Tag: Immigrati e rifugiati

Card. Zuppi: flussi migratori, bisogno di più solidarietà europea

28 Settembre 2022 - Roma - "L’Europa è una straordinaria possibilità. Abbiamo bisogno di più Europa, di un’Europa che funzioni di più. Per esempio per ciò che riguarda i flussi immigratori. L’Europa qui non ha funzionato, ha lasciato sola l’Italia in questo campo e perciò c’è bisogno di più solidarietà europea". Lo ha detto il card. matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano "Avvenire" .

Treviso: oggi il report ‘Presenze necessarie’ sui cittadini stranieri in provincia

28 Settembre 2022 - Treviso - Verrà presentato nella serata di oggi, 28 settembre, 'Presenze necessarie. 18° report sui cittadini stranieri in provincia di Treviso'. La ricerca sarà illustrata dagli estensori della ricerca e dagli enti promotori nel corso di un incontro (ore 20.30, sala auditorium della scuola media Stefanini di Treviso) organizzato da Caritas Tarvisina, Cisl Belluno-Treviso, Cooperativa La esse scs, Una casa per l' uomo - società cooperativa sociale, Ufficio pastorale diocesano Migrazioni-Migrantes Treviso. Interverranno Giorgio Santini, presidente dell' Associazione veneta per lo sviluppo sostenibile (Asvess), Marco Berdusco della coop. Una casa per l' uomo e redattore del report, Laura Mulas di Veneto Lavoro e redattrice del report, don Bruno Baratto, direttore di Migrantes Treviso, membro del comitato promotore e redattore del report. Previsti il dibattito in sala e il collegamento streaming (su 2022.festivalsvilupposostenibile.it ). 'Il report - si legge in una nota - è strumento riconosciuto a livello locale (l' unico in Provincia) circa l' aggiornamento annuale sulla presenza di cittadini stranieri. Si compone di varie parti: demografia, inserimento scolastico, acquisizione di cittadinanza, dinamiche occupazionali, richiedenti asilo e rifugiati. I promotori contribuiscono con un commento proprio che indichi gli appelli emergenti dal territorio su tali tematiche'. 'Le finalità', viene sottolineato, sono quelli di 'rendere consapevole il pubblico delle dimensioni reali del fenomeno e articolarne alcune dinamiche a livello territoriale, situandole nel contesto attuale' oltre a 'contestualizzare la realtà della migrazione, anche a livello locale, nel più ampio quadro di uno sviluppo sostenibile'.

Naufragio in Siria: il bilancio si aggrava

25 Settembre 2022 -

Roma - Continua a salire il bilancio del naufragio di un’imbarcazione di migranti partita dal porto di Minyeh, nel nord del Libano, e affondata al largo della città di Tartus, in Siria. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dalla televisione di Stato siriana sono 89 i corpi senza vita recuperati dai soccorritori. A bordo viaggiavano tra le 120 e le 150 persone, 14 delle quali soltanto sono attualmente ricoverate in ospedali siriani. C’erano soprattutto cittadini libanesi, siriani e palestinesi, compresi anziani e bambini. E proprio sul bilancio dei bimbi morti nel naufragio è stata Unicef a diramare una nota: «Abbiamo ricevuto delle prime informazioni secondo cui 10 bambini sono tra coloro che hanno perso la vita. Anche un’altra barca che trasportava 55 migranti è affondata al largo delle coste della Grecia: 3 bimbi risultano scomparsi. È un’ecatombe».

Naufragio al largo della Siria: 34 morti

23 Settembre 2022 - Roma - Un’altra tragedia in mare. L’ennesima, dimenticata da chi preferisce guardare altrove. Un gommone con più di 100 migranti è affondato di fronte alle coste siriane. Le autorità hanno recuperato i corpi di 34 persone annegate al largo della città di Tartus. «Il numero di persone trovate annegate è salito a 34 e 20 persone stanno ricevendo cure all’ospedale» ha riferito ieri sera l’agenzia governativa siriana Sana. Il ritrovamento è avvenuto nei pressi della città costiera mediterranea, a poche decine di chilometri dal confine con il Libano. Da 72 ore, secondo i media libanesi, erano dati per dispersi più di 50 migranti.

