Tag: Ucraina

Ucraina: il sindaco di Kiev invita papa Francesco

15 Marzo 2022 -
Città del Vaticano - "Il Santo Padre ha ricevuto la lettera del sindaco della Capitale ucraina ed è vicino alle sofferenze della città, alla sua gente, a chi ne è dovuto fuggire e a chi è chiamato ad amministrarla". Lo dice, in una dichiarazione ai giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni aggiungendoi che Papa Francesco "prega il Signore che siano protetti dalla violenza. E per loro e per tutti ribadisce l’appello fatto domenica scorsa con la Preghiera dell’Angelus: 'Davanti alla barbarie dell’uccisione di bambini, di innocenti e di civili inermi non ci sono ragioni strategiche che tengano: c’è solo da cessare l’inaccettabile aggressione armata, prima che riduca le città a cimiteri”". (R.I.)

Ucraina: domani la recita del Rosario dalla basilica di Santa Sofia

15 Marzo 2022 -

Roma - Tv2000 e InBlu2000 invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi domani, mercoledì 16 marzo alle 20.50, per recitare insieme il Rosario per la pace in Ucraina trasmesso su Tv2000 (canale 28, e 157 Sky), InBlu2000, e su Facebook e dedicato in particolare alle vittime innocenti della guerra, agli anziani, alle mamme e ai bambini sotto le bombe o in fuga dalle loro case. La preghiera sarà trasmessa dalla Basilica di Santa Sofia, chiesa nazionale degli ucraini a Roma, con mons. Giorgio Gallaro, Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali.

Ucraina: l’emergenza umanitaria, 2,8 milioni di rifugiati

15 Marzo 2022 -

Milano - Più di 2,8 milioni di persone sarebbero fuggite dall’Ucraina dopo l’invasione russa secondo l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati. Secondo l’Unicef, la guerra in Ucraina sta avendo un “impatto devastante” su più di 7,5 milioni di bambini. Dei 2,8 milioni di ucraini scappati dal proprio Paese, 38.500 sono arrivati in Italia. Pochi rispetto ai 147mila della Germania. Ma il flusso è costante e presto - se proseguirà la guerra diventerà a 6 cifre: 35mila cittadini ucraini arrivati in Italia che avrebbero ricevuto «assistenza sanitaria e vaccinazioni», come assicura il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Secondo l’ultimo aggiornamento del Viminale, fra quelli accolti nel territorio nazionale: 19.566 sono donne, 3.373 uomini e 15.600 minori. Le principali città di destinazione dichiarate continuano ad essere Milano, Roma, Napoli e Bologna.

In Polonia sono arrivati oltre 1,72 milioni di rifugiati. Ma molti di loro hanno deciso di tornare indietro: secondo l’agenzia della guardia di frontiera del Paese più di 220 mila ucraini sono tornati a casa nelle ultime due settimane. «L’Unhcr esorta i governi a continuare a mantenere l’accesso al territorio per tutti coloro che fuggono – spiega Carlotta Sami, portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati – ma ci sono diverse segnalazioni di persone che incontrano difficoltà ad entrare in Polonia dall’Ucraina. Sosteniamo l’accesso alla sicurezza per tutti, indipendentemente dallo status legale, dalla nazionalità e dalla razza, così come l’accesso all’asilo per tutti coloro che vogliono chiederlo».

Ucraina: il card. Czerny di nuovo in missione

14 Marzo 2022 -
Città del Vaticano - "Nei prossimi giorni Sua Eminenza il Cardinal Czerny partirà nuovamente alla volta dell’Ucraina, su richiesta di Papa Francesco, per manifestare la vicinanza del Santo Padre a quanti vivono con dolore le conseguenze della guerra in corso". Lo ha detto ai giornalisti il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni aggiungendo che il porporato  arriverà in Slovacchia mercoledì 16 marzo e si recherà sul confine ucraino nei giorni successivi. Papa Francesco - ha detto Bruni "segue con la preghiera questa missione, come quelle dei giorni scorsi, e, tramite Sua Eminenza, desidera rendersi prossimo a coloro che fuggono dai combattimenti e soffrono per la violenza di altri uomini". (R.I.)

