Tag: Ucraina

Mattarella: italiani ed europei “siamo chiamati alla solidarietà e all’aiuto nei confronti delle popolazioni terribilmente colpite”

17 Marzo 2022 -

Roma - «Italiani ed europei siamo chiamati alla solidarietà e all’aiuto nei confronti delle popolazioni terribilmente colpite, e all’impegno perché si fermino i combattimenti, si ritirino le forze di occupazione e venga ripristinato il diritto internazionale». Lo ha dtto questa mattina il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale aggiungendo che «ora più che mai i simboli della Repubblica Italiana, in cui gli italiani si riconoscono, ci inducono a riflettere sull’importanza della libertà, della democrazia, sul valore dei diritti dell’uomo, primo dei quali è il diritto a vivere in pace». Oggi l’Italia celebra la giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, commemorando il 161° anniversario del raggiungimento dell’unità del Paese: «una storia lunga e travagliata, che - ha detto Mattarella - ha portato a realizzare gli ideali di indipendenza, libertà, democrazia propri al Risorgimento e alla lotta di Liberazione e realizzati pienamente con la nascita della Repubblica e l’approvazione della Carta Costituzionale. La coesione e i valori che uniscono gli italiani hanno reso forte la nostra comunità, consentendole di affrontare e superare prove e difficoltà grandissime, come la tremenda pandemia e le sue conseguenze. La indivisibilità della condizione umana - ha concluso - ci deve spingere oggi, con fermezza, insieme agli altri paesi che condividono i valori democratici, ad arginare e a battere le ragioni della guerra aperta dalla Federazione Russa al centro dell’Europa». (Rafaele Iaria)

 

Ucraina: incontro online tra il papa Francesco e il patriarca Kirill

17 Marzo 2022 - Città del Vaticano - Si è tenuto, ieri pomeriggio, un colloquio telematico fra papa Francesco e Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia. Lo ha confermato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni informando che all’incontro hanno preso parte anche il card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, e il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, Capo del Dipartimento di Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca. Il colloquio ha avuto al suo centro la guerra in Ucraina e il ruolo dei cristiani e dei loro pastori nel "fare di tutto perché prevalga la pace". Papa Francesco ha ringraziato il Patriarca per questo incontro, "motivato dalla volontà di indicare, come pastori del loro popolo, una strada per la pace, di pregare per il dono della pace, perché cessi il fuoco", ha detto Bruni. "La Chiesa – il Papa ha convenuto con il Patriarca - non deve usare la lingua della politica, ma il linguaggio di Gesù". "Siamo pastori dello stesso Santo Popolo che crede in Dio, nella Santissima Trinità, nella Santa Madre di Dio: per questo dobbiamo unirci nello sforzo di aiutare la pace, di aiutare chi soffre, di cercare vie di pace, per fermare il fuoco". Entrambi hanno sottolineato l'eccezionale importanza del processo negoziale in corso perché, ha detto il Papa: "Chi paga il conto della guerra è la gente, sono i soldati russi ed è la gente che viene bombardata e muore”. "Come pastori – ha continuato il Papa - abbiamo il dovere di stare vicino e aiutare tutte le persone che soffrono per la guerra. Un tempo si parlava anche nelle nostre Chiese di guerra santa o di guerra giusta. Oggi non si può parlare così. Si è sviluppata la coscienza cristiana della importanza della pace”. E, convenendo con il Patriarca quanto “Le Chiese sono chiamate a contribuire a rafforzare la pace e la giustizia” Papa Francesco concludeva: "Le guerre sono sempre ingiuste. Perché chi paga è il popolo di Dio. I nostri cuori non possono non piangere di fronte ai bambini, alle donne uccise, a tutte le vittime della guerra. La guerra non è mai la strada. Lo Spirito che ci unisce ci chiede come pastori di aiutare i popoli che soffrono per la guerra".         (Foto Vatican Media)