Viminale: da inizio anno sbarcate 68.686 persone migranti sulle nostre coste

22 Settembre 2022 -
Roma - Sono 68.686 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno, secondo i dati del Ministero degli Interni aggiornati a questa mattina. Di questi 14.343 sono di nazionalità tunisina (21%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (13.230, 19%), Bangladesh (10.213, 15%), Afghanistan (5.320, 8%), Siria (4.328, 6%), Costa d’Avorio (2.149, 3%), Eritrea (1.662, 3%), Guinea (1.596, 2%), Iran (1.513, 2%), Pakistan (1.493, 2%) a cui si aggiungono 12.839 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Ucraina: Migrantes Vittorio Veneto, questa sera a Conegliano incontro con padre Hren sulla guerra e la conseguente migrazione

22 Settembre 2022 - Vittorio Veneto - Si svolgerà questa sera alle 20.30 nella sala verde della Casa Toniolo a Conegliano, l’incontro con padre Teodosio Roman Hren, vicario generale dell’esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. Sarà l’occasione per dialogare sulla guerra in Ucraina e sul conseguente fenomeno migratorio, che ha coinvolto non solo i Paesi confinanti ma anche diversi Paesi europei, compresa l’Italia. L’appuntamento è organizzato dall’Ufficio Migrantes della diocesi. Lo scopo primario dell’Ufficio e anche dell’incontro di questa sera – ci dice il direttore Migrantes don Mirko Dalla Torre – è quello di avvicinare gli immigrati cattolici per aiutarli a vivere e praticare la loro fede e favorire l'accoglienza e l'integrazione di tutti gli immigrati che sono presenti nel nostro territorio. Vogliamo continuare ad essere vicini ai gruppi di immigrati cattolici già costituiti, in questo caso agli immigrati ucraini, ma anche offrire delle opportunità di confronto per comprendere il fenomeno migratorio ai nostri giorni. Ci auguriamo che l’incontro possa essere utile anche per questo fine”. La chiesa ucraina di rito bizantino conta nel nostro Paese circa 161 comunità, con 150 mila fedeli e una settantina di sacerdoti. Dallo scoppio della guerra, essa è attivissima a vario livello, soprattutto umanitario e spirituale, per portare soccorso ai profughi ucraini arrivati in Italia. Nella diocesi di Vittorio Veneto  il referente per la comunità ucraina è don Yuriy Khodan, che celebra l’eucaristia secondo il rito bizantino la prima, seconda e terza domenica e il secondo e quarto sabato del mese, alle 14, presso la Cappella della Consolata, a Vittorio Veneto.

Elezioni: Tavolo Asilo e immigrazione, sette proposte ai partiti per “misure urgenti e necessarie”

21 Settembre 2022 - Roma - Sette proposte ai partiti riguardo alle politiche sull’immigrazione e il diritto d’asilo per “misure urgenti e necessarie” da attuare nella prossima legislatura sono contenute in un Documento proposte Tavolo Asilo e Immigrazione elezioni 25 settembre 2022 stilato dal Tavolo Asilo e immigrazione, la principale coalizione nazionale che riunisce le organizzazioni del Terzo settore impegnate in quest’ambito in Italia. “Le politiche sull’immigrazione e il diritto d’asilo sono state, almeno negli ultimi venti anni, frutto di numerosi interventi, volti quasi tutti a ridurre lo spazio dei diritti delle persone di origine straniera – osservano –. Questa tendenza, con poche eccezioni, ha accentuato la condizione di precarietà degli stranieri e la loro riscattabilità, fino a determinare pesanti forme di discriminazione. Dal 2011 ad oggi il discorso pubblico sull’immigrazione si è sempre più polarizzato, sviluppandosi principalmente intorno al binomio ‘migrazione-sicurezza’ e adottando un approccio emergenziale anziché strutturale, progressivamente concentrato sull’accesso al diritto d’asilo e sull’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati”. Sette i temi in cui si articola il documento: Rapporto tra persone straniere e pubblica amministrazione; Canali di ingresso legali e presenza regolare sul territorio; Cittadinanza e diritto di voto; Accesso alla procedura di protezione internazionale e gestione delle frontiere esterne e interne all’Unione europea; Riforma del sistema di accoglienza; Detenzione amministrativa ed espulsione; Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali. Fanno parte del Tavolo Asilo e immigrazione: A Buon Diritto, Acat Italia, Acli, ActionAid, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cies, Cgil, Cnca, Comunità Papa Giovanni XXIII, CoNNgi, Emergency, Europasilo, Focus Casa dei diritti sociali, Medici del mondo Italia, Movimento Italiani senza cittadinanza, Medici senza frontiere, Oxfam, Refugees Welcome Italia, Senzaconfine, Simm, Uil, Unire.  

