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Nell’istituto con 12 nazionalità:”Lo Ius scholae? È già realtà”

16 Settembre 2022 - Torino - Dirige una scuola con 2.200 studenti che è un caleidoscopio di colori e culture, con giovani di 12 nazionalità diverse (dall’Est Europa al Sud America, dall’Asia all’Africa) alle quali, negli ultimi tempi, si sono aggiunti anche ragazzi ucraini in fuga dalla guerra. Parole come «accoglienza» e «inclusione » sono, perciò, pratica quotidiana all’Istituto superiore “Curie-Vittorini” di Grugliasco, paesone della cintura torinese, dove oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, inaugureranno ufficialmente il nuovo anno scolastico. «Siamo orgogliosi che la scelta sia caduta su di noi anche se non crediamo di essere migliori di altri istituti che cercano di essere accoglienti e aperti al territorio », si schernisce il dirigente scolastico, Gian Michele Cavallo, che farà gli onori di casa, non nascondendo, comunque, l’orgoglio di rappresentare, anche se soltanto per un pomeriggio, «tutte le scuole d’Italia». Nelle aule del “Curie-Vittorini” - dove studiano sia i liceali che gli alunni dell’istruzione tecnica - la tradizione dell’accoglienza e dell’attenzione ai più bisognosi ha radici lontane nel tempo e rimanda agli anni in cui gli studenti collaborarono per la costruzione di alcuni pozzi per la raccolta dell’acqua in Burkina Faso. Da questo progetto, interrotto dalle guerre che, nel frattempo, hanno interessato quella martoriata regione africana, sono nate altre iniziative che hanno portato l’istituto ad aprirsi sempre di più al mondo, incrementando il numero di iscritti. A Grugliasco, insomma, lo “Ius scholae” non è più da tempo tema di dibattito ma realtà consolidata e percepita come assolutamente normale dai ragazzi. «Il nostro compito è formare buoni cittadini al di là della nazionalità – sottolinea il preside Cavallo –. I ragazzi vivono tutto questo con grande naturalezza e spontaneità». Anche questo dirà, dunque, oggi il preside al Capo dello Stato, che interverrà a conclusione dell’evento “Tutti a scuola”, giunto alla XXII edizione, incentrato proprio sui temi dell’accoglienza e dell’inclusione. Alla cerimonia torinese parteciperanno delegazioni di studenti provenienti da tutta Italia. Fra gli ospiti ci saranno, ad esempio, le bambine e i bambini dell’Istituto “Ferrajolo-Siani” di Acerra, in provincia di Napoli, con la loro sfilata di moda e il progetto fatto di abiti ricavati dalle mascherine anti-Covid, un modo per simboleggiare la ripartenza dopo l’emergenza. Sarà presente sul palco anche la scuola “C. Aurispa” di Noto, nel Siracusano, con la coreografia “Il mondo che vorrei”, dedicata alla sostenibilità ambientale. Le ragazze e i ragazzi dell’Istituto comprensivo “Rapallo-Zoagli” di Rapallo, in provincia di Genova presenteranno una bicicletta libreria “pop up”, pensata per diffondere la lettura, con la possibilità di prendere gratuitamente libri, donarli e ascoltare audiolibri realizzati dagli stessi studenti. “Battiti di donna” è invece il lavoro che presenteranno gli studenti dell’Istituto “Ciampoli-Spaventa” di Atessa, in provincia di Chieti, un progetto sul contrasto alla violenza contro le donne che ripercorre la storia della figura femminile, dai tempi di Dante ad oggi. “I nostri cento passi” è il brano dedicato a Peppino Impastato degli studenti dell’Istituto comprensivo “Garibaldi” di Realmonte, nell’Agrigentino. Da Alicudi, in provincia di Messina, Teresa Maria Perre, insegnante in pensione e Mirella Fanti, dirigente scolastica, racconteranno la storia della scuola più piccola d’Europa. Da Piacenza arriva il mouse speciale realizzato da un docente per il suo alunno con disabilità. E ancora, ci sarà la testimonianza di Riky, Riccardo Massimini, uno studente con disabilità la cui storia sarà raccontata anche dall’insegnante Davide Toffoli che lo ha aiutato nella carriera scolastica. Seguirà il racconto delle studentesse e degli studenti di Torino, piloti per due settimane in volo con l’Aeronautica Militare. In scaletta anche il lancio del cartoon firmato Rai Ragazzi tratto dalla storia del racconto afghano nel libro “Nel mare ci sono i coccodrilli”, con la presenza, sul palco, del protagonista. Saranno poi raccontate le storie di alcune studentesse e alcuni studenti ucraini accolti nelle scuole piemontesi. (Paolo Ferrario - Avvenire)    

