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Ue: una piattaforma per la didattica on-line ai profughi

22 Marzo 2022 - Bruxelles - «Per i bambini» delle famiglie in fuga dall' Ucraina «è essenziale ritrovare un minimo di normalità, come andare a scuola». Certo impresa ardua per famiglie che nel giro di pochi giorni si sono trovate all' estero e senza riferimenti. E per le tante che saranno costrette a chiedere accoglienza in un Paese Ue. Per questo «stiamo lavorando a un sistema in remoto che permetta agli insegnanti ucraini di insegnare on-line e che possa essere usato dalle scuole di tutta l' Unione Europea» ha dichiarato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, ieri in visita ufficiale in Estonia. «Stiamo anche analizzando - ha aggiunto la commissaria - come fornire libri di testo in ucraino per aiutare gli Stati membri» che stanno accogliendo minori dal Paese in guerra. E mentre si moltiplicano le raccolte di fondi e le iniziative di solidarietà, ci sono tanti i modi in cui si può manifestare solidarietà ad una popolazione colpita dalla guerra: una scelta di certo significativa è quella di Netflix, uno dei colossi dello streaming mondiale. In segno di accoglienza ai cittadini ucraini ha deciso di introdurre i sottotitoli e l' audio in lingua ucraina tra la lista delle lingue da poter selezionare. Questo nel giorno in cui il Consiglio europeo ha formalmente approvato lo Strategic Compass, la cosiddetta bussola strategica, «in un momento in cui siamo testimoni del ritorno della guerra in Europa». Lo ha reso noto un comunicato definendolo «un piano ambizioso di azione per rafforzare la sicurezza dell' Unione Europea e la politica di Difesa entro il 2030». Frattanto l' Alto commissario per la politica estera Ue, Josep Borrell, ha dichiarato che «tutti gli Stati membri sono uniti nel sostenere l' Ucraina». Borrell ha annunciato ieri a Bruxelles che è stato raggiunto l'«accordo politico per altri 500 milioni di euro nell' ambito dell' European Peace Facility» per l' acquisto di armi. In mattinata la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, aveva già annunciato che l' aiuto complessivo dell' Unione per le spese militari dell' Ucraina sarebbe infatti salito a un miliardo. «Sono convinto che Vladimir Putin usi i rifugiati come un' arma, mandandone il più possibile» dall' Ucraina nell' Ue. Lo ha sottolineato sempre l' Alto rappresentante dell' Ue Josep Borrell, sempre durante una conferenza stampa a Bruxelles. Tanto è vero, aggiunge, che i russi «non hanno distrutto le infrastrutture: terrorizzano i civili per farli scappare ». Ma in Europa, ha concluso, «siamo pronti ad accoglierli». (Luca Geronico - Avvenire)

Ucraina: card. bassetti, “si attui un piano distribuzione profughi in Ue”

