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Miur: il 63% degli studenti con cittadinanza non italiana è rappresentato dalle seconde generazioni

30 Luglio 2019 - Roma - La costante crescita degli studenti nati in Italia da genitori emigrati nel nostro paese caratterizza significativamente l’evolversi della presenza degli studenti con background migratorio. Nel quinquennio 2013/2014 - 2017/2018 questo gruppo di studenti è passato da circa 415 mila unità a 531 mila con un incremento di quasi 116 mila unità (+28% circa). Nell’ultimo anno la crescita è stata di oltre 28 mila unità (+5,7%). Sul totale degli studenti con cittadinanza non italiana la quota dei nati in Italia supera il 63%  mentre in rapporto al totale degli studenti rappresenta il 6,1 % (era 4,7% nel 2013/2014). Lo si evince dal Report “Gli alunni con cittadinanza non italiana A.S. 2017-2018” (stranieri-in-italia) pubblicato dal Miur. Nei diversi ordini di scuola, la proporzione dei nati in Italia sul totale degli studenti stranieri è dell’84,4% nella scuola dell'infanzia, del 75,2% nella primaria e raggiunge il 56,7% nella scuola secondaria di primo grado. Nella scuola secondaria di secondo grado gli studenti con cittadinanza non italiana nati in Italia sono ancora una minoranza (31,8%). Considerando la dinamica delle iscrizioni è tuttavia facilmente prevedibile che nel giro di qualche anno raggiungeranno la maggioranza anche in questo grado di istruzione. Nel 2017/2018 gli studenti italiani e gli studenti con cittadinanza non italiana nati all’estero sono diminuiti, nel confronto con l’anno scolastico precedente rispettivamente di 93 mila e quasi 13 mila unità, mentre come si è detto gli studenti nati in Italia da genitori stranieri sono aumentati di oltre 28 mila unità limitando il calo complessivo degli studenti totali a 77.000 unità. Anche tra le seconde generazioni vi sono, tuttavia, segnali di una tendenza alla contrazione, in particolare tra i bambini nell’età dell’infanzia. Infatti, l’aumento rilevato di 28.500 unità deriva da un aumento di 29.825 studenti nella scuola primaria e secondaria di I e II grado a fronte di un calo di quasi 1.600 bambini nella scuola dell’Infanzia. In effetti, è rilevabile che dall’A.S. 2014/2015 il contingente dei bambini con cittadinanza non italiana nati Italia presenti nella scuola dell’Infanzia tende a diminuire, così come accade per i bambini italiani e per quelli nati all’estero. Per quel che riguarda la dimensione nazionale, a fronte dell’aumento registrato dagli studenti nati in Italia, gli studenti che entrano per la prima volta nella scuola italiana tendono in realtà a diminuire. Considerando l’ultimo quinquennio, tra il 2013/2014 e il 2017/2018 i dati dei frequentanti (infanzia esclusa) registrano un saldo negativo di oltre 9 mila unità, di cui oltre 2 mila tra l’anno scolastico 2016/2017 e il 2017/2018. La riduzione ha interessato esclusivamente gli studenti della scuola di primaria diminuiti di oltre 3mila unità, pari al 35% rispetto all’anno precedente .

Aversa: domenica 28 luglio otto ragazzi nigeriani hanno ricevuto il battesimo

30 Luglio 2019 - Aversa - Domenica scorsa, 28 luglio, nella parrocchia Santa Maria a Piazza in Aversa, la Celebrazione del Battesimo di otto ragazzi nigeriani. La celebrazione è stata presieduta dal parroco don Gaetano Rosiello con la presenza di don Evaristo Rutino, direttore dell’ufficio Migrantes diocesano e di Padre Laurianus, Cappellano delle Comunità Francofone presenti nella diocesi di Aversa. “È stato sicuramente un bel momento di gioia e di condivisione spirituale”, commenta don Evaristo: “una preziosa occasione per continuare essere Chiesa che accoglie, promuove e integra i tanti fratelli stranieri presenti nel nostro contesto diocesano, realizzando concretamente quella parola di Gesù che dovrebbe essere vissuta come impegno da parte di tutti: ‘Ero forestiero e mi avete accolto’”. Prima di ricevere il sacramento del battesimo, i ragazzi nigeriani hanno svolto un cammino di preparazione, affiancati dalle rispettive famiglie di appartenenza. “Mi sento di ringraziare il parroco della Chiesa di Santa Maria a Piazza per l’accoglienza e per la testimonianza di fede dimostrate”, ha aggiunto don Evaristo:  “un ringraziamento sincero va anche alla comunità parrocchiale, così attenta e sensibile alla problematica dell’integrazione dei fratelli migranti, che ha preparato anche un momento di festa e di fraternità al termine della celebrazione”.  