Immigrazione e intercultura: diocesi di Bergamo in campo

14 Settembre 2022 -

Bergamo - Il nome è evocativo, scava nell’etimologia greca e porta in sé l’essenza del progetto: Fileo. E cioè amore dell’amicizia e della fraternità, la passione per una missione strettamente cucita con le sfide del presente. Fileo, il centro di studi e formazione sull’intercultura promosso da diocesi di Bergamo, Ufficio per la Pastorale dei migranti (Migrantes,ndr), Caritas Bergamasca, Centro missionario diocesano e Fondazione Adriano Bernareggi, spalanca ulteriormente le porte ai cittadini con un fine settimana di incontri all’Abbazia di San Paolo d’Argon – la sua sede, un incantevole complesso edificato a partire dal 1079 – e con l’inaugurazione della «Biblioteca dell’intercultura». Venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 settembre le proposte di «InAbbazia» offriranno un importante ventaglio di iniziative dedicate alla formazione, alla creatività e alla socialità. Appuntamento centrale, sabato alle 10, l’inaugurazione di una biblioteca – intitolata a Fulvio Manara, pedagogista dell’Università di Bergamo scomparso nel 2016 – con oltre seimila volumi sui temi delle migrazioni, e la presentazione del progetto Fileo con il vescovo di Bergamo Francesco Beschi: un’importante occasione per condividere una riflessione sul tema del rapporto tra la Chiesa di Bergamo, le migrazioni e la mobilità umana.

Ieri la conferenza di presentazione del progetto e delle iniziative. «La Chiesa di Bergamo – ha sottolineato in apertura monsignor Giulio Dellavite, segretario generale della Curia diocesana – ha scelto di essere protagonista all’interno di questo movimento sociale ed ecclesiale». Fileo diventa così un luogo di formazione e di azione, di edificazione di competenze e di incontro tra realtà per la costruzione di progetti concreti attorno ai temi della mobilità umana e dell’integrazione interculturale, in raccordo tra enti pubblici e privati, associazioni e cittadini. «Bergamo è un territorio ricco di competenze, qui è possibile dar vita a ponti e connessioni – riflette don Sergio Gamberoni, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei migranti –. Dobbiamo cogliere le sfide e le opportunità di un mondo che cambia. Questo è un luogo in cui si offre formazione e si creano competenze per operare, in un contesto plurale. Ma non è solo teoria: Fileo è anche un luogo in cui vogliamo dare concretezza con incontri, laboratori, momenti di condivisione. Vorremmo che le comunità straniere si sentano a casa».

Per don Roberto Trussardi, direttore della Caritas Bergamasca, «qui la Chiesa di Bergamo ha fatto un investimento importante pensando al tema dell’intercultura e delle migrazioni. Vogliamo mettere a disposizione un ambiente così straordinario, con potenzialità altissime, per un tema bellissimo e delicato». «La nostra missione è fuori dai nostri confini, e per questo abbiamo a cuore il tema della cooperazione – ricorda don Massimo Rizzi, direttore del Centro missionario diocesano –. E proprio per questo vogliamo stare dentro anche a questo progetto, perché c’è un filo comune».

Alle spalle c’è un lavoro lungo e solido. Le proposte di questo fine settimana, spiega Francesco Bezzi, coordinatore della struttura, sono «un momento in cui raccontare Fileo e l’Abbazia, uno scrigno da scoprire passo dopo passo. Al centro c’è la riflessione del vescovo, sabato mattina, e l’inaugurazione della biblioteca, e nei tre giorni proponiamo molte attività, dai laboratori per bambini alle riflessioni su pedagogia e insegnamento, dalle visite guidate a momenti dedicati a musica e teatro». Il programma completo di «InAbbazia» è disponibile su www.abbaziasanpaolodargon. org. Altre settimane tematiche sono in programma già sino all’estate 2023: l’Abbazia benedettina, con i suoi meravigliosi chiostri e le sale affrescate, diventerà un luogo d’incontro per confrontarsi su inclusione e politiche d’integrazione, religione al servizio della fraternità, pregiudizi e discriminazione, i viaggi come via all’interculturalità, e ospiterà anche attività legate ai centri ricreativi estivi e agli oratori. (Luca Bonzanni)