21 Marzo 2022 - Roma – “Di fronte alla fuga di milioni di persone, soprattutto donne e bambini, esprimiamo il nostro vivo e sincero ringraziamento a quanti, in Italia e in tanti altri Paesi, sono impegnati a dare forma e anima all’accoglienza”. Così il card. Gualtiero Bassetti, in apertura del Consiglio Permanente della Cei: “è una testimonianza di carità e di fraternità che diventa impegno concreto per un futuro di pace contro il virus dell’egoismo e dell’indifferenza”. La solidarietà dei Paesi di confine con l’Ucraina – ha aggiunto il card. Bassetti - è stata “davvero commovente; nessuno ha rinunciato a fare la sua parte”. Degli oltre 3 milioni di ucraini in fuga, secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, l’80% si trova in Polonia, un’altra gran parte in Romania, Moldavia, Ungheria e Slovacchia. Le Chiese di questi Paesi e degli altri limitrofi si “sono adoperate fin da subito per fornire assistenza, beni di prima necessità, alloggi, mezzi di trasporto per raggiungere destinazioni sicure. Sono numerose poi le organizzazioni della società civile, di carattere nazionale e internazionale, che sono intervenute per offrire soccorso e accoglienza, coadiuvate da tantissimi volontari. Il numero degli sfollati è tuttavia un dato che è destinato ad aumentare e che nel prossimo futuro, se non cesseranno le ostilità, registrerà l’arrivo di persone ancora più fragili e povere di quelle che sono già riuscite a fuggire. Non si può pensare dunque che i Paesi di confine – ha sottolineato il presidente della Cei - possano sostenere da soli questo impegno umanitario: occorrerà che l’Unione Europea decida di attuare un vero e proprio piano di ridistribuzione dei cittadini ucraini nei vari Stati membri. Stiamo, peraltro, assistendo all’arrivo di profughi anche nel nostro Paese”. Nelle prossime ore, alcuni voli umanitari, da Varsavia, giungeranno in Italia con circa 600 profughi che verranno accolte nelle diocesi italiane. Sono – ha detto il card. Bassetti – “numeri che cresceranno e che richiederanno un’accoglienza di non breve periodo”. Le chiese in Italia “stanno facendo e faranno la loro parte nell’accoglienza e nell’apertura di corridoi per favorire l’arrivo in sicurezza delle persone che sono bloccate nei Paesi di transito, che non riescono più a proseguire il loro viaggio o sono troppo vulnerabili per farlo. Anche questo è un contributo prezioso alla pace”. (R.Iaria)

Ucraina: card. Bassetti, “fermare questa “inutile strage”

21 Marzo 2022 - Roma – “Ci ritroviamo insieme mentre alle porte dell’Europa una guerra devastante sta seminando terrore, morte e distruzione. Il nostro pensiero va alle vittime, ai loro cari e a quanti sono costretti a lasciare le proprie case per cercare un luogo sicuro: uniamo la nostra voce a quella del Santo Padre, affinché ‘in nome di Dio, si ascolti il grido di chi soffre e si ponga fine ai bombardamenti e agli attacchi’. Così il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha aperto i lavori del Consiglio Permanente. La “nostra voce sale a Dio perché questa ‘inutile strage’ – ha detto con forza il porporato -  del nostro tempo sia fermata”.

Ucraina: domani voli umanitari con oltre 600 persone

21 Marzo 2022 - Roma - Prosegue l’impegno della Chiesa che è in Italia per l’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina, nelle nazioni limitrofe e nel nostro Paese. In questa settimanasono stati organizzati tre voli umanitari grazie alla collaborazione con la ong Solidaire e il supporto di Open Arms. Questi voli, che da Varsavia giungeranno negli aeroporti di Fiumicino, Cagliari e Palermo, permetteranno a oltre 600 cittadini ucraini di arrivare in Italia e di essere accolti da circa 40 Caritas diocesane del nostro Paese, isole comprese. In coincidenza con l’arrivo previsto presso l’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino nella giornata di domani, martedì 22 marzo 2022, alle 17.30 si terrà una Conferenza stampa alla quale interverranno il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Enrique Piñeyro presidente di Solidaire, Oscar Camps, fondatore di Open Arms. Saranno inoltre presenti mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e Presidente di Caritas Italiana e mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Presidente della Fondazione Migrantes.  

