Tag: Spettacolo Viaggiante

Migrantes Salerno-Campagna-Acerno: mons. Bellandi in visita al circo Togni

11 Maggio 2020 - Salerno - L’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, mons. Andrea Bellandi, si è recato in visita nella chiesa itinerante del circo Lidia Togni in questi giorni fermo a Salerno dopo le norme di contenimento a causa del covid 19. Il presule era accompagnato dal direttore Migrantes della diocesi, Antonio Bonifacio. Il tendone è montato nel piazzale sul litorale Est del capoluogo campano dalla fine di febbraio e attualmente ospita oltre 50 persone che stanno vivendo una situazione di difficoltà. Il circo ha trovato una rete di solidarietà molto forte e definita dal direttore del circo, Vinicio Togni Canestrelli “meravigliosa”. Tra gli aiuti quelli degli ufficio diocesana di Migrantes e Caritas con aiuti alimentari colmando “un momento grave in cui non sapevamo come fare”. Adesso sperano di ripartire al più presto on gli spettacoli per regalare sorrisi a bambini ed adulti.

R.Iaria

Rischio povertà per circensi e lavoratori delle giostre: l’appello di Migrantes

7 Maggio 2020 - Roma – Circensi e lunaparkisti “già vivono ai margini della nostra società, dei nostri Paesi, molte volte accompagnati anche da forti pregiudizi. Sono persone, famiglie, in questo momento, ancora più vulnerabili, perché non possono lavorare in quello che è il periodo più proficuo per loro, tra l’altro vengono da un Natale che non è andato molto bene”. A dirlo a VaticanNews don Mirko Dalla Torre, membro della Consulta nazionale per la pastorale dello Spettacolo Viaggiante della Fondazione Migrantes che in questo periodo, insieme a Caritas Italiana, è stata a loro fianco per aiutarli nei bisogni più urgenti. Circensi e lunaparkisti oggi dicono di “essere carichi”, una frase che ha un significato negativo: significa, spiega il sacerdote, avere i camion con la merce a bordo, nessuna giostra montata, nessun tendone del circo alzato perché, per il Covid-19, ogni è attività ferma. Si tratta di circhi e giostre che oggi si trovano in varie città italiane e anche all’estero con le loro carovane e spesso con difficoltà a chiedere il contributo dei “buoni spesa” ai comuni di residenza, considerata la distanza dal luogo dove ora sostano. Le conseguenze economiche, per tutte queste realtà fragili, sono drammatiche, spesso si tratta di lavoratori che vengono dimenticati e che potranno ritornare a lavoro soltanto tra molti mesi. Una situazione , dicono la Fondazione Migrantes e la Caritas, grave dal punto di vita economico, privo come è di qualunque forma di reddito e, tuttavia, con spese rilevanti.  Nell’intervista il sacerdote ricorda come “da Giovanni XXIII fino a Papa Francesco, nel pensiero dei Papi gli esercenti dello spettacolo viaggiante ci siano sempre stati”, e ricorda quando, nel 2017, Bergoglio, ricevendoli in udienza, li definì “gli artigiani della gioia e della festa”. “Lui ha un occhio di riguardo per i poveri, in questo momento mettiamoci dentro anche loro, non lavorano, sono fermi da tanti mesi”, afferma don Dalla Torre. Migrantes e Caritas stanno guardando a questa gente, alla gente del viaggio, gente buona e accogliente, che porta gioia e festa nelle nostre piazze”.