Miur: la Lombardia è la regione con il più alto numero di studenti con cittadinanza non italiana

30 Luglio 2019 - Roma - Il dato nazionale del 9,7% di alunni con cittadinanza non italiana sul totale riassume una distribuzione territoriale “tutt’altro che omogenea”. Spiega il Miur  nel Report “Gli alunni con cittadinanza non italiana A.S. 2017-2018” (stranieri-in-Italia). La Lombardia è la regione con il più alto numero di studenti con cittadinanza non italiana (213.153), circa un quarto del totale presente in Italia (25,3%), laddove la regione assorbe il 15,1% degli studenti con cittadinanza italiana. Negli ultimi tre anni la regione ha registrato un aumento di oltre 9.000 studenti stranieri a fronte di un calo di oltre 11 mila studenti italiani. Viceversa, nelle scuole della regione Campania sono iscritti appena il 3% del totale studenti con cittadinanza non italiana, a fronte del 12,1% di studenti con cittadinanza italiana. Le altre regioni con il maggior numero di studenti stranieri sono l’Emilia Romagna, Veneto, Lazio e Piemonte che ne assorbono una quota compresa all’incirca tra il 9% e il 12%. La presenza degli studenti con cittadinanza non italiana nelle diverse regioni incide, però, in misura diversa quando si studia il fenomeno in rapporto alla popolazione scolastica locale e alle sue dinamiche di crescita e/o diminuzione. Da questo punto di vista la regione in cui gli studenti con cittadinanza non italiana più incidono nel contesto scolastico locale è l’Emilia Romagna dove oltre il 16% degli studenti non ha la cittadinanza italiana. Segue la Lombardia con il 15,1%, al terzo e al quarto posto si collocano la Toscana (13,8%) e l’Umbria (13,7%) seguite dal Veneto (13,3%) e Piemonte (13,2%). In pratica per ogni 5 studenti italiani uno è straniero. Nell’ambito delle regioni meridionali l’incidenza degli studenti con cittadinanza non italiana è ovunque inferiore alla media nazionale del 9,7%. In particolare in Abruzzo gli studenti con cittadinanza non italiana incidono per il 7,4%, benché la regione accolga un numero modesto di studenti (1,6%) mentre in Campania l’esiguo numero di studenti con cittadinanza non italiana in rapporto alla ragguardevole consistenza della popolazione scolastica regionale fa sì che la loro incidenza non superi il 2,6%.  A livello provinciale si osserva che le prime 10 province con il maggior numero di studenti con cittadinanza non italiana assorbono da sole il 41,4% del totale. Prima in graduatoria è la provincia di Milano con 88.957 studenti (+3.838 rispetto al 2016/2017), seguita da Roma con 62.328 e Torino con 39.342 presenze. Tra le altre province figurano Brescia (32.950 studenti), Bergamo (25.435), Firenze (22.034), due province dell’Emilia Romagna (Bologna 21.531 e Modena 18.326) e due del Veneto (Verona 19.946 e Treviso 17.971).  

Miur: i tassi di scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana sono prossimi a quelli degli italiani

30 Luglio 2019 - Roma - I tassi di scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana sono prossimi a quelli degli italiani sia nella fascia di età 6-13 anni (intorno al 100%), corrispondente alla scuola del 1° ciclo, sia nella fascia 14-16 anni, corrispondente al primo triennio di secondaria di II grado (nella quale scendono al 90%). Al contrario, a 17 e 18 anni di età (ultimo biennio di secondaria II grado) il tasso di scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana diminuisce fino al 65,8% rispetto al 79,7% degli studenti italiani. E’ quanto emerge dal Report del Miur sugli alunni stranieri con cittadinanza non italiana 2017/2018 (stranieri-in-italia). Pur tenendo presente che i dati di base utilizzati per il calcolo dei tassi portano a sovrastimare – spiega il Miur - la situazione effettiva della scolarità tra gli studenti con cittadinanza non italiana e non considerando al momento la problematica del ritardo scolastico interessa “rilevare l’interruzione della frequenza scolastica che avviene a 17 e 18 anni e che di conseguenza impedisce a oltre un terzo degli studenti con cittadinanza non italiana di realizzare una formazione più completa per l’inserimento nel mondo del lavoro”. L’altro ambito educativo in cui la scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana è “nettamente inferiore” a quella degli italiani, è la scuola dell’Infanzia. Tra i 3 e i 5 anni i bambini con cittadinanza non italiana presenti nelle scuole rappresentano il 79% (77% nel 2016/2017) dei bambini con cittadinanza non italiana residenti in Italia, mentre il dato raggiunge il 94% per i bambini italiani.

