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Papa Francesco: incontro con migranti prima del viaggio in Africa

4 Settembre 2019 - Città del Vaticano - Ha avuto inizio questa mattina il 31° Viaggio Apostolico Internazionale di Papa Francesco che visiterà tre paesi dell’Africa Occidentale: Mozambico, Madagascar e Maurizio. Alle ore 7.00, prima di lasciare Casa Santa Marta per recarsi all’aeroporto, il Santo Padre ha incontrato circa 12 persone accolte dal Centro Astalli e dalla Comunità di Sant’Egidio e provenienti da Mozambico, Madagascar e Maurizio. Il gruppo era accompagnato dall’Elemosiniere Apostolico, Card. Konrad Krajewski. Alle ore 7.20, lasciato il Vaticano, il Papa si è trasferito in auto all’Aeroporto Internazionale di Roma-Fiumicino da dove, dopo poco le ore 8.00, a bordo di un A330 dell’Alitalia, è partito alla volta del Mozambico. L’arrivo all’Aeroporto di Maputo è previsto per le ore 18.30. (R.I.)

Papa Francesco: il 5 ottobre il nuovo Concistoro. Tra i nuovi cardinali Zuppi e p. Czerny

2 Settembre 2019 - Città del Vaticano - Sesto Concistoro del suo Papato con dieci nuovi cardinali dalle periferie del mondo più tre cardinali non elettori. Ieri mattina, a sorpresa, Papa Francesco, al termine della preghiera mariana dell’Angelus (iniziata in ritardo perché bloccato da un guasto dell’ascensore, ndr) ha annunciato per il 5 ottobre un nuovo Concistoro con nomine che vanno dal Congo al Guatemala, dal Marocco all’Indonesia. Per l’Italia l’arcivescovo di Bologna, Mons. Matteo Zuppi. “La loro provenienza esprime la vocazione missionaria della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della Terra”, ha detto Papa Francesco. Tra le nomine anche p. Michael Czerny, gesuita, Sottosegretario della Sezione Migranti  e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Con loro Mons. Miguel Angel Ayuso Guixot, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; Mons. Jose Tolentino Medonca, archivista e bibliotecario; Mons. Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Jakarta; Mons. Juan de la Caridad Garcia Rodriguez, arcivescovo de San Cristobal de la Habana; Mons. Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa; Mons. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo; Mons. Alvaro Ramazzini Imeri, vescovo di Huehuetenamgo; Mons Cristobal Lopez Romero, arcivescovo di Rabat.Tre gli ultraottantenni: Mons. Michael Louis Fitzgerald, arcivescovo emerito di Nepte; Mons. Sigitas Tamkevicius, arcivescovo emerito di Kaunas e Mons. Eugenio Dal Corso, vescovo emerito di Benguela. (R. Iaria)

Papa Francesco: “promuovere insieme la giustizia e la pace”

27 Agosto 2019 - Città del Vaticano - Promuovere insieme «giustizia e pace». È uno dei passaggi del messaggio di saluto che Papa Francesco ha voluto inviare al Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi iniziato domenica. A leggere il messaggio è stato il moderatore della Tavola valdese, il pastore Eugenio Bernardini. «Prego per tutti voi, affinché in questi giorni di incontro, di preghiera e di riflessione possiate fare esperienza viva dello Spirito Santo, che anima e dà forza alla testimonianza cristiana» scrive il Papa, sottolineando che «siamo chiamati a proseguire il nostro impegno nel cammino di reciproca conoscenza, comprensione e collaborazione, per testimoniare Gesù e il suo Vangelo di carità. Come discepoli di Cristo possiamo offrire risposte comuni alle sofferenze che affliggono tante persone, specialmente i più poveri e i più deboli, promuovendo così la giustizia e la pace».  

