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Ucraina: Fonte d’Ismaele, accolte 44 persone particolarmente mamme e bambini

6 Settembre 2022 - Roma - Sono 44 le persone ucraine accolte in 6 mesi dal centro Fonte d’Ismaele Principalmente sono nuclei famigliari composti da mamme e bambini. Fin dai primi giorni dell’aggressione russa all’Ucraina, Fonte d’Ismaele si è messa a disposizione per aiutare i profughi, in particolare i bambini, prime vittime di ogni conflitto. La prima accoglienza è stata perlopiù spontanea e ha riguardato parenti e amici di alcune persone ucraine già a Roma e in contatto con i membri dell’equipe dell’associazione o grazie alla collaborazione con le Misericordie. Per accoglierli al meglio, sono stati riorganizzati e ridefiniti gli spazi della struttura, prima adibiti soprattutto ad attività educative e ricreative con i bambini, ed è stata ampliata l’equipe così da garantire un servizio di assistenza h24. La seconda fase dell’accoglienza è stata invece gestita in accordo con la Prefettura di Roma, che ha inviato all’associazione alcune persone precedentemente ospitate negli alberghi della Capitale. Infine, anche la Protezione Civile a partire dal mese di giugno ha iniziato a inviare i profughi, rispettando principalmente la peculiarità di sostegno per nuclei famigliari madre-bambino. Per rendere la permanenza il più piacevole possibile, i volontari di Fonte d’Ismaele, grazie all’ausilio di un interprete di lingua madre, hanno messo in campo un impegno importante, organizzando gite nella città e visite nei parchi, aiutando le persone a reperire vestiario e documenti, a mettersi in contatto con amici e famigliari, valutando l’iscrizione scolastica per i bambini, proponendo laboratori creativi. Sono state anche messe a disposizione le competenze professionali, mediche, pediatriche, psicologiche e neuropsichiatriche. C’è stata, insomma, una presenza continuativa e anche molto affettuosa di tutti gli animatori e di tutti gli operatori presenti in equipe. Inoltre - si legge in una nota - nel corso  dell'ospitalità l’associazione ha ricevuto visite importanti: tra queste quella del card. Paolo Lojudice che con la sua associazione Dorean Dote è partecipe delle attività del Centro Fonte d’Ismaele, del direttore dell'Unicef Italia, Paolo Rozera, che ha portato il testimonial dell'Unicef Ultimo; l'assessora alle Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Roma, Barbara Funari e l’assessora alle Politiche Sociali e per l'integrazione socio-sanitaria del Municipio VII, Adriana Rosasco. “Accogliere - dichiara Lucia Ercoli, coordinatrice di Fonte d’Ismaele - non significa soltanto dare uno spazio fisico, ma è misurarsi con l'altro, con la sua diversità e la sua problematicità, con le differenze culturali, con le differenze di sensibilità. È quello che abbiamo cercato di fare fin dal primo giorno, in particolare dedicandoci ai bambini, che a causa del trauma di sradicamento rischiavano e rischiano ancora danni permanenti sia sul piano fisico che sul piano emotivo e psicologico”. “In questi mesi - aggiunge - ci siamo confrontati con tante situazioni diverse, con persone anziane con problematiche di disagio emotivo e psicologico, e con donne che erano fuggite dalla guerra, ma in realtà avevano già tutta una rete di familiari di conoscenti a Roma. Per tutti abbiamo cercato di trovare la situazione ottimale, anche indirizzandoli verso strutture più idonee o aiutandoli a ricongiungersi con le loro reti di sostegno. Naturalmente ad oggi, nonostante il rapporto con le istituzioni, tutto viene sostenuto sul piano economico dalla nostra associazione. E siamo in attesa che le istituzioni riconoscano il dovuto, anche per permettere che l'esperienza prosegua e si sviluppi sempre più in maniera adeguata alle esigenze di queste donne e di questi bambini”.  