Ecco i dimenticati del Mediterraneo

21 Settembre 2022 -

Milano - Mentre è ancora aperta la ferita per la morte di tre bambini per sete e fame in attesa dei soccorsi in mare, non si fermano gli allarmi che arrivano dal Mediterraneo. Dalla rotta centrale, quella che unisce il Nord Africa – da Libia e Tunisia – all’Italia ma anche quella orientale, fra Grecia e Turchia. «Settanta vite a rischio vicino alla Libia» lancia l’sos Alarm Phone, contattato dal parente di uno dei migranti a bordo. Secondo le prime informazioni la barca partita da Sabrata la scorsa notte si sarebbe capovolta ieri mattina. Altre 53 persone (tra cui 5 bambini) hanno bisogno di aiuto in zona Sar di Creta e sono ancora in attesa di soccorso. L’ultimo contatto era avvenuto lunedì pomeriggio.

Il racconto dei naufraghi sbarcati a Pozzallo che hanno visto morire di fame e sete sei persone (fra cui 3 bambini) in attesa dei soccorsi lo scorso 12 settembre è drammatico. Sono partiti dalla Turchia il 28 agosto e sono rimasti in balia delle onde per 15 giorni a causa di un guasto al motore. Sono morti tre bambini, tra cui un undicenne in viaggio senza genitori, e tre adulti. «A bordo con noi c’era un signore con due bambini molto piccoli, che erano sul punto di morire per la fame. Così ho offerto loro il mio cibo per farli rimanere in vita» ha raccontato uno dei superstiti al team di Medici Senza Frontiere che ha fornito in questi giorni supporto psicologico. «Nonostante il cibo, i bambini non ce l’hanno fatta». «Per la disperazione abbiamo iniziato a bere acqua di mare, provando a filtrarla con i vestiti – racconta un ragazzo siriano sopravissuto – Ero consapevole che sarei potuto morire bevendo quell’acqua, ma non avevamo altra scelta». Non si è salvata Nour, invece, una signora anziana che soffriva di ipertensione. La terapia non ha fatto effetto o probabilmente non è riuscita a deglutire le sue medicine. Il suo aspetto ha iniziato a cambiare lentamente, finché non è morta.

«Dopo tre o quattro ore i corpi delle persone che non ce l’hanno fatta iniziavano a emanare un cattivo odore a causa del sole e del caldo. Abbiamo pregato, abbiamo lavato i loro corpi con l’acqua di mare, cercando di coprirli con quello che avevamo per seguire la tradizione e li abbiamo lasciati andare in mare» racconta un sopravvissuto.

«Dall’inizio di quest’anno, oltre 1.000 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo e più di 15.000 persone sono state intercettate e respinte arbitrariamente in Libia, anche se probabilmente i numeri sono molto più alti – spiegano dalla Ong Medici senza frontiere – Questa non è solo l’ennesima tragedia che si consuma alle porte dell’Europa ma è la conseguenza concreta di decisioni politiche europee che proteggono i confini piuttosto che gli esseri umani».

Si chiamava invece Wegihu e aveva 20 anni, il giovane eritreo trovato morto tre giorni fa nella barca con 59 migranti soccorsa dalla nave Open Arms Uno. Alcuni dei migranti hanno raccontato come nel momento in cui stavano per salire a bordo, in Libia il trafficante ha colpito il ventenne così violentemente che ha perso la vita e ha costretto gli altri a portare con loro il suo corpo. Sono in tutto 402 in attesa di un porto sicuro, mentre i 398 sulla Humanity 1 sono stati assegnati a Taranto. «Al gioioso sollievo – spiega la ong Sos Humanity – è seguita la delusione: 42 ore di viaggio tra la posizione della nave al momento della conferma e il porto di Taranto. La situazione è precaria, le scorte di acqua e cibo sono state pesantemente razionate e il tempo dovrebbe peggiorare di nuovo ». Fra le persone a bordo ci sono 55 minori di età inferiore ai 13 anni e, complessivamente, 110 minori non accompagnati.