Che ritornino le giostre (non di solo pane e vaccino)

6 Maggio 2020 - Milano – Che ritornino le giostre (non di solo pane e vaccino)   Milano – Quando arrivo con il furgone del Banco di Solidarietà di Bologna, con cui svolgo un piccolo gesto di carità, lui mi viene incontro in camicia e con un sorriso mesto, dietro c’è una donna minuta, sua madre. Scarichiamo un po’ di pasta, passata di pomodoro, biscotti, altre cose. Mi hanno detto che sono in sedici in alcune roulotte nascoste dietro un cancello alla periferia della città. È la seconda volta che li vedo, rapidamente, con le mascherine, ma una pacca sulla spalla ci sta. Mi dice che suo padre, in un certo senso capo tribù, non sta bene. Cosa fate di mestiere? chiedo. I giostrai. E la parola suona quasi assurda in un tempo di pandemia, di distanze fisiche, smart working, telelavoro e collegamenti in remoto. Tutto fermo, dice dopo che abbiamo finito di scaricare e la donna minuta rientra nel cancello. Tutte le fiere sono ferme, saltate. Quando gli dico che sono romagnolo si mette a elencare i paesi sulle colline romagnole dove sarebbe dovuto andare a montare la sua giostra in questi mesi. E io penso a quella cosa antica e misteriosa, che si trova ancora nelle piazze, anzi che ultimamente era più presente, in fogge anticheggianti ed eleganti, in molti centri storici. Una gioia semplice e vivace, capace di suscitare i sentimenti contrastanti di stupore e nostalgia. Non a caso le giostre e i lavoratori sono stati spesso oggetto e figure della poesia. Abbiamo dovuto spegnere anche le giostre, spegnerne le luci minime e meravigliose. Si sono spenti grandi grattacieli sedi di compagnie potenti, si sono spenti grandi teatri, si sono spente le piste maestose di aeroporti. E anche loro, forse un po’ dimenticate, le giostre, si sono spente. Ed è un segno malinconico. Che smart working può mai fare un lavoratore delle giostre? La giostra in Facebook non esiste. Le giostre ferme sembrano quasi dire che il maledetto virus si porta via anche la gioia più semplice, più innocua. Che male hanno fatto mai le giostre coi bambini sopra, capaci di affascinare con quel girotondo di sorrisi, di cavalli o elefantini o strani veicoli finti e reali nella fantasia? Un paese senza giostre è insopportabile, sembra privato del più elementare dei diritti, quello di sognare. E non vogliamo che sia così. Possono toglierci tutto ma non quello. E infatti bisogna sostenere i lavoratore delle giostre, anche con la carità. Ma vorrei che un giorno il capo del governo si presentasse all’ora di punta in tv e dicesse solo una cosa: abbiamo fatto un decreto: riaprono le giostre. Perché finché non riaprono ci mancherà qualcosa di essenziale. Lo so, c’è la tendenza a valutare tutto quel che riguarda l’arte come fosse intrattenimento, l’ultima cosa da consentire. Ma non è così, non di solo pane e vaccino vive l’uomo. Almeno l’uomo che abbiamo conosciuto fino adesso, che non accetta di esser schiavo della Necessità. Finché non ci sarà la Fase Giostre, finché non riparte il loro giro musicante, il Paese non sarà ripartito. Lo dobbiamo alla piccola donna che è uscita dal cancello, mentre già ero sul furgone, per venire a ringraziare. (Davide Rondoni – Avvenire)