Permessi umanitari, svolta Cassazione

6 Settembre 2022 - Roma - La Cassazione ha accolto il ricorso di Patrick, un migrante nigeriano al quale la Corte di Appello di Cagliari aveva negato il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Secondo la Corte: «la seria intenzione di integrazione sociale, desumibile da una pluralità di attività, può rilevare ai fini della protezione umanitaria, quantunque essa non si sia ancora concretizzata in una attività lavorativa a tempo indeterminato ». Patrick avrebbe ampiamente dimostrato i suoi buoni propositi, imparando la lingua italiana e lavorando ininterrottamente dal 2018. Una motivazione sufficiente a concedere il permesso. L’uomo, infatti, aveva portato gli attestati dei corsi di lingua e il suo contratto di lavoro a tempo determinato come prova del suo impegno a integrarsi in Italia . Per la prima volta si afferma in una Corte che non avere un contratto a tempo indeterminato, non è una condizione che può valere come fattore di esclusione «specie se si consideri che tale obiettivo presenta difficoltà non irrilevanti anche per i cittadini del Paese ospitante». Una sentenza che farà giurisprudenza.    

Migrantes Cosenza-Bisignano: una settimana di sorrisi dal mondo e di diversità unica!

5 Settembre 2022 - Cosenza - Abbiamo concluso Domenica 4 settembre l’iniziativa promossa dall’ASCS – Agenzia per lo Sviluppo e la Cooperazione Scalabriniana e dalla Fondazione Migrantes denominata ATTRAVERSO COSENZA 2022 che ha visto la partecipazione di circa 25 giovani partecipanti, provenienti da: Milano, Torino, Roma, Napoli, Messina, Cosenza e Foggia, di diverse nazionalità: Italia, Brasile, Camerun, Indonesia, Filippine, Sri Lanka, Perù, Nigeria e Congo. Grazie alla Migrantes di Messina, Migrantes di Torino, Migrantes Cosenza, all’Associazione Tutti i Colori di Napoli ed alla rete Scalabriniana di Milano, Torino e Roma, è stato possibile esserci e vivere questa esperienza. Nei primi giorni di #AttraversoCosenza siamo entrati in punta di piedi in tre diversi servizi. Le nostre mani hanno preparato il pranzo per gli ospiti della mensa della Fondazione Casa San Francesco d’Assisi di Cosenza. Abbiamo colorato insieme ai bambini e ai giovani del SAI di Marzi, gestito dal MOCI Cosenza, dei meravigliosi murales e nel SAI di Rovito, gestito dalla Cooperativa Strade di Casa, abbiamo realizzato un coloratissimo e lucente mosaico. Percorrendo tracce che altri prima di noi hanno lasciato e creandone di nuove, ascoltando in silenzio dei pesi e degli elementi preziosi che ognuno di noi ha nel proprio zaino. Con la pelle graffiata e il cuore colmo di speranza cerchiamo di costruire insieme un mondo migliore, abbattendo i muri dell'odio e dell'indifferenza, camminando per le strade delle città e dei paesi in cui lasciamo e recuperiamo cocci per poter dar vita ad un meraviglioso e imperfetto mosaico. Un ringraziamento speciale alle persone che ci hanno accolto prendendosi cura di noi in questi giorni (le suore Minime della Passione di Cosenza per l’accoglienza e la presenza di Sr. Adelaide e sr. Anastasia, Manuela Mirabelli e Rossana Rogano dell’equipe Migrantes Cosenza e sr. Valentina Dovico per il supporto organizzativo e la Parrocchia Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto per il pulmino messo a disposizione per gli spostamenti) e a coloro i quali ci hanno accompagnato anche nella formazione del pomeriggio (Giorgio Marcello, Valentina Dovico, don Luca Perri, Alberto Polito, Maddalena Guglielmelli, Gianfranco Sangermano. Valentino Cuda e Giorgia Falco) in questa esperienza speciale. #AttraversoCosenza è proseguito attraversando altri luoghi della Calabria. A Lamezia Terme abbiamo incontrato don Giacomo Panizza e Nicola Emanuele della Comunità Progetto Sud: un'esperienza innovativa e solidale di comunità accogliente. Poi, in Sila, siamo entrati in una dimensione naturale che ci ha permesso di entrare in contatto con la parte più intima di noi stessi e di donarla ai nostri compagni di viaggio. Abbiamo accompagnato e ci siamo lasciati accompagnare, tenendo gli occhi chiusi, affidandoci alle mani premurose e attente dei nostri compagni e delle nostre compagne. Lungo il cammino ci siamo interrogati uno ad uno sulle appartenenze che costruiscono le nostre identità. Abbiamo sentito sulla pelle e sul cuore il brivido e il dolore di chi è costretto ad una traversata infernale lungo i Balcani. Con lo stesso brivido abbiamo scalato Monte Botte Donato per guardare dall'alto le tracce che abbiamo lasciato fin qui, per iniziare a immaginarci il mondo di cui abbiamo parlato in questi giorni e per lasciarci trasportare e condurre dall'energia del vento che abbiamo percepito insieme e portarlo ognuno nelle proprie realtà in maniera autentica e creativa. #AttraversoCosenza è arrivato al termine, ma non si ferma qui il nostro sogno di costruire insieme un mondo accogliente e che dia a tutti e a tutte l'essenziale per vivere una vita degna di essere vissuta. Il vento che ci ha portato fin qui, e che continuerà a rinfrescare il nostro cammino, è un vento di speranza e di fratellanza. Ciò che abbiamo sperimentato è qualcosa di nuovo, un percorso di introspezione che ci ha condotti all'importanza delle proprie radici, della condivisione, dell'incontro, dei legami autentici e liberi dal giudizio. Grazie all'amicizia fra ASCS e Fondazione Migrantes e alle realtà locali che tessono reti fraterne. Grazie a Mons. Francesco Savino, vicepresidente per il Sud Italia della Conferenza Episcopale Italiana, che ha celebrato la SS. Messa conclusiva a Lorica, per averci ricordato quanto sia fondamentale l'operato dei giovani nel nostro paese e nel mondo. C'è una chiamata per noi: seguire il vento generatore del cambiamento ed essere edificatori di un mondo di pace e bellezza. (Migrantes Cosenza-Bisignano)