Ue accusa Gb: ucraini respinti alla frontiera

17 Marzo 2022 -
Milano - L' emergenza profughi in fuga dall' Ucraina torna a creare tensioni tra Londra e Bruxelles, sollevando nuove critiche sul modo in cui il Regno Unito gestisce la crisi dei rifugiati. In un' informativa al Parlamento europeo, la commissaria Ue agli Affari Interni, Ylva Johansson, ha riferito di «problemi con gli ucraini che cercano di andare in Regno Unito» ma, una volta arrivati a Calais, «non riescono a salire sui treni perché serve un visto» per entrare nel Paese e «devono tornare a Parigi per richiederlo». Nei giorni scorsi, Londra è finita nel mirino delle critiche per non aver esentato i profughi provenienti dall' Ucraina dall' obbligo del visto, a differenza di quanto disposto dall' Ue. Una decisione che ha rallentato l' afflusso dei rifugiati nel Paese: finora dei tre milioni di persone scappate dall' Ucraina, solo 5.500 hanno ottenuto il visto per entrare nel Regno Unito a fronte di circa 20mila domande presentate. Il premier Boris Johnson ha continuato a difendere il piano di accoglienza sostenendo la scorsa settimana che il Paese è «assolutamente determinato ad essere il più generoso possibile». Una versione che stride con le parole di Johansson che ha chiesto a più riprese e senza successo alla ministra degli Interni britannica, Priti Patel, di inviare funzionari a Calais per velocizzare il rilascio dei visti. Intanto l' Ue è tornata a lanciare l' allarme sul rischio di tratta di esseri umani e di sfruttamento per chi scappa dall' Ucraina. «Tanti minori non accompagnati sono entrati nell' Ue e abbiamo segnalazioni di donne e bambini scomparsi di cui non si ha traccia», ha affermato Johansson.

Migrantes Modena: domenica una veglia per la pace in Ucraina

16 Marzo 2022 -

Modena - A pochi giorni dall’invasione russa in Ucraina, siamo stati invitati dalla comunità greco-cattolica ucraina di Modena alla Divina liturgia. I rapporti con questa comunità, una piccola realtà nel contesto modenese, datano da lungo tempo, almeno 15 anni. La loro partecipazione alle iniziative dell’Ufficio Pastorale Migrantes, specialmente alla Giornata mondiale del migrante, è stata sempre puntuale, segno della volontà di partecipare alla nostra Chiesa locale. Quella domenica, però, ci siamo sentiti a disagio. Ci siamo sentiti dire che noi, i cristiani indigeni modenesi, non potevamo capire. Cosa non potevamo capire? Non è facile a dirsi. Probabilmente il senso di angoscia che questa comunità, insieme alla lontananza, prova per i propri amici, famigliari che sono ancora esposti alle bombe e alle violenze o sono in viaggio lungo strade pericolose per raggiungere la salvezza. Ma forse non è nemmeno “capire” il problema, quello che ci chiedono questi nostri fratelli e sorelle è farci carico un po’ della loro angoscia e della loro paura, in modo che il loro carico sia almeno un po’ più leggero. Insomma ci chiedono di metterci al loro fianco, specialmente nel lungo periodo, quando i riflettori si affievoliranno anche sulla guerra in Ucraina. C’è un altro aspetto che abbiamo colto, derivante dall’intensità della preghiera, dalla convinzione che effettivamente con la preghiera sarebbero stati ascoltati. E qui c’è un’altra cosa che tutti possiamo fare, per evitare, prima o poi, di finire per legittimare o giustificare la violenza e la guerra con la religione. Nella liturgia cattolica la preghiera per la pace viene suggellata dallo scambio della pace (Covid permettendo), l’unico momento in cui la relazione passa attraverso il contatto corporeo. In questo momento possiamo fare in modo che la preghiera per la pace diventi una effettiva comunione di fratellanza e sorellanza, certamente con il popolo ucraino, ma anche con quello russo.

Con questo intento, domenica 20 marzo, sarà celebrata a livello interdiocesano una Veglia di preghiera per la pace, presieduta dal vescovo Erio Castellucci nella chiesa di Regina Pacis, alle 21. L’invito è rivolto alle comunità parrocchiali delle diocesi, delle Chiese sorelle e delle comunità immigrate, per estendere la preghiera per la pace a tutto il mondo in questo momento di tensione che investe l’Europa. Poi ci sono i profughi ucraini. In questi giorni sono decine le persone già arrivate o in arrivo anche a Modena. Specialmente donne con bambini e quindi ancora una volta famiglie spezzate, con i padri e i mariti distanti non solo geograficamente, ma in guerra. Siamo sicuri che, ancora una volta, la macchina della solidarietà modenese saprà rispondere in maniera adeguata. Ma forse, da questa esperienza che stiamo vivendo insieme al popolo ucraino, possiamo fare di più. Non solo fare l’accoglienza, ma essere accoglienti. Pensate come sarebbe bello se i nostri fratelli e sorelle che scappano dalla guerra fossero accolti da una sorta di “comitato” di benvenuto; cose non formali ma semplici, a livello di parrocchia, di quartiere, in modo che sappiano che gli vogliamo bene, che condividiamo la loro sofferenza e che possono contare su di noi. Se riusciamo a farlo in questa occasione, magari ci aiuta a diventare tutti più accoglienti verso coloro che sono arrivati e arriveranno: ossia più umani. E con questo surplus di umanità, diamo un’altra spinta per buttare la guerra fuori dalla storia. (Giorgio Bonini - Direttore Migrantes Modena-Nonantola)