Curtatone: ora per i madonnari c’è un percorso online

4 Maggio 2020 - Mantova -  In questi tempi così confusi forse dovremmo essere un po’ tutti madonnari. Pronti al sacrificio, consapevoli che può arrivare la pioggia a distruggere tutto quanto realizzato sino a quel momento ma, al tempo stesso, capaci di ripartire con rinnovato entusiasmo e passione ardente, tutti insieme. Una lezione di vita che i madonnari sanno trasmettere a chiunque si trovi ad assistere alla nascita dei loro dipinti, consapevoli che quella dimensione di fragilità che tutti stiamo vivendo sulla nostra pelle si possa tramutare in arte che eleva la quotidianità. Sin dal primo giorno in cui il nostro museo (Museo dei madonnari Grazie di Curtatone, ndr) ha dovuto chiudere a causa dell’emergenza coronavirus ci siamo impegnati affinché questo spirito ci rendesse capaci di resilienza, di crescita e di riflessione. Abbiamo chiuso in un cassetto i progetti per la primavera senza per questo abbandonarli. Stavamo preparando una retrospettiva dedicata a Giancarlo Balzani, indimenticabile madonnaro ma anche iconografo, e già pregustavamo il mese di maggio con i colori dei bambini della scuola dell’infanzia. Ci stavamo affacciando a una nuova stagione che ci avrebbe portato all’incontro dei madonnari di agosto con un preludio profumato dalle rose di maggio. Per il mese mariano il nostro obiettivo (dico “nostro” perché nulla sarebbe possibile senza la collaborazione tra il Comune e il museo con la Pro loco e il Centro italiano madonnari e con la consulenza della diocesi di Mantova e del rettorato del Santuario) era quello di inaugurare il percorso museale esterno. Il museo è ormai pronto a diventare un museo diffuso tra le vie del borgo, in un percorso aperto 24 ore per 12 mesi all’anno, capace di restituire emozioni e colori. Un racconto per immagini che suscita memorie e curiosità, un omaggio di cuore per questa arte e per i suoi protagonisti che dal 1973 illuminano il sagrato nella festa dell’Assunta. Questo periodo ci ha insegnato ad aprire le porte di un terzo museo: quello virtuale. Anche grazie al progetto di catalogazione con i giovani del territorio, stiamo completando la schedatura delle opere e abbiamo condiviso l’iniziativa #museichiusimuseiaperti pubblicando sulla nostra pagina Facebook curiosità dedicate al museo. La risposta è stata significativa, a conferma che la piazza virtuale è viva e chiama a sé le piazze del mondo. Questa arte è effimera solamente nella sua materia ma di certo non nel suo valore. (Paola Artoni, direttrice Museo dei madonnari Grazie di Curtatone)    

Migrantes Sicilia a fianco dello spettacolo viaggiante in difficoltà

27 Aprile 2020 - Palermo - Una ventina di gestori, per un totale di circa 400 persone che vivono di questo lavoro a Palermo; 220 famiglie in tutta la Sicilia, oltre 2.000 persone. E’ il quadro del mondo dello spettacolo viaggiante in Sicilia. Un mondo che, a causa delle misure prese per l’epidemia in corso, ha spento le luci e oggi sta vivendo un particolare momento di disagio e difficoltà ch mette a rischio il loro futuro. In questo periodo l’Ufficio Migrantes della Sicilia, con il direttore regionale Mario Affronti e con delegato della pastorale Migrantes per lo Spettacolo Viaggiante, don Rosario Cavallo che è anche direttore Migrantes di Ragusa, attraverso la Caritas è riuscita a raggiungere tutti coloro che avevano bisogno di aiuto, facendo arrivare viveri e generi di prima necessità. “Hanno fatto un lavoro straordinario e siamo grati a Migrantes e Caritas”, dice il rappresentante dell’Unesv (Unione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante), Toti Speciale - a nome di tutti: “adesso bisogna pensare al futuro. Sono state abolite giustamente feste e sagre proprio nel periodo in cui iniziava la nostra stagione lavorativa principale. Noi giostrai itineranti non siamo in grado di garantire le distanze nelle piazze in cui eventualmente dovremmo riuscire ad andare. E poi ci sono costi enormi da sostenere, il pagamento della luce, le assicurazioni, il carburante per raggiungere i paesi, col rischio che non ci sia nessuno, che non riusciamo neppure a coprire le spese. C’è il rischio concreto che salti tutta la stagione estiva. Per questo chiediamo aiuto alle istituzioni, altrimenti il settore morirà”.

R.Iaria

   