Savona: la comunità indiana celebra la novena della Natività di Maria

3 Settembre 2022 -
Savona -  Domani, domenica 4 settembre, alle ore 15:30 nella Chiesa San Paolo Apostolo la comunità indiana celebrerà la novena della Natività della Beata Vergine Maria con una messa a cui parteciperà anche il vescovo di Savona-Noli, mons. Calogero Marino. La festa liturgica si terrà sabato 10 settembre dalle 17 alle 19 con la processione per le vie del quartiere Santa Rita e la messa ancora in San Paolo.
La festa nacque dapprima in Oriente e poi fu introdotta nella Chiesa d'Occidente da papa Sergio I. Secondo la tradizione tramandata dal Protovangelo di Giacomo, Maria nacque da Gioacchino, uomo virtuoso e molto ricco della tribù del Regno di Giuda e della stirpe di Davide, venerato come santo, e Anna, anch'ella venerata come santa. Il loro matrimonio non originò prole, anche dopo venti anni, a causa della presunta sterilità del marito, il quale, umiliato pubblicamente, si ritirò nel deserto tra i pastori.
Mentre erano separati un angelo sarebbe apparso ad Anna e le avrebbe annunciato l'imminente concepimento di un figlio. Lo stesso angelo sarebbe apparso contemporaneamente in sogno a Gioacchino. I due si incontrarono alla Porta Aurea di Gerusalemme: autori medievali considerano il loro casto bacio il momento dell'Immacolata Concezione di Maria.
 

Villa Literno: oggi la memoria di Jerry Masslo e di tutte le vittime dell’intolleranza e del razzismo

24 Agosto 2022 -

Roma - Oggi, a 33 anni dalla sua morte, la Comunità di Sant’Egidio invita tutti a ricordare Jerry Essan Masslo, il profugo sudafricano, amico e ospite della Comunità alla fine degli anni Ottanta, che fu ucciso per rapina nella povera baracca dove viveva insieme ai suoi compagni per la raccolta dei pomodori. Il suo omicidio commosse l’Italia provocando la prima grande manifestazione antirazzista dell’ottobre 1989 e suggerendo i primi provvedimenti legislativi nei confronti degli immigrati.