Ucraina: la diocesi di Rossano-Cariati apre le La Arcidiocesi di Rossano-Cariati apre le braccia ai profughi ucraini tra accoglienza e preghiera

14 Marzo 2022 - Corigliano Rossano - Dopo il lancio del progetto “Rifugiato a Casa Mia”, promosso dalla diocesi di Rossano-Cariati, in collaborazione con la Caritas Diocesana e l’Ufficio Migrantes, non sono tardati ad arrivare i primi confortanti riscontri. Sono più di 100 le famiglie che hanno già risposto all’appello di solidarietà, aprendo le porte della propria casa ai rifugiati o mettendo a disposizione le seconde case. Ufficialmente sono poco più di 50 i profughi giunti che hanno trovato accoglienza in diocesi, molti altri stanno per arrivare, mentre già in precedenza in tanti erano stati accolti nelle case di parenti e amici. Per questi ultimi è attivo il servizio di sostegno della Caritas per la distribuzione di beni, dal vestiario, all’alimentare, compreso l’igiene della persona, biancheria e coperte. Il linea con le intenzioni Papa è stata organizzata per giovedì 17 marzo una Veglia di Preghiera a carattere diocesano che sarà celebrata singolarmente nelle parrocchie seguendo orari ed esigenze della comunità parrocchiale. Si annuncia, inoltre, anche la “Quaresima di carità” di quest’anno (20 Marzo 2022) che sarà dedicata all’emergenza Ucraina e, nello specifico, la raccolta effettuata sarà utilizzata per i bisogni degli ucraini che "ci apprestiamo ad accogliere sul nostro territorio", sottolina una nota. Le offerte saranno raccolte durante la messa crismale che sarà celebrata in Cattedrale il 13 aprile.