Ucraina: diocesi Vittorio Veneto, camminata per la pace con la comunità ucraina

21 Marzo 2022 - Vittorio Veneto - Si è svolta sabato sera nella città di Vittorio Veneto la “camminata della Pace”, per continuare a vivere la vicinanza e la solidarietà con il popolo ucraino. La marcia per la pace, organizzata dalla diocesi Vittoriese e dalla consulta delle aggregazioni laicali, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, è stata presieduta dal vescovo mons. Corrado Pizziolo. Erano presenti il sindaco di Vittorio Veneto, Antonio Miatto, e il sindaco di Colle Umberto, Sebastiano Coletti. La manifestazione, conclusasi nella piazza della Cattedrale, ha visto la partecipazione di circa 500 persone, tra le quali una folta rappresentanza della comunità ucraina cattolica presente in diocesi, accompagnata dall’assistente don Yuri Khodan. Tra essi c’erano anche alcuni profughi giunti in questi giorni e, tramite la Caritas diocesana, ospitati da famiglie resesi disponibili all’accoglienza. Il vescovo nel suo intervento, prendendo spunto da alcuni pensieri di don Giussani, di Chiara Lubich e di Baden-Powell, rivolti agli aderenti ai movimenti da loro fondati, ha ricordato l’impegno di tutti a costruire la pace tra le persone e tra le nazioni, come annuncia il profeta Isaia: “Un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo” (Is 2, 4). Nella sua riflessione sul senso che ha in questi giorni questa parola di Dio, il presule ha sottolineato che questo è il desiderio di Dio! Perciò, come uomini e donne non dobbiamo mai perdere la fiducia e la speranza nella Parola del Signore. Ma perché la pace tra i popoli possa diventare realtà, Dio chiede a tutti noi di sforzarci ad essere suoi collaboratori con la preghiera e con le opere. Mons. Pizziolo, infine, ha ricordato ai presenti la necessità di pregare perché il Signore tocchi il cuore di chi può fermate questa violenza. La lettura della preghiera della pace, composta dalla comunità ucraina, e il canto alla Vergine Maria, anch’esso proposto in lingua ucraina, hanno concluso la serata, che ha avuto eco anche sulla stampa locale.    

Ucraina: Commissione Ue, regole comuni per accoglienza rifugiati

18 Marzo 2022 -
Bruxelles - Dall’inizio dell’invasione militare russa dell’Ucraina il 24 febbraio, più di 3 milioni di persone sono fuggite dal Paese, con stime delle Nazioni Unite che suggeriscono che più della metà di loro sono bambini. “Per rispondere a questa situazione senza precedenti, l’Ue – si legge in una nota odierna della Commissione europea – ha deciso in tempi record di attivare la direttiva sulla protezione temporanea per aiutare le persone in fuga dalla guerra in Ucraina”. La direttiva è diventata immediatamente applicabile il 4 marzo e offre protezione immediata e uno status giuridico chiaro a milioni di persone. La Commissione presenta ora alcuni “orientamenti operativi per supportare gli Stati membri nell’applicazione della direttiva”. Gli orientamenti “aiuteranno coloro che arrivano ad avere un livello di diritti coerente ed efficace e gli Stati membri ad assumersi le loro nuove responsabilità”. Il vicepresidente della Commissione, Margaritis Schinas, commenta: “la decisione senza precedenti di garantire una protezione immediata” a tutti coloro che fuggono dall’Ucraina “si sta ora traducendo in pratica. Per contribuire a rendere questo processo il più agevole possibile, la Commissione sostiene gli Stati membri con orientamenti operativi. Ad esempio, per garantire che le persone possano muoversi senza ostacoli nell’Unione, chiariamo che dovrebbero poter ricevere visti della validità di 15 giorni alla frontiera e che in ogni caso non dovrebbero essere multati i vettori per averli trasportati senza documentazione”. Schinas specifica: “una delle maggiori preoccupazioni ora è il numero di bambini che arrivano non accompagnati che devono essere registrati e ricevere cure specialistiche”.

