Tag: Immigrazione

Redentoristi Stati Uniti: “solidarietà ai confratelli che accompagnano le famiglie immigrate

19 Agosto 2019 - Denver - I redentoristi della Provincia di Denver esprimono “solidarietà” ai confratelli che prestano servizio e accompagnano le famiglie immigrate, prive di documenti nel Delta del Mississippi e che temono la deportazione. Lo annunciano in una nota in cui esprimono sostegno anche ai vescovi nella regione, cattolici e non solo, che chiedono la fine delle incursioni federali. “Siamo solidali con i nostri confratelli redentoristi che stanno offrendo conforto e sostegno spirituale a questo popolo di Dio, molti chiedono asilo e sono rifugiati che vivono negli Stati Uniti da molti anni e hanno figli che sono cittadini degli Stati Uniti”, si legge nella nota.

Claustrali per i migranti: centinaia di adesioni alla lettera aperta

2 Agosto 2019 - Milano - Sono arrivate a centinaia le adesioni alla Lettera al Presidente Mattarella e al Premier Conte in cui clarisse e carmelitane esprimevano «preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti», inviata lo scorso 11 luglio ai destinatari e resa pubblica attraverso il quotidiano Avvenire. “Non ci è stato possibile contattare tutte le fraternità monastiche esistenti sul territorio nazionale - precisavano le suore - , ma sappiamo di essere in comunione con quante di loro condividono le stesse nostre preoccupazioni e il nostro stesso desiderio di una società più umana”. “La nostra semplice vita di sorelle - scrivevano - testimonia che stare insieme è impegnativo e talvolta faticoso, ma possibile e costruttivo. Solo la paziente arte dell’accoglienza reciproca può mantenerci umani e realizzarci come persone”. “Molti monasteri italiani, appartenenti ai vari ordini - proseguivano -, si stanno interrogando su come contribuire concretamente all’accoglienza dei rifugiati, affiancando le istituzioni diocesane. Alcuni già stanno offrendo spazi e aiuti. E, al tempo stesso, tutte noi cerchiamo di essere in ascolto della nostra gente per capirne le sofferenze e le paure”. La pioggia iniziale di sottoscrizioni, scrive il quotidiano, non ha rallentato: per settimane sono continuate a giungere all'indirizzo indicato dalle suore email da ogni parte d'Italia, di singoli e di gruppi. Al 31 luglio la raccolta di adesioni si è conclusa.

“Si tratta di mettere gli ultimi al primo posto”

1 Agosto 2019 -

Città del Vaticano - La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra il prossimo 29 settembre, si avvicina e la campagna comunicativa della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano ed Integrale continua. 

Il tema “Non si tratta solo di migranti” questo mese è sviluppato nel sotto tema “Si tratta di mettere gli ultimi al primo posto”. Papa Francesco, durante la Santa Messa celebrata in occasione del VI anniversario della sua visita a Lampedusa, ha pregato per gli “ultimi” che ogni giorno gridano al Signore, chiedendo di essere liberati dai mali che li affliggono.

Il video che riprende la celebrazione è disponibile sul sito della Sezione assieme al  e a tutto il materiale della campagna che offre riflessioni, approfondimenti e risorse per la promozione delle attività pastorali sui temi della GMMR, affrontando vari sottotemi con testi e immagini differenti.

I sotto temi trattati sono stati “Si tratta anche delle nostre paure”“Si tratta della carità”, "Si tratta della nostra umanità" e “Si tratta di non escludere nessuno”

Migranti: arrivati ieri a Fiumicino 88 rifugiati reinsediati in Italia dal Libano

1 Agosto 2019 - Roma - Sono 88 i rifugiati arrivati ieri all’aeroporto di Fiumicino nell’ambito del Programma nazionale di reinsediamento. “Si tratta di 17 famiglie siriane fuggite dal conflitto e accolte per alcuni anni in Libano”, spiega una nota nella quale si evidenzia che “tra coloro che sono stati trasferiti, vi sono anche persone – adulti e minori – con situazioni mediche complesse, bisognosi di cure mediche specializzate”. L’arrivo del gruppo porta a 2.307 il numero di rifugiati reinsediati in Italia da Libano, Giordania, Turchia, Sudan, Siria e Libia dal 2015, anno di inizio del programma italiano. I rifugiati verranno accolti nell’ambito dei progetti del sistema Siproimi, dove inizieranno il loro percorso di integrazione. Il Programma nazionale di reinsediamento è promosso dal Governo italiano, in particolare il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, e finanziato con fondi Fami, con il supporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ed altri attori istituzionali. “Il reinsediamento – spiega Roland Schilling, rappresentante regionale dell’UNHCR per il Sud Europa – è uno strumento efficace di protezione per le persone maggiormente a rischio e costituisce un meccanismo tangibile di solidarietà tra i governi per condividere la responsabilità di rispondere alle crisi di rifugiati in tutto il mondo”. “Inoltre – sottolinea Federico Soda, direttore per l’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM – permette a chi fugge da guerre, violenza e persecuzione di giungere in un altro Paese in modo legale e sicuro senza dover affrontare un viaggio pericoloso, rischiando la propria vita e quella dei suoi cari, per cercare salvezza in un altro Paese”. ha detto. Per il perdurare di conflitti in diversi Paesi, l’UNHCR stima che oltre 1,44 milioni di persone avranno bisogno di essere reinsediate nel 2020 ma “nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, le possibilità di reinsediamento attualmente messe a disposizione dagli Stati non sono proporzionate ai bisogni. Ad oggi, il reinsediamento è una possibilità per un numero esiguo di rifugiati al mondo; in genere, meno dell’1% dei rifugiati in tutto il mondo viene reinsediato”. Per questo, L’UNHCR “auspica un sempre maggiore impegno per l’ampliamento e il consolidamento del reinsediamento in Italia e negli altri Paesi coinvolti alla luce dei crescenti bisogni a livello mondiale”. (Sir)  

