Tag: Ucraina

Ucraina: le linee guida di Viminale e Protezione civile in lingua ucraina, inglese e italiana

11 Marzo 2022 -
Roma - Il ministero dell’Interno e il dipartimento della Protezione civile hanno realizzato una scheda dedicata ai profughi ucraini in arrivo nel nostro Paese per favorire la loro regolare permanenza sul territorio nazionale. Tra le indicazioni contenute: gli obblighi sanitari da rispettare secondo la normativa anti-Covid 19, a chi rivolgersi per usufruire di un alloggio, le modalità per regolarizzare la propria posizione in Italia e altre informazioni utili.

Migrantes Torino: domenica messa per “stringersi alla comunità ucraina”

10 Marzo 2022 - Torino- Una celebrazione eucaristica per stringersi forte alla comunità ucraina di Torino. La liturgia eucaristica, promosso dall'Ufficio Migrantes di Torino, domenica 13 marzo (ore 12.15) sarà celebrata dal cappellano della comunità ucraina della diocesi, p. Ihor Holynskyy e dal parroco don Andriy Vachrushev, presso la Chiesa Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù. A Torino le azioni messe in campo per l'Ucraina dalla Migrantes sono una raccolta farmaci e materiale sanitario presso la sede di Migrantes  in collaborazione con l'Esarcato Apostolico e la Comunità ucraina di Torino; una raccolta di segnalazioni di cittadini ucraini sprovvisti di alloggio e ricerca di soluzioni alloggiative di emergenza; una raccolta di disponibilità di accoglienza da parte di singoli e famiglie, associazioni, gruppi di cittadini, comunità religiose, a livello regionale; l'organizzazione di un servizio di mediazione linguistica e culturale in lingua ucraina; il coordinamento con le istituzioni regionali e comunali piemontesi per l'accesso ai servizi e il coordinamento con le cappellanie ucraine di rito cattolico e bizantino di Torino per la raccolta di segnalazioni di cittadini ucraini in difficoltà.

Ucraina: card.Czerny, “siamo chiamati a far nostro il loro dolore”

10 Marzo 2022 - Città del Vaticano - "Che arrivino a #Lesbo dal Nordafrica o dalla Siria, o in Ungheria scappando dall'#Ucraina in guerra, i profughi sono il volto di Cristo sulla Croce. Siamo chiamati a far nostro il loro dolore". E' quanto ha scritto, questa mattina, in un tweet dall'Ungheria il cardinale Michael Czerny, prefetto 'ad interim' del Dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale, uno dei due porporati - l'altro e l'elemosiniere card. Konrad Krajewski - inviati dal Papa in Ucraina per portare il suo aiuto e la sua vicinanza alla popolazione in questi giorni sotto attacco russo.