In un tempo difficile, che ha visto registrare nuovi atti di razzismo e il gravissimo omicidio di Alika, nigeriano, a Civitanova Marche - dice oggi una nota di Sant'Egidio - "non vogliamo dimenticare il dramma dei braccianti stranieri sfruttati nelle campagne e costretti a vivere in alloggi più che precari. Di fronte a sentimenti di intolleranza e alla predicazione dell’odio, che corre troppo spesso sui social, occorre invece costruire, per tutti, un futuro di pace, di giustizia e di integrazione". L'appuntamento è per oggi alle 17.30 al cimitero di Villa Literno, per la memoria di Jerry Essan Masslo e dei tanti migranti morti, in diverse circostanze, mentre erano in Italia al lavoro nei campi.

Mons. Fragnelli: feste occasioni per “testimoniare il nostro volto accogliente a migranti e turisti”

4 Agosto 2022 - Trapani - “È un’occasione per testimoniare con il nostro volto accogliente ai migranti e ai turisti l’anima cristiana e mariana della nostra convivenza cittadina". E' quanto ha detto il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, parlando del ritorno, in città, dopo 2 anni di sospensione a causa della pandemia di Covid19, della processione del 7 agosto in onore di Sant’Alberto degli Abati, patrono della città e dal 2007 patrono secondario della diocesi, e quella del 16 agosto in onore della Madonna di Trapani, patrona dell’intera diocesi. "Le feste - ha aggiunto il presule - ce lo auguriamo, saranno anche un sollievo per l’economia dell’accoglienza. Senza dimenticare il tempo difficile che stiamo vivendo: l’estate 2022 ci obbliga a ripensare gli orrori della guerra cieca promossa dalla Russia contro il popolo ucraino e nello stesso tempo a riflettere seriamente sugli errori della cultura occidentale profondamente individualista e tentata di militarizzare gli animi”. Da qui l'invito a pregare per la pace ed incoraggiare tutti coloro che si sono prodigati nell’accoglienza dei profughi, a chiedere insieme a lui l’intercessione di Sant’Alberto, “perché le navi di grano che fece arrivare a Messina, salvando la città dalla carestia, possano incoraggiare una concreta politica di pace, così che torni il grano nei porti di tutti i Paesi poveri con l’abbondanza che solo la grazia di Dio può procurare”. (R. Iaria)

Migranti: 33.556 persone sbarcate sulle coste italiane

19 Luglio 2022 -
Roma - Sono  33.556 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo i dati diffusi oggi dal ministero degli Interni. Di questi 5.803 sono di nazionalità bengalese (17%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (5.770, 17%), Tunisia (5.755, 17%), Afghanistan (3.292, 10%), Siria (2.057, 6%), Costa d’Avorio (1.256, 4%), Eritrea (980, 3%), Guinea (892, 3%), Iran (761, 2%), Pakistan (649, 2%) a cui si aggiungono 6.182 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 4.067 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato, del Viminale, è aggiornato a ieri, 18 luglio.

Una nuova legge per un nuovo mondo: il punto della rete “Ero straniero”