Giostrai in estrema difficoltà

24 Aprile 2020 - Vittorio Veneto - Le circostanze eccezionali di queste settimane, causate dall’epidemia di Covid- 19 e dalle severe misure prese dalle autorità civili per fronteggiarla, hanno causato problemi e difficoltà alla vita di noi tutti. Alcune categorie, però, si trovano in una situazione particolarmente difficile perché sono costrette all’inattività totale e non possono contare su nessuna forma di tutela e di protezione. Le difficoltà sono poi raddoppiate per coloro che, già precedentemente, erano oggetto di pregiudizi e non venivano considerati sempre da tutti come membri a pieno titolo della comunità nazionale e locale. Tra costoro, purtroppo, vi sono certamente anche gli addetti allo spettacolo viaggiante, cioè le persone che si esibiscono nei circhi e quelle che lavorano nei luna park allestiti, fra l’altro, in occasione di tante delle nostre sagre patronali. Circhi e giostre sono state fra le prime attività a dover chiudere al pubblico, già quando governo e regioni hanno vietato qualsiasi forma di attività ricreativa e culturale svolta in pubblico col concorso di un numero elevato di persone. Quindi oggi essi sono “fermi” da più di due mesi. Non sembra moltissimo, ma quante famiglie guarderebbero con serenità alla prospettiva di perdere totalmente i loro redditi per sessanta giorni, e per di più con la preoccupazione che questa situazione si prolunghi ulteriormente? Infatti, anche nella fase dell’auspicato “ritorno graduale alla normalità”, come si può pensare, per esempio, a un “tagadà” o a un “telecombattimento” su cui i bambini possono salire solo a condizione che restino fra di loro alla distanza minima di un metro? Una grave difficoltà per le famiglie del circo e del luna park è causata dal fatto che, anche in questo periodo in cui non possono in alcun modo lavorare, devono sostenere spese elevate per mantenere i loro impianti e, nel caso del circo, per nutrire e tenere in buona salute i loro animali. Solo in questo modo possono sperare di riprendere un giorno – che peraltro non sembra per nulla vicino – la loro attività. A tantissimi di loro il denaro che hanno da parte non è sufficiente, e molte famiglie, che spesso contano al loro interno numerosi bambini, hanno già esaurito ogni riserva accantonata; bisogna tenere ben presente, infatti, che il settore è ormai da anni in crisi: questi generi di spettacolo, tanto cari ai bambini e ai ragazzi di un tempo, sono oggi sottoposti alla concorrenza di nuove forme di intrattenimento, più moderne e accattivanti. Molte famiglie dello spettacolo viaggiante sono oggi ridotte alla fame, nel vero senso della parola. Lo posso dire con cognizione di causa, perché ricevo ogni giorno decine di telefonate da parte loro, sempre con la stessa richiesta: domandano generi di prima necessità, in particolare alimentari, per riuscire a tirare avanti ancora per una settimana o per dieci giorni. Si rivolgono a me perché sono un prete. Su chi altro possono contare in questo momento? In effetti, la Chiesa ha cercato di attivarsi quanto più possibile  a loro vantaggio a livello nazionale, grazie all’impegno della Fondazione Migrantes, diretta da don Gianni De Robertis, e della Caritas. Per quanto riguarda la nostra Chiesa locale, il vescovo Corrado (Pizziolo, ndr)  è stato molto chiaro nel dare indicazioni inequivocabili a questo proposito. Ho potuto toccare con mano la sua sollecitudine nei confronti di queste persone durante l’incontro che ho avuto con lui a tale proposito. In quell’occasione era presente anche don Roberto della Caritas che, assieme a Mara, sta lavorando da settimane per portare un po’ di sollievo a tante famiglie. È stata una bella esperienza anche la collaborazione con i colleghi della Caritas della diocesi di Treviso dove, in questi momenti così speciali, il vescovo Michele (Tomasi, ndr) ha nominato per la prima volta un referente pastorale per fieranti e circensi, nella persona del parroco di Castelcucco, don Marco Cagnin, con il quale già collaboravo da anni in maniera informale. Nell’estrema gravità della situazione, queste novità costituiscono comunque un segnale positivo e di speranza.  (don Mirko Dalla Torre -  incaricato diocesano per la pastorale dello spettacolo viaggiante - Vittorio Veneto)  