Migrantes: il Mediterraneo torna ad essere una tomba

13 Settembre 2022 - Roma - Il Mediterraneo torna ad essere una tomba, un cimitero, questa volta di due bambini in fuga annegati, insieme a un giovane e a due adulti. Erano siriani e nessuno può negare che avevano diritto alla protezione internazionale. Non sappiamo ancora se esiste un legame familiare tra queste persone. Immagini drammatiche che chiedono un rinnovato impegno e non un blocco delle azioni di salvataggio in mare; chiedono un’azione congiunta tra le navi di soccorso delle ONG e le navi e gli aerei militari dei Paesi europei; chiedono un’azione europea in Libia per prevedere canali umanitari e legali per chi abbia diritto a una forma di protezione internazionale. Troppe parole si spendono mentre troppi morti si accumulano in fondo al mare. La Fondazione Migrantes auspica da subito un permesso di protezione internazionale per i 26 sopravvissuti; un rinnovato impegno politico e civile a favore di chi chiede e ha diritto a una protezione internazionale, perché questo diritto non finisca in fondo al mare, negato, con nuove vittime innocenti. Una democrazia non può accettare che diritti fondamentali, come il diritto d’asilo, siano calpestati e ignorati. (Mons. Gian Carlo Perego - Presidente Fondazione Migrantes)

Papa Francesco: integrare i migranti con il lavoro

12 Settembre 2022 - Città del vaticano - "Va sottolineato il ruolo positivo che giocano le aziende sulla realtà dell'immigrazione, favorendo l'integrazione costruttiva e valorizzando capacità indispensabili per la sopravvivenza dell'impresa nell'attuale contesto". Lo ha detto questa mattina papa Francesco ricevendo, nell'Aula Nervi, l'Assemblea di Confindustria. Per il papa occorre ribadire con forza il "'no' ad ogni forma di sfruttamento delle persone e di negligenza nella loro sicurezza". Il problema dei migranti,  ha aggiunto  a braccio,  il migrante "va accolto, accompagnato, sostenuto e integrato. E un modo di integrarlo è il lavoro. Ma se il migrante è respinto o semplicemente usato come un bracciante senza diritti questa è un'ingiustizia grande, anche fa male al proprio Paese". (Raffaele Iaria)

Onu: 50 milioni nel mondo sono vittime di schiavitù “moderna”

12 Settembre 2022 - Ginevra - Nel mondo sono  28 milioni le persone sottoposte a lavori forzati e 22 milioni costrette in matrimoni forzati, per un totale di 50 milioni di vittime di forme di schiavitù moderna, pari a 10 milioni in più rispetto alle stime globali del 2016. Lo riferisce un rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), di Walk Free e dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, (Oim) reso noto oggi a Ginevra.  La schiavitù moderna è presente in quasi tutti i paesi del mondo, ma donne e bambini rimangono sproporzionatamente vulnerabili, sottolinea il rapporto. Più della metà (52%) del lavoro forzato e un quarto di tutti i matrimoni forzati si concentrano nei paesi a reddito medio-alto o alto, inoltre la maggior parte dei casi di lavoro forzato (86 %) si registra nel settore privato. Quasi uno su otto di tutti i lavoratori forzati sono bambini (3,3 milioni) e più della metà sono vittime di sfruttamento sessuale a fini commerciali. Inoltre, osserva il rapporto, i lavoratori migranti hanno una probabilità più che tripla di essere sottoposti a lavoro forzato rispetto ai lavoratori adulti non migranti.

Il bambino e la lettera sui suoi amici “rifugiati”

8 Settembre 2022 - Città del Vaticano -  Proseguendo il ciclo di catechesi dedicato al discernimento, il Papa ieri mattina, nell'Udienza generale, si è soffermato su sant’Ignazio di Loyola, in particolare su quando, costretto al riposo perché ferito in battaglia, non trovando libri sulle amate storie cavalleresche, scoprì le vite de santi. Particolare tenero, la presenza in piazza San Pietro di un bambino di otto anni che aveva scritto al Papa, parlandogli della storia di due suoi amichetti arrivati dalla Nigeria, papa Francesco ha subito risposto invitandoli all’udienza generale. Così ieri mattina il Pontefice ha potuto salutare tutti: la famiglia di Lecce che ha accolto due bambini rifugiati nigeriani, di 5 e 6 anni, che erano stati prigionieri in un campo di torture in Libia e il figlio della coppia di amici che aveva scritto la lettera.