«Open Arms ha trovato un cadavere su una barca con 59 persone a bordo. I migranti hanno raccontato che il loro compagno è stato ucciso di botte dai trafficanti sulla spiaggia. I racconti degli orrori della Libia continuano da anni, in un silenzio generale che fa sempre più rumore» accusa Flavio Di Giacomo, portavoce Mediterraneo di Oim. (Daniela Fassini - Avvenire)

Viminale: 68.300 persone migranti sbarcate sulle nostre coste nel 2022

20 Settembre 2022 -
Roma - Sono 68.300 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Il dato, del Viminale, è aggiornato alle 8 di questa mattina e pubblicato sul "cruscotto" del sito del Ministero dell'Interno. Di questi 14.320 sono di nazionalità tunisina (21%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (13.227, 20%), Bangladesh (10.213, 15%), Afghanistan (5.320, 8%), Siria (4.328, 6%), Costa d’Avorio (2.149, 3%), Eritrea (1.662, 3%), Guinea (1.596, 2%), Iran (1.513, 2%), Pakistan (1.493, 2%) a cui si aggiungono 12.479 persone (18%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 7.486 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a ieri, 19 settembre.

Migranti, in 800 sulle navi umanitarie, ancora senza posto

20 Settembre 2022 - Milano - C’è sempre più tensione e disperazione a bordo della nave Ong Humanity 1, con a bordo 398 persone e in ancora in attesa di un porto sicuro da ormai due settimane. Domenica un naufrago si è buttato giù dalla nave in preda alla disperazione mentre le famiglie di tre bambini venivano evacuate per ragioni mediche dalle autorità italiane. «L’acqua potabile finirà entro la metà della settimana e anche le scorte di cibo», dicono dal team, spiegando che «i 55 bambini sotto i 13 anni e i 110 minori non accompagnati stanno soffrendo particolarmente », mentre «le malattie infettive continuano a diffondersi». Il naufrago più giovane ha appena undici mesi. La nave umanitaria ha cercato riparo dal maltempo al largo delle coste siciliane e sono già 18 le richieste inoltrate alle autorità competenti rimaste tutte sinora senza esito. «La legge dice che ogni bambino che cerca protezione deve essere curato – spiega Pietro, volontario di Sos Humanity adesso a bordo della nave –. I minori non accompagnati sono più a rischio e, quindi, necessitano di maggiori cure e protezione rispetto agli adulti». Molti dei bambini a bordo soffrono di febbre, diarrea e stanchezza. Anche l’equipaggio è allo stremo delle forze. «Una nave di soccorso può fornire solo aiuti di emergenza e non è progettata per prendersi cura adeguatamente di circa 400 persone per un lungo periodo di tempo – aggiunge il capo delle operazioni navali di Sos Humanity, Till Rummenhohl –. Non solo stiamo finendo l’acqua dolce, che è già razionata da giorni, ma le malattie infettive dilaganti ora si stanno diffondendo anche tra l’equipaggio. È irresponsabile che non otteniamo un porto immediatamente ». Sono trascorse quasi due settimane dal primo salvataggio dell’equipaggio dell’Humanity 1 e sei giorni dall’ultimo. Sedici persone sono state evacuate per motivi di salute lo scorso fine settimana. Altri 402 sono ancora a bordo dell’altra nave umanitaria, la Open Arms che anche ieri ha effettuato l’ennesimo soccorso nel Mediterraneo centrale. Ha salvato in acque internazionali un barchino in difficoltà con 30 migranti. A bordo della nave umanitaria ci sono adesso oltre 400 persone e il cadavere di un migrante recuperato nei giorni scorsi quando il team ha tratto in salvo 59 naufraghi, tra cui 6 bimbi, da una piattaforma petrolifera. Domenica mattina all’alba l’ennesima operazione: in 294 sono stati soccorsi dopo essere rimasti quattro giorni alla deriva. Tra loro anche 49 donne e 60 bambini. «Per due giorni sono rimasti senz’acqua chiedendo aiuto» racconta Oscar Camps, fondatore della Ong spagnola. Diversi i casi di disidratazione. «Ancora un giorno e sarebbero morti». Domenica scorsa altre 250 persone sono state soccorse dalla guardia costiera su un peschereccio in difficoltà al largo di Portopalo, nel Siracusano. Due mercantili coinvolti, prima la Arianna, maltese, che poi ha lasciato la scena alla Msc Lauren, una grande portacontanier di bandiera panamense che ha fatto da scudo protettivo limitando onde e vento, per il salvataggio. Una operazione complessa: quattro ore in cui si è operato in condizioni meteo marine proibitive. Nella settimana che si è appena conclusa, sono in tutto 1.062 i migranti partiti dalle coste libiche per raggiungere l’Europa (16.506 da inizio anno mentre erano 32mila un anno fa). Secondo gli ultimi dati aggiornato dall’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, sono in tutto 662 i migranti morti da gennaio ad oggi lungo la rotta centrale del Mediterraneo (tra Libia e Italia) ma ce ne sono altri 891 che risultano dispersi. (D. Fas. - Avvenire)