Ucraina: la diocesi di Lucca accoglie i primi 32 profughi

10 Marzo 2022 -

Ucraina: le vittime, i profughi, l’Europa e i bei gesti che non bastano

10 Marzo 2022 - Roma - Prosegue tra gli stenti il tentativo di mettere in sicurezza i civili intrappolati nelle città ucraine sotto assedio. Gli accordi di cessate il fuoco dovrebbero coprire l’attivazione dei corridoi umanitari, ma le forze russe non hanno fermato i bombardamenti e molti hanno dovuto rinunciare a partire, bloccati in un’Ucraina, meridionale e orientale, in cui cominciano a mancare cibo, elettricità, medicinali, acqua. Il resto d’Europa aspetta queste persone e, nel frattempo, si prende cura dei due milioni di loro connazionali riusciti a varcare il confine. Mentre gli uomini rimangono a combattere, e anzi spesso rientrano in patria per contribuire alla resistenza, coloro che fuggono sono soprattutto donne e bambini: la metà dei profughi sono minori, per la maggior parte accompagnati dalla sola mamma. Per le madri in fuga da tutte le guerre e carestie del mondo, ha pregato Papa Francesco in occasione della Giornata internazionale della donna. In treno o in autobus, le ucraine e i loro figli raggiungono i Paesi confinanti, come la Polonia, in cui ha fatto ingresso oltre un milione di persone, o la Moldavia, che, con circa 100.000 profughi su una popolazione di tre milioni e mezzo di persone, è in proporzione il Paese che accoglie di più. La popolazione locale offre aiuto e intanto trema, nella consapevolezza che l’Ucraina potrebbe non essere l’ultimo Paese a solleticare il delirio imperialista del governo russo. Tra mille immaginabili difficoltà, si improvvisano ricoveri e centri d’accoglienza, si cercano fondi, si organizza la distribuzione di beni primari, si pensa ad una sistemazione più stabile per i profughi, destinandovi strutture pubbliche o case private e velocizzando i trasferimenti verso altri Paesi d’Europa. Anche in Italia, dove il Ministero dell’interno annuncia che già oltre 17.000 ucraini si sono ricongiunti con i propri familiari. Ed è l’Italia a richiamare l’Europa all’unità: per voce del Presidente del Consiglio Mario Draghi, che a Bruxelles ha definito la coesione, nelle sanzioni come nell’accoglienza, la nostra più grande forza davanti alla crisi, e per voce del Sindaco di Firenze Dario Nardella, intervenuto al summit di Marsiglia della rete Eurocities, che presiede, per convocare una grande manifestazione delle città europee il prossimo 12 marzo. Dall’incontro sul Mediterraneo che ha appena ospitato e dalla Carta di valori e intenti cui ha dato il nome, Firenze ha ereditato una missione di costruttrice di dialogo e pace che intende onorare: il suo territorio ospita già alcune centinaia di profughi, mentre la Misericordia, coordinata dalla Diocesi locale e dalla Chiesa ucraina, raccoglie beni di prima necessità da consegnare agli sfollati di guerra, tra Leopoli e le zone di confine. In questa cornice, il corteo di sabato dovrà incarnare la reazione alla guerra delle città e dei cittadini europei, simbolicamente uniti in un’unica piazza che grida pace. Ci si sente coinvolti e ci si sforza di contribuire, ognuno come può: comprando alimenti a lunga conservazione e regalando coperte, mettendo a disposizione una stanza a casa propria, organizzando passaggi in auto al di là del confine. Sventolando una bandiera arcobaleno e supplicando tutti insieme che finisca questa follia. La guerra è una pazzia, ha scandito Papa Francesco all’Angelus di domenica. Mentre sale il numero dei morti: l’Alto Commissariato ONU per i diritti umani stima oltre 400 civili uccisi in appena dieci giorni di guerra. 27 bambini tra loro. Oltre 800 feriti. Più difficile da accertare e oggetto di disputa tra fazioni nemiche, il conteggio delle morti tra i soldati dei due schieramenti certamente raggiunge diverse migliaia di unità. A che scopo questa sofferenza? “La guerra è una pazzia”. Prima dell’irreparabile, c’è ancora forse spazio per un appello, dei popoli della Chiesa e dell’Europa, il più forte che si può: “Fermatevi, per favore”. (Livia Cefaloni)  

Ucraina: mons. Perego (Migrantes), “questa tragedia faccia cadere i muri, tutti”