Papa Francesco: persone e non numeri

20 Agosto 2019 - Rimini - “Tanti nostri contemporanei cadono sotto i colpi delle prove della vita, e si trovano soli e abbandonati. E spesso sono trattati come numeri di una statistica”. È la constatazione di Papa Francesco al centro del messaggio inviato ai partecipanti alla quarantesima edizione del Meeting di Rimini, apertosi domenica 18 agosto. Nel testo, a firma del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, il Pontefice fa esplicito riferimento “alle migliaia di individui che ogni giorno fuggono da guerre e povertà̀: prima che numeri — avverte il Papa — sono volti, persone, nomi e storie. Mai dobbiamo dimenticarlo, specialmente quando la cultura dello scarto emargina, discrimina e sfrutta, minacciando la dignità̀ della persona”. Per il Papa ci sono tanti “dimenticati” che “hanno urgente bisogno di vedere il volto del Signore per poter ritrovare sé stessi!”. “L’uomo di oggi – si legge ancora nel messaggio - vive spesso nell’insicurezza, camminando come a tentoni, estraneo a sé stesso; sembra non avere più consistenza, tanto è vero che facilmente si lascia afferrare dalla paura”. La speranza viene, continua il messaggio, dal “fissare lo sguardo sul volto di Gesù e acquistare familiarità con lui”, perché “guardare Gesù purifica la vista e ci prepara a guardare tutto con occhi nuovi”. È questa apertura allo sguardo di Cristo che “rende il cristiano una presenza nel mondo diversa da tutte le altre, perché porta l’annuncio di cui – senza saperlo – più hanno sete gli uomini e le donne del nostro tempo: è tra noi Colui che è la speranza della vita”. Per questo, “saremo ‘originali’ se il nostro volto sarà lo specchio del volto di Cristo risorto”. Papa Francesco, concludendo, auspica che il Meeting “sia sempre un luogo ospitale, in cui le persone possano ‘fissare dei volti’, facendo esperienza della propria inconfondibile identità”.  

Papa Francesco: appello alla comunità internazionale per evitare tragedie in mare

29 Luglio 2019 - Città del Vaticano - Papa Francesco torna a parlare di migranti e a chiedere l’impegno della comunità internazionale. Lo scorso 8 luglio, durante una celebrazione nella Basilica di San Pietro, nel sesto anniversario del suo viaggio a Lampedusa aveva detto che i migranti “sono persone, non si tratta solo di questioni sociali o migratorie”. E ieri, nel dopo Angelus, ha ricordato le recenti vittime di un naufragio avvenuto nelle acque del Mediterraneo. “Ho appreso con dolore – ha detto il Pontefice - la notizia del drammatico naufragio, avvenuto nei giorni scorsi nelle acque del Mediterraneo, in cui hanno perso la vita decine di migranti, tra cui donne e bambini. Rinnovo un accorato appello affinché la comunità internazionale agisca con prontezza e decisione, per evitare il ripetersi di simili tragedie e garantire la sicurezza e la dignità di tutti”. Da qui l’invito a “pregare insieme a me per le vittime e per le loro famiglie. E anche domandare col cuore: ‘Padre, perché?’”. E poi un minuto di silenzio. Durante l’Angelus Papa Francesco, commentando il vangelo della domenica,   ha parlato del Padre Nostro, “sintesi di ogni preghiera”. (R.Iaria)  

Cattolici Ucraini Bizantini: Papa Francesco erige Erezione Esarcato e nomina il card. De Donatis Amministratore Apostolico

11 Luglio 2019 - Città del Vaticano – Papa Francesco ha eretto oggi l’Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia ed ha nominato Amministratore Apostolico sede vacante il card. Angelo De Donatis, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede. La presenza di fedeli greco-cattolici ucraini in Italia risale a più di vent’anni fa, e la loro cura pastorale fu progressivamente organizzata all’interno della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, con la nomina di un sacerdote coordinatore nazionale e la responsabilità delle singole comunità affidate al locale vescovo latino. Il collegamento con la Chiesa Arcivescovile Greco-cattolica Ucraina è stato garantito – spiega la nota – anche attraverso la persona di un Vescovo Visitatore Apostolico, attualmente nella persona di Mons. Dionisio Lachovicz. Ad oggi il numero di fedeli ha raggiunto le 70.000 unità, suddivise in 145 comunità assistite da 62 sacerdoti. La chiesa cattedrale e la sede dell’Esarcato saranno presso la parrocchia dei Santi Sergio e Bacco in Roma.

Papa Francesco: gli ultimi “gridano al Signore” chiedendo si essere liberati dai mali che li affliggono

