolica “Christus vivit” di papa Francesco frutto del recente Sinodo”, ha detto Bassetti; poi quelli di una cooperativa (“Benedico ogni iniziativa che favorisce l’occupazione”, ha affermato); infine alcuni richiedenti asilo. “Lo straniero non è fonte di preoccupazione ma risorsa”, ha osservato il cardinale. E ha aggiunto: “Il problema del nostro Paese non sono gli immigrati ma il lavoro che manca seriamente”. Quindi il richiamo alle “famiglie in crisi” e l’invito a “santificare il giorno del Signore che è giorno di riposo”. (Giacomo Gambassi)

Attentati Sri Lanka: una preghiera giovedì a Milano con l’arcivescovo Delpini

23 Aprile 2019 - Milano - Una Messa per ricordare e pregare insieme. È quella voluta personalmente dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, dopo aver appreso il continuo aggravarsi del bilancio degli atti terroristici della mattina di Pasqua in Sri Lanka. La celebrazione si svolgerà nella Basilica di Santo Stefano Maggiore giovedì sera, 25 aprile, alle ore 19, informa il direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi, don Alberto Vitali. Una celebrazione per “testimoniare la vicinanza e il proprio dolore alla Chiesa sorella srilankese”, si legge sul sito della diocesi. “L’Arcivescovo fin dal giorno degli attentati – cui ha subito fatto riferimento, già nel Pontificale di Pasqua – ha mostrato l’intenzione e il desiderio di trovare un momento per potere portare la propria solidarietà ai fedeli dello Sri Lanka e pregare insieme. Inizialmente – spiega don Vitali - si era pensato alla recita comune di un Rosario, poi, in considerazione delle notizie che arrivavano e della gravità della situazione, si è optato per una Celebrazione eucaristica. Mi sono subito messo in contatto con i Cappellani della Comunità srilankese che ne sono stati molto contenti. Il 25 aprile è sembrata una data adatta, visto che è festa e anche molti dei fedeli dello Sri Lanka non sono impegnati con il lavoro e potranno partecipare. Inoltre, il Santuario attiguo a Santo Stefano è la chiesa dove, ogni domenica, si ritrovano per la Messa festiva”. Nella diocesi ambrosiana la comunità è seguita pastoralmente da 3 cappellani – tutti di origine dello Sri Lanka, 2 della Diocesi di Colombo e 1 Scalabriniano che si alternano in diversi luoghi celebrativi. A ogni domenica vi è la Celebrazione nella chiesa di San Bernardino, mentre una volta al mese la Messa si svolge nel Tempio civico di San Sebastiano sempre a Milano.

Papa Francesco: tutti condannino atti disumani in Sri Lanka

23 Aprile 2019 - Città del Vaticano – “Tutti i Vangeli mettono in risalto il ruolo delle donne, Maria di Magdala e le altre, come prime testimoni della risurrezione. Gli uomini, intimoriti, erano chiusi nel cenacolo. Pietro e Giovanni, avvertiti dalla Maddalena, fanno solo una rapida sortita in cui constatano che la tomba è aperta e vuota. Ma sono le donne le prime a incontrare il Risorto e a portare l'annuncio che Egli è vivo”. Così Papa Francesco nel Regina Coeli di ieri. “Oggi, cari fratelli e sorelle, risuonano anche per noi le parole di Gesù rivolte alle donne: ‘Non temete; andate ad annunciare… Dopo i riti del Triduo Pasquale, che ci hanno fatto rivivere il mistero di morte e risurrezione del nostro Signore, ora con gli occhi della fede lo contempliamo risorto e vivo. Anche noi siamo chiamati a incontrarlo personalmente e a diventare suoi annunciatori e testimoni”, aggiunge auspicando che “tutti condannino gli atti terroristici disumani e mai giustificabili” come quelli avvenuti nello Sri Lanka invitando a dare “tutto l'aiuto necessario”. “Vorrei esprimere nuovamente la mia fraterna vicinanza al popolo dello Sri Lanka”, ha detto Francesco, “sono molto vicino al cardinale Malcolm Ranjith Patabendige e a tutta la Chiesa di Colombo. Prego per le numerosissime vittime” e “invito a non esitare a dare tutto l'aiuto necessario”.