Città europee con l’Ucraina: il grido di centomila non può essere ignorato

14 Marzo 2022 - Firenze - Sabato scorso, vista dall’alto, Piazza Santa Croce a Firenze appariva come un’onda, disordinata e colorata, schiacciata contro la facciata della Basilica e straripante su tutte le vie laterali. Il vento soffiava apposta per spiegare le bandiere gialle e blu. Sul sagrato, 20.000 persone erano venute a raccogliere l’invito del Sindaco Dario Nardella. Lo facevano, nello stesso momento, altre cento piazze in altrettante città. 100.000 europei, con i loro corpi e i loro canti, per chiedere tutti insieme di fermare la guerra. Gli ucraini si riconoscevano dal luccichio nello sguardo: famiglie, donne, adolescenti, bambini della numerosissima comunità ucraina che si mescola agli altri popoli e dà un volto all’ideale di un popolo d’Europa unico. In piazza a Firenze, l’unità delle città europee contro la guerra si respirava nell’aria. Strette tra loro e soprattutto con le città ucraine assediate e bombardate. Con Charkiv, la cui gigantesca piazza della Libertà è oggi ricoperta di macerie. Con Mariupol, dove i civili tentano di partire attraverso insicuri canali di evacuazione. Con Kiev, la capitale gemellata con Firenze, in cui una coraggiosa resistenza all’accerchiamento nemico impedisce all’intero Paese di capitolare. E strette anche alle loro sorelle di confine: a Leopoli e alle altre città polacche, romene, ungheresi, moldave che stanno ricevendo l’esodo dei profughi della guerra. Come ha detto l’Alto Commissario ONU per i rifugiati Filippo Grandi, questi nuovi arrivati – già due milioni e mezzo, oltre ai due milioni di sfollati interni e agli altri, almeno quattro milioni, che fuggiranno nei prossimi giorni – hanno bisogno di tutto. Le città alle porte dell’Ucraina, spesso già poverissime, non possono far fronte da sole alla più grande crisi dei rifugiati dal Secondo dopoguerra. Anche in loro favore deve dirigersi lo slancio solidale dell’Europa. A parare i colpi rivolti contro la popolazione ci sono i Sindaci, donne e uomini soli che rischiano in prima persona sicurezza e libertà e, a volte, le perdono. È successo almeno in due casi, al Sindaco di Gostomel, Yuri Illich Prylypko, ucciso mentre distribuiva cibo ai suoi cittadini, e a quello di Melitopol, Ivan Fedorov, arrestato dai militari russi. Molti di questi Sindaci di prima linea hanno voluto mandare una testimonianza a Firenze. E con messaggi di vicinanza hanno risposto i Sindaci di Danzica, Madrid, Atene, Edimburgo, Marsiglia e dei comuni italiani, da Roma a Bologna, da Assisi a Bergamo. Alcuni erano presenti al vertice sul Mediterraneo ospitato in città due settimane fa: la grande partecipazione a questa manifestazione è forse già figlia dei ponti gettati e dei legami rinsaldati con quell’incontro. Un’idea era ben presente alla folla di Firenze. Gli ucraini non stanno resistendo per sé, ma per l’Europa e l’Occidente che conosciamo. Per il mondo nato all’indomani della Seconda guerra mondiale, il mondo della democrazia, dei diritti umani, del diritto internazionale votato alla concordia tra Nazioni. In cui abbiamo potuto sinora costruire le nostre vite e i nostri progetti. Se l’Ucraina crolla, crolla il nostro mondo. Lo dicono l’ambasciatore ucraino Yaroslav Melnyk e la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Lo dice il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con la postura ferma e gli occhi lucidi, rivolgendosi direttamente a Firenze. Quando le bombe cadono su chiese, scuole e ospedali pediatrici, quando 79 bambini rimangono uccisi, non si tratta più dell’attacco ad un Paese: questo è un attacco ai valori che uniscono tutti noi. E Zelensky chiede a tutti di agire. Chiede sanzioni contro la Russia, più forti e più ferme, e la reazione del mondo economico. Chiede un’azione concreta, che l’Europa faccia di tutto per fermare la guerra, come sta facendo ogni ucraino. Manifestare il proprio rifiuto della guerra è parte di quest’azione. Lo è, anche se può sembrare poco davanti a carrarmati che avanzano e palazzi che crollano. L’Europa che vogliamo non possiede altre armi che la propria voce. Combatte con le idee, gridando i suoi valori ogni volta che qualcuno li mette in discussione. “Noi siamo le 79 vite, non le 79 morti” ha detto Zelensky. Sarà solo una voce, ma è già la voce di centomila persone e se non può fermare la guerra, non può neppure essere ignorata. (Livia Cefaloni)

Papa Francesco: “fermate questo massacro”. Invito all’accoglienza dei profughi

14 Marzo 2022 - Città del Vaticano – “Vorrei ancora una volta esortare all’accoglienza dei tanti rifugiati, nei quali è presente Cristo, e ringraziare per la grande rete di solidarietà che si è formata. Chiedo a tutte le comunità diocesane e religiose di aumentare i momenti di preghiera per la pace. Dio è solo Dio della pace, non è Dio della guerra, e chi appoggia la violenza ne profana il nome”. E’ stato il nuovo invito di papa Francesco ieri all’Angelus parlando della grave crisi umanitaria provocata dall’attacco della Russia in Ucraina. “Fratelli e sorelle, abbiamo appena pregato la Vergine Maria. Questa settimana la città che ne porta il nome, Mariupol, è diventata una città martire della guerra straziante che sta devastando l’Ucraina. Davanti alla barbarie dell’uccisione di bambini, di innocenti e di civili inermi – ha detto il Pontefice - non ci sono ragioni strategiche che tengano: c’è solo da cessare l’inaccettabile aggressione armata, prima che riduca le città a cimiteri. Col dolore nel cuore unisco la mia voce a quella della gente comune, che implora la fine della guerra. In nome di Dio, si ascolti il grido di chi soffre e si ponga fine ai bombardamenti e agli attacchi! Si punti veramente e decisamente sul negoziato, e i corridoi umanitari siano effettivi e sicuri. In nome di Dio, vi chiedo: fermate questo massacro!” (R.Iaria)