18 Luglio 2022 - Roma  - Era il 2002. Una nuova legge interveniva sulla normativa italiana in materia di immigrazione e, tra i vari aspetti toccati, trasformava il lavoro migrante, consentendo di entrare in Italia solo a chi fosse già in possesso di un contratto ed eliminando la figura dello sponsor, che dall’introduzione del Testo unico nel 1998 sosteneva (anche economicamente) la presenza di cittadini stranieri in cerca di lavoro nel nostro Paese. Si fece conoscere come Bossi-Fini, il suo obiettivo era eliminare l’irregolarità. Non ci riuscì. Quindici anni dopo, nel 2017, gli esponenti riuniti a Roma di decine di organizzazioni – tra cui la Fondazione Migrantes – hanno creato una rete che aveva nel titolo il suo ideale: “Ero straniero”. Ne nacquero proposte concrete e confluirono in una proposta di legge di iniziativa popolare, spinta in Parlamento dal sostegno di 90.000 firme, finita arenata in Commissione Affari costituzionali alla Camera. Oggi, a vent’anni di distanza, quelle realtà sono tornate ad incontrarsi. Il giorno è il 14 luglio, il luogo lo stesso della fondazione, la sala Zuccari di palazzo Giustiniani. Anche la Bossi-Fini è la stessa, nonostante le critiche ricevute in questi anni da tutte le parti, persino dai suoi creatori. Intorno, però, tutto è cambiato. L’Italia là fuori è più vecchia e ha perso la fertilità. I bambini non nascono, i giovani emigrano. È stanca e tra poco non ci saranno più braccia né menti a costruire il suo futuro. I cittadini stranieri sono 5,2 milioni, un valore (sottostimato) pari all’8% della popolazione nazionale, quasi interamente raggiunto nel corso degli ultimi trenta anni. Anche il mondo è cambiato, più instabile, più fragile, almeno – forse – più consapevole. Una pandemia ha mostrato quali attività sono davvero essenziali alla sopravvivenza delle società, e chi le svolge. Una guerra inattesa ha offerto modelli di solidarietà, tra i governi e tra le persone, ma ha anche approfondito crisi già in corso – di disuguaglianza, di fame, di clima – e aggravato la condizione di intere fasce di mondo: chi sopravvivrà, tenterà di migrare. Se già nel 2002 sollevavano perplessità, le regole italiane sui flussi appaiono oggi decisamente e gravemente inadeguate. Non sono sufficienti gli ingressi e le conversioni per lavoro consentiti dai decreti flussi: la loro pubblicazione una volta l’anno (per di più a discrezione della politica), la limitatezza delle quote (raddoppiate fino a 70.000 col decreto 2022, ma a fronte di oltre 100.000 domande dei datori), la condizione di avere un’offerta di lavoro prima dell’ingresso rendono incerto, a tratti inapplicabile, l’unico meccanismo (tendenzialmente) stabile di ingresso per lavoro. Non sono sufficienti neppure le sanatorie, cicliche nella loro straordinarietà visto che, nell’assenza di alternative, l’irregolarità dei lavoratori stranieri è un fenomeno inestinguibile. È la dolorosa conseguenza di quando la norma non ascolta la realtà. Ma a quali categorie sono destinate quelle sanatorie, e quanto tempo ci vuole prima di esaminare tutte le domande? Quanta sofferenza si vive prima di una risposta positiva? Quanti, nel frattempo, sprofondano nella marginalità, cedono alla criminalità, semplicemente non ce la fanno e muoiono, come Yusupha, come Isetu, come tanti e tanti invisibili di cui non sapremo mai? La soluzione è semplicissima e rivoluzionaria: mettere in contatto datori e lavoratori attraverso i confini. Se la condizione deve essere la disponibilità di un lavoro in Italia, aprire canali che consentano all’informazione del bisogno di un’impresa di raggiungere chi cerca occupazione, in qualunque parte di mondo viva. Con i mezzi tecnologici di oggi è perfettamente possibile e la società civile è già in grado di offrire l’infrastruttura di accoglienza e integrazione. Se i benefici umani non bastassero, dal punto di vista più materiale, ciò creerebbe più lavoro locale e più entrate per il fisco, oltre a rispondere alle esigenze del mondo produttivo. Ci sta provando la piattaforma MyGrants, che testa e poi pubblicizza le competenze dei lavoratori iscritti: il fondatore Chris Richmond sogna corridoi intellettuali per la libera circolazione delle conoscenze. Sulla necessità di una via legale di ingresso, certa e permanente, tutti si trovano d’accordo: esponenti dell’associazionismo e della società civile come Giulia Gori e sindacalisti come Hardeep Kaur, ma anche studiosi come Chiara Tronchin e imprenditori come Claudio Cappellini. Persino la politica quando è seria e l’amministrazione, della cui difficoltà di fronte a norme rigide e cieche ha parlato Tatiana Esposito, del Ministero del lavoro. In sala Zuccari, per un attimo, la soluzione è parsa limpida e afferrabile. Ma allora, cos’è che per vent’anni ha impedito di agire? Non la razionalità dei dati, piuttosto un sentimento di immotivata avversione verso l’altro, alimentato dall’ottica di emergenza e di paura che continua a caratterizzare il racconto dell’immigrazione diffuso da televisione e social media. L’ha spiegato l’economista Leonardo Becchetti e l’ha testimoniato Giulia Capitani di Oxfam: con questa consapevolezza, “Ero straniero” ha sempre affiancato alle proposte tecniche la promozione di una nuova narrazione. La migrazione non è un ostacolo e non è un problema, reca con sé una componente di dolore, ma anche una di speranza e si trasforma in trauma, persino in morte, solo quando le politiche dei confini non la agevolano e vorrebbero impedirla. Di per sé, storicamente, la migrazione ha fatto la ricchezza le nazioni, ha ricordato Becchetti. Consentirla in semplicità e sicurezza è il passo urgente da fare oggi: anche in mezzo alla crisi, anzi proprio allora, visto che di quella crisi può essere parte della soluzione. L’esperienza mostrerà che una politica di flussi per lavoro liberi e stabili non produce perdenti, ma solo vincitori. In prospettiva, condurrà al superamento dell’attuale segmentazione del lavoro – che relega i lavoratori stranieri ad alcuni ruoli soltanto, per lo più non qualificati – valorizzando le competenze di ognuno, combinandole con la formazione e lasciando esprimere le potenzialità. Se è una legge ad impedire questo bellissimo circolo virtuoso, allora forse è proprio il caso di cambiarla. (livia Cefaloni)    