Attentati Sri Lanka, tra vittime donna cingalese residente a Catania

23 Aprile 2019 - Catania - Lutto nella comunità cattolica dello Sri Lanka residente a Catania. Tra le vittime nella strage di Pasqua che ha colpito l'isola nell'Oceano Indiano anche una donna di 55 anni, residente nel capoluogo etneo dagli anni novanta, Haysinth Rupasingha, morta nella chiesa di San Sebastiano a Katuwapitiya nella provincia di Negombo. La donna si trovava nello Sri Lanka per trascorrere le vacanze pasquali in compagnia di amici e parenti in attesa di proseguire per l'Australia dove avrebbe dovuto incontrare la figlia. Lo rende noto l’Ufficio Migrantes di Catania, diretto da Giuseppe Cannizzo, che ha appreso la notizia da fonti vicine alla vittima. La donna frequentava assiduamente la chiesa di Santa Maria dell'Ognignella, punto di riferimento di tutta la comunità srilankese catanese. L'Ufficio pastorale Migrantes esprime cordoglio e solidarietà all'intera comunità a nome dell'arcivescovo Mons. Salvatore Gristina e di tutta la diocesi. Per stringersi intorno al dolore dei fedeli srilankesi, giovedì 25 Aprile, alle ore 18:00 nella chiesa di Santa Maria dell'Ognignella, (nei pressi di piazza Università) si terrà una veglia di preghiera presieduta dal Vicario generale della diocesi di Catania, mons. Salvatore Genchi, insieme al cappellano srilankese Michael Cansius Perera e al direttore della Migrantes etnea.

Migrantes: da domani il convegno nazionale a Seveso

23 Aprile 2019 - Milano - Saranno i saluti del segretario generale della Cei e vescovo di Fabriano-Matelica, mons Stefano Russo, del presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora e del Vicario generale della diocesi di Milano, mons. Franco Agnesi, ad aprire, domani, mercoledì 24 aprile, il convegno nazionale Migrantes che si svolgerà a Seveso – dal 24 al 26 aprile - sul tema “Tessitori di comunità. Colori diversi per una unica tenda”. Tra gli interventi previsti quello sul tema "È possibile una convivialità delle differenze?" affidato alla prof.ssa Monica Martinelli dell' Università Cattolica di Milano; L'esperienza del Sinodo minore diocesano di Milano "Chiesa dalle genti, responsabilità e prospettive" affidato a mons. Luca Bressan; “Tessere la tenda dai molti colori: punti fermi e nodi irrisolti. La Migrantes interroga la Chiesa di Milano” affidata all'arcivescovo di Milano, Mario Delpini. Tra i momenti del convegno i lavori in 11 gruppi, la visita in diverse parrocchie della diocesi ambrosiana, la Santa Messa nella Basilica di Santo Stefano Maggiore a Milano, Parrocchia dei Migranti, presieduta dal vescovo Di Tora e la liturgia eucaristica a Seveso presieduta dall’arcivescovo Delpini. I lavori saranno conclusi da Di Tora e da don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes. Il convegno sarà anticipato, la mattina del 24 aprile, dall'incontro della Consulta Nazionale Migrazioni della Fondazione Migrantes. (R.Iaria)