Migrantes Asti: le iniziative al tempo del Covid19

21 Aprile 2020 - Asti - Anche la diocesi di Asti è stata notevolmente colpita dall’emergenza COVID-19 alla quale l’Ufficio diocesano per la pastorale Migrantes sta cercando di far fronte mantenendo viva la sensibilità e l’attenzione sulle criticità che colpiscono migranti, circensi, rom e giostrai interfacciandosi con il Comune e le altre realtà associative impegnate a sostegno delle fasce più deboli. In collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali, abbiamo realizzato un video nelle diverse lingue delle comunità etniche del nostro territorio sulle misure di prevenzione da attuare per proteggersi dal virus ( https://www.youtube.com/ watch?v=ZvddenrNSSA&t=8s) e, a seguito della delibera di Giunta che stabiliva requisiti molto restrittivi per accedere ai buoni spesa, ci siamo attivati per ottenere dalle istituzioni locali una revisione degli stessi in senso più inclusivo. Inizialmente infatti, l’accesso ai buoni era subordinato al possesso della residenza e, se stranieri, di un permesso di soggiorno di lungo periodo, limitazione che avrebbe escluso gli stranieri titolari di permessi umanitari o in attesa dei documenti. A seguito del nostro intervento la Giunta ha approvato un’integrazione del testo della delibera nel quale non si fa più riferimento al tipo di documento, ma solo alla residenza. Con l’associazione PIAM onlus abbiamo poi creato uno sportello virtuale per aiutare le persone a compilare il modulo di richiesta online dei buoni spese, previa traduzione dello stesso in diverse lingue. Ad Asti il servizio di distribuzione degli aiuti alimentari è svolto dalla Caritas con la quale l’Ufficio Migrantes collabora per segnalare gli stranieri in difficoltà che non possono accedere agli aiuti stanziati dal Governo. Continuiamo ad essere vicini alla comunità rom che, in questo periodo, si trova in particolare difficoltà. Essi, così come gli stranieri che vivono ad Asti da lungo periodo e si trovano senza lavoro causa covid, vengono orientati a presentare domanda al Comune per i buoni spesa oppure ai centri di ascolto Caritas. Tra gli stranieri più in difficoltà vi sono coloro che sono appena usciti dal sistema di accoglienza o che non hanno più un titolo di soggiorno valido. Sono sicuramente i più poveri tra i poveri anche perché spesso confinati in una situazione di marginalità sociale che spesso sfiora l’invisibilità. Riceviamo costantemente segnalazioni di persone bisognose di aiuto – grazie anche a una bella collaborazione con uno dei centri islamici della città e con le associazioni dei gambiani e dei senegalesi – di cui raccogliamo nominativi ed esigenze che trasmettiamo alla Caritas per la presa in carico. Le misure anti covid, sospendendo le attività di spettacolo in presenza di pubblico, hanno inoltre avuto ripercussioni molto serie per la nutrita comunità di giostrai presente in città al momento dell’entrata in vigore delle restrizioni così come per le due famiglie del piccolo “Circo delle Stelle” rimasto bloccato in un paese della provincia di Asti. Anche per loro non è mancata l’attenzione da parte di Migrantes e della Caritas, nonché di privati cittadini che hanno voluto manifestare la loro vicinanza ponendo gesti di concreta solidarietà. (Ufficio Migrantes – Asti)

Migrantes Alba in aiuto alle famiglie dello spettacolo viaggiante

17 Aprile 2020 - Alba - “Abbiamo cercato di rispondere come abbiamo potuto alle richiese che con sono giunte anche attraverso la consegna di prodotti alimentari a famiglie e operatori di un Luna Park fermi dopo il divieto di circolazione a causa del coronavirus”. E’ quanto dice don Paolo Rocca, direttore dell’Ufficio Migrantes di Alba. Specialmente nella zona del Casale Monferrato è stato molto attivo l’impegno della Migrantes mentre per richieste “giuntemi da Chieri e zona Villafranca, Moncalieri lodevole il contributo in alimenti da parte dell'Emporio solidale e Misericordie S.Chiara. Sono riconoscente per interventi che hanno impegnato per lunghi percorsi culminati anche presso campi Rom in zona Madonna di Campagna”. Vi è stato anche un coinvolgimento dell’Emporio solidale di Asti per i giostrai di Piazza d'Armi. Il mondo circense – dice il sacerdote - sta “soffrendo particolarmente”. Come Ufficio Migrantes il raccordo con i servizi sociali lo “riteniamo fondamentale ma altresì importante non interrompere il rapporto personale, veicolo straordinario anche per i percorsi di fede. Esiste una domanda di fede, ma è necessario venga alimentata da una corresponsabilità personale capace di andare oltre le parole, al cuore della vita della persone viaggianti”, conclude don Paolo.  