Migrantes Lucca: oggi convegno su l’ accoglienza dei migranti nel passato e nel futuro

28 Giugno 2022 - Lucca - "Rileggere il passato per costruire il futuro" è il tema del convegno che si svolgerà oggi pomeriggio, ore 18, a Lucca su iniziativa dell'Ufficio diocesano Migrantes. Si tratta di una tavola rotonda proposta attorno alla Giornata Onu del Rifugiato del 20 giugno scorso e in vista della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 25 settembre. Servirà a guardare alle esperienze di accoglienza della Chiesa di Lucca vissute nel recente passato fino ad arrivare ai profughi ucraini dei giorni nostri. All'iniziativa interverranno don Bruno Frediani, parroco nella vallata di Camaiore, don Silvio Righi, parroco di Camaiore, Sara Vatteroni, direttrice Migrantes della Toscana, don Simone Giuli direttore della Caritas e Lino Paoli per la Comunità di Sant' Egidio. All''incontro presenzierà anche l' arcivescovo Paolo Giulietti.

Festival della Partecipazione: la cittadinanza da privilegio diventi diritto

28 Giugno 2022 - Bologna - Si è chiusa a Bologna la settima edizione del Festival della Partecipazione a cui hanno preso parte 131 panelist, 60 associazioni e circa 850 partecipanti in presenza e promosso da ActionAid Italia, Cittadinanzattiva e Legambiente. Durante la tre giorni di Festival numerose sono state le occasioni di dibattito e approfondimento, per porre all’attenzione del Paese le criticità dello status quo e per mostrare le alternative possibili e concrete, attraverso gli interventi e le proposte di attiviste e attivisti, istituzioni nazionali e internazionali, associazioni della società civile, personalità del mondo giornalistico e accademico. A partire dal tema della cittadinanza e dall’urgenza di estenderla oltre lo ius sanguinis, riformando finalmente la legge sulla cittadinanza italiana.  Dal Festival l’appello, quindi, per la riforma della legge 91/92 sulla cittadinanza a cominciare dall'approvazione della proposta di legge sullo ius scholae, che verrà discussa in aula alla Camera dei Deputati domani, 29 giugno. E, sulla base delle iniziative promosse dal Comune di Bologna che ha proposto l’inserimento dello ius soli nello statuto comunale e la cittadinanza onoraria ai minori stranieri iscritti nell'anagrafe comunale, l’invito alle associazioni a mobilitare società civile ed enti locali per costruire e diffondere azioni simili di pressione per la riforma della legge sulla cittadinanza a partire da iniziative amministrative che facilitino l'iter di accesso alla cittadinanza.