Attentati Sri Lanka: il dolore della comunità in Italia

23 Aprile 2019 - Roma - Tristezza, dolore, preoccupazione. Questi i sentimenti che aleggiano oggi nella comunità dei Srilankesi in Italia dopo gli attentanti a chiese cristiane e ad alberghi frequentati da stranieri nel giorno di Pasqua. “Siamo vicini spiritualmente con la preghiera alle famiglie delle vittime di questi attentati nello Sri Lanka”, dice mons. Neville Joe Perera, coordinatore Migrantes per la pastorale con i fedeli cattolici di questo Paese in Italia. Il sacerdote, responsabile della Chiesa di Santa Maria dei Pellegrini all’Infernetto di Roma dove la comunità dei fedeli dello Sri Lanka ha la sua sede, insieme a centinaia di pellegrini, si trovava a Lourdes quando ha appreso la notizia. Tra i pellegrini italiani alcuni hanno perso dei familiari: “c’è molto dolore tra i 150 mila srilankesi oggi in Italia, il 75% cattolici”, ci dice Don Neville che ha parlato anche con il card. Malcolm Ranjith, arcivescovo metropolita di Colombo che ha espresso la sua tristezza e il suo cordoglio ai familiari delle vittime ed ha invitato i fedeli a pregare per i numerosi feriti e per i familiari delle vittime: a Lourdes “abbiamo pregato tanto e abbiamo celebrato la Santa messa ricordando quanto avvenuto”. “Un incubo che ritorna”, ci dice Riccardo Rumesh, 26 anni, nato in Italia e figlio di srilankesi venuti nel nostro Paese circa 30 anni fa, facendo riferimento agli attentati vissuti nel Paese durante la guerra civile. “Anche se lontani – aggiunge – siamo vicini a tutti i nostri concittadini che vivono in Sri Lanka e che sono stati coinvolti negli attentati ma anche ai srilankesi che vivono in Italia e che hanno tra i loro familiari vittime o feriti. E’ questo – conclude il giovane, impiegato in una banca del suo Paese – il momento di pregare e per quanto possibile essere di aiuto e conforto”. “Questi attentati -dice Fernando Neel – purtroppo non aiutano e siamo seriamente preoccupati”. Dolore e sgomento anche per la Fondazione Migrantes della Cei che esprime cordoglio alle famiglie delle vittime e ai feriti e si dice vicina a tutti i cittadini dello Sri Lanka che vivono in Italia e ai tanti sacerdoti che li seguono. In Italia sono presenti 80 Centri pastorali delle comunità cattoliche dello Sri Lanka con 22 cappellani e 30 sacerdoti che studiano in Italia e che seguono pastoralmente i loro concittadini. Una comunità impegnata nelle attività di pastorale ma anche di studio della lingua italiana e in progetti di integrazione: quella srilankesi – afferma mons. Pierpaolo Felicolo, direttore Migrantes della diocesi di Roma -. È una comunità “attiva, presente e molto integrata sia pastoralmente che civilmente” a Roma e in tutta Italia. Tutte le comunità etniche della Capitale “abbracciano i fratelli srilankesi esprimendo cordoglio e vicinanza” e in queste ore stanno pensando a qualche iniziativa di preghiera e di aiuto concreto e necessario. Una Veglia di preghiera ieri sera, 22 aprile, a Napoli, promossa dalla comunità di Sant’Egidio. Veglia di preghiera domenica sera anche nella comunità cingalese di Santa Maria dei Pellegrini. Altri momenti di preghiera in diverse comunità sono previste nei prossimi giorni. “Il martirio e la persecuzione dei cristiani continuano, perché appartengono a Cristo e perché con la loro vita sanno andare controcorrente”, ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nell’omelia della messa del giorno di Pasqua, annunciando un suo viaggio a Colombo il prossimo agosto.L’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone ha chiesto ai gruppi di preghiera di Padre Pio di “dedicare i loro incontri di preghiera mensili in questo periodo di Pasqua per lo Sri Lanka, perché non ritorni la tentazione della guerra e della giustizia personalizzata e per la pace nel mondo, per la fine della terza guerra mondiale a pezzi”. Ricordando di essere stato “testimone della fine della guerra civile durata 33 anni”, l’arcivescovo ha evidenziato come “sempre le guerre civili a differenza dei disastri naturali lasciano delle ferite difficili da rimarginare e che magari riprendono”. “Che non siano questi gesti un ritorno agli anni precedenti: una tentazione di vendetta” . R. Iaria