Coldiretti: tigri alla fame, agricoltori le adottano

16 Aprile 2020 - Roma - A causa dell’emergenza coronavirus c’è allarme fame per centinaia di tigri, leoni, ippopotami, elefanti, cavalli e cammelli rimasti senza sostentamento per il blocco forzato degli spostamenti e degli spettacoli dei circhi. Lo rende noto la Coldiretti che si è mobilitata con l’adozione da parte degli agricoltori che in tutta la Penisola, dal Friuli alla Sicilia, hanno portato razioni alimentari di soccorso dal latte alla verdura, dalla carne alla frutta ma anche fieno e paglia. Solo in Sicilia sono 6 le realtà in difficoltà per le quali è scattato il piano Marshall alimentare degli agricoltori: il Circo Acquatico esotico a Mazara del Vallo, Sandra Orfei a Caltanissetta, Happy Circus a Castelvetrano, Circo Lamar a Caltagirone, Circo Torres a Campobello di Licata e Darix Martini a Santa Teresa Riva. A loro nell’ultima settimana sono state donate tonnellate di fieno e carne e quintali di prodotti vari tra mangimi, latte, uova, verdura per nutrire gli animali. Pacchi di aiuti alimentari con scarti di frutta e ortaggi sono stati portati anche ai circhi bloccati in Friuli a Latisana e in Toscana ad Arezzo.   Sotto i tendoni delle carovane italiane – spiega Coldiretti su dati Censis - si trovano tigri, leoni, cammelli, elefanti, ippopotami, cavalli, asini, cani, struzzi, giraffe, rinoceronti e zebre. In tutta Italia sono almeno 70 le realtà attive che portano avanti una tradizione antica di secoli - spiega la Coldiretti – con la gestione di quasi duemila animali che vanno accuditi tutti i giorni. La situazione del mondo dello spettacolo viaggiante non più florida da anni è diventata drammatica con l’emergenza coronavirus a causa dell’impossibilità a lavorare, con la perdita di ogni tipo di introiti ma con la necessità di continuare a sostenere gran parte delle ordinarie spese di gestione, comprese quelle per gli animali che solo per il mangiare costano oltre 2,7 milioni di euro all’anno.   Portare cibo agli animali del circo – conclude la Coldiretti – significa aiutare le famiglie di artisti circensi che con quegli stessi animali vivono e lavorano grazie a spettacoli che ogni anno divertono e fanno passare momenti di serenità a oltre un milione di persone tra grandi e bambini.  