8 Luglio 2019 - Città del Vaticano - Il pensiero di Papa Francesco va nuovamente oggi agli “ultimi” che “ogni giorno gridano sl Signore chiedendo di di essere liberati dai mali che li affliggono”. L’occasione è il sesto anniversario della visita del Pontefice sull’isola di Lampedusa che il papa ha voluto ricordare con una celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro insieme a 250 migranti accompagnati da volontari e da rappresentanti della Chiesa italiana che si occupano del tema della mobilità. Per Papa Francesco “sono gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto; sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione; sono gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso; sono gli ultimi lasciati in campi di un’accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea”. Essi – ha detto - sono “solo alcuni degli ultimi che Gesù ci chiede di amare e rialzare. Purtroppo le periferie esistenziali delle nostre città sono densamente popolate di persone scartate, emarginate, oppresse, discriminate, abusate, sfruttate, abbandonate, povere e sofferenti. Nello spirito delle Beatitudini siamo chiamati a consolare le loro afflizioni e offrire loro misericordia; a saziare la loro fame e sete di giustizia; a far sentire loro la paternità premurosa di Dio; a indicare loro il cammino per il Regno dei Cieli. Sono persone, non si tratta solo di questioni sociali o migratorie! “Non si tratta solo di migranti!”, nel duplice senso che i migranti sono prima di tutto persone umane, e che oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata”. Il pontefice riprende l’immagine della scala di Giacobbe. “In Gesù Cristo il collegamento tra la terra e il Cielo – ha detto -  è assicurato e accessibile a tutti. Ma salire i gradini di questa scala richiede impegno, fatica e grazia. I più deboli e vulnerabili devono essere aiutati”. “Mi piace allora – ha proseguito il Papa - pensare che potremmo essere noi quegli angeli che salgono e scendono, prendendo sottobraccio i piccoli, gli zoppi, gli ammalati, gli esclusi: gli ultimi, che altrimenti resterebbero indietro e vedrebbero solo le miserie della terra, senza scorgere già da ora qualche bagliore di Cielo”. Si tratta, quindi, “di una grande responsabilità, dalla quale nessuno si può esimere se vogliamo portare a compimento la missione di salvezza e liberazione alla quale il Signore stesso ci ha chiamato a collaborare. So che molti di voi, che sono arrivati solo qualche mese fa, stanno già aiutando i fratelli e le sorelle che sono giunti in tempi più recenti. Voglio ringraziarvi per questo bellissimo segno di umanità, gratitudine e solidarietà”, ha concluso. (R.I.)  

Papa Francesco ai pellegrini messicani: essere accoglienti con i migranti

26 Giugno 2019 - Città del Vaticano – Questa mattina Papa Francesco ha invitato, salutando i pellegrini messicani presenti all’Udienza generale, ad essere "tanto accoglienti con i migranti". Il Papa, a braccio e in spagnolo si rivolgeva ai fedeli provenienti dall'arcidiocesi di Tlalnepantla, guidati da Mons. Josè Antonio Fernandez Hurtado, alla delegazione dello Stato di Tlaxcala, di Saltillo, Città del Messico e alla parrocchia San Antonio de Padue di Guadalajara. Il saluto del Pontefice arriva proprio quando dal Messico, si documenta l'ennesima dolorosa tragedia dei migranti: un padre (cittadino salvadoregno) e sua figlia di 23 mesi morti annegati  nel Rio Grande mentre cercavano di attraversare il confine con gli Stati Uniti,  evitando il muro che si sta costruendo su volere del presidente Trump. La foto dei due corpi, riversi a faccia in giù nell'acqua, sta indignando l'America.

Papa: “immensa tristezza” per l’immagine del papà e della sua bambina morti annegati nel Rio Grande

26 Giugno 2019 - Città del Vaticano - “Il Santo Padre ha visto, con immensa tristezza, l’immagine del papà e della sua bambina morti annegati nel Rio Grande mentre cercavano di passare il confine tra Messico e Stati Uniti. Il Papa è profondamente addolorato per la loro morte, prega per loro e per tutti i migranti che hanno perso la vita cercando di sfuggire alla guerra e alla miseria”. E’ quanto afferma il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti rispondendo alle domande dei giornalisti sulla foto di un papà e una bambina riversi nell'acqua di un canneto sporca di fango, trasportati a riva dalla corrente sulla sponda sud del fiume Rio Grande dove cercavano di passare il confine tra il Messico e gli Usa. La bambina, di 23 mesi, è avvinghiata a lui. Si era infilata dentro la t-shirt del padre e si vede il suo braccio attorno al suo collo. La foto esta stata scattata dalla giornalista Julia Le Duc e pubblicata dal quotidiano messicano La Jornada. Dall'inizio del 2019 quasi 500mila persone migranti sono stati fermate in Messico nel tentativo di attraversare il confine statunitense mentre lo scorso i migranti morti al confine furono 283. Sempre lunedì sono stati trovati anche i corpi di altri tre bambini e di una donna. (R.I.)