Ucraina: corsi di italiano gratuiti della Dante per i profughi

18 Marzo 2022 -
Roma - Corsi di lingua italiana gratuiti per permettere ai profughi ucraini accolti in Italia di inserirsi nel nostro tessuto sociale e di affrontare una nuova vita. La Società Dante Alighieri, l’Ente presieduto da Andrea Riccardi che dal 1889 diffonde la lingua e la cultura italiane nel mondo, ha deliberato di mettere a disposizione la propria rete di Sedi e Comitati diffusa su tutto il territorio nazionale per organizzare corsi in presenza, nelle diverse sedi, oppure anche on line. L’iniziativa, espressione dell’identità della Dante Alighieri legata alla responsabilità sociale e alle stesse radici statutarie, sarà sostenuta da un fondo di solidarietà che è già stato attivato. Il presidente Andrea Riccardi ha commentato così il progetto: <Noi vorremmo che la lingua e la cultura fossero le ultime frontiere da chiudere e per questo la Dante Alighieri sta creando spazi di insegnamento per tutti i profughi di guerra in arrivo in Italia. Lo faremo con Roma Capitale e con tutte le altre amministrazioni italiane che vorranno sostenere la nostra iniziativa di solidarietà>. Sono in corso contatti col Viminale e con altre istituzioni Il programma, coordinato dal segretario generale Alessandro Masi, parte con la sede di Roma e ha già raccolto la piena adesione di numerosi Centri didattici (Benevento, Bolzano, Campobasso, Casarano, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Enna, Forlì-Cesena, Genova, Gorizia, Imola, La Spezia, Merano, Palermo, Perugia, Pordenone, Rovigo, Salerno, Siena, Siracusa, Terni, Trieste, Venezia, Verbania, Vulture) e altri si stanno aggiungendo. Alla fine dei corsi la Dante Alighieri potrà anche rilasciare il certificato PLIDA Progetto Lingua Dante Alighieri.

Ucraina: primi contributi dalla Migrantes e dalla Caritas di Cosenza-Bisignano

18 Marzo 2022 -
Cosenza - Nei giorni scorsi la Caritas della diocesi di Cosenza-Bisignano incaricata della raccolta e della trasmissione delle offerte delle parrocchie ha inviato alla Caritas italiana i primi 35.000 euro pervenuti dalle comunità della diocesi. Un impegno concreto e diretto - scrive il settimanale diocesano "Parola di Vita" - a favore della popolazione ucraina in fuga che trova una prima assistenza proprio grazie alle strutture nazionali dei paesi confinanti dove operano le Caritas. Intanto in coordinamento con l’Ufficio Migrantes sono stati accolti quaranta ucraini e predisposti luoghi di accoglienza direttamente afferenti alle parrocchie locali e alla collaborazione con esse. Per informazioni si può fare riferimento alla Caritas diocesana o all’Ufficio Migrantes presso la Curia di Cosenza.