Papa Francesco prega per la pace in Ucraina con la preghiera scritta dall’arcivescovo di Napoli

16 Marzo 2022 -

Città del Vaticano - Papa Francesco ha voluto concludere l'Udienza generale di questa mattina con l'invito a pregare per la pace in Ucraina. E lo ha fatto leggendo il testo di una preghiera composta dall’arcivescovo di Napoli, mons. Mimmo Battaglia, e inviata alla comunità diocesana partenopea. Questo il testo della preghiera, presa in prestito dal Papa e affidata così ai fedeli di tutto il mondo: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di noi peccatori! Signore Gesù, nato sotto le bombe di Kiev, abbi pietà di noi! Signore Gesù, morto in braccio alla mamma in un bunker di Kharkiv, abbi pietà di noi! Signore Gesù, mandato ventenne al fronte, abbi pietà di noi! Signore Gesù, che vedi ancora le mani armate all’ombra della tua croce, abbi pietà di noi! Perdonaci Signore, se non contenti dei chiodi con i quali trafiggemmo la tua mano, continuiamo ad abbeverarci al sangue dei morti dilaniati dalle armi. Perdonaci, se queste mani che avevi creato per custodire, si sono trasformate in strumenti di morte. Perdonaci, Signore, se continuiamo ad uccidere nostro fratello, se continuiamo come Caino a togliere le pietre dal nostro campo per uccidere Abele. Perdonaci, se continuiamo a giustificare con la nostra fatica la crudeltà, se con il nostro dolore legittimiamo l’efferatezza dei nostri gesti. Perdonaci la guerra, Signore. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti imploriamo! Ferma la mano di Caino! Illumina la nostra coscienza, non sia fatta la nostra volontà, non abbandonarci al nostro agire! Fermaci, Signore, fermaci! E quando avrai fermato la mano di Caino, abbi cura anche di lui. È nostro fratello. O Signore, poni un freno alla violenza! Fermaci, Signore!”.

(Foto Vatican Media/Sir)

Ucraina: vicario generale dell’esarcato cattolico ucraino in Italia, “questa guerra è un piano diabolico che si sta realizzando”

16 Marzo 2022 - Milano - «Questa guerra è un piano diabolico che si sta realizzando. Il nostro popolo sta rispondendo unito, soprattutto con la preghiera, a questa aggressione».  Padre Teodosio Roman Hren, vicario generale dell’esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia, si confida in un’intervista che Famiglia Cristiana pubblica nel numero da domani in edicola. «In Italia cattolici e ortodossi vengono nelle nostre chiese per invocare, insieme, la pace. Noi accettiamo tutti. Abbiamo organizzato diversi incontri, pellegrinaggi, veglie notturne per pregare il Signore affinché doni la pace, non solo in Ucraina, ma in tutto il mondo. La guerra è un male dove non ci sono vincitori, perdono tutti. E per noi quando c’è una guerra, penso allo Yemen, ma pure ad altre zone del mondo, è un dolore». «Anche in Ucraina si sta pregando insieme», puntualizza padre Teodosio Roman Hren. «Ci sono gli ortodossi membri della Chiesa ortodossa di Mosca che fa capo al patriarca Kirill e c’è la Chiesa ortodossa autocefala che nel 2017 ha ricevuto la capacità di autogoverno dal Patriarca di Costantinopoli, cosa alla quale Mosca ha risposto rompendo la comunione con Bartolomeo. Con la guerra, sappiamo che alcune cose sono cambiate perché anche gli ortodossi russi residenti in Ucraina sono contro la guerra, contro l’aggressione e non accettano quello che succede. Diverse parrocchie sono passate alla Chiesa ortodossa ucraina e anche quelle che sono rimaste unite con Mosca hanno smesso di commemorare Kirill durante le liturgie (come se in quelle cattoliche non si pregasse più a Messa per il Papa, ndr). Oggi, in realtà,  i fedeli in Ucraina non si dividono: ortodossi e cattolici, a prescindere dal diritto e dalla confessione, si aiutano e pregano. Il nostro popolo si sta opponendo al male».