Una bimba di 4 anni muore in attesa dei soccorsi in mare

8 Settembre 2022 - Milano - Una bimba di 4 anni è morta. Dopo giorni in attesa dei soccorsi, sul barcone in mezzo al mare, la piccola non ce l’ha fatta. È spirata prima di arrivare in ospedale, dove era giunta a bordo di un elicottero. Era stata evacuata dall’imbarcazione con a bordo 60 migranti che da diversi giorni chiede soccorso dalla Sar di Malta, in cui si trova. La bambina, spiega Alarm Phone, era stata presa a bordo di un elicottero dal mercantile che aveva soccorso i migranti ma è spirata prima di arrivare in ospedale. Un epilogo tragico, ampiamente annunciato. Perchè Alarm Phone aveva dato notizia della richiesta di soccorso oltre tre giorni fa, indicando una barca partita dal Libano e «in viaggio da dieci giorni». «La barca sta affondando, e non hanno cibo nè acqua », aveva scritto la Ong su Twitter. Nelle ore successive un mercantile si era avvicinato all’imbarcazione, ma senza assisterli: «Malta rifiuta di autorizzare il mercantile Sti Solace, che si trova nell’area, di soccorrerli». Altri due migranti, secondo quanto affermato dai migranti, sono morti nelle ore del naufragio. Nel conto dei giorni, il mercantile Mv Uno battente bandiera maltese «non è intervenuto e ha abbandonato la barca» al proprio destino. Martedì Alarm Phone spiegava che l’imbarcazione continuava a essere alla deriva, tornata indietro in acque greche ma «diversi mercantili, tra cui lo Msc Nela e l’Ha Long Bay, le sono passati accanto senza aiutare» i migranti e che «nello scafo entrava acqua». Poi, anche i parenti dei naufraghi hanno perso i contatti con la barca fino a ieri, quando, la tv libanese ha annunciato il salvataggio in Grecia del barcone alla deriva con i 60 migranti libanesi, siriani e palestinesi. La presenza del barcone di migranti tra Malta e la Grecia aveva persino spinto un ex ministro libanese, originario del nord del Libano da cui parte la maggior parte dei migranti verso l’Europa, ad appellarsi alle autorità italiane perché intervenissero a trarre in salvo le decine di persone, tra cui donne e bambini. Il Libano è da tre anni alle prese con la peggiore crisi economica della sua storia. L’Onu afferma che l’80% della popolazione residente, inclusi i palestinesi e i profughi siriani, vivono in stato di povertà. Ad aprile scorso, un altro barcone con a bordo circa 80 migranti, partito sempre dal nord del Libano, era affondato dopo uno scontro con una motovedetta delle autorità libanesi, e più di 30 persone, per lo più bambini e donne, sono morti annegati. Non si fermano così le partenze dall’altra parte del Mediterraneo. A Crotone sono 87 le persone arrivate a bordo di una barca a vela soccorsa dalla Guardia di finanza. Sono 111 le persone tratte in salvo da un gommone in pericolo nella zona Sar della Libia. Il soccorso è stato compiuto dalla nave Sos humanity in cooperazione con il veliero Nadir della Ong Resqship. Mentre in Tunisia, la guardia costiera ha rinvenuto altri 3 corpi senza vita di migranti dispersi dopo il naufragio domenica scorsa di un’imbarcazione con a bordo 15 persone, al largo di Gabes. Intanto è stato assegnato il porto di Taranto alla nave Ong Geo Barents con 267 migranti a bordo e da sette giorni in attesa di toccare terra. «Taranto – ha affermato Msf – è a oltre 24 ore di navigazione dal punto in cui ci troviamo ora. Il viaggio dei sopravvissuti non è finito».(D. Fas. - Avvenire)  

Contrasto al Caporalato e allo sfruttamento nella Piana del Sele: parte il progetto NOCAP