Sae: adesione all’appello di Clarisse e Carmelitane

29 Luglio 2019 - Assisi - È stata votata e approvata l’adesione dei partecipanti alla plenaria della sessione ecumenica del Sae alla lettera inviata dalle clarisse e carmelitane scalze al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in favore dei migranti e rifugiati che cercano protezione in Italia. L’incontro si è concluso sabato scorso ad Assisi.

Miur: circa 850mila gli alunni stranieri in Italia

29 Luglio 2019 -

Roma - Nell’anno scolastico 2017/2018 le scuole italiane hanno accolto complessivamente 8.664.000 studenti di cui circa 842.000 con cittadinanza non italiana. Rispetto al precedente Anno Scolastico la popolazione scolastica è calata complessivamente di oltre 77 mila unità, pari allo 0,9%. Gli studenti con cittadinanza italiana hanno registrato una flessione di 93 mila unità (-1,2%) a fronte di una crescita di quasi 16 mila studenti con cittadinanza non italiana (+1,9%), per cui la loro incidenza sul totale passa da 9,4% a 9,7%.

E’ quanto emerge dal Report del Miur sugli alunni stranieri con cittadinanza non italiana 2017/2018. Per il Miur al contempo, i dati di trend mostrano che la presenza degli annunci con cittadinanza non italiana tende a stabilizzarsi. Nel decennio 2008/2009 - 2017/2018 gli studenti stranieri sono complessivamente aumentati del 33,7% (+212 mila unità) un ritmo di crescita “assai lontano da quello verificatosi nel decennio precedente che aveva raggiunto il picco di oltre il 500% (+500 mila unità)”.

Tv2000 prende il largo con gli “Angeli del mare”

29 Luglio 2019 - Roma – “Angeli del mare”. Questo il titolo di una trasmissione televisiva che andrà in onda dal 31 luglio ogni mercoledì (ore 20,45) su Tv 2000. La trasmissione, di Simone Gandolfo, racconterà la quotidiana assistenza ai barconi provenienti dall'Africa. La serie è stata realizzata in collaborazione con la Guardia Costiera, la Croce Rossa, Medici senza frontiere e con il patrocinio del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale – sezione migranti e rifugiati -, di UNHCR e Save the Children. Gli “Angeli del mare” sono donne e uomini della Guardia Costiera addestrati a intervenire in situazioni limite, in cui anche una piccola distrazione può essere fatale. Salvare la vita dei naufraghi non è infatti solo questione di tecnica, ma di cuore e di coraggio. La serie, realizzata nella base della Guardia Costiera di Lampedusa, racconta le vicende umane e professionali di tutti gli eroi di frontiera che attraverso il loro lavoro ed il loro servizio salvano bambini, donne e uomini spinti in mare dall'emergenza migratoria che dal Nord-Africa si sposta verso l’Europa. Nella prima puntata siamo su nave Diciotti della Guardia Costiera: viene avvistato un barchino in mezzo al Mediterraneo, sono migranti di origine siriana. Tra questi migranti siriani, c’è una famiglia talassemica, e una bambina in condizioni preoccupanti. Il salvataggio nasconde molte insidie, il piccolo barchino comincia ad imbarcare acqua mettendo a rischio la vita delle persone a bordo…. Al porto di Catania, intanto, arriva una nave Save the Children con molte donne e bambini a bordo. Gli operatori di Croce Rossa Italiana e di Save the Children si preparano all’accoglienza. La comunità Don Bosco 2000, che si occupa dell’accoglienza ai minori non accompagnati, attraverso due operatori racconta come l’integrazione è necessaria per rendere i migranti partecipi di un percorso inclusivo nella società. La puntata si chiude con grave caso sanitario a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera, protagonista è una bambina talassemica che deve ricevere cure appropriate il prima possibile.  