10 Marzo 2022 - Milano- «Forse questa guerra che viviamo da dentro e non alla finestra, mediata da persone che lavorano nelle nostre case, frequentano le nostre chiese, vivono nelle nostre città ci aiuterà ad aprire la mente e il cuore all’accoglienza di tutti i profughi, a spingere l’Europa a fare uno scatto di umanità e solidarietà, a ribadire il nostro “ripudio per la guerra” e a far cadere “i muri dentro e i muri fuori” (Gaber), che non ci aiutano a leggere la storia dalla parte degli ultimi e a deciderci per “una scelta preferenziale per i poveri”». Lo scrive mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes in un editoriale che Famiglia Cristiana pubblica nel numero in edicola da oggi. «L’esodo», osserva monsignor Perego, «riguarda un grande Paese di 44 milioni di persone e potrà raggiungere e superare i 5 milioni di profughi che si aggiungono agli oltre 5 milioni di immigrati ucraini nel mondo. Abbiamo la guerra fuori casa, ai confini dell’Europa, e i profughi in casa: in Romania, in Polonia, in Ungheria e ora anche in Italia. E attraverso soprattutto il dolore delle migliaia di cosiddette “badanti”, che assistono i nostri bambini e i nostri anziani in casa, la parte più significativa degli oltre 250 mila ucraini presenti nelle nostre città e paesi, stiamo condividendo una guerra, la preghiera per la pace, il dolore per i morti, la preoccupazione per i familiari e stiamo accorgendoci, in Europa, che tutti i rifugiati e profughi hanno la stessa storia e chiedono a noi lo stesso dolore, la stessa preoccupazione, la stessa accoglienza». «Dalle nostre città è salito subito il grido: accogliamoli», puntualizza ancora monsignor Perego. «Abbiamo visto persone partire per l’Ucraina per accompagnare i familiari delle “badanti” che assistevano la propria madre anziana; abbiamo ammirato la solidarietà che è cresciuta attorno alle 150 comunità ucraine di rito greco-cattolico, assistite da oltre 60 sacerdoti, in collaborazione con Migrantes: cibo, medicinali, generi per i bambini hanno riempito camion e tir che sono partiti per Leopoli. Le Caritas si sono attivate per raccogliere la disponibilità di appartamenti e per ampliare le accoglienze diffuse nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e nel Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), in coordinamento con le prefetture, per costruire un filo diretto con le Caritas ucraine e la Caritas internazionale». Tutto questo, conclude monsignor Perego, deve «aiutare ad aprire menti e cuori all’accoglienza dei profughi. Tutti»

Ucraina: l’onda lunga dei profughi

10 Marzo 2022 -

Bruxelles - Il flusso di profughi dall’Ucraina appare inarrestabile. In un solo giorno ieri sono arrivate 143.959 persone nei Paesi confinanti, ha affermato l’Alto Commissariato Onu, portando il totale a 2.155.271 rifugiati in meno di due settimane. Per Unicef sono 1 milione i bambini in fuga. Oltre la metà dei profughi si trovano in Polonia, che ne accoglie al momento 1,29 milioni, altri 441.000 sono ripartiti tra Ungheria, Slovacchia, Romania, 235.000 in altri Stati Ue (il resto in Moldavia, Bielorussia e Russia). Una crisi senza precedenti dal Dopoguerra, basti dire che in quella del 2015-16, sin qui considerata epocale, arrivarono 2,5 milioni nel giro di due anni. L’Alto commissariato prevede che si arriverà ad almeno 4 milioni, l’Ue parla di 7 milioni. «L’Unione – ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell – sosterrà e proteggerà quanti fuggono dall’aggressione russa, a prescindere dalla loro nazionalità e provenienza. L’Ue mobiliterà anche tutti i suoi strumenti per aiutare i Paesi che li ospitano». La questione approda oggi al Consiglio Europeo informale che riunisce i leader a Versailles. L’Ue si è mossa con inusitata rapidità. Quello che più salta agli occhi è l’approvazione in tempo record, la scorsa settimana all’unanimità, dell’attivazione della direttiva sulla protezione temporanea del 2001, per la prima volta in assoluto. Gli ucraini, che non hanno bisogno di visto e possono circolare nell’Ue per 90 giorni, potranno poi restare fino a un massimo di tre anni nel Paese Ue dove si sono recati, senza dover chiedere asilo e avendo accesso a mercato del lavoro, istruzione e servizi. Un capitolo a sé sono i cittadini terzi in fuga dalla guerra (secondo l’Oim sono 109.000 quelli giunti nei Paesi confinanti, tra cui molti studenti dall’Africa e dall’Asia). Per i non ucraini residenti di lunga data in Ucraina, i vari Stati Ue potranno applicare o la direttiva Ue o le norme nazionali (compromesso indispensabile per ottenere il via libera dei Paesi dell’Est). Gli altri vengono rimpatriati, a meno che non siano bisognosi di protezione, o gli Stati membri decidano di ospitarli comunque. Ieri comunque la Commissione Europea ha lanciato una pagina Web destinata a chi fugge dall’Ucraina, con informazioni su come attraversare la frontiera, i propri i diritti e gli spostamenti dentro l’Ue. Non si parla, per ora, di ridistribuzione, semmai sono gli ucraini a «ridistribuirsi » da sé grazie alla possibilità di circolare liberamente nell’Ue. La questione potrebbe però porsi a breve, vista le gigantesche dimensioni dell’esodo. Già attiva è una «piattaforma di solidarietà», coordinata dalla Commissione, in cui ogni Stato membro Ue può indicare la propria disponibilità di posti. Un’idea che circola a Bruxelles è un meccanismo di solidarietà volontario, nel caso i numeri diventino ingestibili per i Paesi di frontiera: alcuni rifugiati sarebbero trasferiti in altri Stati membri Ue. Per ora, però, nessuno degli Stati più esposti lo ha richiesto. Complessivamente, la Commissione ha stanziato 500 milioni di euro, di cui 85 milioni destinati all’Ucraina, 5 milioni alla Moldavia, per fornire cibo, acqua, assistenza sanitaria, rifugi. Altri 330 milioni di questo fondo saranno usati per un pacchetto per assistenza diretta ai profughi sia in Ucraina, sia nell’Ue, con attenzione soprattutto a bambini e anziani. Bruxelles ha inoltre attivato il Meccanismo di protezione civile Ue, con l’invio in Ucraina di veicoli, kit medici, tende, coperte, sacchi a pelo, Anche la Polonia ne ha chiesto l’intervento, chiedendo soprattutto farmaci e prodotti medicali. Ventisei Stati Ue, tra cui l’Italia, stanno contribuendo. Si è attivata anche Frontex, l’agenzia delle frontiere esterne, che ha inviato 200 suoi funzionari per aiutare ad accelerare le procedure di accoglienza al confine ucraino. La Commissione ha inoltre proposto un’«Azione di coesione per i profughi in Europa » (Care), una normativa che consentirebbe maggior flessibilità nel finanziamento di numerose misure a sostegno dei profughi. Altri 10 miliardi di euro potranno esser prelevati da React-EU, creato per contribuire alla risposta alla crisi pandemica. (Giovanni Maria Del Re)