7 Settembre 2022 - Salerno - Mercoledì 4settembre, presso la sede dello stabilimento "La Fiammante" a Buccino, in provincia di Salerno, sarà presentato il progetto di filiera etica promosso dallAssociazioneNOCAP che prevede linserimento lavorativo in azienda di diversi lavoratori migranti, che vivono nella  zona di Campologo, alla periferia di Eboli(SA), in condizioni precari e pe rquesto "particolarmente vulnerabili e facile preda di sfruttamento da parte dei cosiddetti 'caporali'".
I lavorato risaranno impiegati nella produzione di conserve di pomodoro a marchioNOCAP,commercializzate nei punti vendita della distribuzione che aderiscono alla rete dellAssociazione.
Il progetto vede alleate Contro il Caporalato la storica azienda conserviera La Fiammante, da sempre in prima linea per la trasparenza di filiera e la legalità, chsi rende
disponibile allassunzione delle vittime di caporalato mediante regolare contratto di lavoro; lAssociazione NOCAP,da anni impegnata nella lotta al caporalato e nella difesa dei diritti delle vittime dello sfruttamento lavorativo; la diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, con lufficioMigrantes e la Caritas, conlimpegno del Direttore diocesano  e Coordinatoreregionale Migrantes Antonio Bonifacio che partecipa allaccoglienza, allaccompagnamento e alla relazione dei migranti lavoratori con lazienda LaFiammante. E ancora la diocesi di Teggiano-Policastro, con la Caritas nella persona di Alvaro DAmbrosio, che con il progetto SiplaSud si occupa dello sfruttamento lavorativo e accompagnamento ai servizi, e di Franco Esposito che si occupa degli aspetti legali legati al riconoscimento dei permessi di soggiorno e alle pratiche amministrative.
Lo sfruttamento della manodopera in agricoltura è - si legge in una nota - purtroppo una pratica molto diffusa in tutto il territorio nazionale e colpisce migranti e non e  il progetto intende rappresentare laffermazione della legalità e dei diritti dei lavoratori.

Bloccato l’ ingresso in Grecia di 150.000 migranti da gennaio

7 Settembre 2022 - Atene - Dall' inizio dell' anno la Grecia ha bloccato alle proprie frontiere terrestri e marittime l' ingresso di oltre 150.000 migranti privi di documenti. Lo ha reso noto il ministro greco dell' Immigrazione, Notis Mitarachi, dopo che il mese scorso il governo di Atene ha annunciato l' intenzione di estendere di altri 80 chilometri un muro al confine greco-turco, che ne misura attualmente 40, lungo il fiume Evros. Sono stati circa mille, invece, i migranti che nella sola giornata di sabato hanno attraversato la Manica verso il Regno Unito su piccoli natanti di fortuna. Secondo il ministero della Difesa britannico, 960 persone hanno effettuato la pericolosa traversata, portando il numero totale di passaggi dall' inizio dell' anno a oltre 26.000. Nuovi sbarchi sono avvenuti pure a Lampedusa, dove le autorità italiane hanno registrato l' approdo di 355 persone, tra cui egiziani, siriani, bengalesi e palestinesi, perlopiù partiti da Zuara, in Libia. Nonostante il trasferimento nelle ultime ore di 474 migranti a Porto Empedocle, nell' hot spot di contrada Imbriacola ci sono 1066 ospiti, a fronte di 350 posti. Completate intanto le operazioni di sbarco a Pozzallo, dove sono arrivati 23 migranti: soccorsi e in discrete condizioni di salute, sono stati trasferiti al centro di accoglienza del comune ragusano. In Tunisia proseguono al momento le operazioni di ricerca di 4 migranti dispersi al largo di Gabès, quando l' imbarcazione su cui viaggiavano è colata a picco. La Guardia costiera ha tratto in salvo altri 15 migranti.

Rifugiati: nel 2022 in Italia 62mila arrivi

6 Settembre 2022 - Roma - Il cruscotto quotidiano del Viminale, che fotografa il numero dei migranti sbarcati nell’anno in corso, dice che dal 1°gennaio 2022 al 5 settembre sono state ufficialmente 61.527 le persone giunte nel nostro Paese, contro le 39.928 del 2021 e le 19.977 del 2020 nello stesso periodo. Nell’ultimo fine settimana sono stati registrati più di mille migranti. Il picco di arrivi si è verificato il 13 agosto, con l’approdo di 1.439 profughi.