Una foto che parla di accoglienza

29 Luglio 2019 - Benevento – Una foto, scattata in un piccolo paesino della provincia di Benevento, Campoli del Taburno, sta facendo il giro del web. Nell'immagine tre signore, zia Nicolina, zia Vincenza e zia Maria sono sedute all'aperto e in braccio tengono tre bambini ospiti del centro di accoglienza. Lo scatto è stato pubblicata sulla pagina Facebook "Sei di Campoli se...." che è stata inondata di commenti positivi. “Integrazione, accoglienza, bellezza scrive Orsola, che in poche parole riesce a sintetizzare tutto quello che esprime la foto. Poi il ricordo, quasi nostalgico, di uno dei nipoti delle anziane: “Pensare che 37 anni fa ero su quelle stesse gambe – scrive Federico – avvolto dallo stesso sorriso e adesso a km di distanza e con qualche anno in più, sono contentissimo di poter condividere le stesse emozioni con un bambino che non conosco ma che merita tutto e di più, sei bellissima nonna, ovviamente belle e belli i soggetti ritratti”.    

Sant’Egidio: volontari con i profughi a Lesbo e Samos

26 Luglio 2019 - Atene – Lesbos e Samos non sono solo due bellissime isole greche. Sono anche il punto di approdo di migliaia di profughi – soprattutto dalla Siria e dall’Afghanistan, ma anche dal Cameroun e dal Congo - che vi arrivano dopo viaggi lunghi e difficili, sperando di raggiungere l’Europa. La costa europea in effetti è proprio di fronte, un braccio di mare, la si vede bene, ma è inaccessibile. E i profughi restano nell’isola un tempo interminabile, in condizioni di vita estremamene difficili e dure. A Lesbos, che con quasi 90.000 persone residenti, è la terza maggiore isola greca per superficie e l'ottava del Mediterraneo, c’è un campo profughi formale, quello di Mòria, che può ospitare all’incirca 3.100 persone, e un altro, informale, esattamente al lato, dove ce ne sono più di 4.000. Circa un terzo sono bambini o adolescenti. Ma quasi ogni giorno, in qualche punto dell’isola, c’è un nuovo arrivo e la cifra cresce, giorno dopo giorno, si legge sul sito della Comunità di Sant’Egidio. Ci si arriva salendo su per una collina di ulivi, lontano dalla strada principale dove passa tutto il traffico isolano. Appena si arriva, la prima cosa che si nota è il vasto accampamento di tende, che confina con un'area delimitata da una recinzione in filo spinato. Qui, da qualche giorno sono “sbarcati” circa 35 volontari della comunità di sant’Egidio, i primi di un gruppo ben più consistente che si alternerà fino alla fine del mese di agosto. È “un arrivo di solidarietà e di amicizia”, spiegano i volontari che hanno aperto anche “il ristorante dell’amicizia” per i profughi dell’isola: non lontano dai campi tutte le sere, dal lunedì al venerdì, si potrà cenare insieme. Anche a Samos, un’isola molto più piccola “abbiamo pensato di distribuire dei ‘buoni acqua’ per i profughi con i quali possono ricevere gratuitamente delle bottiglie. Anche a Samos si prepara l’apertura del ristorante dell’amicizia”.

Save the Children: “Europa inerme di fronte alla tragedia che continua a consumarsi alle sue porte”

26 Luglio 2019 - Roma -  “L’ennesima tragedia del mare avvenuta nelle scorse ore non può che metterci di fronte alle nostre responsabilità. La morte di centinaia di uomini donne e bambini è lo specchio dell’incapacità di gestire il fenomeno migratorio”: lo ha affermato Raffaela Milano, direttrice Programmi Italia–Europa di Save the Children, commentando la notizia del naufragio, ieri, a largo delle coste libiche. Save the Children ritiene “assolutamente inaccettabile che l’Europa rimanga inerme di fronte alla tragedia che continua a consumarsi alle sue porte”. Secondo le ultime stime disponibili, nei primi 5 mesi dell’anno, evidenzia l’organizzazione, “1 persona su 14 tra quelle che hanno provato ad attraversare il Mediterraneo ha perso la vita e in questi casi i minori sono i più vulnerabili. Mentre la situazione della sicurezza in Libia peggiora giorno dopo giorno, i rifugiati e i migranti hanno poche opzioni: o rimangono intrappolati nel Paese o fuggono attraverso il Mediterraneo o il deserto nigerino. Tra loro sono tantissimi i minori, adolescenti e talvolta poco più che bambini, spesso in viaggio da soli”. “Salvare vite umane deve essere la preoccupazione principale degli Stati membri dell’Ue – ha aggiunto Milano -. È inoltre indispensabile che la comunità internazionale, e in primo luogo l’Europa, moltiplichi gli sforzi per realizzare vie di accesso sicure dalle aree di crisi o di transito, per evitare che decine di migliaia di persone continuino a vedersi costrette ad affidarsi ai trafficanti, mettendo in serio pericolo la propria vita, per attraversare il Mar Mediterraneo, come questa ennesima tragedia ci ha purtroppo dimostrato”.