Emergenza circhi nel periodo della pandemia

11 Aprile 2020 - Roma - Da nord a sud dell’Italia grande solidarietà anche per il ‘popolo’ circense e per gli animali dei circhi. Con il look down che l’epidemia ha imposto a tutto il Paese con le norme anticontagio, da seguire scrupolosamente per evitare l’assemblaggio di persone, tanti sono i circhi e i giostrai rimasti bloccati in varie città e località italiane come abbiamo raccontato su www.migrantesonline.it nei giorni scorsi. Ma, come sempre succede nei momenti di emergenza, la generosità umana è grande e si mostra in tutti i suoi aspetti. Qui citiamo alcune di queste iniziative, riportate sulla stmpa locale e rimandiamo al nostro sito per il resto. A Ancona il Circo di Maya Orfei non è stato lasciato solo a provvedere alle necessità quotidiane in aiuto è arrivata la Protezione Civile, i volontari del Corpo Nazionale Guardiafuochi che si occupano della prevenzione degli incendi e diverse associazioni di volontariato. La sera del 4 aprile, grazie al passaparola, gli addetti del circo hanno ricevuto 350 pezzi di pizza sfornati dalla pizzeria “Tofee”, che si trova nei pressi dove il circo si è accampato. Per l’occasione i proprietari non hanno esitato a riaprire appositamente la cucina. Invece alcuni supermercati hanno offerto verdure, frutta e scarti di carne per gli animali, e addirittura qualcuno ha regalato anche del fieno. Anche il Circo di Romina Orfei che staziona da un mese a Sa Nicola La strada, in provincia di Caserta, è aiutato attraverso la Protezione civile da alcune associazioni di volontariato e dagli amanti degli animali. Le collette messe in atto stanno facendo arrivare agli addetti i beni di prima necessità. Di contro il Circo ha voluto ringraziare organizzando uno spettacolo via facebook per il 13 aprile alle ore 17. Giocolieri, domatori, clown, trapezisti allieteranno per un’ora tutti stando comodamente sul divano di casa, ma soprattutto hanno pensato a far passare un’oretta diversa ai bambini che in questo periodo sono costretti a stare in casa. Il piccolo circo Grioni è fermo a Bussolengo da diverse settimane, gli addetti circa 15 persone, per ricambiare dell’ospitalità ricevuta che sta alleviando giornate molto critiche, in questo momento che non si possono esibire, hanno deciso di mettersi a disposizione dell’amministrazione per tagliare l’erba vicino ai muretti delle abitazioni che si trovano vicino l’area occupata dal tendone lo ha riferito il responsabile Marco Grioni e lo riporta l’Arena di Verona di oggi (11 aprile). Stessa situazione per il Circo Arbell di Mario Orfei che è rimasto fermo a Milano a piazzale Cuoco, la tournée li avrebbe poi dovuti spostare ad Asti. Il direttore Manuel Niemen in una  intervista rilasciata al Corriere della Sera il 6 aprile, parla di una situazione molto critica. Tra addetti e animali oramai vanno avanti solo con il sostegno del Comune di Milano tramite “Milano Aiuta”, la Protezione Civile, la Croce Rossa, e altre associazioni di volontariato. “A provvedere all’alimentazione degli animali – dice - ci pensa la ASL che ogni giorno procura trenta chili di carne tra rossa e pollo, per sfamare le tigri e la leonessa, grazie alle donazioni che arrivano da commercianti e supermercati”. Si augura di tornare presto in scena, ringrazia tutti per la solidarietà e lancia un ulteriore appello “se qualcuno vuole aiutarci noi siamo”. E scendendo ancora più giù si arriva a Ortelle in provincia di Lecce, stessa sorte per il circo di Amedeo e Lino Orfei, sono qui bloccati da oltre un mese. Per andare incontro alle difficoltà che il circo sta affrontando, 30 artisti e 50 animali, si è mobilitato tutto il paese. Il sindaco ha sposato la causa e così ha aperto una raccolta fondi con un apposito numero di conto corrente. Ma anche qui sta intervenendo la diocesi di Otranto  e la buona volontà di tutti, grandi e piccoli. Molti i bambini che si stanno adoperando per sfamare gli animali regalando croccantini e le scatolette che si danno ai cani e ai gatti. Stessa storia anche per i giostrai, Fabio De Bianchi che con i suoi tre figli e le rispettive famiglie è fermo a Zanica, in provincia di Bergamo dal 24 febbraio ha tenuto le attrezzature montate fino all’8 marzo nella speranza di poter riprendere presto. Nel periodo che va da marzo a novembre partecipano a circa venti fiere all’anno e i mesi di dicembre e gennaio vengono dedicati alla manutenzione. “…siamo in grande difficoltà. Siamo 11 persone”. Ha raccontato oggi sull’Eco di Bergamo (11 aprile) .”Per fortuna c’è la Caritas e la Migrantes  che ci aiutano, ma la nostra categoria non ha cassa integrazione, io ho la partita Iva”. Anche loro come tanti di altre categorie sperano nei buoni spesa messi attraverso le Amministrazioni Comunali.

Nicoletta Di Benedetto