Alto Adige: ex maestre ucraine in cattedra per i rifugiati

16 Marzo 2022 - Bolzano - Insegnanti ucraine venute in Alto Adige per lavorare come badanti torneranno in cattedra per insegnare nella madrelingua ai bambini che fuggono dalla guerra: è il progetto dell’Intendenza per le scuole in lingua tedesca dell’Alto Adige. Lo ha riferito la sovrintendente scolastica, Sigrun Falkensteiner. Finora sono circa 400 i rifugiati arrivati dall’Ucraina a Bolzano e provincia, soprattutto donne e bambini. «Per i minori prevediamo sia l’inserimento nelle classi esistenti sia la creazione di classi d’accoglienza» spiega Falkensteiner. Per il reperimento dei docenti di madrelingua le autorità scolastiche fanno affidamento su insegnanti presenti tra gli stessi rifugiati, ma soprattutto sulle numerose ucraine che lavorano da anni in provincia di Bolzano soprattutto come come badanti o collaboratrici domestiche.  

Ucraina: in San Pietro oggi alle 17 la Messa con Parolin

16 Marzo 2022 -

Roma - Una Messa per la pace in Ucraina sarà celebrata oggi alle 17 nella Basilica di San Pietro. A presiederla, il cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, con la partecipazione del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Più volte nei giorni scorsi il porporato ha garantito la piena disponibilità a mediare per porre fine al conflitto. In particolare sabato, parlando ai media vaticani, Parolin, oltre a condannare «lo scempio della guerra», aveva sottolineato che si avverte chiaramente «il bisogno di iniziative politico diplomatiche di ampio respiro. La Santa Sede è disposta a fare tutto ciò che è possibile in questo senso». Accanto all’azione diplomatica il Vaticano sta mettendo in campo un forte impegno sul fronte umanitario attraverso la presenza nella zona del conflitto dei cardinali Konrad Krajewski e Michael Czerny.  Guarda alla guerra anche “Prega con noi”. Tv2000 e radio InBlu2000 invitano a ritrovarsi, stasera alle 20.50, alla recita del Rosario per la pace in Ucraina trasmesso su Tv2000, InBlu2000, e su Facebook e dedicato in particolare alle vittime innocenti della guerra, agli anziani, alle mamme e ai bambini sotto le bombe o in fuga. La preghiera dalla Basilica di Santa Sofia, chiesa nazionale degli ucraini a Roma, sarà guidata da monsignor Giorgio Gallaro, segretario della Congregazione per le Chiese orientali.

Ucraina: si mobilitano gli italiani nel Regno Unito

15 Marzo 2022 -
Londra - Momenti di preghiera, raccolte fondi e anche il coraggio di partire subito, per portare provviste e medicinali alle vittime della guerra. Così la comunità italiana del Regno Unito ha risposto all’emergenza ucraina. “Dedicheremo la messa della quarta domenica di Quaresima, che ricorre il 27 marzo, agli ucraini, pregando e chiedendo ai fedeli di fare un’offerta”, spiega padre Andrea Fulco, della parrocchia italiana di saint Peter a Londra. Uno dei suoi parrocchiani, Paolo Arrigo, è partito subito, al quarto giorno di guerra, con un amico, per portare medicinali e viveri alle vittime della guerra a Lublin, al confine tra Polonia e Ucraina. La sua storia è stata raccontata dalla Bbc e da altri media britannici. “Non mi bastava fare un’offerta”, racconta Paolo Arrigo al Sir. “Sentivo il bisogno di un gesto più concreto. Appena arrivati ci siamo registrati con la polizia che ci ha chiesto di portare una mamma con due figli di 14 e 17 anni nella città polacca di Katowice”. L’uomo è ripartito con il figlio diciottenne, domenica scorsa, per un’altra missione.