Piccola speranza tra gli orrori: le bombe non fermano la carità

10 Marzo 2022 -

Milano - Domenica scorsa al termine dell’Angelus Papa Francesco ha reso noto di aver inviato in Ucraina due cardinali: l’elemosiniere Konrad Krajewski e Michael Czerny, prefetto ad interim del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Il primo è entrato in Ucraina dalla frontiera polacca, mentre il secondo lo ha fatto dall’Ungheria, dove ha tenuto incontri istituzionali e ha visitato le strutture di accoglienza dei rifugiati. Il Pontefice aveva sottolineato che «la presenza di due cardinali lì, sul posto, non rappresenta solo la presenza del Papa, ma simbolizza la presenza di tutto il popolo cristiano che vuole stare vicino e dire: “La guerra è una follia! Fermatevi, per favore! Guardate, quanta crudeltà!”». L’elemosiniere pontificio ha raccontato ai media vaticani lo sforzo imponente messo in campo, dalla sicurezza relativa di Leopoli, per raggiungere anche chi è ancora sotto le traiettorie dei missili e fatica o è impedito a imbarcarsi nella fuga tra le sponde di corridoi umanitari troppo fragili. «Io – ha riferito – mi trovo nei dintorni di Leopoli, per motivi di sicurezza non diciamo dove. Qui arrivano soprattutto i grandi aiuti dalla comunità europea attraverso la Polonia. Tutto viene scaricato in grandi depositi e da qui poi partono i tir per Kiev, per Odessa, verso il sud nel Paese». La «bella notizia», dice con soddisfazione il cardinale Krajewski, «è che tutti questi aiuti arrivano ancora a destinazione, nonostante i bombardamenti». Glielo hanno confermato i vescovi di Kiev, di Odessa, di Karkhiv, lo stesso nunzio apostolico, con i quali è in contatto. Ed è su questo aspetto in particolare, sottolinea il porporato, che è intervenuto in modo pratico il sostegno del Papa: «Qui hanno difficoltà a reperire il gasolio e dunque, attraverso l’Elemosineria, il Santo Padre ha pagato molti viaggi di tir, dei grandi camion che portano gli aiuti umanitari all’interno dell’Ucraina». «Sappiamo che la fede – ha poi confidato – riesce a spostare le montagne, così leggiamo nel Vangelo, e ne siamo sicuri. Penso che riusciremo a fermare questa guerra proprio con la nostra preghiera, con la nostra fede».