Card. Czerny: ho visto la guerra negli occhi dei profughi

17 Marzo 2022 - Dall’8 all’11 marzo, il card. Michael Czerny, prefetto ad interim del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale ha visitato l’Ungheria per portare ai rifugiati ucraini e a coloro che li accolgono l’abbraccio e la benedizione del Papa. Giunto a Budapest si è diretto a est, a Barabás, punto di passaggio della frontiera per i profughi ucraini. Di lì ha potuto spingersi per qualche kilometro in territorio ucraino, raggiungendo la città di Berehove. Ascoltiamo le sue riflessioni al rientro, mentre si prepara per una missione analoga, questa volta in Slovacchia, che comincia il 16 marzo. Di seguito una sua riflessione pubblicata sul sito di "Aggiornamenti Sociali"   Ho visto la guerra, ma non direttamente, perché la regione in cui sono stato finora è stata risparmiata dal conflitto: l’ho vista negli occhi delle donne e degli uomini che ho incontrato: persone sradicate, smarrite, che in uno zaino o in una borsa della spesa portano tutto quello che è loro rimasto. Respirano e camminano, ma si può dire che hanno “perso la vita”, anzi che la guerra gliel’ha tolta, e non hanno ancora cominciato a costruirne una nuova. Per questo sembrano cavarsela meglio gli immigrati stranieri: erano numerosi in Ucraina, solo gli studenti erano circa 75mila, da Africa, Asia e America Latina. Anche loro fuggono insieme alla popolazione ucraina, anche loro hanno solo uno zaino o una valigia, ma non hanno “perso la vita”, anche se alcuni hanno dovuto fare i conti con episodi di razzismo durante il viaggio. La maggioranza dei profughi sono donne e bambini, e per loro si aggiunge la minaccia della tratta. Vengono da una storia – quella del mondo sovietico – in cui hanno imparato a diffidare da tutto ciò che è pubblico o statale; così stanno alla larga dai pullman organizzati dal Governo e questo fa il gioco dei trafficanti, che si avvicinano e offrono un passaggio su un’auto privata. Ma non ho visto solo questo, anzi ho visto soprattutto altro: tante persone impegnate a fare la pace, avvicinandosi ai profughi, proprio mentre i soldati sono impegnati a fare la guerra, spesso da lontano, guardando lo schermo di un computer, perché si combatte una guerra tecnologica. È un vero esercito di pace che si è mobilitato per le iniziative di accoglienza e solidarietà, a tanti diversi livelli. C’è la solidarietà degli Stati, che in pochi giorni hanno messo in piedi infrastrutture e snellito le procedure che consentono l’ingresso legale ai profughi, che mettono a disposizione gli autobus o consentono di viaggiare gratuitamente sui treni; c’è quella dei funzionari pubblici che mandano avanti le operazioni. Poi c’è la solidarietà organizzata dalle ONG, dalle Chiese e dalle comunità religiose: tutte quelle presenti sul territorio che ho visitato – cattolici di rito latino e orientale, ortodossi, protestanti ed ebrei – capaci di collaborare in uno spirito di ecumenismo pratico. Quella che mi ha colpito di più è la solidarietà spontanea della gente comune. Degli ungheresi, certo, ma anche di tante persone che ho incontrato, arrivate dall’Italia, dal Belgio, dalla Spagna…: hanno lasciato quello che stavano facendo e sono partite guidando per migliaia di kilometri, a proprie spese, per arrivare alla frontiera ucraina, scaricare gli aiuti che hanno portato e caricare le persone che ospiteranno a casa propria. Ho visto un’Europa capace di mettere da parte chiusure e paure, capace di aprire le porte e le frontiere, anziché costruire muri e steccati. Ho visto europei capaci di comportarsi ancora come il buon samaritano, caricando su auto e pullman – non più su un cavallo o un asino – degli sconosciuti trovati “mezzi morti” lungo le strade che portano al confine. Prego perché, una volta terminata questa crisi, l’Europa e gli europei non tornino indietro, ma restino aperti e accoglienti! In poche parole, ho visto Fratelli tutti in azione, nelle mani e nei volti delle persone, nelle loro azioni e nelle loro parole. Penso che come Chiesa abbiamo qui un grande compito da svolgere: mentre la Santa Sede e la sua diplomazia continuano a cercare strade per far cessare il conflitto, offrendosi anche come mediatori, a un altro livello dobbiamo impegnarci per sostenere e rinforzare questo sforzo di solidarietà. Ce ne sarà bisogno perché la crisi potrebbe prolungarsi, ma soprattutto perché una volta tornata la pace, servirà la stessa solidarietà, forse persino più grande, per accompagnare le persone nel ritorno a casa, perché possano riprendersi quella vita che adesso sembrano aver smarrito, superare i lutti, le ferite e le sofferenze che la guerra lascerà sul territorio dell’Ucraina, e costruire un futuro di pace per il proprio Paese. L’impegno degli uomini e delle donne dell’Ucraina è già cominciato. Al rientro a Roma mi hanno raccontato un fatto accaduto a Medyka, città polacca di frontiera. Alcuni trafficanti cercavano di convincere le donne in fuga a salire su due autobus che le avrebbero portate in Danimarca, per inserirle nel giro della prostituzione. Altre donne ucraine, già residenti in Polonia, hanno chiesto che venisse controllata l’identità di questi trafficanti, che rapidamente sono spariti. Ora le donne ucraine si stanno organizzando per impedire che fatti di questo genere si ripetano. Possiamo solo immaginare quello che riusciranno a una volta che potranno tornare a casa, con lo stesso spirito e la stessa determinazione. Per dare un futuro all’Ucraina è indispensabile che tacciano le armi, ma non basta: serve che i profughi possano rientrare, rimettersi al lavoro, tornare a scuola… Un Paese non può vivere senza i suoi cittadini! La settimana scorsa sono partito per «un viaggio di preghiera, di profezia e di denuncia». Così è stato. Ma al rientro posso dire che è stato anche un viaggio di testimonianza, di amore e di speranza. Con questo spirito riparto ora per la Slovacchia. (card. Michael Czerny)