16 Luglio 2020 - Ancora un campo. Ancora parabole. Gesù insiste con le analogie perché il Regno di Dio possa essere annunciato a tutti, anche a chi guardando non vede e udendo non ascolta e non comprende … La zizzania nel campo, il granello di senape, il lievito nella farina. Una volta ‘in casa’ i discepoli si affettano a chiedere di spiegare loro la parabola della ‘zizzania nel campo’. La risposta di Gesù riprende quanto insegna il libro della Sapienza (prima lettura) che mette in guardia da ogni allarmismo e ci chiede di vigilare attentamente sul rischio che la paura ci contamini con una fretta pericolosa: “Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza”. Il Signore ha, certo, a cuore la fecondità del campo in cui semina la Parola e la sua presenza, non esercita un potere impaurito e continua a dare fiducia. Le parabole costruiscono un messaggio ma ‘smontano’ anche qualcosa. Non ci sfugga quel sospetto ‘zizzanioso’ dei servi: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?” Domanda impertinente, di quelle che rivelano come può essere contaminato il cuore dell’uomo: fino a pensare male di Dio e dell’ opera Sua. L’opera del male è proprio il rovesciamento, l’alterazione del reale: fare il male e attribuirlo alla ‘presunta’ potenza di Dio. “Un nemico ha fatto questo”, risponde Gesù. È zizzania il bene screditato come buonismo, è zizzania l’accoglienza denigrata come opportunismo. Crescono insieme. Occorre attendere la mietitura; è lì che “i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro”
P. Gaetano Saracino