Martedì Krajewski ha incontrato l’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, e il metropolita di Leopoli dei latini Mieczyslaw Mokrzycki. I tre, riferisce il segretariato romano di Shevchuk, hanno potuto anche parlare direttamente con Papa Francesco. Durante la telefonata, Krajewski ha raccontato al Pontefice le prime impressioni della visita, e in particolare quello che ha visto sul territorio polacco, da dove è entrato in Ucraina. Il Papa è stato inoltre aggiornato sul programma della visita del suo inviato in Ucraina, precedentemente discusso dai partecipanti all’incontro. Krajewski non ha una data di fine missione, perché il Pontefice gli ha dato istruzioni di rimanere in Ucraina il tempo necessario per fornire sostegno al popolo ucraino a nome della Sede Apostolica. Shevchuk ha commentato che «il Papa vuole essere presente di persona attraverso il suo inviato. È questo lo scopo della sua visita». Oggi comunque, è prevista la visita ai centri di assistenza sociale della Chiesa greco-cattolica ucraina, e la partecipazione ad una preghiera congiunta con i rappresentanti del Consiglio pan-ucraino delle Chiese e delle Organizzazioni religiose. Secondo Krajewski, i profughi sono grati alla comunità europea per gli aiuti e le preghiere. È stata la stazione di Keleti, punto di partenza per i viaggi internazionali, la prima tappa del viaggio in Ungheria del cardinale Czerny. Da lì ogni giorno da settimane scendono dai treni circa 2500 persone, assistite da Caritas e Ordine di Malta. Nel pomeriggio di martedì la visita del porporato gesuita al centro accoglienza di Sant’Egidio nella chiesa di San Pietro Canisio. Nello scalo di Keleti, riferisce VaticanNews, Czerny ha incontrato anche un gruppo di giovani di colore. Ieri poi ha visto il vice premier ungherese, Zsolt Semjén, che ha ribadito la disponibilità del governo ad accogliere i profughi 'senza limiti'. Quindi ha attraversato la frontiera ucraina, direzione Beregove, villaggio della Transcarpazia, per incontrare un gruppo di profughi assistiti dalla locale chiesa greco cattolica. (Gianni Cardinale - Avvenire)

Mci Olanda: raccolta fonfi in aiuto dei rifugiati dell’Ucraina

9 Marzo 2022 - Roma - La Missione Cattolica Italiana in Olanda  aderisce alla raccolta fondi Vastenactie avviata delle diocesi olandesi per dare un aiuto concreto per i rifugiati dell'Ucraina. Attraverso l'European Catholic Charity Network, Vastenactie aiuta ad accogliere l'enorme flusso di profughi, in Ucraina e nei paesi limitrofi. Sono stati allestiti rifugi in vari luoghi dove possono recarsi i profughi. Le organizzazioni di beneficenza forniscono servizi di base come acqua pulita, cibo, vestiti e riparo. Le organizzazioni cattoliche come questa hanno legami diretti con la Chiesa locale. Donare a queste organizzazioni significa - spiegano alla Mci - dare aiuto direttamente al popolo ucraino. Domenica prossima, 13 marzo, durante le Sante Messe  tutte le offerte verranno devolute in questa raccolta.

Ucraina: dalla Cattedrale degli ucraini di Roma la preghuiera del Rosario su Tv2000

9 Marzo 2022 -

Roma - Sarà la Chiesa Cattedrale dei Santi Martiri Sergio e Bacco a Roma ad ospitare questa sera alle 20.50 la recita del Rosario trasmessa da Tv2000, da radio InBlu2000 e su Facebook, nell’ambito dell’iniziativa «prega per noi». Al centro, l’invocazione della pace per l’Ucraina.Per questo il Rosario sarà recitato in questo luogo di culto cattolico di rito bizantino-ucraino nel centro storico di Roma, nel rione Monti, in piazza Madonna dei Monti.Dal 2019 è Cattedrale dell’esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. A presiedere la preghiera mariana sarà il vescovo Dionisio Lachovicz, dal 2019 esarca apostolico in Italia.