Gli afghani al primo posto negli arrivi Ue

1 Agosto 2019 - Milano - Quello degli afghani è attualmente il gruppo nazionale più numeroso tra coloro che giungono in Europa via terra o approdano sulle coste dell' Unione. Nei primi sei mesi di quest' anno sono arrivate circa 4.500 persone in fuga dal Paese, il 16,5% degli ingressi totali, percentuale che sale al 35% se si osservano i soli flussi verso la Grecia. Nelle isole dell' Egeo, dove si trovano gli hotspot per l' identificazione dei migranti, gli afghani costituiscono il 43% delle presenze. In molti, nei campi greci, raccontano di essere partiti da mesi o addirittura anni, ma c' è anche chi è appena andato via. Lo conferma l' Alto Commissariato Onu per i rifugiati. Nel mondo sono quasi 2,5 milioni i rifugiati provenienti dall' Afghanistan registrati dall' Acnur. Si trovano soprattutto in Pakistan e Iran. Molti altri sono in attesa di registrazione. Più di due milioni di persone sono sfollate all' interno dei confini nazionali.

Nave Gregoretti: l’accoglienza della Chiesa Italiana

31 Luglio 2019 - Roma - Una cinquantina di migranti, fra i 116 sbarcati oggi dalla Nave Gregoretti al porto di Augusta, saranno accolti presso la struttura “Mondo Migliore” di Rocca di Papa. In tal modo la Conferenza Episcopale Italiana, tramite Caritas Italiana, si è impegnata con proprie risorse professionali ed economiche a corrispondere a una richiesta del Ministero dell’Interno alla Chiesa Italiana di farsi carico dell’ospitalità, dell’accoglienza e dell’assistenza – anche legale – di queste persone. L’iniziativa, in coerenza con analoghe misure assicurate dalla CEI in supporto sussidiario al sistema di accoglienza italiano, si colloca in un orizzonte di collaborazione che vede lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica compartecipi nell’assistenza e accoglienza dei migranti. Nave Gregoretti: l’accoglienza della Chiesa Italiana.

Viminale: da inizio anno oltre 3.700 persone sbarcate sulle coste italiane

31 Luglio 2019 - Roma - Sono finora 3.729 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno, 950 delle quali nel solo mese di luglio. Rispetto agli anni scorsi, si è registrato una diminuzione delle persone arrivate in Italia via mare del 79,89% sul 2018 (furono 18.546) e del 96,08% sul 2017 (95.215). Il dato è stato diffuso poco fa dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Lungo il mese di luglio, non sono stati registrati sbarchi solo in 8 giorni (2, 11, 12, 13, 15, 16, 17 e 30). Negli altri giorni, sono state almeno 3 le persone registrate. Le giornate con il più alto numero di sbarchi sono state il 19 luglio (111), il 6 luglio (110), il 9 luglio (80), il 24 (77) e il 25 (75). Nell’intero mese di luglio del 2018 furono 1.969 le persone sbarcate sulle coste italiane. Degli oltre 3.700 migranti sbarcati in Italia nel 2019, 858 sono di nazionalità tunisina (23%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Pakistan (620, 17%), Costa d’Avorio (419, 11%), Algeria (339, 9%), Iraq (309, 8%), Bangladesh (190, 5%), Iran (101, 3%), Sudan (91, 2,5%), Guinea (91, 2,5%) e Marocco (71, 2%) a cui si aggiungono 640 persone (17%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Sono stati 502, invece, i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato, aggiornato al 29 luglio, mostra un deciso calo rispetto ai minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2017 (15.779) e il 2018 (3.536). Per quanto riguarda i 105.142 migranti accolti sul territorio italiano (in hot spot, centri di accoglienza e centri Siproimi), il numero maggiore si trova in Lombardia (14.756, 14%), davanti a Emilia-Romagna (9.948, 9%), Lazio (9.605, 9%), Piemonte (9.079, 9%) e Campania (8.793, 8%).

Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca: oggi la Giornata dei Migranti a Felloniche

31 Luglio 2019 - Santa Maria di Leuca - “Siamo una terra accogliente…calda e madre”. Questo il tema  al centro della Giornata dei Migranti che si svolgerà oggi su iniziativa della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca. “La nostra diocesi, bagnata da due mari – dice don Fabrizio Gallo, direttore diocesano Migrantes - è realmente una terra di confine, una terra ponte e una terra porta e per questo motivo è chiamata sempre di più ad essere terra madre e accogliente, mentre il nostro bel faro di Santa Maria di Leuca deve essere punto di riferimento per tutti coloro che, in rotta verso un futuro di pace, viaggiano nel mare della vita, tra le tumultuose tempeste dell’indifferenza e del pregiudizio che portano alla paura dell’altro e quindi alla non accoglienza”. La “Giornata dei Migranti” si svolgerà sul lungomare di Felloniche e si aprirà con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Mons. Gian Carlo Perego e concelebrata da Mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento - Santa Maria di Leuca. Durante la celebrazione, in onore di Santa Francesca Saverio Cabrini, la patrona dei migranti, si pregherà per le vittime delle migrazioni, in modo particolare per la ragazza somala annegata l’11 gennaio 2016 nel mare di Felloniche. Alla celebrazione seguirà una tavola rotonda sul tema “Migranti portatori di speranza”.  

Muro Usa-Messico: altalene rosa per “superare” il confine

31 Luglio 2019 - Città del Messico - “Un evento pieno di gioia, eccitazione e solidarietà al confine”. Così Ronald Rael, professore di architettura all’Università della California, commenta l’installazione di una decina di altalene lungo il confine tra Usa e Messico a Ciudad Juárez. Le altalene sono state progettate insieme a Virginia San Fratello, professore associato di design all’Università di San Jose State. “I bambini e gli adulti sono stati messi in contatto su entrambe le parti per mostrate come le azioni che hanno luogo da una parte hanno una conseguenza diretta dall’altra”, prosegue Rael.

Miur: quasi la metà degli studenti con cittadinanza non italiana è di origine europea

30 Luglio 2019 - Roma - Sono oltre 200 i paesi di cui sono originari gli studenti con cittadinanza non italiana presenti nella scuola italiana come si evince dal Report “Gli alunni con cittadinanza non italiana A.S. 2017-2018” (stranieri-in-Italia) pubblicato dal Miur. Tra i paesi europei la cittadinanza più rappresentata si conferma quella Rumena con più di 158 mila studenti. Gli studenti di origine rumena con quelli Albanesi (114 mila unità) rappresentano nell’insieme quasi un terzo degli alunni stranieri in Italia. Nel periodo 2007/2008 - 2017/2018 la quota degli studenti di nazionalità Rumena è aumentata di 2,6 punti percentuali passando dal 16,2% al 18,8%  a fronte di una diminuzione della quota degli studenti Albanesi (da 14,8% al 13,6%). Nello stesso periodo sono aumentati anche gli studenti di origine Moldava e Ucraina che nel 2017/2018 raggiungono rispettivamente 25.500 e 20.000 unità, rientrando così nel gruppo delle comunità più rappresentate. Gli studenti Marocchini, circa 103 mila (12,3%) costituiscono la comunità più consistente del continente africano nonché la terza in valore assoluto in Italia, sebbene nel tempo si rilevi una diminuzione in termini percentuali (da 13,3% del 2007/2008 all’attuale 12,3%). Il secondo stato africano per numerosità di studenti è l’Egitto che, con quasi 23 mila studenti, è stabilmente presente negli ultimi anni nel gruppo delle prime dieci cittadinanze più rappresentate. Nell’ambito delle comunità asiatiche la cittadinanza più numerosa è senz’altro quella Cinese con oltre 53 mila studenti (6,3%). Dal 2007/2008 al 2017/2018, la presenza degli studenti cinesi è più che raddoppiata passando da 27 mila a 53 mila unità. È da notare anche che è la cittadinanza che ha registrato l’aumento più consistente nell’ultimo anno di quasi 4 mila unità (+7,7%). Seguono gli studenti di origine Pakistana che continuano a rappresentare il 2,4% degli studenti. In valore assoluto la graduatoria delle cittadinanze degli studenti nati in Italia rispecchia quella già nota del numero complessivo degli studenti stranieri. Il gruppo più numeroso è quello degli studenti con cittadinanza Rumena (91.389) seguito dagli studenti con cittadinanza Albanese, (85.144), Marocchina (76.978) e Cinese (43.552). Tuttavia, il rapporto tra gli studenti nati in Italia con una data cittadinanza e il corrispondente totale prospetta una diversa graduatoria tra i paesi. Considerando le percentuali più elevate si nota che la comunità in cui gli studenti nati in Italia più incidono è quella Cinese nella quale essi rappresentano ben l’82,3% del totale (43.552 su 52.928). Seguono gli alunni di seconda generazione con cittadinanza Marocchina e Albanese che rappresentano entrambe circa il 76% del totale degli studenti di stessa nazionalità. Quarti in graduatoria, sempre rispetto ai valori percentuali, gli studenti Filippini nati in Italia che rappresentano il 67% del totale dei connazionali.